
Per studiare i terremoti e la deformazione delle placche è necessario disporre di reti sismiche sempre più dense e ben distribuite sul territorio. Negli ultimi anni, la sismologia ha compiuto un salto di qualità grazie alla realizzazione di grandi reti di sensori su scala continentale (ad esempio USArray, negli Stati Uniti e AlpArray in Europa). In questo contesto si inserisce AdriaArray, il più grande esperimento di sismologia passiva mai realizzato in Europa, operativo nel periodo 2022–2026 (Kolínský et al., 2025). La “sismologia passiva” studia la struttura interna della Terra analizzando le onde sismiche generate da fenomeni naturali, come i terremoti o il cosiddetto rumore sismico ambientale, senza ricorrere a sorgenti artificiali.
L’obiettivo del progetto AdriaArray è studiare la struttura della crosta e del mantello e comprendere i processi geodinamici che controllano la sismicità nell’area centro-mediterranea. Al centro di questo sistema c’è la placca adriatica (Adria), una microplacca situata tra Africa ed Europa, la cui evoluzione è fondamentale per spiegare la formazione delle catene montuose che la circondano e la distribuzione dei terremoti nella regione (Figura 1).