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Il 6 maggio 1976 era stata una giornata incolore. Nelle redazioni dei giornali, il giro di cronaca non aveva restituito notizie di rilievo. Poi, alle ore 21:00, tutto cambiò. La terra venne scossa da una violenza paragonabile a una “frustata” improvvisa e imprevedibile. In quel preciso istante, gli orologi si fermarono, e con essi la storia di un’intera regione. Quello che sembrava un pigro inizio di serata si trasformò nell’evento sismico più forte mai registrato in Italia settentrionale in epoca strumentale: un terremoto di magnitudo locale ML 6.4, con una magnitudo momento stimata Mw 6.5. La terra tremò dall’Italia centrale fino all’Olanda, ma il cuore della tragedia batteva nel Friuli remoto. Nelle ore immediatamente successive alla scossa, l’Italia piombò nel caos informativo.

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