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N. Oggetto Inviato da Comune di residenza In data
711 Curiosità Luca Roselli Sulmona (AQ) 28-12-2009
Quesito:
Buon giorno e buone fesività. Ho una piccola curiosità.... forse banale. Guardando la lista degli eventi sismici di ieri ho notato che riportate una scossa nella zona dell'Etna con una profondità di -0.48Km. Visto che riportate sempre le profondità degli eventi con numeri positivi cosa vuol indicare quella profondita?
Risponde Paolo Augliera il 2009-12-28 17:27:22
Ad una quota di 0,48 km (480 metri), SOPRA il livello medio marino (quota 0 di riferimento)
Buone feste anche a lei.
710 Aquilano Carla Bianchetti L'aquila (AQ) 26-12-2009
Quesito:
Salve, già ho ricevuto le Vostre tempestive e chiare risposte, ora con riferimento al quesito n. 584 ed ad altro mio precedente, volevo sapere se, a seguito di questo periodo di assenza di scosse sul distretto "Monti della Laga", potete ritenere che questa sequenza sia in assestamento ? Grazie ancora tantissimo. Carla Bianchetti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-12-26 12:38:06
Gentile Signora Bianchetti,
se per "assestamento" intende l'eventualità che la sequenza si possa considerare conclusa, tenderei a non risponderle affermativamente: come più volte scritto, l'evoluzione di un processo sismogenetico non è definibile con le modalità note, per esempio, in campo meteorologico.
Rimane il fatto che, indipendentemente dalla sequenza sismica, la zona si caratterizza per l'elevata pericolosità sismica e la sequenza - in corso o terminata che sia - non sposta nulla rispetto al fatto che prima o poi (magari anche tra cento o duecento anni o più) la zona sarà caratterizzata da un forte terremoto.
Ciò pone i termini del problema su un altro piano: quello dell'attenzione alla qualità degli edifici. E' una filosofia completamente diversa rispetto a quella che si risolve nel chiedersi se ci sarà o meno un terremoto e, ovviamente, nella speranza che questo non avvenga.
Le auguro una serena pausa festiva,
Fabrizio Galadini
707 abruzzo Bruna Lattanzio Popoli (PE) 19-12-2009
Quesito:
Salve e ringrazio anticipatamente per la vs. disponibilità.Vorrei porvi 2 domande le cui risposte, se già esistenti, mi risulta difficile trovare.La prima:le faglie della mia regione potrebbero generare terremoti superiori al 6.3 dello scorso aprile? La seconda: corre voce che alcuni geologi stiano monitorando il Morrone che, pare si stia muovendo.In genere non credo alle "voci di corridoio" e il fatto che il Morrone si muova mi pare scontato,ma una vs. rassicurazione,se siete a conoscenza di queste riunioni, sarebbe ben gradita.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-12-19 22:46:40
Gentile Signora Lattanzio,
la risposta alla prima domanda è sì. Per quanto riguarda la seconda domanda, credo opportuno osservare che l'intera catena appenninica si "sta muovendo", non solo la Montagna del Morrone. Nel senso che l'intera catena appenninica si sta sollevando da alcuni milioni di anni. Cio' detto, a me non risultano comportamenti "anomali" nella zona del Morrone. Rimane il fatto che, come numerose altre aree del territorio italiano, anche la regione peligna è caratterizzata da elevata pericolosità sismica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
706 terremoti etna Carmela Rosetti Giarre (CT) 19-12-2009
Quesito:
salve,sono siciliana di giarre e oggi nella zona dell' etna vi è stato uno sciame che ha portato ad un 4.3(ore 21.00 magn. 2.7, 21.35 magn 2.7, 05.16 magn 2.7 e infine 05.36 magn 4.3 con stesso epicentro ma diversi in profondita)le mie domande sono:la magnitudo massima che puo raggiungere la zona? quale magnitudo puo riattivare il vulcano provocando un' eruzione lavica?ho notato che in genere gli eventi sull 'etna sono superficiali(questi di oggi invece abbastanza priofondi)e avvengono a catena dopo un breve lasso di tempo(a volte dopo 4-5 minuti uno dall'altro) è vero o è solo un impressione?grazie per le risposte.
Risponde Carlo Meletti il 2009-12-19 13:18:34
Le consigliamo di porre il suo quesito ai nostri colleghi della sezione di Catania che gestiscono un servizio simile a questo che è della sezione di Milano.
Il link è questo: http://193.206.223.38/INGV/index.php?option=com_ckforms&view=ckforms&id=1&Itemid=348&lang=it
Buona giornata
705 sisma del 15 aprile in umbria Michele Simone Corciano (PG) 17-12-2009
Quesito:
Salve a tutti, scrivo per avere qualche informazione in più riguardo la scossa del 15 aprile. Mi trovavo vicino alla zona epicentrale ed ho avvertito la scossa molto bene, preceduta da boato.
Quello che mi chiedo è:
1) come sia possibile che dopo tale scossa non siano accadute scosse di assestamento.
2) volevo sapere se è proprio vero che non ci sono stati mini-scosse nei mesi precedenti (io 3 piccole le avevo avvertite ma forse mi sbaglio ...) e se è possibile che seguano sismi più forti in futuro o se la faglia non desta alcuna analogia con le ben più conosciute faglie appenniniche
3) dove è localizzata la faglia

Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-19 14:48:29
Come precisato non facciamo analisi delle sequenze in atto.
Per un terremoto cosi' piccolo non è possibile fare uan associazione a una faglia.
Buona giornata
704 Info Giorgio Orlandi Serra San Quirico (AN) 17-12-2009
Quesito:
Salve a tutti,
complimenti in anticipo per l'ottimo lavoro che fate tutti i gioni con estrema serieta'.
Vorrei avere delle delucisazioni in merito alla scossa di questa notte zona Metauro mag.3.3 Km 37.1.
La zona dove é avvenuto il terremoto che zona risulta essere, é collegato a qualcosa o un evento isolato?

Grazie

Giorgio
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-19 14:46:43
Come abbiamo precisato non siamo in grado di fare previsioni a partire da un evento, peraltro molto piccolo.
Buona giornata
703 RISCHIO SISMICO AD ALESSANDRIA Beatrice Magrassi Alessandria (AL) 17-12-2009
Quesito:
So che la città di Alessandria era nella zona sismica 4. Volevo sapere se fosse stata cambiata tale classificazione e se c'è un particolare rischio per la città.
Grazie
Risponde Carlo Meletti il 2009-12-19 13:16:42
Per sapere se la zona sismica di Alessandria è stata cambiata recentemente bisogna rivolgersi alla Regione Piemonte che è l'istituzione a cui è assegnato il compito di aggiornare le zone sismiche.
Buona giornata
702 Database Matteo Mancini L'aquila (AQ) 16-12-2009
Quesito:
Gentili esperti, consultando il vostro database (emidius.mi.ingv.it) ho notato che i terremoti sono classificati in base a magnitudo diverse da quella locale (Richter). Ad es. nel caso dell'Irpinia si legge una Maw 6,89 che sta a rappresentare, come si legge dalla descrizione dei parametri, "la magnitudo momento Mw, con errore associato Dw e tipologia di stima Tw". Ne deduco che la magnitudo di 6,9 abitualmente associata al terremoto del 1980 sia una magnitudo momento, o, perlomeno, non sia corretto definirla come Richter, è giusto? E' possibile conoscere la magnitudo locale di terremoti storici come quello irpino? Grazie e buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-16 13:20:12
E' stato scelto di usare Mw in quanto è uno standard internazionale.
Il termine "Richter" non significa nulla, è solo giornalistico.
La magnitudo locale è disponibile per per i terremoti recenti, nei vari bollettini.
Buona giornata
701 Condizione penalizzate per liquefazione in ZS4 27? Paolo Cortopassi Viareggio (LU) 15-12-2009
Quesito:
Buon pomeriggio. Ho un problema per la verifica della liquefazione. le NTC08 introduce 5 condizioni per la verifica a liquefazione tra cui terremoti di M>5. La ZS9 916, appare ricalcare le zone 27 e 32 della ZS4; in essa il GdL 2004 individua una Mwmax di 6,14. Osservando tab 2 del rapp. conclusivo per la Mappa Pericolosità Sismica OPCM 3274/03, leggo per la 916 la presenza di terremoti passati massimi equivalenti a Mw=5,45. Nel catalogo CPTI04 per la vecchia zona ZS4 27, non trovo terremoti con Mw>4,5; vi è un terremoto (1914Garfagnana;Mw=5,5)che ricade nella ZS4 32. Chiedo se il valore di Mw=6,14 non sia troppo elevato per la ZS4 27. Grazie
Risponde Carlo Meletti il 2009-12-19 13:24:06
Come abbiamo avuto occasione di rispondere a quesiti analoghi al suo, la nostra stima di magnitudo per una zona (per esempio 6.14 per la ZS 916) indica il valore massimo atteso, seppure con una probabilità di accadimento bassa.
Le NTC08 non dicono se la magnitudo da considerare per la verifica della liquefazione è la magnitudo massima o quella che ha una certa probabilità di accadimento. Non possiamo peraltro interpretare noi le norme tecniche e quindi non siamo in grado di sciogliere il suo dubbio.
Buona giornata
700 Territorio Raiano- sismicità Michele Andreozzi Raiano (AQ) 11-12-2009
Quesito:
Salve, volevo chiederVi come mai nei giorni seguenti al terremot del aquila, a sulmona si avvertivano scosse del distretto sismico gran sasso-monti della Laga e nel territorio di Raiano niente/nn avvertibili come Sulmona ? puo dipendere dalla formazione del terreno ? e sempre se a vostra conoscenza che Geologicamente come è formato il sottosuolo Raianese? In attesa di una Vostra gentilissima risposta inmerito,distintamente Vi saluto. GRAZIE
Michele
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-12-13 12:47:46
Gentile Signor Andreozzi,
la risposta sismica locale varia notevolmente all'interno di un medesimo bacino intermontano. Cio' vale anche per la conca peligna. In genere, a Sulmona i terremoti sono avvertiti meglio che in altri abitati. E' ovviamente il risultato di effetti di sito condizionati dalle caratteristiche geologiche del sottosuolo. E' possibile che a Raiano, che pure è costruito su sedimenti quaternari di natura prevalentemente alluvionale (cioè non su roccia, condizione migliore in riferimento alla risposta sismica), le caratteristiche meccaniche delle varie unità sedimentarie siano meno scadenti di quelle di altri abitati dell'area.
Lei ha posto il quesito n. 700 e pertanto, in luogo del solito "cordiali saluti", le invio l'augurio di un buon pomeriggio domenicale.
Fabrizio Galadini
699 zona 4 - piemonte Sergio Ferrero Cuneo (CN) 11-12-2009
Quesito:
Con l'ordinanza 3274/03 lo Stato ha dato potere alle Regioni di decidere se introdurre o no l'obbligo della progettazione antisismica in zona 4. Ora con le Norme tecniche 2008 dice che per le stesse zone (4) occorre applicare un certo tipo di calcolo; la domanda che vi pongo è: ma in queste zone 4 come va eseguito il calcolo strutturale, antisismico o no? Questo perchè le NTC2008 non eliminano (secondo me) questo potere di legiferare dato alle regioni per le zone sismiche 4 e quanto contenuto nell'ordinanza, nel par.2.7, riguarda secondo me le zone 4 delle Regioni che hanno detto che nelle stesse bisogna calcolare in modo antismico.
Risponde Carlo Meletti il 2009-12-19 13:26:56
Solo le singole Regioni possono rispondere al suo quesito. Molte amministrazioni hanno nel tempo promulgato leggi regionali che regolano la progettazione in zona sismica 4.
Noi non siamo aggiornati sui singoli provvedimenti e quindi non siamo in grado di dare una risposta. Si può rivolgere alla regione nella quale ricade il suo progetto.
Buona giornata
698 terremoti garfagna-frignano Mario Castaldi Lucca (LU) 08-12-2009
Quesito:
salve,da un po di giorni in garfagna e nel frignano si stanno registrando eventi modesti tutti i giorni(il 4 novembre 2.9 e 2.6 frignano,il 6 2.8 zona modena,oggi 8 novembre 2.7 e 2.4 garfagna)con sciame a partire dal 4 novembre(10-15scosse da 1.1 A 1.9 al giorno)mi chiedevo:le faglie in questione non potrebbero essersi riattivatte come è successo a inizio settembre nel frusinate?confido in una risposta esaustiva visto che quando inizio lo sciame nel frusinate caratterizzato da eventi come i nostri vicini al 3 grado protezione civile e ingv affermarono il riattivarsi delle faglie e la paura di un forte evento.cordiali saluti.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-08 15:09:05
Buongiorno,
come segnalato nelle frasi che precedono il form

"In particolare si segnala che non verrà data risposta a quesiti che riguardano:

* caratteristiche di sequenze in atto e previsioni sulla loro evoluzione;

Si segnala inoltre che:

* per quanto riguarda le informazioni relative ai terremoti recenti la sezione INGV di riferimento è il Centro Nazionale Terremoti, con sede a Roma (http://cnt.rm.ingv.it/earthquakes_list.php)

I terremoti in questione rappresentano rumore di fondo e non forniscono indicazioni per il riattivarsi di faglie, che comunque, se attive, sono in attività anche senza il rilascio di energia.

Questo non toglie che nella sua zona si possono determinare, in ogni momento, terremoti abbastanza forti e tali da determinare danni

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona giornata
697 diga di campotosto Emanuel Silvestri Teramo (TE) 05-12-2009
Quesito:
dottor galadini,questa domanda è rivolta a lei visto che da parecchi giorni sul nostro quotidiano locale di teramo sono uscite delle preoccupazioni sulla DIGA DI CAMPOTOSTO e lei si è occupato di persona del caso.una domanda mi sorge:quale è la massima magnitudo registrata su quella faglia a memoria di uomo?è vero che la faglia si sta dividendo in 2 microfaglie che sbattendo tra loro aumentano la possibilita di forte terremoto nella zona?con evento di magn 7 richter la citta di teramo con quale forza dovrebbe risentire l evento con epicentro nel lago di campotosto?la ringrazio per l attenzione.cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-12-07 10:30:55
Gentile Signor Silvestri,
una precisazione e' d'obbligo: non mi sono occupato del "caso" della diga di Campotosto, perche' non ho competenza in materia; mi sono occupato della faglia dei monti della Laga e delle ricerche geologiche sulla sua attivita' recente.
Il terremoto del 1639 viene in genere associato alla faglia della Laga. In effetti, come visibile dal nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08, il terremoto ha interessato prevalentemente l'area dell'attuale comune di Amatrice. La magnitudo associata e' 5.9.
La faglia non "si sta dividendo in due microfaglie". Questo e' un esempio di come lavori scientifici possono essere assimilati dal giornalismo, dalla pseudo-divulgazione scientifica e compresi dai non addetti ai lavori. Credo che questa affermazione faccia riferimento a un lavoro (Galadini e Galli, 2003, Annals of Geophysics) in cui si osservava che la faglia in questione sembrerebbe costituita di due segmenti (la segmentazione e' un fatto abbastanza comune per le faglie appenniniche: il Fucino e' fatto di tre segmenti; la media valle dell'Aterno di due o tre; l'alta valle dell'Aterno di due, ecc ...). Sul segmento meridionale ci sono maggiori evidenze di attivita' della faglia, sul segmento settentrionale meno. Il segmento settentrionale, in effetti, potrebbe essere compatibile con terremoti di magnitudo come quella del 1639; quello meridionale con terremoti di magnitudo massima superiore.
A proposito della magnitudo massima, i ricercatori che hanno studiato la faglia hanno opinioni diverse. Alcuni la considerano capace di generare terremoti fino a M 6.5, altri anche tra 6.7 e 6.9.
Cosa comporterebbe un terremoto di questo tipo alla citta' di Teramo e' desumibile solo con studi appropriati, scenari di scuotimento o di danno. Pero', per quanto concerne la pericolosita' sismica della sua citta', puo' fare riferimento al nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
696 sismicita sicilia centrale Raimondo Di Felice Sperlinga (EN) 05-12-2009
Quesito:
sono di sperlinga(en)oggi i telegiornali davano la notizia di una scossa 3.2 che io non ho neanche udito.volevo chiedere pero quale livello di pericolo corre la mia zona secondo le mappe sismiche?(in una troviamo zona verde quindi pericolo basso in un altra pericolo arancione quindi medio-alto)?visto che la zona è spesso interessata da scosse di 3 richter mi chiedevo quale magnitudo massima si possa verificare nella zona in caso di forte evento?visto che alcuni ritengono che solo la sicilia orientale sia a rischio sismico.buona giornata
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-05 18:09:05
Per informazioni sulla pericolosità sismica può consultare il sito

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona serata
695 terremoti 4 dicembre Leonardo Nodari Modena (MO) 04-12-2009
Quesito:
esperti,sono emiliano vicino zona colpita oggi da un 2.9 e vi scrivo perche anche se voi affermate che le scosse di questi giorni in italia sono insignificanti .internet e media locali lanciano allarmismi. oggi dopo 2.9 su internet panico di un nuovo evento nel frignano e cartina ingv iside con gli eventi del 4 dicembre in tutta italia con numerosi eventi sopra al 2 grado:ieri 2.1 e 2.2 a potenza con oggi 3.1 e 2.4, 2.0 in umbria,2.1 a torino,2.2 nel sorano,2.3 mar di sicilia e 2.1 e 2.3 in abruzzo come ad indicare catastrofe vicina secondo alcuni.con questo scritto spero che voi capiate che purtroppo c è molta mala-inforrmazione.saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-05 15:19:17
Concordo,
ma noi non possiamo farci nulla. In Italia non ci si occupa di terremoti e di prevenzione per decenni, poi improvvisamente tutti si scoprono sismologi e propongono le teorie più assurde.
Noi di questa sezione ci asteniamo dal commentare le sequenze in atto e di rincorrere le stupidaggini che circolano: il nostro lavoro è un altro.
Buona giornata
694 Accelerazione Massimo Ferella L'aquila (AQ) 04-12-2009
Quesito:
Salve! Vorrei sapere, se possibile, qual'è stata l'accelerazione massima registrata in occasione del sisma del 6 aprile e se è possibile confrontarla con le accelerazioni registrate in eventi sismici di grande intensità come Friuli, Irpinia o Umbria. Grazie!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-04 16:07:40
Le segnalo il sito

http://itaca.mi.ingv.it/ItacaNet/

Buona giornata
693 scossa appennino lucano Paolo Albi Brienza (PZ) 04-12-2009
Quesito:
distinti esperti,vivo a brienza in basilicata dove oggi vi è stato un evento pari a 3.1 della scala richter.cosa piu strana è che ieri due scosse di magn.2.1 e 2.2 si erano verificate nella medesima zona.visto che il vostro ente piu volte ha ribadito di non poter prevedere i terremoti e di non preoccuparci di questi eventi mi domandavo se le due scosse di ieri potevano essere interpretate come un avvertimento di qualcosa di piu forte e se la faglia della zona si puo essere riattivata?distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-04 16:05:54
Gentile signore,
posto che prima del form per inviare un quesisto abbiamo scritto:

"In particolare si segnala che non verrà data risposta a quesiti che riguardano:
* caratteristiche di sequenze in atto e previsioni sulla loro evoluzione"

riconfermiamo che dal punto di vista sismico gli eventi da lei riferiti non sono niente di più che rumore di fondo.

Buona giornata


692 risposta quesito 691 Mario Rotondi Faro Capo Vaticano (VV) 03-12-2009
Quesito:
buonasera, ringraziando e concordando con il dottor stucchi per la sua risposta gradirei sapere come gia enucleato in precedente quesito(691)per un fatto estremamente di curiosita se un terremoto di 5-6grado richter in quella zona a profondita di 100km possa provocare una attivazione della attivita del vulcano stromboli visto la vicinanza dell epicentro o creare onde tsunami?cordiali saluti.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-04 08:04:41
la risposta è no a entrambi i quesiti
buona giornata
691 3.0-2.8 zona costa calabra Mario Rotondi Faro Capo Vaticano (VV) 03-12-2009
Quesito:
distinti esperti,sono di faro capo vaticano(vv)facendo riferimento a quesito 665 e 683 si evince la sismicita di lipari e costa calabra. ieri gli ennesimi eventi di magn. 3.0 e 2.8 a 150 km di profondita e a pochi giorni dal 3.9. mi domandavo:come è la sismicita della zona al momento(attiva o regolare?)il 3.0 di ieri puo essere definito una replica del 3.9 come uno sciame decrescente?la vicinanza degli epicentri al vulcano stromboli in caso di terremoti piu forti a minimo 100km di profondita(ho capito che gli eventi in quella zona hanno sempre minima profondita sui 100km)non possono riattivare l attivita vulcanica o formare maremoti.saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-12-03 21:51:45
Gentile signore,
questi terremoti sono "rumore di fondo", cui nessuno faceva caso prima del terremoto dello scorso aprile.
Buona serata
690 3.2 gargano Lorenzo Cioci L Aquila (AQ) 01-12-2009
Quesito:
buonasera,oggi un evento 3.2 nella zona del gargano.chiedevo per purissima curiosita come è la situazione sismogenetiica della zona? quale è stato il massimo evento registrato nella zona a memoria di uomo?il terremoto del 2002 tra molise e puglia ha provocato la attivazione della stessa faglia che oggi ha prodotto il 3.2?visto la vicinanza al mare e bassa profondita con eventi di 5 grado potremo avere la formazione di onde tsunami seppur molto ridotte rispetto ad indonesia e samoa?ringrazio per il tempo concessomi sperando in una risposta esaustiva.distinti saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-12-02 21:17:11
Gentile Signor Cioci,
come può osservare dal nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/, il Gargano è stato interessato nel passato da forti terremoti (1627, 1646, 1889 ...).
Per quanto riguarda il terremoto di ieri, si tratta di un piccolo evento sismico: troppo piccolo perche' si possano fare ipotesi sulla sua origine. Altro sarebbe se questo evento si inserisse nel quadro di una sequenza sismica. In quel caso una qualche ipotesi si potrebbe fare in base alla distribuzione delle varie scosse.
Uno tsunami si puo' generare per la fagliazione del fondo marino, il che significa legare il fenomeno a un terremoto forte, piu' forte di un evento di magnitudo 5. Puo' anche essere generato da una frana sottomarina, innescata da un evento sismico. Anche in questo caso occorre uno scuotimento legato ad un forte terremoto. Ma in questo caso non so definire una soglia inferiore di magnitudo. In effetti, molto dipende dalla instabilita' dei sedimenti sui pendii sottomarini.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
689 Boato su Ortona e Lanciano Giovanni Ciavarelli Ortona (CH) 01-12-2009
Quesito:
Salve!
Nel pomeriggio del 25 Novembre, approssimativamente alle 17.00 c'è stato un boato ad Ortona senza oscillazione di lampadari. Tuttavia i vetri hanno tremato come spinti da un'onda d'urto. Alcuni anti-furto hanno cominciato a suonare. All'inizio sembrava solo un evento cittadino ma poi sono arrivate richieste di informazioni anche da un'altra cittadina importante quale Lanciano, distante da Ortona credo 25Km in linea d'aria. Li è stata avvertita con la stessa intensità.
Dato che ISIDE non traccia nulla, è possibile si fosse trattato di un aereo supersonico? Può un Boom Sonico essere avvertito FORTE a tanta distanza? E' plausibile? Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-12-01 10:04:23
Gentile Signor Ciavarelli,
direi che di terremoto non si e' trattato. L'ipotesi che quanto lei descrive possa essere stato causato da un aereo nel superamento della barriera del suono - sebbene da approfondire - potrebbe essere fondata.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
688 Durata terremoto Dante Bonanni L'aquila (AQ) 28-11-2009
Quesito:
Salve. Premesso che non so se con i mezzi a disposizione sia possibile, ma in caso di terremoti se ne può calcolare anche la durata? Ed in caso si possa fare, potrebbe avere senso una classificazione che tenga conto della magnitudo e della durata? A tal proposito, esiste una qualche relazione tra durata e magnitudo?
Grazie per la tempestività ed esaustività delle risposte, spero davvero che servizi come il vostro abbiano sempre le "sponsorizzazioni" che meritano!
Risponde Paolo Augliera il 2009-11-29 16:07:00
La magnitudo di durata (Md) esiste sin dalle prime misurazioni effettuate dagli osservatori sismologici. Per la definizione di Md, si intende come durata dell'evento sismico il tempo che intercorre tra l'arrivo della fase P (il primo arrivo di una fase sismica alla stazione sismometrica) e quello in cui il livello del segnale raggiunge gli stessi valori che si misuravano prima dell'arrivo della fase sismica (livello segnale "pre-evento"). E' utilizzabile in genere per distanze inferiori a 300 km (per alcuni autori sino a 600) quindi per eventi locali e regionali. Oltre queste distanze non è più definibile una relazione univoca tra magnitudo dell'evento e distanza. Veniva molto utilizzata negli anni passati (nell'epoca precedente ai segnali digitali e con registrazioni solo "analogiche" su carta o lastra fotografica) perchè permetteva di definire la magnitudo anche per segnali "saturi" (ampiezze troppo grandi per i sensori di quei tempi) e perchè non occorrevano calcoli troppo sofisticati (per l'epoca...). Ha una grande variabilità da sito a sito, la sua determinazione risente quindi di un livello di errore (nel senso di scarto rispetto ad un valore medio) più alto rispetto ad altre definizioni di magnitudo. Oltre alla Md esistono altri parametri utilizzati in sismologia ed ingegneria sismica che tengono conto della durata del segnale (ma entreremmo in dettagli ancor più specialistici...).
686 magnitudo differenti ingv-usgs Sabrina Ragonici Teramo (TE) 26-11-2009
Quesito:
distinti esperti,mettendo a confronto i dati del vostro ente con quelli di altri enti di geofisica mondiale USGS e CSEM si notano diversita anche piuttosto nette soprattutto sul calcolo della magnitudo.tre giorni fa vi fu un 3.9(ingv)zona costa calabra, l usgs riportava come magnitudo locale(MI) addirittura 4.7 RICHTER.questo avvenimento si è gia verificato anche in abruzzo dove scossa 6 aprile è stata catalogata 5.8 da ingv ma da usgs 6.3, 7 aprile 5.3(ingv),5.5(csem),5.8(usgs). come è possibile che ci siano questi ampi margini di errore sul calcolo della magnitudo? perche tra un 3.9 e un 4.7 c è un grande abisso di energia cordiali saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-27 10:15:56
Abbiamo già risposto diverse volte. Ci sono vari titpi di magnitudo, che lei non cita, e le stime in questione vengono fornite con la relativa incertezza.
Le stime definitive di magnitudo vengono fornite nel seguito, quando tutti i dati sono disponibili.
Per quel che riguarda 3.9 e 4.7 non parlerei di un abisso di energia.
Buona giornata
685 teoria Nestore Bernardi Montereale (AQ) 26-11-2009
Quesito:
mi hanno raccontato che il petrolio in profondita' è ad una pressione di 200-300 atmosfere quindi suppongo che in genere questa sia la press che regola il sottosuolo.con la fuoriuscita del radon questa pressione viene a mancare,pertanto le rocce del sottosuolo cavernoso diventano instabili. lo so la mia potrebbe essere solo fantasia, oppure una magnifica intuizione. buona sera
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-26 20:55:45
Gentile Signor Bernardi,
non direi che la pressione a profondità di interesse sismogenetico sia condizionata dalla migrazione di gas in maniera tale da innescare terremoti come quello del 6 aprile. In genere si ammette il contrario, cioè che siano alcune variazioni delle caratteristiche fisiche delle rocce in profondità a creare le condizioni per la migrazione di gas e fluidi.
Cordiali saluti
Fabrizio
684 placca pacifica e africana Lorenzo Cioci L Aquila (AQ) 25-11-2009
Quesito:
quest'anno la zona del mar ionio è stata colpita da pesanti terremoti.nella zona italiana da gennaio eventi da 3.1 a 3.6 abbastanza ricorrenti tutti mesi mentre la zona greca colpita da 3 eventi di magn.5.1,5.3 e 5.8. mi chiedevo:la sismicita del mar ionio non puo essere correlata a quella dell indonesia e samoa dopotutto lo ionio è parte della faglia pacifica?anche le zone del mar di sicilia e del tirreno(colpite questo anno da eventi sopra al 4 e frequenti eventi piu di 3 grado)non stanno subendo una spinta troppo forte dalla faglia africana provocando questi continui e forti sismi?oppure le faglie sono calme e gli eventi normali?buonasera
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-26 10:14:00
Guardi,
i terremoti che lei cita sono molto modesti e se ne registrano una infinità in tutto il pianeta.
Buona giornata

683 sismicita lipari-costa calabra Emanuel Silvestri Teramo (TE) 23-11-2009
Quesito:
buonasera, oggi si è verificato un evento in calabria di magn 3.9 a piu di 300 km di profondita. in base anche a risposta quesito 665 che le scosse sulla costa calabra e isole lipari hanno spesso forte intensita ma sono molto profonde(150-300km)mi chiedevo pero se queste magnitudo non sono troppo alte e frequenti (oltre a oggi anche il 15 settembre vi fu un 4.0 alle lipari a 270km di profondita)?è una sismicita attiva o costante alla norma?quale è stata la massima magnitudo che si è registare in quella zona e la profondita è stata sempre cosi alta?vi ringrazio per il servizio. cordiali saluti
Risponde Paolo Augliera il 2009-11-24 16:23:18
Per valutare periodi precedenti al 2009, ho analizzato il bollettino sismico INGV per il periodo 1983-2008.
Ho considerato gli eventi con profondità maggiore di 60 km nell'area da lei indicata (approx. tra 38-41 N, 13-17 E).
Risultano a catalogo 1368 eventi di cui 32 con magnitudo locale maggiore od uguale a 3.9.
La massima magnitudo riportata (5.7) si ha per un evento del 26 ottobre 2006 a profondità 220 km. A catalogo in questa zona sono presenti eventi anche con profondità dell'ordine dei 500-600 km.
Cordiali Saluti
682 magnitudo attesa Claudio Neri Livorno (LI) 23-11-2009
Quesito:
A seguito della risposta ottenuta gentilmente dal Dott. Carlo Meletti in riferimento alla magnitudo attesa a Marina di Pisa per un periodo di ritorno di 475 anni (valore compreso fra 4 e 5 - risposta Dott. Meletti), sono a chiedere se tale valore può essere assunto come valido per escludere nel sito di Marina di Pisa fenomeni di liquefazione secondo le NTC 2008 punto 7.11.3.4.2 circostanza 1("eventi sismici attesi di magnitudo M inferiore a 5"). In caso negativo dove si può trovare il valore di riferimento della magnitudo per verificare o meno tale condizione?
Ringraziando, porgo cordiali saluti.
Ing. Claudio Neri.
Risponde Carlo Meletti il 2009-11-24 10:04:59
Lei ha toccato un aspetto critico delle Norme, vale a dire che non si stabilisce quale sia il documento di riferimento per la definizione della magnitudo (oltre a non chiarire se si parla di massima magnitudo o di magnitudo attesa con una certa probabilità).

Noi stessi abbiamo in passato consigliato di utilizzare il valore delle zone sorgente utilizzate per la mappa di pericolosità sismica, perchè questo era l'indicazione ricevuta da DPC; ma così facendo si avrebbe magnitudo 5 in tutta Italia.

Consigliamo quindi di rivolgersi al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che, avendo promulgato le Norme, è l'unico Ente che può fornire la loro interpretazione.
Buona giornata
681 richiesta Carla Bianchetti L'aquila (AQ) 21-11-2009
Quesito:
Salve,
considerando l'evoluzione della sequenza sismica dell'aquilano, potete ritenere che la "faglia di Paganica" si sia assestata o che , comunque, non possa più esprimere terremoti pericolosi e se lo stesso puó dirsi per la "faglia dei monti della Laga"? Grazie ancora per il Vostro lavoro. Carla Bianchetti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-22 22:13:59
Gentile Signora Bianchetti,
il quadro non e' molto diverso da alcuni mesi fa. Si disse che l'attivita' legata alla faglia di Paganica sarebbe dovuta diminuire nel tempo. In un tempo difficilmente precisabile, pero'. Ma e' cio' cui stiamo assistendo. Il discorso e' diverso per la faglia della Laga. La differenza e' che sulla Laga - per fortuna - un terremoto come quello del 6 aprile, non e' avvenuto. Per questa faglia, quindi, non si puo' invocare lo stesso comportamento sismogenetico che caratterizza quella di Paganica. Il comportamento della faglia della Laga, come quello di decine di altre faglie appenniniche, per quanto se ne sa oggi, non è prevedibile. Peraltro, se non sbaglio, l'area è stata caratterizzata da alcune decine di terremoti nell'ultima settimana ...
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
679 Giuliani Marco Pratola Pratola (AQ) 19-11-2009
Quesito:
Ho notato che avete pubblicato sulla vostra rassegna stampa un articolo di un intervista a Giampaolo Giuliani in cui il ricercatore si dice preoccupato sui livelli di radon misurati dalle sue apparecchiature.
L'aver messo sul sito INGV tale notizia può essere vista come un cambio di vedute circa le teorie di Giuliani da parte dell'INGV?
Fino ad ora l'INGV era sta molto critica verso Giuliani e si leggeva spesso che tali allarmi non dovevano essere dati.
Possiamo quindi interpretare la pubblicazione dell'articolo come una conferma di uno stato di preoccupazione?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-19 18:07:21
Gentile Signor Pratola, o meglio Petrella,
lei ha posto un quesito sul sito web della sezione di Milano-Pavia dell'INGV, la rassegna stampa viene fatta dall'ufficio stampa della sede di Roma. Pertanto, per avere chiarimenti al proposito le suggerirei di contattare proprio quell'ufficio. Mi permetta di dire, comunque, che una rassegna stampa non dovrebbe essere connessa a scelte di campo o funzione delle opinioni dei ricercatori su determinati argomenti. Il confronto scientifico avviene nelle sedi appropriate, non sui quotidiani o altri media necessariamente gestiti da chi non fa della ricerca il suo mestiere. Si e' appena concluso, a esempio, il convegno annuale del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida, dove naturalmente si e' anche parlato delle questioni che Lei solleva.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
678 pianura padana Luigi Forti Teramo (TE) 18-11-2009
Quesito:
salve,mi piacerebbe un breve commento tecnico da parte vostra sulle due scosse di magnitudo 3 avvenute in piena pianura padana,leggo addiritura che la seconda è avvenuta "quasi" superficie ( 0.8 km )...grazie e complimenti per il lavoro svolto
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-19 17:51:07
Gentile Signor Forti,
le due scosse in questione ricadono in un settore della pianura padana che e' stato caratterizzato in passato da sismicità moderata, come visibile dal nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04. Si tratta di un settore dove le sturtture geologiche della catena appenninica sono sepolte al di sotto delle coltri alluvionali della pianura padana e possono generare terremoti di magnitudo tra 5 e 6. Quindi, considerando che terremoti di magnitudo pari a 3 possono praticamente originarsi ovunque sul territorio italiano, certo non sorprende che abbiano avuto origine nella zona di Bondeno (FE).
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
677 Magnitudo attesa Claudio Neri Livorno (LI) 18-11-2009
Quesito:
Vorrei sapere per un sisma con periodo di ritorno 475 anni nella zona di Marina di Pisa quanto è la magnitudo.
Grazie
Risponde Carlo Meletti il 2009-11-20 12:51:03
Se lei intende la magnitudo di un terremoto con epicentro a Marina di Pisa, non si può dire con grande precisione per quanto non elevatissima.
I dati a nostra disposizione che Marina si trova in una zona sismogenetica in cui in passato ci sono stati terremoti di magnitudo superiore a 5 (per esempio il terremoto di Orciano Pisano del 1846).
Inoltre le stime di disaggregazione disponibili sul sito http://esse1.mi.ingv.it indicano che il maggior contributo in percentuale alla pericolosità sismica di Marina di Pisa in 475 anni è dato da eventi di magnitudo compresa tra 4 e 5.
Buona giornata
676 Dove mi rivolgo? Daniele Bianchino Roma (RM) 18-11-2009
Quesito:
Salve, vorrei fare alcune domande sul vulcano dei Colli Albani di Roma, ma vedo che questa è la sezione di Milano-Pavia. Anche la sezione di Roma ha una parte come questa di domande e risposte? perchè non la trovo, trovo soltanto la sezione "contatti" dove ho provato a scrivere piu' di una volta senza ricevere però alcuna risposta.
Grazie, Daniele - Roma
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-18 10:57:27
Le posso solo consigliare di insistere con la sezione contatti.
Le sezioni di Roma non hanno un servizio come il nostro, mi spiace.
Buoan giornata
Risponde Giuliana Rubbia il 2009-11-18 11:16:22
Gentile signor Bianchino, puo' rivolgere il suo quesito al collega Marco Anzidei marco.anzidei@ingv.it

Mi segnali cortesemente l'indirizzo del sito dove ha riscontratto problemi nei contatti,
cordialmente,
675 domanda Mirella Petricca Sora (FR) 17-11-2009
Quesito:
buongiorno,vorrei sapere perchè il terremoto del 9/9/1349 è cosi complesso come riportato in letteratura.Se gli studi paleosismologici ci dicono che avviene ogni 600 anni circa ,è più facile che avvenga statisticamente ad
esso o tra 100 oppure tra 300 anni?Inoltre è stato più distruttivo rispetto al terremoto del 1915?Grazie saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-17 13:00:38
Lo vorremmo sapere anche noi...il problema è che in quel periodo non esistevano sismografi e dobbiamo basarci sulle testimonianze storiche che, pur di prim'ordine, non consentono una analisi sismologica raffinata.
Il periodo di ritorno è determinato su base statistica dagli eventi precedenti. In più il campione è poco numeroso. La probabilità che avvenga domani o fra 600 anni è la stessa.
Per quel che riguarda il confronto con il 1915 visiti il sito

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

Buona giornata

673 scossa di terremoto non avvertita da voi Paolo Beato Lanuvio (RM) 15-11-2009
Quesito:
Buongiorno, ieri 14 novembre 2009 alle 21.30 ci è stata una scossa breve di terremoto avvertita qui a Lanuvio in prv di roma, durata 5 secondi e molto forte, ho visto che non è stata avvertita da voi! come mai? un saluto e un buon lavoro. Paolo
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-15 14:21:18
Se ha la cortesia di legegre quanto scritto da noi prima del form per la compilazione del quesito troverà le risposte.
Buona giornata
672 tetto o direzione di rottura? Alessandro De Simone Sulmona (AG) 12-11-2009
Quesito:
Buongiorno. Vi scrivo a proposito del quesito posto al n°666 . Il tetto della faglia rappresenta a quanto pare la direzione di rottura della stessa o mi sbaglio? perchè in quella risposta il tetto viene definito come la direzione che verrebbe maggiormente interessata al danno in caso di terremoto , mentre in un altro dei precedenti quesiti ,si afferma che è la direzione di rottura che determina la dislocazione del danno, e che essa non si può prevedere.
Probabilmente entrambe le informazioni sono vere, ma vi chiedo se c'è relazione fra tetto e direzione di rottura e se la direzione di rottura di una faglia è sempre la stessa (in passato)
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-12 21:22:28
Gentile Signor De Simone,
per quanto riguarda la questione del "tetto", immagini un piano di faglia che nel sottosuolo pende verso sudovest (come la maggior parte delle faglie dell'Appennino abruzzese); a profondita' dell'ordine dei 10 chilometri, cioè più o meno a profondità a cui possono originarsi i terremoti forti, la parte della faglia ove avrà origine il terremoto avra', sulla verticale, in superficie, un settore che si trova a sudovest dell'emergenza della faglia. Quella sarà l'area epicentrale, cioè la zona ove si registrano, in genere, danni ragguardevoli. Quest'area corrisponde al settore della faglia che si definisce "tetto". Se a tali profondità la rottura inizia a ridosso della terminazione di una faglia (caso ad esempio del terremoto del 6 aprile, per cui la rottura è iniziata presso la terminazione settentrionale della faglia di Paganica) e si propaga verso SE o verso NW (sto sempre riferendomi a faglie appenniniche "medie", con direzione NW-SE), allora, per effetto della cosiddetta "direttività" lei avrà danni consistenti nel settore verso cui si è propagata la rottura. Ma in ogni caso, data la pendenza della faglia (ammettiamo che sia sempre verso SW), i danni maggiori si localizzeranno sempre in corrispondenza del settore di "tetto" (come appunto è avvenuto nel caso del 6 aprile: l'emergenza della faglia di Paganica è, appunto, a Paganica: i danni maggiori sono distribuiti tra gli abitati che stanno a ovest e sudovest dell'emergenza della faglia: cioè nel settore di "tetto"). Mi scuso, ma più di questo non so dirle: non è semplice spiegare queste cose senza l'ausilio di immagini.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
670 Boati a San Demetrio Sara Cardinale San Demetrio Ne' Vestini (AQ) 10-11-2009
Quesito:
A partire dalla scossa del 6 aprile la popolazione di San Demetrio ne' Vestini (AQ) ha avvertito numerosi boati. Finché i terremoti erano molti, venivano scambiati per terremoti. Tuttavia l'INGV non riportava nessun di queste ipotetiche scosse, e infatti ci si chiedeva come fossero possibili tali omissioni. Ora, invece, che le scosse sono diminuite, questi boati sono ben distinguiblii, Il sindaco di San Demetrio ha posto il problema a degli scienziati e all'INGV, da quanto ho letto su un quotidiano locale. Volevo sapere quale è stata precisamente la vostra risposta e se questi fenomeni hanno una relazione col carsismo della zona.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-10 21:56:38
Gentile Signora Cardinale,
in base a quanto Lei scrive ci sono dei ricercatori che stanno lavorando per definire le ragioni di questi fenomeni o almeno dovrebbero rispondere alle richieste del sindaco. In questi casi tendiamo a non sovrapporci all'attività di colleghi. Attendiamo con fiducia gli esiti di ricerche o i pareri esperti dei ricercatori.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
669 Sequenza sismica Campoli Appennino Marco Iafrate Arpino (FR) 10-11-2009
Quesito:
Salve,
la sequenza sismica in oggetto sembra notevolmente diminuita (dai dati di Iside), fermo restando l'alta pericolosità della zona, si va statisticamente verso un processo di normalizzazione ?? Anche se immagino che quella parte di faglia(probabilmente dell'Alto Sangro) rimanga attiva...

Saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-10 10:46:50
Non siamo in grado di fare diagnosi come quella che suggericse lei, mi spiace.
Buona giornata
668 Relazione tra terremoto e attività vulcano Lino Capuzzi Roma (RM) 08-11-2009
Quesito:
Salve, guardavo come mio solito "terremti recenti" sul Vs. sito e mi ponevo questa domanda:c'è correlazione tra i due terremoti sui monti Nebrodi e la ripresa dell'attività dell' Etna avvenuta il giorno 06 novembre.
RingraziandoVi porgo distinti saluti.
Lino Capuzzi
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-08 22:29:32
Gentile Signor Capuzzi,
lei pone una domanda il cui tema (la relazione tra l'attività vulcanica e la sismicità di domini tettonici adiacenti a quelli ove si ubica un vulcano) è argomento di studio.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
666 Faglia di Popoli Lorenzo Capranico Popoli (PE) 07-11-2009
Quesito:
In caso di attivazione della faglia che interessa Popoli, è possibile ipotizzare quale versante della faglia potrebbe essere più pericoloso ?? In quanto maggiormente scosso. Inoltre dove passa esattamente tale faglia ????


Grazi mille...
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-08 13:19:33
Gentile Signor Capranico,
capisco che non è facile trovare informazioni specifiche nella selva di più di 650 quesiti, comunque informazioni adeguate alla sua richiesta sono già presenti nell'archivio. Cio' detto, la faglia del Morrone passa attraverso Popoli all'altezza delle gole e prosegue verso nord lungo il versante che limita verso nord la zona di Valle Reale. In genere, l'attivazione di una faglia normale porta danni maggiori nella zona cosiddetta di "tetto" della faglia che, nel caso del Morrone, coincide con la conca peligna. Ovviamente, danni significativi possono verificarsi anche nel cosiddetto "letto" della faglia, cioè a est, nordest e sudest del Morrone, in funzione della risposta sismica locale (dovuta alle caratteristiche morfologiche e geologiche locali) in corrispondenza degli abitati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
665 Profondità e magnitudo terremoti isole Lipari Lino Capuzzi Roma (RM) 07-11-2009
Quesito:
Salve, guardando giornalmente la pagina dei "terremoti recenti" del Vs. sito, noto che i terremoti che si verificano vicino alle isole Lipari, avvengono ad una profondità molto elevata, spesso superiore al centinaio di Km, con una magnitudo molto grande, vorrei, se fosse possibile avere una spiegazione.
Ringraziandovi porgo distinti saluti, grazie.
Lino Capuzzi
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-07 09:31:53
Gentile Signor Capuzzi,
i terremoti profondi nel Tirreno meridionale dovrebbero essere originati dalla cosiddetta "subduzione". In sostanza, una porzione della placca litosferica del settore ionico si inflette al di sotto della penisola calabra, con forte pendenza verso l'area tirrenica. Si deve immaginare una sorta di piastra, con immersione verso NW, che si muove lentamente affondando al di sotto della sottile crosta tirrenica. Questo movimento, che riguarda anche profondità notevoli, genererebbe i terremoti profondi del tirreno meridionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
664 evento in mare Luciana Cruciani Popoli (PE) 06-11-2009
Quesito:
Chiedo benevola comprensione per la mia curiosità banale e anche per la mia ignoranza in merito..so che voi siete impegnati in problemi più seri...vorrei conoscere cosa origina gli eventi come quelli che avvengono da qualche giorno nei pressi della costa marchigiana o nel mare Ionio. Io ero convinta che per non sentire più terremoti sarei dovuta andare ad abitare sulla costa.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-06 20:58:52
Mi spiace per le sue convinzioni, ma basterebbe che lei consultasse la mappa di pericolosità sismica

zonesismiche@mi.ingv.it

per avere una idea delle zone più o meno pericolose.

La costa marchigiana da Rimini a Ancona è stata soggetta in passato a terremoti che hanno prodotto danni forti.
Il terremoto recente dello Ionio era molto profondo e non ha fatto danni, comunque è da riferirsi a una zona sismogenetica greca molto attiva.

Buona serata
663 magnitudo Simone Stefani Lucca (LU) 06-11-2009
Quesito:
sono gentilmente a chiedere se esiste una cartografia anche on-line con la quale verificare, per ogni settore del territorio nazionale, la massima magnitudo attesa. Tutto questo per escludere eventuali verifiche di liquefazione dove la M<5

Ringrazionado porgo distinti saluti
Geol. Simone Stefani
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-06 17:17:51
Secondo gli elaborati che trova al sito

zonesismiche.mi.ingv.it

non escludiamo terremoti con M almeno uguale a 5 in nessuna parte di Italia.
Questa tuttavia è la stima INGV del 2004, e non un riferimento di legge.
Buona serata
662 Terremoto 6 aprile Domenico Nardis L'aquila (AQ) 02-11-2009
Quesito:
Scusate se è la seconda volta che vi invio lo stesso quesito ma non ho avuto risposta.
1)da cosa è stato causato il "boato" che si è sentito prima del terremoto del 6 aprile a L'Aquila?
2) è verosimile che la scossa del sei aprile ha avuto tre momenti: sussultorio, ondulatorio e a causa della vicinanza del Gran Sasso "roteatorio"?
Grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-11-02 17:40:44
Gentile Signor De Nardis,
la sua domanda ci era sfuggita. E' piuttosto frequente che a un terremoto (cioè alla fratturazione della crosta terrestre) anche di piccola magnitudo, si accompagnino fenomeni acustici (se ne son osentiti tanti anche nei giorni seguenti, legati alle cosiddette repliche).
Per quanto riguarda il tipo di movimento, non so rispondere alla relazione tra "roteatorio" e "vicinanza del Gran Sasso". Non mi è chiara la domanda. Quanto al sussultorio e ondulatorio, si tratta di sensazioni del movimento legate alle onde P (longitudinali) e S (trasversali), che viaggiano con velocità diverse. Tuttavia, la distinzione tra i movimenti può meglio avvenire lontano dall'area epicentrale. A decine di chilometri di distanza, la differente velocità delle onde dei due tipi comporta che gli effetti possano essere realmente avvertiti in tempi diversi e distinti tra loro.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
660 terremoto Meri Guidoni Cittreale (RI) 01-11-2009
Quesito:
sia questa mattina che l'altro giorno a borbona sono stati avvertiti circa 4 scosse, che non sono state riportate sul sito,è stato frutto della nostra immaginazione o no? quale era l'altro sito olre all'ingv che riportava le scosse non mi ricordo la sigla,grazie per la cortese risposta
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-11-01 17:32:53
Signora,
noi siamo una sezione dell'INGV e facciamo riferimento al nostro sito.
Buona serata
659 danno Marco Gasbarroni Vittorito (AQ) 30-10-2009
Quesito:
Salve,
in una paese caratterizzato da una risposta sismica elevata (terreno alluvionale)e dalla presenza di una faglia attiva pericolosa (magnitudo massima prevista: 6.5/6.7)che passa proprio dentro, in caso di evento sismico importante (6.5/6.7), alla luce delle eperienze pregresse, è possibile prevedere, in grandissime linee, i danni? Potrebbero essere danneggiate, o addirittura crollare, anche strutture antisismiche come quelle costruite a L'Aquila?
Grazie infinite per il servizio che offrite.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-30 09:24:42
per prevedere i danni occorre conoscere che la caratteristiche progettuali e lo stato di manutenzione degli edifici.
In generale gli edifici antisismici, se costruiti in modo corretto, non crollano.
Buona giornata
658 frusinate e reatino Daniela Fiorillo S.donato Val Comino (FR) 27-10-2009
Quesito:
Su un giornale locale ho letto che i trrremoti del frusinate e del reatino sono strettamente correlati.E' corretto da un punto di vista scientifico?
Ho anche letto un ' intervista al prof.Boschi dove, se ho capito bene ,si menzionano le 4 località che al momento destano maggiore preoccupazioni e che sarebbero :il mugello ,l'aquilano,il reatino e il frusinate.E' giusto?Grazie,buonasera.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-27 17:48:52
Gentile Signora Fiorillo,
evitiamo di commentare quanto riportato dai giornali.
Mi scusi.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
657 Approfondimenti Umbria Riccardo Firenzi Terni (TR) 25-10-2009
Quesito:
Salve, ho saputo dellesistenza di una faglia che corre lungo il bordo occidentale della catena dei Martani (Umbria). Era mia intenzione sapere se avete "conoscenze sismiche" su di essa. Credo sia stata responsabile del terremoto del 97 a Massa Martana (magnitudo 4.5, considerevole per una zona non proprio appenninica) e, storicamente, di altri eventi più a sud (sismi oltre il quarto grado). Resta in piedi la possibilità che possa sprigionare un terremoto come quello Aquilano (oggi o fra generazioni) o le caratteristiche della zona lo escludono? Conosco la vostra mappa, ma (per passione) cercavo qualche informazione più approfondita. Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-25 22:33:10
Gentile Signor FIrenzi,
la faglia dei Monti Martani non ha caratteristiche simili a quelle delle faglie del settore Aquilano dell'Appennino. In sostanza, non ci sono evidenze di attività recente - in superficie - paragonabili a quelle che caratterizzano le faglie di altre parti della catena appenninica. Cio' evidenzierebbe che le energie da associarsi alla faglia dei Martani siano inferiori a quelle tipiche delle faglie come quella che si è attivata il 6 aprile scorso.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
656 terremoto ciociaro Sabrina Buttarazzi Monte San Giovanni Campano (FR) 21-10-2009
Quesito:
abito in uno dei paesi a rischio sismico e che da due mesi e' interessato allo sciame sismico zona Cassino, vorrei sapere qual'e' la resistenza di una costruzione in pietra rispetto ad una in muratura in caso di terremoto magnitudo 6
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-21 17:05:51
Apprezziamo molto la sua preoccupazione ma purtroppo non possiamo eseguire una diagnosi a distanza e non ne abbimao nemmeno le competenze.
Il problema riguarda comunque le caratteristiche del progetto. Si dovrebbe rivolgere a un ingegnere.
Buona giornata
655 complimenti Arianna Colarusso Vaiano (PO) 21-10-2009
Quesito:
Gentilissimo sig.Stucchi la ringrazio per l'attenzione dimostrata e mi scuso per il mio susseguirsi di domande sicuramente , per voi esperti , sciocche ma le assicuro che nascondono un profondo stato di angoscia e paura!I miei quesiti odierni (prometto che sono gli ultimi):
1)classe 2 copmrende 4 colori della mps04 dal rosso al giallino quali sono le differenze ?
2)Quali le successioni di eventi stimate su base storica , statistica e scientifica?
3)Cause della sismicita' nel Mugello.

Complimenti per il prezioso lavoro che voi tutti svolgete e per le risposte sempre tempestive !
Grazie 1000 ,Arianna

Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-21 11:32:41
La ringrazio per i complimenti.
Per la prima domanda basta che consulti il sito.
Per le altre due occorrerebbe una trattazione specialistica che esula dalle possibilità di questo servizio.
Buona giornata
654 Profondità e previsioni probabilistiche Francesco D'aurizio L'aquila (AQ) 20-10-2009
Quesito:
1) Profondità di eventi sismici: da dove si misura, dalla quota livello del mare? Nel caso affermativo è possibile avere valori di profondità negativi?
2) Tra le conclusioni della riunione della Commissione internazionale di sismologi si cita "importante è anche linformazione alla popolazione sulla sismicità in Italia, che la Protezione Civile potrà fornire sulla base delle previsioni probabilistiche, non solo per permettere ai cittadini di prepararsi a un eventuale terremoto, ma anche per avere una fonte ufficiale che fornisca indicazioni convalidate scientificamente."
La mia domanda è se già sono disponibili.
Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-20 19:27:22
1) si' e si' (in linea di principio)
2) va richiesto alla Protezione Civile.

Buona serata
653 magnitudo Gianni Di Primio Bucchianico (CH) 20-10-2009
Quesito:
buongiorno a tutti voi, la mia domanda è: un terremoto di media intensità che magitudo massima puo raggiungere?grazie anticipatamente per la risposta
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-20 09:33:10
abbia pazienza, la sua domanda è troppo vaga.
Comunque, caso mai va formulata al contrario: la magnitudo è l'energia rilasciata, l'intensità misura gli effetti. Un po' come calore e temperatura, rende l'idea?
Buoan giornata
652 monti reatini Meri Guidoni Cittareale (RI) 20-10-2009
Quesito:
salve,parecchi quesiti fa, avevate detto che per considerare "se ho capito bene" scampato il pericolo dei monti reatini dovevano passare molti giorni , 45 sono sufficenti o mai dire mai,ma come fate a sopportare noi poveri fifoni che vi bombardiamo di domande spesso ripetitive e a volte sciocche, nonostante ciò, alla mia cortesemente rispondete un grande saluto seguito da un grande grazie buonanotte.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-20 09:31:14
ecco, ha colto il punto....
Buona giornata
651 scossa delle 20.53.01 valle dell'Aterno Pietro Tronca Tione Degli Abruzzi (AQ) 19-10-2009
Quesito:
ho localizzato su google earth l'epicentro della scossa delle 20:53:01 di oggi, 19 ottobre, di M 1.7: è distaccato dagli epicentri di questo periodo di aquilano, Aterno e Sirente Velino ed è posizionato a circa 1,6 km dalla linea di un segno visibile per chilometri sulle rocce del versante settentrionale della media valle dell'Aterno, che (per sentito dire)sarebbe il segno della faglia della media valle dell'Aterno. Domanda ovvia: pur se di modesta entità, questo evento può essere indicativo della attivazione di questa faglia? Se così fosse, c'è una evoluzione attesa?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-20 09:29:36
Ascolti,
abbimao già detto ripetutamente che non siamo in grado di prevedere l'evoluzione delle sequenze, tanto meno a partire da eventi di M = 1.7 che sono assolutamente insignificanti.
Per favore, non ci chieda questo e non si cimenti in interpretazioni impossibili.
Buona giornata
650 Movimento sismico Diana J Rho (MI) 19-10-2009
Quesito:
Buongiorno,

abito a Rho in provincia di Milano. Circa 20 minuti fa, verso mezzogiorno, ho sentito muoversi la mia sedia e la mia scrivania mentre stavo lavorando. È possibile che ci sia stato un piccolo movimento sismico in quest'area?

Grazie e un saluto,

Diana.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-19 12:33:56


http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2209324480/event.php
649 Temperatura acque Fibreno Matteo Ferri Posta Fibreno (FR) 19-10-2009
Quesito:
Potete confermare che la temperatura del lago Fibreno sia aumentata di 10 gradi? Come si sa le acque del Fibreno provengono dal sottosuolo di Campoli. Se la temperatura è aumentata a cosa è dovuto ciò, cosa potrebbe significare' E' in relazione agli ultimi eventi sismici della zona?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-19 09:27:55
Buongiorno,
noi operiamo da Milano e non siamo coinvolti nella gestione di questi dati.
La preghiamo di rivolgersi alle sezioni CNT e RM2 di Roma.
Grazie e buona giornata
645 chiarimenti/valbisenzio Arianna Colarusso Vaiano (PO) 16-10-2009
Quesito:
Buonpomeriggio sig.Stucchi ,grazie per la celere risposta ma sono un tantino confusa :
sulla mps04 Vaiano e' di colore arancione chiaro il valore di amax e' 0,177 class.2.2 quasi 2.1 fra le meno pericolose della 2 ,la sismicita ' storica riporta 2 soli eventi Mugellesi di mag 6 nel 1542 e nel 1919 sembra un tempo di ritorno lungo e lontano dai nostri tempi! Ne deduco un pericolo nettamente minore rispetto al centro-sud e scenari come L'Abruzzo dovrebbero essere improbabili!
le domando:
Le mie deduzioni sono corrette?
I diversi colori della class. 2 corrispondono a livelli diversi di pericolo e frequenze ?
Grazie ,scusi, Arianna

Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-16 14:39:41
Gentile signora,
la materia non è facile e richiede un po' di studio. La pericolosità sismica tiene conto sia dell'entità dello scuotimento atteso che della sua frequenza. Certo, nel suo caso è inferiore al centro sud.
Il periodo di ritorno è un concetto statistico e non possiamo escludere una ripetizione a breve del terremoto del 1919, anche se le probabilità sono basse.
Tenga anche conto, infine, che la mappa in questione è servta alla zonazione sismica della Regione Toscana che ha valore di legge.
Buona giornata
644 mugello/val bisenzio Arianna Colarusso Vaiano (PO) 15-10-2009
Quesito:
Buonasera mi chiamo Arianna e vivo a Vaiano provincia di Prato un paesino all'inizio della val Bisenzio.La valle confina con Barberino del Mugello separata dai monti dell'appennino Tosco-Emiliano ed il 14 settembre 2009 abbiamo sentito nitidamente il terremoto con epicentro proprio a Barberino , le mie domande sono le seguenti:
1)qual'è la pericolosità sismica del mio paese ?
2)quanto aggrava la vicinanza al Mugello ?
3)vi aspettate una forte imminente scossa nel Mugello e quale magnitudo potrebbe raggiungere in questa zona ?
4)Quali differenze ci sono fra la sismicita' del Mugello ed il centro sud?
Grazie , saluti , Arianna
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-15 20:31:17
Quanti quesiti....
Quesito 1): vedi il sito

zonesismiche@mi.ingv.it

quesito 2) le stime di pericolosità che trova sul sito precedente tengono conto dele sorgenti sismiche del Mugello

quesito 3 (sono due quesiti): a) non prevediamo i terremoti; b) più di 6

quesito 4) in termini di modalità di rilascio dell'energia e di effetti nessuna, tranne il fatto che al sued si possono verificare terremoti più forti.

Buona serata
643 terremoto all'aquila Elisa Ciammetti San Marco Di Preturo ( Aq ) (AQ) 15-10-2009
Quesito:
Salve! Il mio nome è Elisa e avrei una domanda da farvi. Siccome io sono aquilana vorrei sapere s si potrebbe riverificare un cossa frte nell'aquilano. Quante probabilità ci sono?
Cordiali saluti, Elisa.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-15 19:00:51
Gentile Signora Ciammetti,
Lei ha certamente capito che la regione in cui vive è caratterizzata da elevata sismicità a causa della presenza di numerose faglie sismogenetiche. Ora, è altrettanto evidente - anche dalla lettura delle risposte ai quesiti precedenti - che scosse future legate all'attivazione di faglie diverse da quella che ha causato il terremoto del 6 aprile non sono prevedibili con le conoscenze oggi a disposizione della sismologia e della geologia.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
642 attivazione faglie Della Rocca Massimo Popoli (PE) 15-10-2009
Quesito:
Buongiorno
vorrei cortesemente sapere cosa si intende rispettivamente per attivazione in età tardo oloceanica e in età storica.
Buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-15 13:18:14
Gentile Signor Della Rocca,
per "tardo-olocenico" si può intendere qualcosa come "dai 5000 ai 2500 anni fa". In sostanza, metterei nel Tardo-Olocene ambiti preistorici come il neolitico e le età dei metalli. Per "storico" i geologi intendono, in genere, "dall'epoca romana in poi".
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
641 Preavviso di un terremoto Arturo Benacquista Broccostella (FR) 12-10-2009
Quesito:
Salve sono un ingegnere meccanico volevo chiedere se c'è, in base ad un archivio storico dei terremoti,un modo per capire che sta arrivando una scossa di magnitudo elevata,cioè se prima per esempio è preceduta da diverse scosse minori ma ravvicinate.Grazie.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-13 00:03:46
Gentile signore,
se fosse così semplice, la Protezione Civile lo utilizzerebbe, non le pare?
Gli studi sulla previsione dei terremoti sono agli inizi e non si hanno ancora protocolli operativi seri. Nè da noi nè nelle nazioni più avanti, tipo USA, Giappone ecc.
Di recente un gruppo di esperti internazionali ha rilasciato un documento in tal senso a proposito della situazione italiana
Meglio prepararsi comunque, in relazione alla pericolosià sismica di dove si risiede.

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona serata
640 Attività energetica zona Cassino. Franco Bazzarri Atina (FR) 12-10-2009
Quesito:
Come può essere definita quantitativamente l'attività energetica in corso nella zona Cassino. ( bassa, alta..)

Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-12 22:53:20
Gentile Signor Bazzarri,
direi bassa.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
639 attività sismica zona Campoli Appennino Virginia Pellegrini Roma (RM) 12-10-2009
Quesito:
Buonasera,
scrivo da Roma, ma vengo da un paese nelle vicinanze dell epicentro delle scosse che in questi giorni interessano la Valle di Comino (zona Campoli) e che stanno creando un forte allarmismo tra la popolazione. le scosse hanno anche raggiunto i 3.5 gradi qualche giorno fa e stanno continuando a verificarsi con regolartià ormai da giorni. so che un terremoto non è in alcuna misura prevedibile, ma è ragionevole aspettarsi altre scosse di magnitudo pari o superiore a quelle verificatesi ed è normale che questo avvenga?? so che probabilemnte non mi potrà rispondere, chiedo informazioni troppo precise, ma la preoccupazione è tanta.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-12 22:52:05
Gentile Signora Pellegrini,
capisco la sua preoccupazione. Tuttavia, sono in grado di risponderle scrivendo sia che è possibile che la sequenza sismica evolva in eventi di magnitudo maggiore, sia che si spenga come è iniziata. La seconda opzione è quella che si osserva nella maggior parte dei casi. La prima è assai più rara. Del resto, basta consultare la mappa di riferimento per la pericolosità sismica al nostro sito http://www.zonesismiche.mi.ingv.it, per capire che la zona in questione si trova nella fascia appenninica caratterizzata da un elevato livello di pericolosità. Questo e' noto da anni. Cio' considerando, la sequenza sismica in corso sposta praticamente nulla in riferimento alla probabilità che si verifichi domani o tra un anno o dieci anni (ecc ...) un terremoto al di sopra della soglia del danno. Trasferisca, pertanto, la preoccupazione sulla qualità delle abitazioni delle persone a lei vicine.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
638 faglia monte cappucciata Paolo Tuccella Castel Del Monte (AQ) 12-10-2009
Quesito:
Ho da poco appreso che quella che viene comunemente chiamata faglia del Gran Sasso in realtà si estende fino al Monte Cappucciata. Abito proprio ai piedi della Cappucciata però non ho testimonianze su un terremoto che nei secoli passati abbia distrutto il paese.
Vorrei gentilmente sapere se si è a conoscenza di terremoti intensi (e eventualmente la magnitudo stimata) che hanno avuto origine sulla faglia di Monte Cappucciata. Inoltre quale è la probabilità che nei prossimi 50 anni su tale faglia ci possa essere un terremoto superiore al 5° Richter? Dove è possibile cercare delle informazioni a riguardo.
Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-12 22:33:42
Gentile Signor Tuccella,
la faglia del Monte Cappucciata rappresenta verosimilmente il segmento piu' meridionale del sistema di faglia Assergi-Campo Imperatore. Dico "verosimilmente" perche' non si hanno informazioni conclusive sull'associazione dei vari segmenti di faglia. Rimane il fatto che la faglia in questione è attiva e ad essa non sembrano riferibili terremoti riportati nel catalogo sismico. Il che significa che almeno negli ultimi sei-sette secoli non si è attivata generando un terremoto della magnitudo massima associabile all'intero istema di faglia (in questo caso tra 6.5 e 7.0).
Per quanto riguarda gli aspetti di pericolosità sismica, la invito a visitare il nostro sito http://www.zonesismiche.mi.ingv.it.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
637 sismicità appennino Vittorio Bianchi Sora (FR) 12-10-2009
Quesito:
Buongiorno. Volevo porvi un quesito che riguarda la natura geologica dei terremoti. In una precedente risposta ho letto che la sismicità dell'appennino è legata all' evoluzione della catena montuosa, il che mi ha lasciato pensare che l'appennino sia di formazione recente. Tuttavia ho scoperto (da più fonti) che geologicamente sono più giovani le alpi , la cui sismicità però mi sembra minore. Come si spiega geologicamente che una catena montuosa più antica abbia un attività sismica maggiore rispetto ad una di formazione più recente?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-12 22:43:49
Gentile Signor Bianchi,
Alpi ed Appennino sono sistemi montuosi in formazione. Sono catene in evoluzione: ad esempio si stanno entrambe sollevando. Pertanto, a mio parere, non ha molto senso dire che la formazione di alcuni settori delle Alpi è iniziata precedentemente a quella dell'Appennino (o viceversa). Non ha senso se il problema è la sismicità, visto che essa è il risultato dell'attività attuale.
Per effetto dei processi che hanno portato all'evoluzione delle due catene montuose, la sismicità della Alpi orientali (Veneto e Friuli) non è molto diversa da quella dell'Appennino, anche se il tipo di movimento lungo le faglie sismogenetiche è diverso. Più moderata, ma comunque da tenere in debita considerazione, è la sismicità delle Alpi centrali. Del resto, anche la sismicità dell'Appennino non è la stessa ovunque. I terremoti possono essere più forti nel settore centro-meridionale che nel settore centro-settentrionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
636 mappa pericolosita' sismica Daniele Imperiale Carsoli (AQ) 11-10-2009
Quesito:
Gent.mi, ho visto sul vs sito, la mappa di pericolosita' sismica dell'INGV del nostro territorio nazionale. Le zone sono indicate rispettivamente con colori decrescenti ed inoltre la mappa è espressa in "termini di accelerazione massima del suolo con probabilita' di eccedenza del 10% in cinque anni...riferita ai suoli rigidi". Vorrei cortesemente avere una spiegazione a riguardo di detta accelerazione massima, e su come poter interpretare i numeri riportati nella mappa corrispondenti ai colori decrescenti. Grazie!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-11 22:27:44
può accedere a tutta al documentazione sul sito, anche se è specialistica

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona serata
634 sismografo Ludovica Patriarca Sora (FR) 10-10-2009
Quesito:
salve, volevo sapere se e dove fosse possibile visionare i rapporti in tempo reale del sismografo nella mia zona.
Buona giornata e buon lavoro!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-10 13:07:43
Premesso che le tracce di un sismografo solo non sono di grande utilità, e nemmeno sono interpretabili dai non addetti ai lavori, quello che rende disponibile la sezione CNT di questo istituto è rintracciabile sul sito

www.ingv.it

Altro no. Per quesiti di questo tipo contatti comunque la suddetta sezione.
Buona giornata
633 infromazione Davide Tripodi L'aquila (AQ) 10-10-2009
Quesito:
Gentili signori,

nella risposta 619 leggo che tra un terremoto di Mw 5.9 e uno di Mw 6.3 c'è una differenza enorme in termini di energia rilasciata. Vorrei chiedervi: considerando che sia il sisma del 6 aprile a L'Aquila che quello delle 11.40 del 26/09/1997 in Umbria hanno avuto magnitudo locale 5.8(il dato relativo all'Umbria è in legacy.ingv.it/roma/reti/rms/terremoti/italia/umbria/terre.htm), ma all'Aquila la magnitudo momento è stata 6.3 e in Umbria 6.05 (emidius.mi.ingv.it/DBMI04), c'è anche in questo caso una differenza significativa tra i due eventi in termini di energia rilasciata?

Vi ringrazio molto per l'attenzione
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-10 12:28:01
Guardi,
intanto sarebbe neglio ragionare con valori dello stesso tipo di M. Mw è il più idoneo, è stato "inventato" per questo (ML è diciamo una misura di prima approssimazione). La Mw del terremoto dell'Umbria è di 5.95

http://emidius.mi.ingv.it/CPTI/


Allora, un punto di M corrispnde a circa 30 volte la quantità di energia liberata. Cioè, un terremoto di M6 rilascia una energia circa 30 volte superiore a uno di M5 e cosi' via. La relazione è logaritmica. Una differenza di 0.3M corrisponde a circa 10 volte in termini di energia.

Buona giornata
631 liquefazione Valeriano De Gasperis Cividale Del Friuli (UD) 09-10-2009
Quesito:
Salve, sono uno studente dalla facoltà di Ingegneria Civile dell'Università dell'Aquila. Volevo sapere quali fossero e dove fossero localizzati i fenomeni di liquefazione di vostra conoscenza che si sono avuti dopo il sisma del 6 Aprile.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-09 22:32:55
Gentile SIgnor De Gasperis,
i più noti fenomeni di liquefazione legati al terremoto del 6 aprile i sono verificati nella zona di Vittorito, nel bacino di Sulmona, ad una distanza notevole dall'area epicentrale. Questi fenomeni sono attualmente in corso di studio.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
630 parte terminale di una faglia/epicentro Della Rocca Massimo Popoli (PE) 09-10-2009
Quesito:
Buongiorno e grazie di fornirci questo prezioso servizio . Un chiarimento riguardo al quesito 620 in cui la sismicità della parte terminale di una faglia viene definita sismicità di "bordo" e che le zone ove terminano le faglie maggiori sono in genere rappresentate da porzioni crostali fratturate in cui possono avere origine terremoti di bassa magnitudo. Vorrei chiedervi se questo discorso può esser valido anche per Popoli, dove la faglia del morrone occupa la sua parte terminale.
Vi chiedo se in caso di terremoto sia molto improbabile un epicentro in questa sezione di faglia, e se gli epicentri in genere avvengono nella parte centrale.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-09 13:17:06
Gentile Signor Della Rocca,
la fratturazione di cui ho parlato in passato riguarda comunque il sottosuolo. Ora, in alcuni casi questa complessità geologica è visibile in superficie (penso ad esempio al settore meridionale della valle del Sangro o alla zona Cinque Miglia-Aremogna). In altri (es. Morrone) è meno evidente. Per quanto riguarda la nucleazione della rottura, non credo esistano regole. Il caso del terremoto del 6 aprile, in cui la rottura è nucleata dal margine settentrionale della sorgente, puo' soltanto essere un esempio che amplia la scarsa casistica (scarsa perché sono pochi anni che siamo in grado di registrare i terremoti con la precisione di oggi).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
629 replica al quesito 622(le mie scuse) Gianpaolo Salvucci San Donato Val Comino (FR) 08-10-2009
Quesito:
Gentili sigg.
volevo scusarmi per il commento pregiudiziale che ho espresso nel quesito precedente nei confronti del lavoro di informazione che state svolgendo, non sapevo che fosse di vostra competenza dare spiegazioni approfondite sull'evoluzione di attività sismiche di qualsiasi genere.
Ma volevo lo stesso farvi presente che la ricerca scientifica non si basa solo sulla pura osservazione ma anche sull'individuazione di metodiche di previsione(senza allarmismi inutili) seppur non convenzionali, perchè credo che PROPRIO in ambito di ricerca non si hanno regole da rispettare per ricercare una cosa.Vi ringrazio ancora
Gianpaolo Salvucci
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-08 21:25:35
nelle ricerca no. Nella gestione delle emergenze e nella comunicazione al pubblico si'. Il dibattito scientifico si fa in altre sedi.
Grazie comunque
628 cosa ci si deve aspettare? Stefania Rea Arce (FR) 08-10-2009
Quesito:
buongiorno sono di arce,in questi ultimi giorni ci sono state scosse di MI intorno al 3,un geologo della provincia dice che se la magnitudo dovesse aumentare ,si può anche pensare ad un evento sismico molto grave.Probabilmente riferisce ancora,si è aperta una faglia laterale a quella dell'aquila, che va verso la valle roveto cosa ci si deve aspettare quindi?vorrei sapere anche se le scosse sono di tipo sussultorio,o ondulatorio,e quali sono tra le due le più pericolose.Grazie x la vostra attenzione arrivederci.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-08 11:44:03
Gentile Signora Rea,
non usiamo commentare quanto espresso da altri. Per il resto, come sa, non e' possibile prevedere i terremoti. Tuttavia dal nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it lei potrà derivare informazioni sulla pericolosità sismica della sua regione. Le dico soltanto che vedo difficile stabilire una relazione diretta con la sismicità aquilana.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
627 sisma distretto di cassino - campoli appennino Maurizio Di Legge Fontechiari (FR) 07-10-2009
Quesito:
l'area di campoli appennino, attualmente interessata da eventi sismici di bassa intensità è caratterizzata da un carsismo avanzato, vorrei sapere sino a quale profondità dell'epicentro è possibile ipotizzare eventualmente un terremoto di origine carsica e non tettonico.
La ringrazio
maurizio di legge
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-07 21:21:13
Gentile Signor Di Legge,
Lei pone domande estremamente specialistiche. Lo studio della sismicità in contesti carsici è relativamente recente e certamente non ha una quantità significativa di conoscenze. Personalmente, non sono in possesso di informazioni tali da poterle rispondere in maniera attendibile. Pero' tenderei ad escludere che fenomeni di quel tipo possano riguardare profondità sismogenetiche come quelle cui si riferiscono gli ipocentri della sequenza in corso.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
626 info intorno all'attività sismica nella ZONA_CASSI Rocco Venettacci Collelongo (AQ) 07-10-2009
Quesito:
salve! siccome nel mio paese si avvertono molto distintamente le scosse che in questi giorni si stanno verificando nella ZONA_CASSINO, e specialmente nei pressi di Sora (Campoli Appennino), volevo sapere il vostro TOTALE parere sulla situazione, cosa sta succedendo, quali sono i probabili scenari, se c'è una ciclicità di questi eventi. faccio parte del direttivo dei V.D.V. Collelongo (PROTEZIONE CIVILE) e sono un appassionato di geologia.
se è possibile avere un contatto per qualsiasi info o se serve un qualche aiuto sono a vostra disposizione.
grazie. aspetto vostre risposte!
BUON LAVORO!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-07 19:01:35
le informazioni sulle sequenza in corso vanno richieste alla sezione CNT di Roma che gestisce la rete sismica.
Non conosciamo la faglia che genera questi eventi che sono troppo piccoli per essere associabili a una sola faglia.
Per i terremoti del passato consulti

emidius.mi.ingv.it/DBMI04

Buona giornata
625 Terremoto Campoli Appenino Francesco Ciaffone Campoli Appennino (FR) 07-10-2009
Quesito:
Salve, vorrei sapere se sono previsti approfondimenti specifici e/o sul luogo da parte vostra sul terremoto con epicentro Campoli Appennino di quest'ultima settimana.
Dal vostro archivio apprendo che ci sono stati terremoti con più o meno lo stesso epicentro nel 1917 e nel 1922. Avete a disposizione altre notizie su questa faglia (storiche o studi recenti)?
Grazie.
Francesco Ciaffone
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-07 19:02:41
quello che abbiamo a disposizione lo trova sui nostri siti.
Buona serata
624 evento sismico zona Cassino Massimo Palmerini Veroli (FR) 07-10-2009
Quesito:
Buon pomeriggio,
in riferimento ai due eventi avvenuti ieri e queta mattina nella zona di Cassino:
entrambi presentano MI=3 ma le accelerazioni di scuotimento sono molto diverse. Da che cosa dipende e tecnicamente che significato attribuire?

Grazie per la risposta.
Buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-07 15:35:55
da dove ha preso le accelerazioni?
623 Attività sismica ultime ore Campoli Appennino Marco Iafrate Arpino (FR) 07-10-2009
Quesito:
Salve,
sembra che una parte dell'Appennino adiacente la Valle del Liri stia rilasciando energia. Alla luce degli ultimi eventi (ben due di magnitudo 3 e delle decine di scosse avvenute in queste ultime ore), possiamo considerarle tutte di assestamento della scossa 3.5 di mercoledì scorso, o sta cominciando una vera e propria attività sismica nella zona di cui non si sa l'evoluzione?

Saluti
e complimenti per il lavoro che ogni giorno svolgete.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-07 09:39:54
Non ci sono elementi per scegliere una delle due opzioni.
L'evoluzione è sconosciuta, sempre.
Buona giornata
622 Correlazione e preludio Gianpaolo Salvucci San Donato Val Di Comino (FR) 07-10-2009
Quesito:
Salve,
Innanzitutto vi faccio i miei complimenti per il lavoro che svolgete anche se a volte a mio parere date risposte troppo vaghe e circostanziali;volevo sapere se i terremoti avvenuti nella zona sismica "Zona Cassino" del 06/08/09 di magnitudo 3.9 con epicentro Casalvieri, 30/09/09 di magnitudo 3.5 con epicentro Campoli appenninico e 06/10/09 di magnitudo 3.0 con epicentro SEMPRE a Campoli appenninico sono correlati, oppure sono indipendenti tra loro?inoltre gli ultimi 2 che hanno in comune l'epicentro li possiamo classificare come il "PRELUDIO" a qualcosa di ben più grande e grave? Grazie per la disponibilità
Gianpaolo Salvuccci
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-07 08:19:57
Gentile Signor Salvucci,
come avra' potuto capire dalla lettura delle risposte agli oltre 600 quesiti, l'occorrenza di un forte evento sismico non è prevedibile. Però, la previsione sullo scuotimento atteso nelle sue zone può trovarla sulla mappa di pericolosità di riferimento che trova al nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it.
Per quanto riguarda la "correlazione" degli eventi, quando si ha a disposizione una sequenza sismica fatta di decine o centinaia di piccoli terremoti è forse possibile dare un'indicazione, fare delle ipotesi sul processo sismogeentico in corso. In caso contrario, parliamo di eventi di bassa magnitudo, come ce ne sono ovunque sul territorio nazionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-07 09:47:30
Caro signore,
questo è un sito di informazione generale; nessun sito al mondo fornisce risposte ai quesiti che pone la maggior parte degli utenti qui. Quindi il "troppo vaghe" potrebbe evitarlo.
Tenga anche presente che noi siamo tenuti a rilasciare le nostre informazioni e interpretazioni in primo luogo al DPC e non saremmo autorizzati a fornire informazioni sulla evoluzione di una sequenza sismica nemmeno se fossimo in grado di farlo. Questo compito tra l'altro è di competenza della sezione CNT di Roma.
Buona giornata
621 legame magnitudo e sisma di progetto NTC Stefano Ballini Ospitaletto (BS) 06-10-2009
Quesito:
l'entità oggettiva di un sisma viene misurata con la magnitudo secondo la scala richter; un edificio viene progettato in base ad un'accelerazione in funzione del periodo di vibrazione dell'opera corretta con vari coefficienti.
come è possibile confrontare questi due dati (magnitudo e accelerazione)e capire se il progetto è corretto ???

grazie
stefano
Risponde Carlo Meletti il 2009-10-06 22:56:11
Non è possibile fare questo tipo di confronto ai fini della sua richiesta. Infatti la magnitudo è una misura dell'energia rilasciata dal terremoto, quindi è un valore unico per un terremoto. L'accelerazione del suolo, invece, si misura sito per sito e dipende dalla magnitudo del terremoto, dalla distanza dall'ipocentro, dalle caratteristiche del suolo, dalle condizioni topografiche, ecc.
Faccio un esempio: un edificio può subire la stessa accelerazione sia per un terremoto di magnitudo bassa ma con epicentro vicino, sia per un terremoto di magnitudo elevata ma con epicentro lontano.

E' quindi l'accelerazione attesa in un certo sito il parametro da usare per valutare la correttezza del progetto.

Buona serata
620 Sequenza sismica zona Rocca di Cambio Alessio Cappelli San Demetrio (AQ) 05-10-2009
Quesito:
Ultimamente, oltre allo sciame sismico nella zona di Amatrice, stiamo assistendo ad un ripetersi di eventi concentrati nella zona Rocca di Cambio-Terranera. Tale zona è da considerarsi ancora appartenente alla faglia che ha originato il sisma del 6 aprile o si tratta di una faglia differente? In questo caso abbiamo qualche informazione su di essa (dimensioni, eventi precedenti, energia accumulata o accumulabile)?
Grazie per l'attenzione
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-06 08:31:43
Gentile Signor Cappelli,
la sismicità di cui lei scrive si colloca alla terminazione meridionale della faglia che ha generato il terremoto del 6 aprile. Questa zona rappresenta anche il settore di crosta terrestre ove si ha la terminazione settentrionale della faglia della media valle dell'Aterno. Difficile dire se la sismicità sia ESATTAMENTE dentro alla faglia di Paganica. Non direi che si tratti di una faglia a se stante. Le zone ove terminano le faglie maggiori sono in genere rappresentate da porzioni crostali molto fratturate. In tali regioni può avere origine sismicità rappresentata da terremoti di magnitudo modesta. Naturalmente nessuno è in grado di dire se questa sismicità di "bordo" di faglia sia sintomatica di particolari evoluzioni del processo sismogenetico.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
619 sisma Valcomino-Aquila Massimo Palmerini Veroli (FR) 05-10-2009
Quesito:
Buon giorno,
vorrei porre il seguente quesito: tecnicamente che differenza c'è tra il sisma del 07-05-1984 in Valcomino con MI 5.9 ed il sisma del 06-04-2009 a L'Aquila con MI 5.8?
Pongo questa domanda poichè il sisma della Valcomino, pur essendo di magnitudo più elevato, non causò danni più gravi di quello dell'Aquilano anzi furono danni molto modesti.
Grazie per la risposta.
Buon lavoro a tutti.

Massimo Palmerini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-05 13:14:43
Gentile Signor Palmerini,
la differenza sta nella magnitudo. La magnitudo 5.9 del 1984 e' una Mw. La Mw del 6 aprile e' 6.3. C'e' una differenza enorme, in termini di energia rilasciata.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
618 terremoto abruzzo Gabriella Casale Loreto Aprutino (PE) 05-10-2009
Quesito:
Chiedo cortesemente se siete daccordo con la segunete conclusione:

Abruzzo: Il terremoto può tornare. Una faglia si è mossa altre due stanno cedendo
La notizia te la devi andare a cercare tra le righe dei giornali e nei lanci non urgenti delle agenzie di stampa. Forse perchè è una brutta notizia nessuno o quasi le fa posto. LUniversità di Oxford e lIstituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma hanno individuato il pezzo di terra, la faglia che si è mossa causando il terremoto in Abruzzo del 6 aprile. E la faglia di Paganica. E questo comporta una pessima conseguenza: il terremoto ha inflitto mutamenti di tensione ad altre faglie vicine, portandone alcune, Montreale a Capotosto, sullorlo del cedimento. Significa, nero su bianco che il terremoto può tornare a colpire la Regione.

Una brutta sentenza scientifica. Una sentenza inappellabile. E solo questione di tempo. Quindi gli uomini sono avvisati: dovrebbero costruire solo in maniera antisismica, dovrebbero rendere antisismiche le costruzioni che già ci sono. Dovrebbero. Per ora, anche se avvisati, non mostrano di essere in grado di risultare mezzi salvati.

Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-05 10:31:22
Ascolti. Premesso che noi non commentiamo i lavori degli altri, non ci sembra una gran novità. La faglia era già stata individuata nei giorni successivi al terremoto.....

Esiste una mappa di pericolosità sismica che dice quali sono le zone che possono essere soggette a forti scuotimenti. Questa mappa è legge dello stato e viene adottata dalle regioni per definire le zone sismiche. Zone sismiche significa soggette a terremoto. Serve altro?

Non dice "dopo un terremoto basta, pericolo passato". Il terremoto può venire ovunque, sempre. Ovviamente, non ci aspettiamo un terremoto forte nello stesso posto tutti i giorni. Ma in passato ci sono state sequenze a distanza di settimane.

Che cosa abbiamo scoperto? Che l'attenzione generale al terremoto viene solo dopo il terremoto, da parte di quasi tutti.

La sua conclusione è peraltro molto condivisibile.

Buona giornata
616 replica a risposta 615 Diego Baccari San Donato Val Di Comino (FR) 03-10-2009
Quesito:
Spett.Dottor Stucchi ringraziandola per la risposta vorrei fare una precisazione:ho inviato il quesito n.615 al Dottor Galadini perhe' ho avuto l'impressione,magari erronea,che lui abbia avuto modo di tattare ,su questo sito, piu' spesso argomenti di paleosismologia.Naturalmente la sua risposta e'altrettanto gradita essendo la stessa la stima.Per quanto riguarda il terremoto di Bojano ho sbagliato mi riferivo al terremoto del molise del 12/05/1456.In sintesi la domanda era :a cosa servono esattamente gli studi di paleosismologia ?Grazie buona sera
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-03 23:05:42
Gentile Signor Baccari,
gli studi di paleosismologia, nella maggior parte dei casi, vengono realizzati per chiarire la storia dell'attività recente (diciamo gli ultimi 20-30.000 anni) di una faglia. In sostanza, si cerca di capire quando si è mossa l'ultima volta, ogni quanto si muove, qual è l'entità dello spostamento ogni volta che si muove. Mentre i primi due aspetti hanno a che fare con la definizione della probabilità che si attivi in un futuro di interesse sociale, l'ultimo parametro citato ha a che fare - insieme alla definizione della lunghezza della faglia - con la magnitudo del terremoto atteso. Nella pratica, si procede mediante scavi geognostici attraverso una faglia e si tenta di ottenere datazioni assolute (in genere col metodo del radiocarbonio) delle unità stratigrafiche dislocate e di quelle, al tetto della successione stratigrafica, non dislocate. Cosi' facendo, ad esempio, si e' stabilito che la faglia del Fucino ha un probabile tempo di ritorno per la sua attivazione variabile tra 1400 e 2600 anni. Si è altresi' scoperto che la valle subequana è caratterizzata dalla presenza di una faglia attiva nell'Olocene ma che probabilmente non si è attivata negli ultimi 2000 anni. E via dicendo ...
Il problema principale è che gli studi paleosismologici possono essere condotti con buoni esiti lungo quelle faglie che hanno causato in passato terremoti di magnitudo superiore a 6.5. Cioè si possono eseguire su faglie che hanno una buona "visibilità" morfologica perché le rotture cosismiche giungono fino in superficie. Gli studi paleosismologici non possono fornire informazioni su faglie responsabili di terremoti con magnitudo inferiore. Certo non ne forniscono in riferimento a faglie (spesso invisibili in superficie) che generano terremoti di magnitudo tra 5.5 e 6.0. Si tratta di terremoti che possono avere effetti ben al di sopra della soglia del danno ma le cui faglie, in genere, non sono facilmente riconoscibili con metodi geologici tradizionali e per le quali - di conseguenza - le indagini paleosismologiche sono inefficaci.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
615 per il Dottor Galadini Diego Baccari San Donato Val Di Comino (FR) 03-10-2009
Quesito:
Spett.Dott. Galadini chiedo scusa per la domanda da "ignorante";vorrei sapere quale utilita' sociale ha la paleosismologia,non ha capacita' predittiva,e' utile solo ai fini di ricostruzioni storiche o a ipotizzare le future intensita'? Es.Ilterremoto del 1359 Venafro ha un periodo di ritorno di 600 anni,essendo in ritardo produrra' piu' energia? Es.qual'e'il periodo di ritorno del terremoto del 1461 di Bojano?E' stato il piu'distruttivo della storia d'italia per via magari di un ritardo che ha fatto accumulare energia? Grazie per la disponibilita',la pazienza,la cortesia.Spero di non aver fatto troppe domande.Buona giornata.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-03 14:47:11
Gentile signore,
questo servizio prevede che a ripondere sia il ricercatore più vicino all'argomento o più disponibile al momento.
Se vuole corrispondere direttamente con uno di noi deve farlo via e-mail.
Per quanto riguarda le sue domande, il periodo di ritorno è un concetto statistico puramente indicativo. Le sorgenti dei terremoti non sono dei robot molto precisi.
Non ci risulta il terremoto del 1461 di Boiano. Per i terremoti storici pò consultare

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

Buona giornata

614 Assergi Federico Mosca L'aquila (AQ) 02-10-2009
Quesito:
Salve vorrei sapere, se possibile, in quale tipo di pericolosità sismica rientra la frazione del comune di L'Aquila Assergi. Grazie mille
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-02 23:15:15
Gentile Signor Mosca,
troverà la risposta a quanto chiede sul nostro sito:
http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/abruzzo.html

Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
613 info faglia monti carseolani Daniele Imperiale Carsoli (AQ) 02-10-2009
Quesito:
Gent.mi, se possibile vorrei avere qualche informazione sulla zona dei Monti Carseolani (confine tra Lazio Abruzzo) se nel citato territorio esistono faglie, e se a tal riguardo si conoscono aspetti relativi alla loro periodica attivazione. ( In una intervista al prof Moretti ho letto casualmente che in queste zone la sismicita' può attivarsi in periodi intercorrenti di 1000 anni) Vorrei inoltre sapere se possono esserci eventi correlati e conseguenti nella zona sopra citata il relazione alle faglie dell'Aquilano, Valle dell'Aterno e Gransasso.
Grazie e cordialissimi saluti Buon Lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-10-02 16:31:36
Gentile Signor Imperiale,
non mi risulta che nei Monti Carseolani siano mai state identificate faglie attive. La questione è tuttavia poco significativa. In termini di scuotimento sismico atteso (e relativa probabilità), può fare riferimento alla mappa di pericolosità di cui al nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/.
Quanto alle affermazioni del prof. Moretti, noi tendiamo a non commentare le ipotesi espresse da altri esperti. Chieda direttamente a lui.
Infine, non ho ben capito la domanda sull'Aquilano, Valle dell'Aterno e Gran Sasso. Si tratta di un settore appenninico ove e' in corso una sequenza sismica. La faglia che ha rilasciato il terremoto del 6 aprile dovrebbe tendere a diminuire in un tempo anche lungo il rilascio di energia. Le faglie che sono a ridosso del Gran Sasso, della Laga ecc ... sono attive e non hanno causato il terremoto del 6 aprile. In piu', dal 7 aprile e' in corso una sequenza sismica che interessa i Monti della Laga. Maggiori informazioni su questi aspetti sono contenute nelle risposte ai quesiti dei giorni/mesi passati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
612 studio Barry Parsons e INGV Mario Durastante Montereale (AQ) 01-10-2009
Quesito:
Salve,
Vorrei che commentaste la notizia apparsa su alcuni organi di stampa in merito allo studio realizzato da un team di ricercatori guidato da Barry Parsons della Britain's University di Oxford e un gruppo dell'Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia di Roma circa il rischio di altri terremoti nell'Italia centrale e segnatamente le faglie che passano vicino a Campotosto e Amatrice.
Distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-01 20:48:02
non è nostra abitudine commentare il lavoro di altri ricercatori in questa sede.
Buona serata
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-01 20:51:50
per inciso, anche noi siamo dell'Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia. Le suggerisco di rivolgersi direttamente ai colleghi, per eventuali approfondimenti
610 INFO CASSINO Marta Marini Celano (AQ) 01-10-2009
Quesito:
BUONGIORNO GRAZIE PER IL LAVORO DA VOI SVOLTO CON MOLTA PROFESSIONALITà. VOLEVO COMUNICARE CHE IERI SERA ALLE 21:30 CIRCA è STATA AVVERTITA UNA SCOSSA DI TERREMOTO IO IN QUEL MOMENTO MI TROVAVO A PESCINA( AQ)E SI è SENTITA BENISSIMO! POI DI NUOVO STAMANI ALLE 7 E 30 CIRCA SE N è AVVERTITA UN' ALTRA E IO ERO A CASA MIA AD AVEZZANO . HO CONTROLLATO SU SITO MA NN C E NESSUNA INFO RIGUARDO A QUESTO! INOLTRE VOLEVO CHIEDERE SE NELLA ZONA DI CASSINO C' è RISCHIO DI UN FORTE SISMA O TUTTO RIENTRA NELLA NORMALITà CON IL TERREMOTO DI 6.3 ALL ' AQUILA. LA RINGRAZIO CORDIALI SALUTI! ATTENDO VOSTRA GENTILE RISPOSTA!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-01 09:39:39
per i problemi di questo tipo deve rivolgersi alla sezione "Centro Nazionale Terremoti" di Roma.
Per il resto, nel caso dei terremoti non esiste "normalità".
Per la pericolosità sismica consulti il sito

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona giornata
609 Elevata sismicità Giula Levi L'aquila (AQ) 30-09-2009
Quesito:
Salve,
una zona ad elavata sissmicità è una zona in cui si verificano forti scuotimenti (forti si intende sopra i 5 Richter?)in un intervallo temporale stabilito in un range di quanti anni?Quindi su base statistica?
Inoltre alla luce dei dati a vostra disposizione si può affermare che l'Abruzzo è la zona a più elavata sismicità in italia?e di conseguenza l'Aquila la città più sismica?
Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-01 09:16:14
Prima di tutto gli scuotimenti si misurano in teremini di accelerazione del suolo, di intensità, ecc. La magnitudo (Richter) misura l'energia liberata dal terremoto.
Noi definiamo la pericolosità sismica sulla base di un procedimento complesso. I risultati li può trovare al sito

zonesismiche.mi.ingv.it

dove può vedere quali sono le zone più pericolose di Italia.
Buona giornata
608 previsioni Mauro Rossi Roma (RM) 30-09-2009
Quesito:
mi sono imbattuto per caso su un servizio che riguardava il signor raffaele bendandi chiamato colui che prevedeva i terremoti morto nel 1979
questo ricercatore sosteneva che ne maggio 2011 roma verra colpita da un evento sismico notevole
cosa ce di vero?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-30 13:46:53
andrebbe chiesto all'autore della previsione.
Se fosse consolidata penso che le autorità se ne occuperebbero, non crede?
Abbiamo ripetuto e ripetiamo, fino alla sfinimento, che non si possono prevedere i terremoti. Poi se qualcuno lo fa non chieda a noi.....
Buona giornata
607 samoa Mauro Rossi Roma (RM) 30-09-2009
Quesito:
volevo chiedere se e' possibile un evento come quello verificatosi alle isole samoa nel nostro mar mediterraneo sia come magnitudo sia come tsunami
grazie e buon lavoro
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-30 13:47:33
per cause sismiche cosi' grande no.
Buona giornata
606 Faglia classificata con n. 42000. Gerardo D'agosto Venafro (IS) 29-09-2009
Quesito:
Buonasera, e grazie per il servizio da Voi reso a noi tutti.
Abito a Venafro (IS), piccola cittadina alle falde del sistema montuoso delle Mainarde (Monti della Meta).
E' qui presente una faglia classificata nel progetto denominato "Ithaca" con n. 42000.
La mia domanda è: "essa è una faglia attiva, puo' provocare terremoti con i suoi 12 km. di lunghezza e, soprattutto, che profondità potrebbe avere?".

Grazie anticipatamente per la risposta.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-29 23:12:18
Gentile Signor D'Agosto,
il database Ithaca, se non sbaglio, e' un prodotto dell'ISPRA. Ora, in tutta franchezza, non credo opportuno dare giudizi sul lavoro di colleghi di altri istituti. La inviterei a mettersi in contatto con gli autori.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
604 faglia media valle dell'aterno Pietro Tronca Tione Degli Abruzzi - Fraz. Goriano Valli (AQ) 28-09-2009
Quesito:
devo far seguito alla risposta cortesemente datami dal dott. Stucchi per precisare che la richiesta di informazioni sulla faglia della media valle dell'Aterno è motivata dall'essere a conoscenza del fatto che è in corso su di essa uno studio da parte del dott. Galadini e suoi collaboratori. Della pericolosità sismica dell'area e delle relative normative amministrazioni comunali e popolazione locale sono perfettamente al corrente e fanno tutto quello che possono; sarebbe però utile fossero a conoscenza anche della (sembra dimostrata) pericolosità specifica di quella faglia, appunto in corso di studio e di cui gradiremmo sapere di più.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-29 06:57:16
Gentile Sig. Tronca,
il termine "pericolosita'" si riferisce ad una probabilità che un determinato scuotimento si verifichi in un certo ambito temporale. Ora, in riferimento alla faglia studiata, che è in realtà - per ora - quella della Valle Subequana, io non so dirle granché. Si tratta di studi in corso, che chiariscono che la faglia è da considerarsi attiva e che certamente non si è attivata da secoli. Posso anche dirle che per i prossimi mesi sono stati pianificati rilevamenti e indagini paleosismologiche sul settore Roccapreturo-Molina. Vedremo ... Ma la questione degli studi in corso poco aggiunge al fatto già noto che la dorsale appenninica abruzzese è all'interno della fascia a più elevata pericolosità sismica del territorio nazionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
603 Monti ernici-simbruini Marco Tullio Balsorano (AQ) 28-09-2009
Quesito:
Salve ed un ringraziamento per il lavoro che svolgete e per la vostra disponibilità in questa sezione! Consultando il vostro database strumentale (ISIDE) ho notato un significativo incremento di eventi strumentali nella suddetta zona, rispetto gli anni passati; con ultimo, un evento di mag 2.3 lo scorso 25/09, ore 19 circa e distintamente avvertito (ma non segnalato). Le domande sono: l'aumento di tale sismicità strumentale puo essere attribuita allo stress generato dalla sequenza dell'aquilano? Anche se non si dispongono di studi conclusivi, che tipo di struttura sismogenetica interessa la valle del liri ed il sorano? Grazie e buon lavoro!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-29 07:09:45
Gentile Signor Tullio,
direi che non c'è alcuna relazione diretta tra la scossa aquilana e la scarsa sismicità che interessa la valle del Liri. La sismicità di questa regione non è una novità (ricordo di avere avvertito un terremoto personalmente forse nell'agosto del 1993 ...). Per quanto riguarda le conoscenze sulle sorgenti sismogenetiche, sebbene studi siano stati condotti in passato, nessuno ha portato informazioni conclusive. In sostanza, sappiamo che il fianco sinistro della val Roveto è caratterizzato dalla presenza di una faglia. Ma di questa non conosciamo le caratteristiche dell'attività recente.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
602 faglia media valle dell'aterno Pietro Tronca Tione Degli Abruzzi - Fraz. Goriano Valli (AQ) 28-09-2009
Quesito:
ho letto le altre risposte sulla faglia della media valle dell'aterno e chiedo (è ovvio il mio interesse, visto dove abito): il terremoto del 6 aprile può averne determinato un processo di attivazione? è in qualche modo monitorata? perchè la popolazione (sono stato anche sindaco fra il 1997 e il 2001) non è informata sul suo grado di pericolosità (che a me interesserebbe conoscere)? la popolazione locale può in qualche modo rendersi utile tenendo sotto osservazione segni particolari nel proprio territorio e, in tal caso, quali?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-28 13:10:09
Gentile signore,
la sua zona è classificata come sismica da molti anni. Come sindaco avrebbe dovuto essere al corrente.
Nel 2006 la mappa di pericolosità sismica

zonesismiche@mi.ingv.it

è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. La competenza in materia spetta alla Regione.
Il problema è la pericolosità complessiva, non quella della singola faglia che non è facilmente quantificabile. Inoltre non tutte le faglie sono note.
Credo che invece di tenere osservazione segni particolari la popolazione dovrebbe attivarsi per far verificare la sicurezza dei propri edifici.
Buona giornata
601 monti della laga Rossella Sette Pizzoli (AQ) 28-09-2009
Quesito:
Sono tre giorni che non si registrano scosse, possiamo supporre che l'attività sismica che ha interessato i monti della Laga stia scemando?
O meglio! E' possibile che ci sia una forte scossa nonostante in questi giorni l'attività sismica in quella zona si sia arrestata?

grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-28 07:23:27
Gentile Signora Sette,
come già scritto nelle risposte ai quesiti dei giorni passati, mi sembra presto per poter dire che la sequenza che interessa i Monti della Laga sia terminata o stia terminando. Sequenza sismiche come queste possono durare mesi e mesi. E comunque, indipendentemente dalla sequenza sismica, bisogna considerare che, come tutta la catena appenninica, anche i Monti della Laga sono caratterizzati da elevata pericolosità sismica. Questa pericolosità è indipendente dalla sequenza in corso e dalla nostra speranza che essa termini oggi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
600 Conoscenza e coscienza del rischio sismico Alessandro Venieri Teramo (TE) 28-09-2009
Quesito:
Complimenti noto 600 domande (e risposte) a settembre, negli anni precedenti si arrivava ad una cinquantina. Ecco è questo che mi preoccupa, linteresse verso tali argomenti in tempo di pace, mi preoccupa perché mi sento spesso solo in una provincia ed in una regione dove molti ragionano come il Sig. Donato Ferrini (quesito 472), dove delluomo nero non bisogna neanche parlare figuriamoci portare avanti gli argomenti della prevenzione in mancanza di una cultura di conoscenza e coscienza del rischio sismico.
Un caro saluto a tutti e grazie per il prezioso lavoro che svolgete e di ciò che ho appreso finora dalle vostre conoscenze.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-28 07:17:58
Caro Alessandro,
ti ringrazio per i complimenti, assai graditi in concomitanza con il traguardo dei 600. La prova che le tue amare considerazioni sono corrette sta anche nella semplice valutazione della percentuale di quesiti che vengono posti dall'Abruzzo. In Italia di abruzzi ce ne sono tanti: ma in generale, ovunque, del terremoto è meglio non parlare. Abbiamo un'idea del terremoto che coincide con quella della morte. Ad esempio, non lo immaginiamo come portatore di danno al nostro patrimonio culturale. In un paese che - come abbiamo potuto vedere nel programma TV "Presa diretta" di ieri sera - rifiuta completamente la propria radice culturale e quindi rigetta, di fatto, la sua essenza di società non investendo in preservazione, promozione ecc ..., il terremoto e' veramente una costosissima scocciatura. Meglio affidarsi a Sant'Emidio.
Ciao
Fabrizio
599 richiesta Elisa Ciammetti L'aquila (AQ) 27-09-2009
Quesito:
Salve! il mio nome è Elisa. Vorrei sapere quante probabilità ci sono che potrebbe esserci una scossa ai monti reatini? Vorrei sapere anche se la faglia del gran sasso è attiva o meno. Grazie Elisa
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-27 16:06:51
Gentile Signora Ciammetti,
immagino lei intenda una scossa di elevata magnitudo. Come sa, l'evoluzione di un processo sismico come quello in corso e legato all'attività della faglia della Laga non è prevedibile (per ulteriori informazioni, può consultare le risposte ai quesiti dei giorni e mesi precedenti). Per "faglia del Gran Sasso," noi intendiamo un "sistema" costituito dalla faglia di Assergi e dalle faglie di Campo Imperatore fino - verso est - alla faglia del Monte Cappucciata. Si tratta, forse, dell'espressione in superficie di una sola faglia sismogenetica: da considerarsi attiva.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
598 Scossa del 24-9-2009 Vittorio Di Carlo Pizzoli (AO) 27-09-2009
Quesito:
La scossa del 24-09-2009 alle ore 18.14.57 di Ml.4.1 ha avuto l'epicentro nel Comune di Pizzoli e precisamente a pochi passi dalla zona abitata di Villa Mazza e alla fine della pineta verso nord.
Quello che vorrei conoscere se la presenza di un grosso elicottero che ha sorvolato più volte la zona prima dell'evento abbia avuto un nesso logico. Grazie. Vittorio Di Carlo- Pizzoli.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-27 16:01:01
Gentile Signor Di Carlo,
non capisco a cosa si rifierisca il "nesso" di cui scrive. Come sa non è possibile prevedere i terremoti. Non siamo in grado di prevederli noi che ci occupiamo di sismologia, a maggior ragione chi svolge attività nell'ambito delle forze dell'ordine, della difesa o della protezione civile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
596 durata sciame sismico e Morrone Federico Morsella San Valentino In Abruzzo Citeriore (PE) 26-09-2009
Quesito:
Salve, vorrei chiedervi qual è stata la durata temporale più lunga di una sequenza sismica relativa a un forte terrremoto appenninico e quindi se ci si può aspettare un persistere dell'attività sismica nell'aquilano anche in questo inverno. Inoltre ho sentito ultimamente degli allarmi da parte di geologi ed esperti dell'Ingv o della protezione civile (non ricordo di preciso) su probabili eventi sismici a breve nella zona di Sulmona e del massiccio del Morrone: quali informazioni ci sono in merito? vi ringrazio e buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-26 15:39:06
Premesso che anche noi siamo dell'INGV, i quesiti vanno rivolti a chi ha reso le dichiarazioni. Questo sito non ospita polemiche.
Quanto alla prima domanda, le sequenze possono durare anche anni. Non vi sono regole nell'attività sismica.
Buona giornata
595 aumento Mattia Ranti Chiavari (GE) 25-09-2009
Quesito:
Buongiorno! Volevo chiedere se in questi anni e soprattutto in questo periodo il numero di eventi sismici nel nostro paese è aumentato oppure è solo una nostra impressione. Grazie mille per la disponibilità
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-25 14:03:21
e' una impressione. In questo periodo è solo aumentata l'attenzione dei media.
Buona giornata
594 correlazione accelerazione magnitudo Michele Tavilla La Spezia (SP) 25-09-2009
Quesito:
Buon giorno, vorrei sapere se esiste una correlazione matematica o sperimantale che associa ad una accelerazione di picco una magnitudo,e cioè se ho ad esempio un ag di 0,2 quale magnitudo mi darà per quel sito un ag=0,2.

Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-25 15:16:30
dipende dalla distanza fra l'epicentro e il sito.
Buona giornata
593 nuova forte scossa Maria Teresa Mongella S.nicolo (TE) 24-09-2009
Quesito:
gentili esperti, stasera alle 18.15 siamo ripiombati nella paura dopo la scossa di 4.1 sul gran sasso.
Qui nel teramano si è sentita molto forte con moto ondulatorio.
cosa ci dobbiamo aspettare nelle prossime ore? dobbiamo dormire fuori stanotte o stare tranquilli, perche' ormai la scossa forte si è già avuta?
grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-25 08:45:51
Gentile signora,
come abbiamo ripetutamente detto, non siamo in grado di fare previsioni, nè tocca a noi dare suggerimenti che sono di esclusiva competenza delle autorità preposte.
Buona giornata
592 24 settembre Giorgia Moretti Teramo (TE) 24-09-2009
Quesito:
La scossa di ieri è da riferirsi alla faglia dei Monti della Laga?
Grazie.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-25 08:47:05
Si tratta di una evento troppo piccolo per poter essere riferito con precisione a una data faglia.
Buona giornata
591 monti reatini Maurizio Moriconi Cittareale (RI) 24-09-2009
Quesito:
la domanda è sciocca e sicuramente ripetitiva,voi avevate detto che dov evano passare molti giorni per "garantire " che il pericolo fosse passato, speravo che 25 fosse un numero considerevole, pero oggi nell'elenco sismico è tornata la scritta monti reatini, dovete considerare che dal 6/4 ieri sono tornata a dormire a casa, devo tornare nel container? apparte gli scherzi,cosa pensate? distinti saluti e grazie tante per la vostra pazienza
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-24 18:33:54
ci dispiace ma se fossimo in grado di fare previsioni le forniremmo al Dipartimento della Protezione Civile che poi deciderebbe come renderle pubbliche.
Il problema centrale è quale grado di sicurezza le offre la sua abitazione, oggi e anche fra due anni o di più, in quanto il pericolo sismico, di fatto, non si esaurisce mai.
Coraggio e buona serata
588 info utili Gabriele D'alfonso Prata D'ansidonia (AQ) 23-09-2009
Quesito:
Salve, vorrei sapere il grado di pericolosità sismica delle seguenti zone: medio-bassa Valle dell'Aterno e Velino-Sirente. Inoltre, visto il perdurare delle scosse in tali zone vi chiedo se, a vostro parere, c'è il rischio di qualche scossa più forte delle attuali.

Grazie e Distinti Saluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-23 21:56:38
Gentile Signor D'Alfonso,
la pericolosità sismica è la stessa, cioè alta, per le due zone che lei cita, come può vedere dalla mappa di riferimento pubblicata sul nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it.
In generale, le scosse attribuite ai "distretti simici" Velino-Sirente e Valle dell'Aterno si inquadrano nel progressivo rilascio di energia - mediante terremoti di piccola magnitudo - seguito alla scossa principale del 6 aprile. La faglia responsabile di quel terremoto e dei piccoli eventi sismici a venire non dovrebbe più rilasciare altri forti terremoti.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
587 Risentimento sismico e terrazzi fluviali Gianluca Fagioli Pistoia (PT) 23-09-2009
Quesito:
Abbiamo sentito spesso il terremoto a Gello (PT). Quelli che si verificano nel Mugello e nel livornese vengono nettamente percepiti e distinti. La casa è in muratura con due piani fuori terra più piano terra con solai in putrelle e voltine recentemente resturata secondo normali canoni di intervento in zone sismiche(cerchiature,reti saldate ecc.)posta al centro di un medio terrazzo fluviale pliocenico (torrente Vincio di Brandeglio, torrente Ombrone P.se) alla quota di m 150 a NO di PT. Nel marzo 2008 nella II replica del mattino le travi in metallo produssero una specie di sibilo. C'è da preoccuparsi per maggiori risentimenti sismici?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-23 17:23:38
La ringrazio della sua descrizione, molto accurata, ma non possiamo eseguire una diagnosi a distanza.
Buona serata
586 info Giuseppe Damato Biccari (FG) 23-09-2009
Quesito:
buongiorno, vorrei sapere se esistono faglie attive nella mia zona e soprattutto sotto il mio paese. La ringrazio per la risposta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-23 21:51:55
Gentile Signor Damato,
non sono note faglie attive in prossimità del suo paese. Il che non vuol dire che non ci siano, considerate le scarse conoscenze che abbiamo del territorio pugliese. Biccari non è comunque lontano dal sistema di faglie E-W che dal Gargano raggiungono l'Appennino. Però, sull'attività recente di queste faglie non si hanno indicazioni conclusive. Piuttosto che discutere di faglie, mi permetta di suggerirle di ragionare in termini di "pericolosità sismica". E allora può essere utile visitare il nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
584 faglia monti della laga Mariateresa Mongella S.nicolo (TE) 21-09-2009
Quesito:
salve, è da un po' di giorni che non ci sono più scosse anche strumentali sui monti reatini e della laga si può dire che tutto sta evolvendo verso la fine dello sciame sismico almeno per questa zona?
grazie per l'eventuale risposta e per il lavoro che svolgete voi tutti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-21 20:25:18
Gentile Signora Mongella,
si vorrebbe dire cosi', ma francamente penso sia un po' troppo presto. Cio' detto, è lecito sperare che lo stato attuale della sismicità sia sintomatico dell'evoluzione in cui noi tutti speriamo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
582 info Roberta Tulsario Montecalvo Irpino (BN) 21-09-2009
Quesito:
buongiorno volevo sapere la probabilità che si verifichi un evento sismico forte in irpinia. La ringrazio per la risposta
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-21 12:14:45
non siamo in grado di rispondere a questa domanda in modo preciso come lei desidera. Tuttavia siamo in grado di fornire la probabilità che si abbia uno scuotimento forte sul territorio, sia pure con un margine di incertezza.
Può consultare il sito

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona giornata
581 EPICENTRO Gianni Bucchianico Bucchianico (CH) 21-09-2009
Quesito:
SALVE BUCCHIANICO PUò ESSERE MAI UN EPICENTRO DI UN TERREMOTO CI SONO DELLE FAGLIE CHE ATTRAVERSANO BUCCHIANICO GRAZIE
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-21 11:50:25
Ma lei si chiama come il suo paese ?
Guardi, per tutti i terremoti fino a magnitudo 5.5 è molto difficile riconoscere le faglie che li generano, anche perche' sono molto piccole. Spesso e' difficile riconoscere le faglie anche per terremoti superiori.
Non so se il suo papese potrà essere sede di epicentri, ma di scuotimenti di media entità si'.
Consulti

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona giornata
580 Terremoto zona Macerata Alberto Massirenti Ancona (AN) 20-09-2009
Quesito:
Salve, cortesemente desideravo sapere se il terremoto del 20/09/2009 in zona Macerata - Montefano riguarda qualche faglia già conosciuta per attività sismogenetica. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-20 22:55:22
Gentile Signor Massirenti,
in genere è difficile (direi impossibile) riferire singoli terremoti di magnitudo inferiore a 5.5 a faglie attive. Le rotture nella crosta terrestre che causano questi terremoti sono molto piccole e non rapportabili a faglie maggiori, geologicamente note e potenzialmente responsabili di forti terremoti. Diverso è il discorso nel caso in cui si verifichino molti eventi sismici di piccola magnitudo, cioè il processo sismogenetico si esplichi mediante una sequenza sismica. In questo caso la distribuzione degli epicentri potrebbe rappresentare un tracciante della faglia sismogenetica. Si potrebbe pertanto chiarire se essa sia una faglia già nota dagli studi geologici o meno.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
579 Sciame sismico Emanuela Canzano Pescara (PE) 20-09-2009
Quesito:
Buonasera, vorrei sapere se i recenti fenomeni sismici nel centro italia,(la zona dell'aquilano, valle dell'Aterno, Macerata, etc) si possono ritenere "figlie" di un unico sciame sismico o trattasi di fenomeni differenti? E in tal caso possono essere comunque correlati tra loro? Da uno studio delle faglie, ne risultano diverse attive in Abruzzo, c'è una reale possibilità che l'evento sismico del 6 Aprile sia solo il preludio di un terremoto ancora più forte?
Grazie e buon lavoro
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-20 19:23:29
sono tutti fenomeni indipendenti.
Per quanto riguarda l'abruzzo, la probabilità che avvenga un terremoto molto più forte di quello del 6 aprile è bassa.
Buona serata
578 bibliografia Paolo Benedetti Spoltore (PE) 20-09-2009
Quesito:
Buonasera e grazie per le Vostre risposte. Mi piacerebbe approfondire un po' i vari temi qui trattati, potreste consigliarci almeno un buon testo divulgativo e uno di approfondimento maggiore riguardante i terremoti e/o la paleosismologia?
Grazie ancora per la disponibilità.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-20 22:46:45
Gentile Signor Benedetti,
mi vengono in mente:

E. Boschi, F. Bordieri "Terremoti d'Italia", Baldini e Castoldi (ristampato da poco);
J. McCalpin, "Paleoseismology", Academic Press;
E. Faccioli, R. Paolucci, "Elementi di sismologia applicata all'ingegneria", Pitagora;
M. Dolce, A. Martelli, "Proteggersi dal terremoto", 21/mo secolo;
S. E. Hough, "Earthshaking science", Princeton University Press.

Purtroppo, due testi che considero imprtanti sono in lingua inglese ...
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
577 roma Mauro Rossi Roma (RM) 18-09-2009
Quesito:
volevo domandare se vi risulta un evento sismico il giorno 17/09/09 a roma
dal vostro sito non risulta nulla
grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-18 18:04:02
se nel nostro sito non c'e', a noi non risulta.
Buona serata
576 Terremoto Val di sangro Giulio Basti Chieti (CH) 17-09-2009
Quesito:
Intanto vorrei ringraziarvi per la diponibilità che avete nel risponde,alle varie domande,e in particolare al lavoro che fate.
Vorrei chiedervi se il terremoto della val di sangro del 16/09/2009,e stato innescato dalla cosidetta faglia della maiella,oppure e stato generato da un altro tipo di faglia?
Volevo anche chiedervi se la famosa faglia (adesso non più attiva) quella di cramanico,che passa anche su sant'eufemia a maiella,potrebbe riprendere la sua attività.
Cordiali saluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-18 08:51:13
Gentile Signor Basti,
un terremoto di magnitudo cosi' bassa e' generato da una rottura in profondità di piccole dimensioni. E' impossibile, trattandosi di un evento isolato, stabilire una relazione con grandi faglie potenzialmente responsabili di forti terremoti.
Per quanto riguarda la faglia di Caramanico, per quello che se ne sa, la sua attivazione sarebbe frutto di processi geologici talmente lunghi da non riguardare l'arco temporale rappresentato dalla vita della nostra generazione e di molte generazioni a venire.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
575 epicentro? Sandra Di Cincio Palena (CH) 16-09-2009
Quesito:
sono di palena e ieri notte si e avvertito un altro boato fortissimo piu dondolio e vetri che tremavano...sono preoccupata perche si e avvertito fino a sulmona ...che le faglie si stuzzicano l'una a l'altra? c'e da preoccuparsi?quale faglia e stata a far scattare il terremoto ?grazie mille
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 21:16:47
Gentile Signora Di Cincio,
puo' trovare informazioni utili nelle risposte ai quesiti 573 e 570.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
574 info avezzano Marta Marini Celano (AQ) 16-09-2009
Quesito:
buonasera volevo sapere la situazione ad avezzano come è! è probabile una forte scossa come quella del sei aprile? o si può dire che possiamo stare tranquilli ancora per altri anni!? la ringrazio lei è sempre molto chiaro sulle risposte alle nostre domande. cordiali saluti!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 21:15:12
Gentile Signora Marini,
purtroppo non e' possibile prevedere i terremoti. Posso dirle soltanto che gli studi geologici degli anni novanta hanno evidenziato che le faglie che causarono il terremoto del 1915 si muovono (per terremoti simili) ogni 1400-2600 anni. Posso anche dirle che lunghi tempi di ricorrenza riguardano anche le faglie dell'Altopiano delle Rocche (che potrebbero avere rilasciato un forte terremoto in epoca medievale). Pero' la zona del Fucino potrebbe subire effetti considerevoli dall'attivazione di altre faglie (Media Valle dell'Aterno, Sulmona, ...). Ma il comportamento sismogenetico di queste faglie non è prevedibile. Del resto non lo era nemmeno prima del 6 aprile e il fatto che la Marsica è caratterizzata da elevata pericolosità sismica è chiaro da tempo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
573 informazioni Nicola Nicola Atessa (CH) 16-09-2009
Quesito:
Salve, volevo chiedrvi se era possibile avere notizie rigurado il terremoto nella zona val di sangro del 16/09/2009 ed inltre sempre se possibile avere alcune informazioni riguardo la citta' di Atessa. Le uniche cose che so che non ha mai subito danni anche a seguito dei terremoti del 1706 e del 1933.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 21:08:27
Gentile Signor Nicola,
il terremoto in questione riguarda il settore a sud della Maiella. Si tratta di un'area che gia' in passato ha rilasciato terremoti con effetti al di sopra della soglia del danno (1933). Dopo di cio', il fatto che non si inquadri in una evidente sequenza sismica, lo rende uno dei tanti piccoli terremoti che interessano il territorio nazionale. Per la storia sismica di Atessa, puo' trovare informazioni sul nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
572 ultimi eventi abruzzo Elena Marchese Pescara (PE) 16-09-2009
Quesito:
Gentili esperti,
dal sito dell'ingv noto che nell'arco di alcune ore in tutta la fascia appenninica in Abruzzo, dai monti della Laga alla val di Sangro,si sono verificati dei terremoti anche se di lieve entità. C'è una relazione fra i fenomeni? Grazie per la disponibilità
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 21:04:10
Gentile Signora Marchese,
e' difficile ipotizzare una relazione diretta tra sismicità della Laga e terremoto in Val di Sangro. Sia per la distanza che separa le due aree, sia perche' esse corrispondono a domini tettonici diversi, cioè settori dell'Appennino caratterizzati da faglie con movimenti di tipo diverso.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
571 Pettino Federico Morsella San Valentino In Abruzzo Citeriore (PE) 16-09-2009
Quesito:
Salve, sono uno studente e ho trovato un appartamento in affitto a Pettino (L'Aquila) in un palazzo di classe "A" perfettamente intatto. Nonostante questo sto esitando per due motivi: la presenza nelle vicinanze di palazzi in c.a. completamente distrutti e la presenza della faglia attiva. Vi chiedo se si prevedono rischi di ripresa dell'attività sismica e se vi sono maggiori rischi qui rispetto ad altre zone della città in caso di scosse. Inoltre il prorietario mi ha detto che il palazzo poggia sulla roccia (da rilievi geologici) a differenza di quelli vicini e che anche per ciò non ha avuto danni. Questo è scientificamente vero? Vi ringrazio
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 21:01:36
Gentile Signor Morsella,
non sono in grado di risponderle in merito ai terreni di fondazione dell'edificio di cui riferisce. Certamente, in riferimento alla risposta sismica locale, un substrato roccioso e' più rassicurante di un substrato alluvionale. Per quanto riguarda la faglia di Pettino, essa dovrebbe essere stata responsabile del terremoto del 2 febbraio 1703. In base a studi geologici, è probabile che il suo tempo di ritorno (ma in riferimento a terremoti come quello del 1703) sia superiore ai mille anni. Per quanto riguarda l'attività sismica in corso, vale quanto scritto più volte nei giorni passati. Veda ad esempio la risposta al quesito 569.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
570 info David Di Febo Sulmona (AQ) 16-09-2009
Quesito:
il 3.4 di stanotte nella zona val di sangro - monti maiella può ritenersi pericoloso o avvisaglia di altro ??? so che nessuno puo dirlo ma il sisma pressapoco è avvenuto in un area dove ci sono sia le faglie attive della maiella ( 1706 ultimo evento serio ) e teoricamente la faglia di casoli anch essa inattiva dal 1883 quindi in una zona dove sussistono faglie ferme da parecchio...secodo lei/voi ci sono o possono esserci rischi di risveglio cn il 3.4 di stanotte ?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 20:55:51
Gentile Signor Di Febo,
sebbene il terremoto in oggetto abbia caratterizzato un settore (sud Maiella) che in passato ha causato terremoti al di sopra della soglia del danno (es. 1933), la sua magnitudo - relativamente bassa - e il fatto che sostanzialmente si tratta di un evento isolato nelle ultime decine di giorni non consentono di darne un inquadramento sismogenetico.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
569 Terremoto AQ Umberto Angerilli L'aquila (AQ) 16-09-2009
Quesito:
Salve, sono trascorsi 5 mesi e mezzo dal terremoto del 6 Aprile.
Quando potremo considerarci "fuori pericolo" dalla possibilita' di nuove scosse importanti a L'Aquila? La possibilita' di una forte replica e' solo statistica oppure c'e' una base scientifica-geologica che porta a dire che a distanza di 6-8 mesi e' probabile una nuova forte scossa tellurica?
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 20:52:04
Gentile Signor Angerilli,
come avrà potuto vedere dalle risposte ai quesiti dei giorni e mesi passati, una sequenza sismica caratterizza il settore dei Monti della Laga. L'evoluzione del processo sismogenetico non è prevedibile. La sismicità potrebbe spegnersi (come avviene del resto nella maggior parte dei casi) o potrebbe evolversi con rilasci di energia maggiore. Per quanto riguarda invece la faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile, il terremoto c'e' stato e il rilascio di energia va, naturalmente, decrescendo.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
568 terremoto Campotosto Alessia Compagnucci Campotosto (AQ) 16-09-2009
Quesito:
Ringraziandovi del lavoro che fate e di tutte le risposte che ci date, vorrei sapere se nella zone dove vivo, Campotosto, è ancora possibile o per lo meno quante probabilità ci sono al verificarsi di una nuova forte scossa, visto che oggi ci sono state duè terremoti, uno sui Monti Della Laga e un altro sul Gran Sasso. Possiamo stare tranquilli o viviamo ancora in uno stato di allerta?
Grazie

Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-16 15:52:56
Gentile Signora Compagnucci,
non credo sia possibile considerare conclusa la sequenza sismica che interessa la zona dei Monti della Laga. Come avrà avuto modo di leggere dalle risposte ai quesiti dei giorni passati, l'esito di una sequenza sismica non è prevedibile. In molti casi il processo sismogenetico si spegne cosi' come è iniziato. In qualche caso si evolve con rilasci di energia maggiori.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
567 scossa mugello Mariateresa Mongella Teramo (TE) 16-09-2009
Quesito:
gentili esperti,
secondo voi c'è una qualsiasi relazione tra la scossa di 4.2 del mugello e il risvrglio sismico tra ieri e oggi nella zona di campotosto e dintorni?
grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-16 15:11:10
No, nessuna relazione.
buona giornata
566 Terremoto Val Di Sangro Emanuele Di Marco Villamagna (CH) 16-09-2009
Quesito:
Vorrei sapere se il terremoto di questa notte (16/09/2009) delle 0.55 con epicentro "Val Di Sangro" è di tipo compressivo e se è legato a fenomeni di riflesso del sisma aquilano (se quindi non c'è da aspettarsi la possibilità che avvengano altre repliche); vorrei sapere inoltre, se possibile, qual è la faglia che lo ha scatenato e quali sono i tempi di ritorno delle faglie presenti sulla Maiella. Grazie per il lavoro che svolgete ogni giorno e per la costante disponibilità!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-21 12:20:55
Si è trattato di un terremoto molto modesto, per il quale non è possibile fare congetture.
Buona giornata
565 Scossa in Val di Sangro Bruna Lattanzio Popoli (PE) 16-09-2009
Quesito:
La scorsa notte c'è stata una scossa in Val di Sangro di 3.4 alle ore 23.55 che si è sentita anche a Popoli. Rientra forse nellattività sismica legata allAquila o invece si tratta di una zona diversa e di episodi del tutto scollegati dallattività che ha scatenato il terremoto del 6 aprile? Grazie per la risposta e buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-21 12:21:45
Si è trattato di un fenomeno indipendente.
Buona giornata
564 info dati . Davide Tomassini Ovindoli (AQ) 15-09-2009
Quesito:
la mia domanda sarebbe: vi è una pubblicazione del INGV o
una macro liberamente disponibile (non importa quale linguaggio informatico), il lat e lon => Converte Regione?

grazie mille
davide
Risponde Carlo Meletti il 2009-09-21 12:42:26
Credo di capire che lei vuol sapere come ricavare in quale regione ricade un punto, partendo delle sue coordinate.
Queste operazioni si realizzano con strumenti GIS, purchè si abbia la disponibilità dei confini regionali in formato vettoriale. Questi dati in genere non sono disponibili gratuitamente, a meno che non siano di qualità molto bassa.
Non siamo quindi in grado di aiutarla.
Scusandomi per il ritardo nella risposta, le auguro buona giornata.
563 pizzoli Alessandro Crescenzi L'aquila (AQ) 14-09-2009
Quesito:
buongiorno
l'abitato di pizzoli e' in prossimita' di faglie pericolose? se si, in che stato di attivita' sono?
avete inoltre informazioni sul tipo di terreno in tale comune? esistono eventualmente mappe con tali informazioni? se si dove sono disponibili?
grazie, Alessandro Crescenzi
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-15 22:42:55
Gentile Signor Crescenzi,
come scritto in risposta ai quesiti dei giorni e mesi passati, Pizzoli è edificato a ridosso della cosiddetta faglia del Monte Marine. Si tratta di una faglia attiva che viene considerata responsabile, assieme a quella di Pettino, del terremoto del 2 febbraio 1703. In base a dati geologici, il tempo di ricorrenza per questa faglia - in riferimento a terremoti come quello del 1703 - dovrebbe essere superiore a mille anni. Molte informazioni sulla geologia locale possono essere derivate dalle carte geologiche ufficiali che dovrebbero essere "scaricabili" via internet a partire dal sito web dell'ISPRA.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
562 Faglie e Microzonizzazione Sismica Alessio Albani L'aquila (AQ) 13-09-2009
Quesito:
Salve,
esaminando una cartina topografica della zona di Pettino con mappate le faglie si nota che esse sono due,una che passa proprio a ridosso del monte Pettino e l'altra che parallelamente alla prima attraversa la parte bassa del quartiere fino alle porte dell'Aquila.
Ora io mi chiedo:
1)In caso di sisma che dovesse interessare le due faglie, la rottura del terreno avviene proprio in concomitanza della linea di faglia?
2)E' possibile che la microzonizzazione sismica portata avanti dalla protezione civile individui in zone tipo Pettino dei terreni buoni per le costruzioni anche se a ridosso delle faglie?

Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-13 23:15:43
Gentile Signor Albani,
risponderei soltanto alla prima domanda, considerando che il progetto di microzonazione sismica è coordinato dalla Protezione Civile e che quindi in DPC c'è sicuramente chi ha più chiaro di me i motivi delle scelte operate e le procedure seguite.
In generale, due faglie attive lungo un versante montuoso sono espressione in superficie di una sola sorgente sismogenetica. CIò vuol dire che, in caso di attivazione della sorgente, entrambe le faglie si muoveranno molto probabilmente in superficie. Sempre su un piano generale, in un'area con queste caratteristiche è possibile che si verifichino anche rotture lungo faglie secondarie, meno facilmente identificabili prima che si verifichino le dislocazioni.
In riferimento invece a Pettino, non mi è chiaro da dove Lei abbia evinto la presenza di due faglie. Difficile che ciò sia visibile da una "cartina topografica". Quando facevo rilevamenti geologici nella zona, 10-15 anni fa, era visibile una sola faglia. E' possibile, però, che i numerosi scavi per fondazioni abbiano, negli ultimi anni, fornito dati geologici prima non disponibili.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
561 sisma irpinia Lorenza Tivoli Ariano Irpino (BN) 13-09-2009
Quesito:
buon giorno
volevo sapere se è possibile che si verifichi a breve un forte sisma nella mia zona dal momento che sto guardando sul sito iside.rm.ingv che almeno una scossetta al giorno ci fa visita oppure sia una cosa normale.
La ringrazio per la risposta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-13 23:00:16
Gentile Signora Tivoli,
per quanto riguarda il significato di una sequenza sismica e in merito a quanto è oggi possibile dire al proposito dei processi sismogenetici può leggere la risposta al quesito precedente. Il caso in questione (mi riferisco al quesito 560) è relativo ad un'area che è stata caratterizzata da un numero di terremoti impressionante negli ultimi mesi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
560 Informazione Melania Ercole Capitignano (AQ) 12-09-2009
Quesito:
Buonasera,dal terremoto del 6 di aprile dormo fuori casa e non ho il coraggio di rientrare per la paura di una nuova scossa nella zona monti reatini monti della laga.Vorrei da lei sapere quanto è preoccupante la situazione.Distinti saluti grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-13 22:49:23
Gentile Signora Ercole,
io non posso fare altro che risponderle nello stesso modo in cui ho risposto ad altri quesiti simili. Sebbene negli ultimi giorni la sequenza sismica definita come "Monti Reatini" sia apparentemente andata scemando, non credo sia il caso di fare previsioni. Come ho fatto in risposta ad altri quesiti, le scrivo soltanto che nella maggior parte dei casi le sequenze sismiche si spengono come sono iniziate, in pochi casi si evolvono in fenomeni sismici più complessi, con rilasci di energia maggiori.
Coraggio,
Fabrizio Galadini
559 Sciame Valle dell'Aterno Guizzetti Andrea Teramo (TE) 10-09-2009
Quesito:
Salve, vorrei chiederVi se lo sciame sismico di questi giorni nella Valle dell'Aterno è normale o si pensa ci sia una rispresa più consistente dell'attività della faglia. Grazie e buona giornata.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-10 21:19:05
Gentile Signor Guizzetti,
premesso che una certa irregolarità nell'andamento di una sequenza sismica è del tutto comprensibile, non mi sembra di avere notato variazioni significative negli ultimi giorni, se non forse una diminuzione del numero dei terremoti nel settore più centrale dell'area colpita dal terremoto del 6 aprile. Il settore più meridionale continua a rilasciare piccoli eventi sismici. Difficile pensare che una faglia che ha generato un terremoto di magnitudo 6.3 possa generare ulteriori terremoti forti. I problemi possono nascere da altre faglie adiacenti.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
557 After-Shock 6 Aprile Davide Strinella L'aquila (AQ) 09-09-2009
Quesito:
Salve,vorrei avere dei chiarimenti su alcune indiscrezioni che navigano in internet riguardanti la possibile replica futura al devastante sisma 6.3 del 6 Aprile...ho letto infatti su molti blog e siti di geologi professionisti che è accaduto in molti terremoti italiani che dopo il primo "shock" ci fosse una replica di minore intensità a distanza di mesi...spero di essere stato chiaro,

Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-09 19:18:07
Gentile Signor Strinella,
di indiscrezioni ne girano molte, di osservazioni fondate assai meno. E' fondato dire, a mio parere, che i terremoti non si prevedono. Cio' premesso, come avra' visto dalle risposte anche a quesiti recenti, il fenomeno sismico legato all'attivazione della faglia di Paganica (quella che avrebbe causato il terremoto del 6 aprile) e' in via di "naturale" decadimento (in riferimento al numero di scosse e all'energia associata). Si osserva, tuttavia, una sismicità legata all'attivazione di un'altra faglia, quella dei Monti della Laga, iniziata all'incirca il 7 aprile, la cui evoluzione non e' prevedibile. Si osserva altresi' sismicita' nella zona di confine tra Abruzzo e provincia di Rieti. Anche l'evoluzione di questa sequenza e' imprevedibile: il processo in corso potrebbe spegnersi o evolversi in un fenomeno piu' complesso, con rilascio di energia maggiore.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
556 italia Mauro Rossi Roma (RM) 09-09-2009
Quesito:
volevo chiedere se avete notato un aumento di eventi sismici in questi ultimi mesi nel nostro paese
oppure rientra tutto nella norma di un paese ad alto rischio simico come l'italia?
grazie e buon lavoro
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-10-07 09:41:15
Nel rilascio di energia sismica non esiste nesssuna "norma". Questo è un concetto giornalistico, mi spiace.
Buona giornata
555 zone sismiche Ornella Garreffa Isernia (IS) 06-09-2009
Quesito:
Gentilissimi esperti,
vorrei sapere ,se possibile, a quale parte di Isernia corrisponde la zona S1.
Nel ringraziarVi per il certosino lavoro che svolgete quotidianamente, porgo i miei saluti.
Risponde Carlo Meletti il 2009-09-06 18:22:55
Non ci è chiaro a cosa si riferisca. Il comune di Isernia è tutto in zona 1, stando alle deliberazioni della Regione Molise.
Se si riferisce invece ad un tipo di suolo, secondo le nuove NTC, si deve rivolgere ad un geologo che compierà le analisi necessarie per determinarne la classe.
554 Vulcani sotto l'Aquila Melania Tirone Avezzano (AQ) 05-09-2009
Quesito:
Salve,
vorrei sapere, se possibile, qualcosa di più riguardo ai due vulcani spenti sotto l'Aquilano. Dove sono esattamente? So che il terremoto del 6 Aprile è stato di tre dimensioni, ondulatorio, sussultorio e rotatorio, quest'ultimo movimento in genere collegabile ad attività vulcanica (così mi è stato riferito) cosa riscontrata nelle perizie sugli edifici danneggiati, con la tipica forma ad x e le colonne attorcigliate a mo' di fusillo. si sono per caso riattivati quei vulcani? Questo ha a che fare con i famosi "vulcanetti" scoperti dai contadini in valle peligna e in altre zone? Grazie mille.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-07 21:27:48
Gentile Signora Tirone,
non so da dove abbia derivato informazioni sulla presenza di "vulcani spenti sotto l'Aquilano", posso pero' dirle che si tratta di fandonie. Non ci sono vulcani attivi o inattivi nell'Aquilano.
I vulcanelli di sabbia dei dintorni di Vittorito si generarono per la liquefazione delle sabbie dovuta allo scuotimento sismico: un fenomeno piuttosto diffuso in caso di terremoto e in presenza di sabbie sature di acqua. Le tipologie di danneggiamento che lei descrive sono assolutamente tipiche dei forti terremoti, senza che si debbano invocare origini vulcaniche per lo scuotimento che ne e' causa.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
553 terremoto aquila 1703 Francesco. Castellani Bologna (BO) 05-09-2009
Quesito:
sono di pescocostanzo,e dalla recente lettura di un libro riguardante la storia degli altipiani maggiori d'abbruzzo(sabatini),risulta che roccaraso venne distrutta o seriamente danneggiata dal terremoto del 1703.La cosa mi risulta alquanto inverosimile perchè in quella circostanza nn risulta che pescocostano subi' grossi danni.Potete darmi, se possibile, qualche informazione a riguardo?inoltre recentemente ho notato che nella zona pedemontana del monte pizzalto in occasione del recente terremotino di cansano,si è aperta una lunga spaccatura.Siete a conoscena di questo fenomeno?la ringrazio
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-05 16:32:58
Anche a noi non risulta. Forse la notizia è riferibile al terremoto del 1706

emidius.mi.ingv.it/DBMI04

Buona giornata
552 informazioni Angelo Sampalmieri Rivodutri (RI) 03-09-2009
Quesito:
Ci sono delle domande che le vorrei sottoporre.E' possibile che si verifichi un evento come quello dell'Aquila anche qui a Rieti visto che tutte e due le zone sono state interessate in passato da forti terremoti?Dico questo perchè da Gennaio 2009 in poi come ben saprà sia l'Aquilano che il Reatino erano interessate da scosse (anche se lievi).La paura mi sorge perchè la faglia dei monti reatini è attiva se non sbaglio.L'energia è stata liberata nell'Aquilano il 6 Aprile.Ora siamo a Settembre e non c'è stato nessun evento rilevante nel Reatino.Me ne dovrei aspettare(sempre in termini di probabilità) qualcuno?Grazie per l'attenzione.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-05 16:33:51
La risposta è si', è possibile.
Buona giornata
551 colata piroclastica Stefano Comi Milano (MI) 02-09-2009
Quesito:
Buongiorno,

la domanda e' piu' sui vulcani che sui terremoti, spero possiate rispondere ugualmente....

Volevo solo sapere se con le espressioni nube ardente e colata piroclastica si intende la medesima cosa.

Grazie mille!
Risponde Paolo Augliera il 2009-09-02 10:21:11
Si', sono considerati sinonimi (facendo appello alla memoria di oramai lontani studi geologici/vulcanologici...)
Cordili saluti
550 bacino di sulmona Marco Petrella Pratola Peligna (AQ) 01-09-2009
Quesito:
Ho notato che sempre più spesso si definisce come bacino di Sulmona un area che non ha nulla a che vedere con la valle Peligna.
Le recenti scosse avvenute nel "bacino di Sulmona" sono avvenute in realtà in una zona posta alle pendici della Majella posta a circa 15/20 km da Sulmona. Questo ha generato un certo allarmismo tra la popolazione che vive nella valle Peligna dovuta anche al fatto che alcuni esperti hanno rincarato la dose prevedendo un terribile sisma come accaduto nel 1706.Da quello che ho potuto leggere nel 1706 l'epicentro poteva essere sul Porrara se non nella zona del PNA tutte sedi di molte scosse eppure si parla di Morrone..
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-01 15:37:36
Gentile Signor Petrella,
alcune questioni da lei sollevate sono già state affrontate in alcune delle centinaia di risposte ai quesiti dei mesi passati. I terremoti registrati vengono dal Centro Nazionale Terremoti dell'INGV attribuiti a "distretti sismici" che non hanno nulla a che vedere con questioni strettamente geografiche. Personalmente ho avuto evidenza del fatto che molti utenti di ISIDE o della pagina informativa sui terremoti recenti dell'INGV hanno perfettamente capito che "bacino di Sulmona", "Monti Reatini", "Gran Sasso", "Velino-Sirente" ha significato soltanto per la distribuzione della rete sismometrica.
L'epicentro del terremoto del 1706, come potrà vedere sul nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/, si trova sulla Maiella. Si tratta, ovviamente, di un epicentro che risulta dalla distribuzione del danno, non da informazioni strumentali. Per quanto riguarda l'origine del terremoto, come gia' segnalato, non siamo in grado di definirne in maniera conclusiva la sorgente sismogenetica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
549 Correzione bussola per declinazione magnetica. Antonio Lippi Roma (RM) 01-09-2009
Quesito:
Vi chiedo scusa per il disturbo. Conoscete la correzione in oggetto per la città di Roma.
Grato per la risposta e cordiali saluti.
Antonio Lippi.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-09-01 10:10:33
Dovrebbe rivolgersi alla Sezione RM2 dell'Istituto.
Buona giornata
547 tempo geologico Castellani Francesco Bologna (BO) 31-08-2009
Quesito:
ho capito cosa si intende per tempo geologico e ciò mi spinge ad affermare che sul piano geologico il terremoto del morrone del 1706(distruttivo e con migliaia di vittime)è distante geologicamente da nostri giorni,solo qualche frazione di secondo.Perciò mi chiedo che senso ha continuare a far finta di niente,e perchè la comunità scientifica nn alza la voce nei confronti dei politici?ben sapendo che storicamente il nostro territorio è colpito ad ogni secolo da almeno due eventi distruttivi con miglia di vittime e la messa in ginocchio dell'economia.ha senso parlare di ponte sullo stretto quando sappiamo che quelle zone saranno devastate?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-31 16:25:10
Gentile signore,
la comunità scientifica fa il suo lavoro, che è quello di cercare di descrivere al meglio possibile i fenomeni e i loro effetti possibili. La mappa di pericolosità sismica compilata da questo istituto

zonesismiche.mi.ingv.it

ne è un esempio, e ci sembra molto chiara. Inoltre è diventata di fatto una legge dello Stato.

Tuttavia ritengo che i motivi per una eventuale opposizione al ponte sullo stretto o strutture simili dovrebbero essere di altro tipo. Dal punto di vista tecnico, infatti, è possibile costruire manufatti che resistono a terremoti forti.
Credo che il problema principale, in Italia, sia lo stato degli edifici esistenti. Purtroppo se non si fa nulla ci dovremo aspettare altre devastazioni, anche senza ponte sullo stretto.
Buona giornata

PS non sono convinto che il terremoto del 1706 sia da metteri in relazione al Morrone.
545 informazione Stefania Cervelli Pizzoli (AQ) 29-08-2009
Quesito:
Buonasera, dopo il 6 aprile voci ricorrenti dicevano che l'emergenza per il sisma del 6 aprile a l'aquila sarebbe durata per almeno quattro o cinque mesi.Vorrei sapere qual è attualmente la situazione nel nostro territorio dal punto di vista dello sciame sismico e quale la situazione in generale delle faglie che interessano la nostra regione. Insomma le cose si vanno normalizzando oppure ci vorrà ancora del tempo? Se si siete in grado di dare un indicazione anche approssimativa della durata ancora dello sciame sismico?
Grazie mille per la cortese disponibilità.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-30 16:01:28
Purtroppo non siamo in grado. Come lei stessa riferisce le previsioni erano di "almeno" quattro o cinque mesi.
Coraggio e buona giornata
544 Terremoti e perigeo Angela Melideo Lanciano (CH) 29-08-2009
Quesito:
Carissimi,
leggo sempre con attenzione la vostra interessante rubrica, che sfata molte delle leggende metropolitane che ci frastuonano. Ultimamente, si è diffusa la voce che la luna al perigeo potrebbe influenzare l'attività sismica e che, quindi, i giorni attorno al 15 settembre potrebbero riservarci qualche brutta sorpresa. Esiste davvero una correlazione fra questi eventi? Ringraziando per l'attenzione, saluto cordialmente. Angela Melideo
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-29 12:03:43
Non ci risulta.
Tuttavia è bene mettere in chiaro una cosa. Un terremoto avviene in quanto la sua sorgente ha accumulato la relativa energia e a un certo punto la rilascia. Questo accumulo, per terremoto distruttivi, avviene in Italia nell'arco di diverse centinaia di anni. Non è del tutto escluso che fenomeni esterni (in generale) possano accelerare o ritardare il rilascio di questa energia; tuttavia si tratterebbe di anticipi o ritardi minimi.
In definitiva, i terremoti forti non si creano in una notte, ma sull'arco di un periodo lungo; e quando "devono" accadere, accadono.
Buona giornata
543 sulmona Guendalina Franceschilli Popoli (PE) 28-08-2009
Quesito:
Salve,
sul sito zonesismiche.mi.ingv.it è riportato un terremoto risalente al 1905 con epicentro Sulmona(Mw= 5.28). E' stata identificata la faglia responsabile? Se no, quale, si presume, possa essere stata coinvolta?
Grazie per la chiarezza e la puntualità.

Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-29 11:58:46
Guardi, un terremoto di quella magnitudo viene originato da una frattura di un paio di km, che quindi puo' essere riferita a molte faglie, senza certezze.
Buona giornata
542 Sottosuolo Valle Peligna Elisabetta Liberatore Pratola Peligna (AQ) 28-08-2009
Quesito:
Preg.mo prof.
volevo chiederLe eventuali informazioni sulle caratteristiche geologiche e sismiche del sottosuolo della Valle Peligna.
Abito a Pratola Peligna e, secondo autorevoli studi archeologici, è ipotizzabile che un lago ricoprisse la nostra vallata fino a settecentomila anni or sono. In caso di terreni argillosi con falde acquifere sottostanti quale sarebbe la risposta sismica del terreno in termini di accelerazione?
Un cordiale saluto
Elisabetta Liberatore
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-09-01 15:44:05
Gentile Signora Liberatore,
mi scuso per il ritardo della risposta. Il bacino di Sulmona (e quindi le zone su cui sono costruite Sulmona e Pratola) presenta sedimenti di natura lacustre e alluvionale nel sottosuolo. Si tratta, purtroppo, di terreni che certamente non sono equiparabili alla roccia in posto, per quanto riguarda gli effetti di sito in caso di terremoti. In sostanza, sono terreni che tendono ad amplificare il moto del suolo. Pettorano sul Gizio, tanto per citare un altro abitato della valle peligna, è invece costruito su roccia.
Un lago nel bacino di Sulmona, di dimensioni ridotte alla zona prossima a Popoli, era probabilmente presente anche in epoca romana, forse altomedievale. E' attualmente oggetto di studi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
541 Monti Reatini Rossella Sette Pizzoli (AQ) 28-08-2009
Quesito:
leggendo le risposte ai quesiti precedenti, sono sempre più preoccupata sull'evoluzione dell'attività sismica dei Monti Reatini. Mi sembra di aver capito che la relativa faglia è molto pericolosa e la state monitorando. Avete precisato che un evento sismico può aumentare o diminuire lo stress tettonico nelle zone adiacenti.
domanda: nel caso specifico il terremoto del 6 aprile ha aumentato lo stress tettonico nella faglia dei Monti della Laga, o di un 'altra faglia, dando inizio alla sequenza sismica dei Monti Reatini?
Ringrazio per la disponibilità che mostrate a rispondere ai nostri quesiti, a volte, mi rendo conto, impossibili
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-28 13:59:55
Il nostro istituto esegue il monitoraggio della sismicita'. Monitorare una faglia non è possibile.
Non siamo in grado di dire se il terremoto del 6 aprile abbia aumentato lo stress sulle faglie circostanti.
Resta il fatto che le zoen di cui stiamo parlando sono ad alta pericolosità sismica da prima dell'inizio della sequenza del 6 aprile.
Buona giornata
539 terremoto Meri Guidoni Cittareale (RI) 27-08-2009
Quesito:
dopo una settimana di quiete questi boati sono tornati più frequenti e di maggiore intensità, cosa vuol dire? inoltre a verrico frazione di montereale dove avvengono questi sismi,ho notato che si migrano verso amatrice, quindi quale è la direzione della faglia, vi prego rispondete in maniera semplice, non con i paroloni come al solito grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-27 13:41:02
Gentile signora,
la materia non e' semplice e ci sforziamo di farci capire. Questo servizio non è obbligatorio, quindi se non lo gradisce non è obbligata a farvi riferimento.
Sulla sismicità in atto non abbiamo la possibilità di proporre interpretazioni semplici. Di più, non è nemmeno nostro compito farlo, in ragione del contratto che ci lega al Dipartimento per la Protezione Civile.
Buona giornata
538 sisma monti Sabini Riccardo Panfili Terni (TR) 26-08-2009
Quesito:
Innanzitutto,
ringrazio i ricercatori dell'INGV per la disponibilità.
Il 16 Agosto mattina e il 26 Agosto sera nel distretto sismico dei Monti Sabini sono state rilevate due piccole scosse sismiche (3.1-2.6), che si sono sentite nitidamente anche nel ternano.
Volevo sapere se tali scosse sono da intendersi come l'incipit di una sequenza sismica (analoga a quella dei monti reatini) o possono essere considerate come eventi isolati (peraltro frequenti in questa zona: ne abbiamo avuto uno a fine 2008 e altri nel 2009).
Ringraziando ancora per la disponibilità, i miei migliori saluti,
Riccardo PAnfili.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-27 10:28:55
Purtroppo non esistono modelli sufficienti per poter rispondere in modo affermativo o negativo alla sua domanda.
Buona giornata
537 diminuzione di probabilità Valeria Valeri Chieti (CH) 26-08-2009
Quesito:
Ho letto in diversi articoli e nell'ultima risposta di questo archivio che un forte terremoto potrebbe aumentare o diminuire la probabilità che se ne generino altri da faglie vicine (anche se ho letto che potrebbero essere interessate anche faglie a centinaia di km di distanza). Non mi è chiaro come possa essere possibile una diminuzione di probabilità. Sapreste gentilmente spiegarmelo?
Grazie. Il vostro impegno divulgativo è ammirevole.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-26 16:34:07
Il problema della probabilità è complesso e non risolvibile in poche parole in questo sito. In generale si può dire che è legato all'aumento o alla diminuzione dello stress tettonico. Un evento sismico può aumentare questo stress nelle zone adiacenti e anche diminuirlo.
Buona giornata
536 Informazione Marta Petrella Popoli (PE) 26-08-2009
Quesito:
Salve, nel ringraziarvi sempre per il lavoro che svolgete,vorrei chiedere qual'è la situazione sismica per il Comune di Popoli (PE)considerando l'attivazione delle faglie che lo circondano. Ho controllato la storia sismica di Popoli e non mi sembra di aver notato eventi di una certa entità. Certo il sisma del 6 aprile è stato terribile anche per il mio comune ma ora dobbiamo essere più consapevoli di abitare su un campo minato? O, comunque, il mio paese, può considerarsi "relativamente al sicuro"? Grazie e buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-26 16:37:01
Popoli si trova (certo da prima del recente terremoto) in una zona ad altissima pericolosità sismica

zonesismiche.mi.ingv.it

In aggiunta si trova in prossimità di faglie attive che sembrano non aver rilasciato terremoti in tempi recenti.
Coraggio.

Buona giornata

535 Vulcano dei Colli Albani Daniele Bianchino Roma (RM) 25-08-2009
Quesito:
Salve
Vorrei sapere se ci sono novita' sugli studi del Vulcano dei Colli Albani di Roma, nuove deformita', nuove scoperte o nuove date sulla piu' recente attivita' vulcanica degli stessi.
Nella mia zona (La Romanina, alle pendici del complesso vulcanico) ho notato spesso fra i campi sassi o piccoli bolidi sferici secondo me attribuibili ad attivita' vulcanica, alcune parti sembrano fatte interamente di lava. Dove posso portarli o spedirli per farli riconoscere e datare, almeno per interesse personale?
Grazie
Daniele Bianchino
Roma
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-27 14:17:38
Le consiglio di rivolgersi alla sede di Roma del mio Istituto.
Buona giornata
534 Effetti di sito Riccardo Fidenzi Terni (TR) 25-08-2009
Quesito:
Salve, probabilmente la mia domanda è troppo generica, considerata la complessità dell'argomento. Desidererei sapere (ovviamente in modo approssimativo) quali sono le reazioni, durante i terremoti, dei diversi terreni. In particolare: 1) Tra terreni alluvionali (quindi sabbiosi) e terreni più saldi (ad esempio rocciosi) quale dei due può essere considerato maggiormente soggetto ad amplificazioni? 2) Si può dire qualcosa, in ambito sismico, a riguardo dei terreni detritici/brecciosi? Grazie e buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-26 16:38:43
In generale i terreni alluvionali sono più soggetti ad amplificazioni.
Buona giornata
533 terremoti sui Monti Reatini Rita Mastrella Cittareale (ri) (RI) 24-08-2009
Quesito:
Ho letto su "La Repubblica" l'articolo di Paolo Rumiz in cui viene fatto il nome del dott. Massimiliano Stucchi, sismologo che in questo momento sta lavorando sul disastro aquilano.
Siccome abito in una zona (frazione di Conca del Comune di Cittareale)da mesi interessata a continue scosse (tutte intorno al gr 3 di magnitudo)e vedo da ingv.it che l'epicentro si avvicina sempre più al mio Comune, pur sapendo che i terremoti non sono prevedibili, quali sono le probabilità nell'immediato di una grande scossa nell'area Amatrice- Campotosto.Sarei grata al prof. Stucchi o a chi per lui che potesse darmi qualche informazione.Distintamente R.Mastrella
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-25 11:58:02
Purtroppo non abbiamo elementi che ci consentano di precisare la probabilità che lei richiede. Tenga presente che, comunque, la sua zona è molto pericolosa

zonesismiche.mi.ingv.it

e che quindi un terremoto forte puo' avvenire anche indipendentemeente da quello del 6 aprile. Quest'ultimo puo' anche aver aumentato o anche diminuito la probabilita' di una forte scossa, ma non di molto.
Buona giornata
532 Faglia Pettino Corrado Battistone Aq (AQ) 23-08-2009
Quesito:
Gentili ricercatori, vorrei avere informazioni circa la faglia di Pettino all'Aquila, è vero che è in continuità con la faglia dei Monti della Laga attualmente attiva?La Faglia di Pettino è interessata da processi sismogenetici?So che sarebbe potenzialmente molto distruttiva...
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-24 08:57:22
Gentile Signor Battistone,
la faglia di Pettino non è "in continuità" con quella della Laga. Pur essendo una faglia attiva (si ritiene che abbia generato insieme alla faglia del Monte Marine il terremoto del 1703), non è causa della sismicità corrente.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
531 monti sabini Francesca Lodovisi Rieti (RI) 22-08-2009
Quesito:

Vorrei sapere quale faglia ha generato il terremoto del 16 agosto 2009, localizzato nei monti sabini, di magnitudo 3.1.
Si tratta di una faglia potenzialmente pericolosa?

Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-23 10:25:24
Gentile Signora Lodovisi,
come per altri terremoti di piccola magnitudo non "organizzati" in una sequenza sismica (per intenderci, quanto invece sta accadendo nell'Alto Reatino), anche nel caso del terremoto che Lei cita è impossibile dire quale sorgente sismogenetica l'abbia originato. Un terremoto di piccola magnitudo è causato dalla rottura nel sottosuolo lungo una frattura di dimensioni assai limitate, non paragonabili a quelle delle grandi faglie appenniniche. In genere tali fratture non hanno alcune evidenza in superficie e non sono identificabili.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
530 chiarimenti Carla Bianchetti L'aquila (AQ) 22-08-2009
Quesito:
Salve, ho già ricevuto la Vostra cortese risposta ad un quesito, vorrei avere dei chiarimenti circa i terremoti che si verificano nell'aquilano: si dice - e per questo ritengo opportuno chiedere a Voi -che a seguito del terremoto del 6.4. si sia attivata anche una faglia facente parte del ditretto sismico "Sirente Velino", oltre a quella ormai attiva dei "Monti della Laga" (cfr. altre risposte), nel caso in cui queste voci fossero fondate, vorrei sapere quale falgia sarrebbe e quale magnitudo potrebbe esprimere. Ringrazio vivamente per il prezioso lavoro svolto.
Carla Bianchetti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-23 10:18:56
Gentile Signora Bianchetti,
faglia dei Monti della Laga e faglia a nord di Capitignano a parte, non mi risulta che la sequenza sismica in corso riguardi sorgenti sismogenetiche significative oltre a quella attivatasi il 6 aprile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
528 faglia majella-porrara Angelo D'accione Lettopalena (CH) 22-08-2009
Quesito:
Salve, gradirei sapere maggiori informazioni sull'attività della faglia della majella-porrara. E se si ritiene più pericoloso il versante est o quello ovest. grazie e cordiali saluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-23 10:13:39
Gentile Signor D'Accione,
come per molte altre faglie attive dell'Appennino centrale, l'attività della faglia Maiella-Porrara è definita per l'evidente dislocazione di sedimenti di versante del Pleistocene superiore e dell'Olocene. Diciamo che le indagini geologiche definiscono attività della faglia negli ultimi circa 20.000 anni (ma anche negli ultimi 3000-4000 anni). Per quanto riguarda la geometria, la faglia ha orgine nel settore meridionale del monte Morrone, borda la Maiella nella zona di Campo di Giove-Guado di Coccia e prosegue verso sud sul versante occidentale del Monte Porrara (fino all'altezza della stazione di Palena). Nella parte alta di tale versante, nel bosco, la faglia è evidente per la presenza di una scarpata in roccia alta fino a una decina di metri. Dal Guado di Coccia, un segmento minore della faglia raggiunge l'abitato di Palena. Non è chiaro se tale faglia si sia attivata in occasione del terremoto del 1706. In caso di attivazione con la magnitudo massima attesa, considerando che il piano della faglia immerge verso ovest, i danni più consistenti sarebbero mediamente in quella direzione. Ma ovviamente i settori orientali non sarebbero immuni dagli effetti dello scuotimento, soprattutto in considerazione degli effetti di amplificazione del moto del suolo attesi per le caratteristiche meccaniche dei terreni di fondazione degli abitati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
527 chieti Valeria Valeri Chieti (CH) 21-08-2009
Quesito:
Salve,
ci sono faglie attive nei pressi della città di Chieti, oltre a quella di Casoli? Potrebbe subire danni ingenti (a partire dall'ottavo grado Mercalli)nel caso in cui: 1)la faglia di Casoli generasse un forte terremoto?2)le faglie dell'appennino centrale (Morrone,Media Valle dell'Aterno,ecc)decidessero di esprimere il "meglio di sè" in termini di magnitudo prevista?
Grazie infinite.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-22 11:12:18
Gentile Signora Valeri,
le faglie attive o potenzialmente tali nell'Abruzzo esterno non hanno la stessa visibilità geomorfologica di quelle dell'Abruzzo interno. Pertanto è possibile che le nostre conoscenze attuali delle carattristiche sismotettoniche non siano complete. Del resto, l'origine del terremoto teramano-reatino del 1950 (da considerarsi probabilmente frutto dll'attivazione di una sorgente sismogenetica non appenninica) è tuttora materia di ricerca scienntifica e dibattito. Per quanto riguarda i danni alla città di Chieti, come avrà visto nelle risposte ai quesiti dei giorni e dei mesi passati, si tratta di materia complicata, che richiederebbe studi ad hoc (i cosiddetti scenari di danno, realizzati partendo dall'attivazione di tutte le sorgenti sismogenetiche di interesse per un certo abitato). Posso pertanto risponderle che non sono escludibili danni come quelli che Lei menziona, ma non andrei più in su con la scala Mercalli. Tenga presente che si tratta di una semplice opinione, non avendo a disposizione studi dedicati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
526 Terremoto Marsica 1915 Pasqualino Iulianella Pescina (AQ) 21-08-2009
Quesito:
Salve,
ormai del terremoto della Marsica del 1915 so quasi tutto.Naturalmente riguardo alle notizie che si possono apprendere dai mezzi di comunicazione.Avrei ancora un dubbio...esistono notizie certe sulle coordinate esatte riguardanti l'epicentro?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-22 11:01:20
Gentile Signor Iulianella,
le registrazioni strumentali del terremoto del 1915 sono poche e, ovviamente, di qualità tale da non poterle considerare come conclusive per la definizione di un epicentro strumentale. In questi casi, come nel caso di tutti i terremoti di epoca pre-strumentale, si considera l'epicentro macrosismico, cioè l'epicentro che risulta dalla distribuzione del danno e quindi dell'intensità macrosismica. Nel caso del terremoto del 1915, come può vedere visitando il nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08, l'epiceentro si trova nel settore centro-maridionale della Piana del Fucino. Dal sito menzionato può ricavare le coordinate.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
525 informazione Stefania Cervelli Pizzoli (AQ) 21-08-2009
Quesito:
Durante lo sciame sismico del terremoto d'abruzzo del 6 aprile sono stati localizzati diversi epicentri nella zona di pizzoli e barete vorrei sapere da quale faglia sono stati provocati i terremoti con i suddetti epicentri visto che ho sentito parlare della faglia che interessa questa zona e che preoccupa gli esperti.Insomma i territori di pizzoli e barete sono interessati dalla faglia che ha generato il sisma del 6 aprile oppure da un'altra o altre? Se così fosse in che misura dobbiamo essere preoccupati? Si dice che ormai è ora che le persone tornino nelle loro case, ma possiamo stare davvero tranquilli (o quasi dopo la grande paura..)Grazi
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-22 10:41:39
Gentile Signora Cervelli,
come ricordato nelle risposte ad altri quesiti dei giorni/mesi passati, la cosiddetta faglia del Monte Marine (un segmento del sistema di faglia che causò il terremoto del 2 febbraio 1703) interessa la base del versante occidentale di questo rilevo montuoso. Quindi, si trova a ridosso degli abitati di Arischia, Pizzoli, Barete ecc ... Gli epicentri "nella zona di Pizzoli e Barete", tuttavia, non sono riferibili all'attività di questa faglia, bensì con tutta probabilità a quella dei Monti della Laga, lungo cui persiste - se non sbaglio dal 7 aprile - una sequenza sisnmica la cui evoluzione non è pronosticabile. Sulle caratteristiche della faglia della Laga può trovare ampie informazioni nelle risposte ai quesiti dei giorni e mesi passati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
524 Rilevatori o rivelatori (?) sismici Lanfranco De Angelis Arpino (FR) 19-08-2009
Quesito:
Si stanno diffondendo anche in Italia apparecchi elettronici denominati earthquake alarm o similari che, rilevando le onde iniziali di un terremoto, danno un allarme sonoro avvertendo dell'arrivo delle onde sismiche successive. Sono validi questi apparecchi? e fino a che punto? Visitando siti USA o giapponesi, pare ci sia una forte diffusione di questi apparecchi.
Grazie e saluti.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-08-25 11:54:21
Buongiorno,
questi strumenti lavorano sulla differenza dei tempi di arrivo delle onde P (piu' veloci e meno distruttive) e le onde S (meno veloci e piu' distruttive). La differenza non supera in genere qualche secondo.
A mio personale avviso non sono in grado di fornire un servizio utilizzabile, soprattutto nelle nostre zone.
Buona giornata
523 infoemazione Sandro Di Giacomo Popoli (PE) 19-08-2009
Quesito:
è possibile sapere quale potrebbe essere la magnitudo massima che può arrivare in un terremoto nell'aquilano??
inoltre è possibile che nell'aquilano sta nascendo un vulcano??
cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-20 15:08:10
Gentile Signor Di Giacomo,
il settore aquilano della catena appenninica, come ricordato più volte nelle risposte ai quesiti dei giorni passati, è caratterizzato dalla presenza di faglie in grado di generare anche terremoti con magnitudo tra 6.5 e (forse) 7.0 (es. faglia di Assergi-Campo Imperatore o faglia della media valle dell'Aterno).
Escluderei che nella zona si stia formando un vulcano. Bastano le faglie.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
522 monti reatini Tiziana Guidoni Cittareale (RI) 15-08-2009
Quesito:
ciao noi siamo in tanti ma scriviamo con lo stesso pc visto indirizzo e- mail siamo qui in vacanza e abbiamo notato che nelle segnalazioni dei sismi zona monti reatini, più che le vibrazioni del sisma si sentono degli "scoppi" o boati ma scoppi rappresenta meglio ciò che intendo, cosa significa? grazie mille.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-16 10:14:43
Gentile Signora Guidoni,
in effetti i terremoti più piccoli hanno questa caratteristica - lo dico anche per esperienza diretta. A me ricordano gli effetti - avvertiti da lontano - dell'esplosivo nelle cave oppure dell'esplosione di granate.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
521 Monti Reatini Rossella Sette Pizzoli (AQ) 14-08-2009
Quesito:
Dagli ultimi quesiti è chiaro che la vostra attenzione è al momento rivolta ai movimenti tellurici nella zona dei Monti Reatini.
Vorrei, se possibile, una risposta ai seguenti quesiti:
- c'è la concreta possibilità che si verifichi una terremoto di elevata magnitudo in tale zona?;
- è vero che tale faglia provocò un forte terremoto nel 1700 con centinaia di morti e che successivamente si verificò un forte sisma anche a L'Aquila?;
- chi abita nelle zone limitrofe alla faglia, specie nei centri storici, è il caso che sia prudente e cerchi (almeno chi può) delle soluzioni abitative alternative ?

Ringrazio
Rossella Sette
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-14 10:27:00
Gentile Signora Sette,
premesso che scorrendo le risposte ai quesiti dei giorni precedenti potrà trovare utili informazioni sui temi delle domande che pone, provo sinteticamente a risponderle per punti:
1. Non si può escludere che si verifichi un evento di magnitudo più elevata, al di sopra della soglia del danno.
2. Direi che non è vero. Il terremoto del 14 gennaio 1703 fu causato dalla faglia di Norcia (a nord dell'attuale sequenza sismica); il terremoto del 2 febbraio 1703 fu invece causato dalle faglie dell'alta valle dell'Aterno (Monte Marine e Pettino) a sud della sequenza sismica. Invece, parte delle scosse registrate si pongono su una sorgente sismogenetica che non ha evidente espressione in superficie e sembrerebbe (il condizionale è d'obbligo) rappresentare il proseguimento settentrionale della faglia di Capitignano. Parte della sequenza è da riferirsi alla faglia della Laga.
3. Non avendo competenza (intendo anche in senso culturale) su questioni di protezione civile, non sono in grado di risponderle al riguardo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
520 fagliazione Silvia Arcano L'aquila (AQ) 13-08-2009
Quesito:
Salve, io abito a Colle di Sassa Aq. Ho letto che nella scossa del 6 aprile i danni maggiori si sono avuti nella direzione di propagazione della fagliazione. Vorrei sapere se è possibile, in caso di nuove scosse, che la rottura si propaghi in altre direzioni,nel caso in cui si attivassero altre faglie come quella di Campo Felice o Lucoli.
Ringrazio anticipatamente per la risposta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-14 10:16:47
Gentile Signora Arcano,
purtroppo, come è impossibile prevedere l'attivazione di una faglia (ma nel caso della faglia di Campo Felice-Lucoli la probabilità di attivazione è la stessa di tante e tante altre che interessano il territorio nazionale)
è impossibile ipotizzare la direttività della rottura nel caso di attivazione.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
519 faglia dell'altopiano delle cinque miglia Alberto Massirenti Ancona (AN) 13-08-2009
Quesito:
Salve, cortesemente desideravo maggiori ragguagli sulla faglia dell'altopiano delle cinque miglia, in particolare su eventuali terremoti nel passato scaturiti da tale faglia
Grazie e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-14 10:10:45
Gentile Signor Massirenti,
una delle faglie più studiate nell'area delle Cinque Miglia si trova lungo il versante occidentale del Monte Rotella. Un'altra, meno visibile perché non interessa versanti montuosi, è a ridosso del margine occidentale dell'altopiano. Disloca depositi alluvionali prevalentemente del Pleistocene superiore e forma un gradino - una scarpata di faglia - nella piana. Più a sud, studi paleosismologici mediante la realizzazione di trincee geognostiche, hanno interessato un segmento di faglia nella piana di Arwemogna. Anche questa faglia disloca sedimenti del Pleistocene superiore e anche dell'Olocene. Pertanto è ritenuta attiva. Il versante occidentale del Monte Pizzalto è interessato da una faglia di cui si vede la scarpata in roccia, riconoscibile da Pescocostanzo come una sorta di cicatrice sul versante montuoso. Questa faglia è stata attiva nel corso del Quaternario (dislocazione di brecce di pendio cementate attribuite al Pleistocene inferiore) ma si ritiene non lo sia più. Infine, verso est, il versante occidentale del Monte Porrara è interessato da una faglia, pure caratterizzata da una scarpata in roccia (ma meno visibile di quella del Pizzalto a causa della copertura boschiva), che rappresenta il tratto meridionale della cosiddetta faglia Maiella-Porrara. Non si hanno indicazioni conclusive sull'attivazione di queste faglie in epoca storica. L'ipotesi che la Maiella-Porrara abbia causato il terremoto del 1706 non ha ancora trovato conferma. Gli studi paleosismologici sulla faglia di Aremogna evidenziaono un'attivazione in epoca medievale. Non sono però disponibili informazioni storiche al proposito.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
518 sima Corrado Battistone L'aquila (AQ) 11-08-2009
Quesito:
Salve, pur controllando quotidianamente il sito vorrei gentilemente sapere quale sia l'andamento dei terremoti indicati alla voce "Aquilano" (fequenza in diminuzione, stabili ecc..?).
Per quanto riguarda invece,le faglie Monti della Laga e Monti Reatini quali potrebbe essere le ripercussioni di un eventuale forte scossa a L'Aquila?Quale è attualmente il loro andamento?
Distinti saluti e grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-12 19:24:57
Gentile Signor Battistone,
direi che le scosse che vengono attribuite al "distretto sismico Aquilano", come più volte ricordato nei giorni passati, sono da riferirsi all'attività della faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile. Non ho a disposizione grafici che evidenzino l'andamento della frequenza di occorrenza o il rilascio di energia in funzione del tempo. E' logico aspettarsi, comunque, un lento decadimento della attività. Per quanto riguarda invece la faglia della Laga e la faglia responsabile di parte della sismicità di "Monti Reatini", non è possibile ipotizzare l'evoluzione del processo sismogenetico. Difficile, senza uno studio ad hoc, anche immaginare gli effetti su L'Aquila in caso di forte terremoto: sono troppi i parametri che condizionano lo scuotimento in un punto. Basta immaginare che una rottura cosismica da Nord verso Sud avrebbe effetti completamente diversi da una con direttività opposta.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
517 immagini faglia monti reatini Federica Rinaldi Rieti (RI) 11-08-2009
Quesito:

dove posso trovare foto, immaggini della faglia dei monti reatini? c'è qualche sito specifico?
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-12 19:29:10
Gentile Signora Rinaldi,
credo che immagini della faglia non siano disponibili, considerando che probabilmente si tratta di una faglia sepolta, con poca evidenza in superficie. Potrebbe essere, ma il condizionale è d'obbligo, la prosecuzione settentrionale della cosiddetta faglia di Capitignano. Questa borda la piana su sui sorge il paese, coincidendo con il versante subito a est dell'abitato.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
516 sisma Maurizio Moriconi Borbona (RI) 11-08-2009
Quesito:
ho saputo che nei pressi del terremoto con epicentro verrico castiglione,(monti reatini) molti anni fa non so esattamente quanti sono state fatte delle perforazioni per il petrolio, non è che quei piccoli boati dipendono da questo? inoltre come dobbiamo considerare questi sismi che hanno alcuni giorni di tregua e poi tornano a ripetersi? grazie in anticipo per la gentile e spero esaudiente risposta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-11 09:49:05
Gentile Signor Moriconi,
i terremoti sono il risultato di processi che interessano la crosta terrestre. Quelli appenninici avvengono presumibilmente in ragione del sollevamento della catena montuosa e della sua fratturazione. Il sollevamento è dovuto a processi che coinvolgono l'apertura del Mar Tirreno, la rotazione della penisola in senso antiorario, l'arretramento della placca adriatica, ecc ... Il tutto con velocità lentissima, dell'ordine del millimetro per anno. In questo contesto è evidente che il foro di un sondaggio ha riflesso nullo sulle questioni che ci interessano: cioè sull'evoluzione di una sequenza sismica o sulla possibilità che si verifichi o meno un terremoto forte.
Per quanto riguarda la seconda domanda, non mi sembra di avere notato interruzioni significative nella sequenza sismica dei "Monti Reatini". Tenga presente che il Centro Nazionale Terremoti non riporta tutte le scosse avvenute nell'area sul sito web dell'INGV. Per avere il quadro completo dovrebbe navigare su http://iside.rm.ingv.it.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
515 Faglie ed epicentri Emanuele Fanfarillo Alatri (FR) 09-08-2009
Quesito:
Salve,abito ad Alatri, in provincia di Frosinone, comune classificato in zona 2 dove si sono avvertite distintamente molte delle scosse aquilane, nonchè in modo ancora più forte la scossa del 6 agosto con epicentro Arpino.Ho notato che in passato, sia in anni recenti che nei decenni scorsi, vi sono stati diversi epicentri sui monti Ernici-Simbruini che nella valle del Sacco, con magnitudo comunque modeste, fino a 4.4 Richter.Questo nonostante nella zona non sia segnalata la presenza di faglie.E' perchè un terremoto non deve necessariamente originarsi da una faglia o per la mancata conoscenza di esse nella zona?Grazie per la risposta.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-11 09:36:37
Gentile Signor Fanfarillo,
il territorio nazionale è caratterizzato dalla presenza di un numero impressionante di faglie. Quando però i geologi parlano di faglie in relazione ai terremoti intendono, generalmente, le faglie che hanno un'evidente espressione in superficie: cioè tagliano la superficie terrestre o la deformano. Questo tipo di faglie è potenzilmente responsabile di terremoti forti (diciamo da magnitudo 6 in su) e sono lunghe 10, 20, 30 km. Eventi sismici di magnitudo 3 o 4, diciamo fino almeno a 5 sono più difficilmente attribuibili a specifiche faglie, poichè sono legati a rotture nella crosta terrestre di dimensioni assai limitate. L'attribuzione di piccoli terremoti ad una faglia "grande" può avvenire nel caso in cui questi piccoli eventi sismici facciano parte di una seqquenza sismica. In questi casi, la corretta ubicazione ipocentrale di tanti eventi può permettere di difinire la geometria di un piano di faglia sismogenetico. Ora, dalle sue parti è presente una faglia tra Balsorano, Campoli, Atina, Sant'Elia e San Vittore. Ma, come detto in risposta ai quesiti dei giorni passati, da un lato non sono disponibili studi conclusivi che chiariscano che la faglia sia da considerarsi attiva (e in caso di attività quale sia il terremoto massimo che ci si può attendere). Dall'altro non è possibile riferire in maniera attendibile i terremoti della zona a questa faglia.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
513 monti della laga Alessandra Di Luigi Montorio Al Vomano (TE) 08-08-2009
Quesito:
Buongiorno e congratulazioni per il servizio. Ho letto più volte, anche sui quesiti precedenti, che la sequenza dei monti della laga sembrerebbe simile a quella precedente il sisma aquilano ma ho notato che tale sisma non era stato preceduto da scosse importanti( 5.1-4.9...) se non solo dal 4.0 del 30 marzo cosa che invece è successa sui monti della laga; pertanto chiedo è possibile che ci sia, a distanza di quattro mesi, una scossa violenta? E che ripercussioni avrebbe nel teramano ? E ancora cosa succederebbe alla diga di Campotosto? Vi ringrazio in anticipo per la risposta e per il servizio che offrite.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-09 09:59:50
Gentile Signora Di Luigi,
le considerazioni sul processo sismogenetico in corso legato alla faglia della Laga non sono cambiate rispetto a quelle dei giorni passati. Per valutare gli effetti di un terremoto in una regione occorrono studi ad hoc. E' evidente che un forte terremoto legato all'attivazione della faglia della Laga recherebbe danni consistenti ai settori teramani più occidentali. Per qqaanto riguarda la diga, non so risponderle: è argomento di ingegneria sismica, strutturale e idraulica. Purtroppo non abbiamo competenze al proposito.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-09 10:01:08
Gentile Signora Di Luigi,
le considerazioni sul processo sismogenetico in corso legato alla faglia della Laga non sono cambiate rispetto a quelle dei giorni passati. Per valutare gli effetti di un terremoto in una regione occorrono studi ad hoc. E' evidente che un forte terremoto legato all'attivazione della faglia della Laga recherebbe danni consistenti ai settori teramani più occidentali. Per qqaanto riguarda la diga, non so risponderle: è argomento di ingegneria sismica, strutturale e idraulica. Purtroppo non abbiamo competenze al proposito.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-09 10:02:00
Gentile Signora Di Luigi,
le considerazioni sul processo sismogenetico in corso legato alla faglia della Laga non sono cambiate rispetto a quelle dei giorni passati. Per valutare gli effetti di un terremoto in una regione occorrono studi ad hoc. E' evidente che un forte terremoto legato all'attivazione della faglia della Laga recherebbe danni consistenti ai settori teramani più occidentali. Per qqaanto riguarda la diga, non so risponderle: è argomento di ingegneria sismica, strutturale e idraulica. Purtroppo non abbiamo competenze al proposito.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-09 10:02:13
Gentile Signora Di Luigi,
le considerazioni sul processo sismogenetico in corso legato alla faglia della Laga non sono cambiate rispetto a quelle dei giorni passati. Per valutare gli effetti di un terremoto in una regione occorrono studi ad hoc. E' evidente che un forte terremoto legato all'attivazione della faglia della Laga recherebbe danni consistenti ai settori teramani più occidentali. Per qqaanto riguarda la diga, non so risponderle: è argomento di ingegneria sismica, strutturale e idraulica. Purtroppo non abbiamo competenze al proposito.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
512 Terremoto Arpino (Zona Cassino) Marco Iafrate Arpino (FR) 07-08-2009
Quesito:
Salve,
Anche se come da quesiti precendenti non sono stati fatti studi approfonditi sulla faglia della Valle del Liri, volevo chiedere se l'evento 3.9 delle 17.36 di ieri possa essere ricondotto alla stessa faglia che ha causato il terremoto del 1456. E' normale poi che a quasi 24 ore di distanza ancora non ci sono state repliche neppure strumentali ?

Grazie e Buon Lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-07 22:34:24
Gentile Signor Iafrate,
il terremoto del 1456 è in realtà una sequenza sismica. Non molto si sa sulle faglie che l'hanno originata. Le ipotesi disponibili evidenziano sorgenti sismogentiche non connesse alla valle del Liri. In generale, poi, è pressoché impossbile relazionare in maniera diretta, senza avere ad esempio i dati di una sequenza sismica, cioe' di molti terremoti, un piccolo evento di magnitudo 3.9 ad una grande faglia. Un terremoto di magnitudo 3.9 è legato ad una rottura sismogenetica di dimensioni assai ridotte. Per quanto riguarda le repliche, ho appena risposto al proposito (se non sbaglio al quesito precedente).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
511 faglia di sora Andrea Perruzza Sora (FR) 07-08-2009
Quesito:
Scusatemi se vi faccio una domanda da inesperto. Ma il fatto che non ci siano dati coclusivi sulla faglia di Sora significa che questa è una faglia la cui situazione è difficilmente "interpretabile"? Sappiamo cosa ci si può aspettare da una faglia di questo tipo? E poi ancora, la scossa avvertita ieri 6 Agosto 2009 di magnitudo 3.9 richter è normale che non sia stata seguita da repliche? potreste poi darci informazioni riguardo le repliche strumentali?
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete dedicare a questa situazione.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-07 22:27:13
Gentile Signor Perruzza,
il fatto è che la faglia che interessa la valle del Liri e la zona di Sora non ha le medesime evidenze in superficie di altre faglie appenniniche. E' stata anche meno studiata. La sismicità della zona di Sora, però, è ben nota: può trarre informazioni al riguardo sul nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/.
Per quanto riguarda le repliche, un terremoto di magnitudo 3.9 si riferisce alla rottura di una frattura in profondità di dimensioni assai limitate. Non stiamo parlando del terremoto di L'Aquila.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
510 terremoto sud sora Diego Baccari San Donato Val Di Comino (FR) 07-08-2009
Quesito:
E' evidente che un ampia area dell'appennino sta rilasciando terremoti,ci sono ipotesi per spiegare questo fenomeno?A Cassino,ieri 3.9,a noi profani non pare episodio isolato solo per citare quelli che la memoria mi suggerisce se ne sono registrati due solo lo scorso marzo.E mentre leggo alcuni articoli di giornale in cui si invitano i turisti a tornare nel parco d'abruzzo a me pare che nessuno osa dire agli stessi come sono state mal ristrutturate le case dopo il sisma del 1984,in base a criteri forse allora ritenuti validi, con pesanti cordoli dicemento armato che poggiano su pietre e malta.Grazie,saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-07 22:12:52
Gentile Signor Baccari,
in genere si tende a parlare di sequenze sismiche per un numero maggiore di terremoti in una certa area rispetto a quelli che si sono verificati nel Sorano. Per quanto riguarda invece la ricostruzione post '84, non posso che darle ragione: in molti casi si è osservato che le scelte adottate allora oggi non sarebbero da consigliare.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
509 tempi di ricorrenza Teodoro Melle Vasto (CH) 07-08-2009
Quesito:
Gradirei sapere in quale modo si riesce a conciliare la valutazione statistica dei tempi di ricorrenza di una faglia con la reciproca sollecitazione cui sono sottoposte le diverse strutture sismogenetiche di un sistema complesso (quale quello appenninico), in altri termini mi domando se l'interferenza reciproca non possa riattivare prematuramente faglie già responsabili di eventi sismici in tempi prossimi.
Vi chiedo di perdonarmi per la scarsa chiarezza nella formulazione della domanda ed anticipatamente vi ringrazio per l'eventuale chiarimento.
distinti saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-07 22:17:45
Gentile Signor Melle,
Lei pone una domanda - a me chiarissima - che ha a che fare con argomenti oggi in studio. Forse un giorno qualcuno le saprà rispondere e potrà mostrarle che ciò che noi riteniamo complesso risponde anch'esso a leggi definite. Difficilmente quel qualcuno sarò io.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
508 terremoto Cassino Francesca Natale Sulmona (AQ) 06-08-2009
Quesito:
Buonasera,
a Sulmona è stata distintamente avvertita la scossa di oggi pomeriggio con epicentro la zona di Cassino. Conosco le Vs risposte ai quesiti già formulati circa l'imprevedibilità dei terremoti, lo sciame sismico e il vivere in una zona altamente sismica, ma vi chiedo: cosa sta succedendo? Vivo da 36 anni a Sulmona e non si sono mai verificati eventi simili. Questa concentrazione di terremoti nella stessa zona, al cui centro, purtroppo, c'è Sulmona, non è normale. Possibile che voi non abbiate delle ipotesi? Perchè non ce le comunicate? Cosa dobbiamo aspettarci?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-07 08:18:56
Gentile Signora Natale,
è evidente che un'ampia area dell'Appennino centrale sta rilasciando eventi sismici di piccola magnitudo. Sulmona non è il "centro" di questa attività. Il terremoto di ieri è un episodio isolato per l'area a sud di Sora, ma piccole sequenze sismiche hanno riguardato nei giorni passati altre aree e non la zona peligna. E' piuttosto evidente dalle risposte ai quesiti dei giorni passati che la nostra attenzione è rivolta, ad esempio, all'Abruzzo settentrionale e all'alto Reatino. Il fatto che i terremoti a Sulmona si avvertano "distintamente" è legato presumibilmente alle caratteristiche geologiche di sottosuolo. Non ci sono ipotesi che teniamo nascoste. Si immagini che io dormo spesso a Sulmona, è accaduto anche in questi giorni. Se avessi ipotesi di quelle che Lei immagina, dormirei nella sua città?
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
507 quesito Francesca Verdi Sulmona (AQ) 06-08-2009
Quesito:
abito a Sulmona e alle 17,40 circa ho avvertito una scossa di terremoto. sapete dirmi dove si è verificata e quale faglia l'ha generata?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-06 18:40:06
Gentile Signora Verdi,
la scossa in questione, M 3.9, ha interessato la zona di Sora (FR). Questo è un settore dell'Appennino che è caratterizzato da una significativa sismicità (non paragonabile a quella dell'Aquilano, comunque). La Valle del Liri è caratterizzata dalla presenza di una faglia su cui, però, non sono disponibili studi conclusivi. In genere è piuttosto difficile, se non impossibile, dire quale faglia possa avere causato un singolo terremoto di magnitudo 3.9.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
506 faglia Mimma Guidoni Cittareale (RI) 05-08-2009
Quesito:
scusate per l'ulteriore domanda, la falia della laga è la stessa dei monti reatini? quanto sono lunghe se sono 2 ed eventualmente che magnitudo potrebbero ragiungere grazi di nuovo, abbiate pazienza ma la paura è tanta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-06 08:45:35
Dunque, parte della sismicità del "distretto sismico" Monti Reatini è da riferirsi alla faglia della Laga (lungo il versante occidentale dei Monti della Laga, al bordo della conca di Amatrice, dell'altopiano di Campotosto, ...). Parte della sismicità è probabilmente da riferirsi ad una faglia che si trova sul proseguimento verso nord della faglia di Capitignano, di cui non c'è chiara evidenza in superficie e di cui, pertanto, non si hanno informazioni paragonabili a quelle disponibili per la faglia della Laga.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
505 monti reatini Mimma Guidoni Cittareale (RI) 05-08-2009
Quesito:
vorrei sapere se nella zona dei monti reatini è rientrato lo stato di allerta oppure dobbiamo continuare a preoccuparci? ho notato inoltre che dopo 5 giorni di calma si è verificato un sisma di magnitudo 1.7 è un buon segno? però ho anche notato che siamo solo al 5 agosto e gia sono registrati sei eventi in questo distretto anche se non forti,come capirete io ho molta paura e cerco una rassicurazione.... grazie in anticipio
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-06 08:39:19
Gentile Signora Guidoni,
i piccoli terremoti di cui parla ci dicono che non è possibile abbassare il livello di attenzione. Occorrerebbe un intervallo di quiete sismica di molti giorni per fare valutazioni come quelle che Lei richiede.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
503 info Davide Di Febbo Sulmona (AQ) 05-08-2009
Quesito:
quale faglia potrebbe essere la causa di questi due 3.1 nel sannio al confine abruzzo-molise ?? ha qualche nome specifico
grazie e scusate del disturbo
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-05 09:02:59
Gentile Signor Di Febbo,
come avrà capito, l'affidabilità dell'attribuzione di piccoli terremoti a faglie di grandi dimensioni è scarsa. E' come cercare una goccia dentro una damigiana. La piccola sequenza in corso si colloca in un'area che rappresenta il limite di segmenti di faglia. Quello a nord potrebbe essere il sistema di faglia dell'altopiano delle Cinque Miglia, quello a sud potrebbe essere la cosiddetta faglia di Boiano. Ma quanto dico non va preso per oro colato.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
501 Scosse monti reatini Martina Bartolini Terni (TR) 03-08-2009
Quesito:
Da quello che ho capito leggendo le vostre risposte i terremoti sono due. Uno quello del 6 aprile con uno sciame sismico che pensate stia in diminuizione, ed un altro che interessa i monti della laga che si sta evolvendo con tutte queste piccole scosse dal 7 aprile e che non sapete come andrà a finire. E' giusto?
Volevo sapere se le scosse che si registrano sul gran sasso e soprattutto sui monti reatini riguardano quest'ultimo e se in caso di una forte scossa la città di Terni, considerando che sta a circa 45 Km in linea d'aria dalle scosse registrate sui monti reatini, subirebbe dei danni tipo quelli dell'aquila. Oppure sta troppo lontano?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-03 20:31:39
Gentile Signora Bartolini,
direi che semplificando Lei ha chiarito la situazione. Le scosse attribuite ai distretti sismici Gran Sasso e Monti Reatini sono in buona parte il risultato dell'attività della faglia della Laga (ma anche probabimente di una faglia "minore" con scarse evidenze in superficie). E' difficile rispondere alla domanda su eventuali effetti alla città di Terni in caso di attivazione della faglia della Laga con forte terremoto. Sono troppi i parametri che controllano il danno ad un abitato esteso come Terni. Non credo, data la distanza, che si possano fare paragoni con L'Aquila. Ma occorrerebbero studi ad hoc ...
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
500 Faglia di Antrodoco Aurelia Colacicchi Roma (RM) 03-08-2009
Quesito:
Salve. Vorrei sapere se i terremoti che periodicamente interessano la zona di Antrodoco - Borgo Velino - Monte Giano sono in qualche maniera relazionati a quello del 6 aprile u.s.. E' vero che esiste una faglia molto estesa che parte proprio da Antrodoco? E in caso affermativo, è questa la faglia che si è riattivata in tempi recenti, anche a causa del terrmoto de L'Aquila, e che dà luogo allo sciame sismico dei Monti Reatini?
Grazie infinite.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-03 20:20:46
Gentile Signora Colacicchi,
è probabile che esista una relazine tra la sequenza sismica legata al terremoto del 6 aprile e la sismicità della regione della Laga (quella che occupa gran parte del c.d. distretto Monti Reatini). E' argomento di studio e pertanto ogni conclusione è del tutto prematura. Per quanto riguarda invece la sismicità della zona di Antrodoco, direi che si tratta di eventi sparsi, senza il carattere di sequenza che ha il processo sismogenetico nella Laga. Per quanto concerne l'attività della faglia del Monte Giano, non mi sembra siano disponibili studi attendibili al proposito.
Visto che il suo è il cinquecentesimo quesito posto, oltre ai tradizionali saluti, le invio l'augurio di un sereno agosto,
Fabrizio Galadini
499 teramano Alessandra Di Luigi Montorio Al Vomano (TE) 31-07-2009
Quesito:
salve a tutti, volevo sapere se nel teramano, dove le scosse sono state avvertite benissimo e la paura è stata tanta,ci si può ritenere al " sicuro" da questo terremoto? Grazie in anticipo
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-01 15:19:34
Mi scusi, non capisco a quale terremoto si sta riferendo. C'e' una sequenza sismica, quella aquilana, culminata col terremoto del 6 aprile e responsabile di parte della sismicità del territorio abruzzese anche in questi giorni. Si considera che questo processo sismogenetico sia lentamente e progressivamente in via di decadimento (per quanto riguarda l'attività della faglia responsabile del terremoto del 6 aprile). C'è invece una sequenza sismica che interessa il settore dei Monti della Laga, che va avanti almeno dal 7 aprile scorso. Certamente, questa sismicità può avere riflessi anche sulla zona teramana: di questa non si è in grado di prevedere l'evoluzione. Può trovare altre informazioni al proposito nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
498 Faglia Ovindoli-Pezza Filippo Martino Ovindoli (AQ) 31-07-2009
Quesito:
Salve essendo un cittadino di Ovindoli e dopo il devastante terremoto del 6 Aprile che ha provocato danni anche seppur minori della citta di l'Aquila,
volevo sapere se ci potrebbe essere una correlazione tra la faglia che ha provocato il forte sisma e quella più vicina al mio paese conosciuta come faglia Ovindoli-Piani di Pezza, Ovvero al rilascio di energia della faglia de l'Aquila va a "stimilare" la nostra faglia e provocare un forte Terremoto. se fosse cosi data la grandezza della faglia (a me sconosciuta ) quale massima energia può rilasciare espessa in scala Richter?

Grazie in anticipo della risposta Filippo
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-01 15:11:18
Gentile Signor Martino,
come scritto nei giorni passati, il movimento repentino di una faglia che causi un forte terremoto è certamente responsabile della variazione del regime degli sforzi che interessa una faglia adiacente. E' possibile, ad esempio, che l'attività sismica sulla faglia della Laga sia in qualche modo connessa a processi di questo tipo. Ma è evidente che soltanto studi dettagliati potranno dirci qualcosa in proposito. Per quanto riguarda la faglia Ovindoli-Pezza e la sua prosecuzione a nord (Campo Felice), non ci sono tracce di attività sismica riconducibile alla sua attivazione.
In base alla lunghezza della faglia in questione, la magnitudo del terremoto più grande ad essa associabile è almeno pari a 6.5.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
497 sciame normale??? Alessandra Di Luigi Montorio Al Vomano (TE) 31-07-2009
Quesito:
Buon giorno, francamente dopo le ultime ore di calma... volevo chiedervi se la recente scossa di magnitudo 3.6 è da considerarsi dentro un normale sciame sismico. grazie per il VOSTRO CONTRIBUTO a rassicurare le persone che come me non vivono quasi più
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-08-01 14:57:33
Gentile Signora Di Luigi,
direi che l'ubicazione dell'epicentro fa supporre che questo evento sismico sia da inquadrarsi nella sequenza sismica connessa al terremoto del 6 aprile. Si è detto più volte che questo tipo di scosse interesseranno la regione ancora per mesi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
496 chiarimento ultima scossa piana del fucino Melania Tirone Avezzano (AQ) 31-07-2009
Quesito:
Buongiorno,
finalmente grazie a lei ho capito un pò meglio la situazione nella marsica, ma ieri c'è stata una scossa registrata come Piana del Fucino. Pensavo che forse si tratta sempre della faglia della Valle dell'Aterno, che se non mi sbaglio finisce proprio più o meno ad Aielli -Celano. é giusto? Comunque è un evento che si ricollega ancora a quello del 6 aprile? Sono anche abbastanza preoccupata per la situazione in sicilia. Grazie mille.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-31 15:42:40
Gentile Signora Tirone,
credo Lei si riferisca alla scossa di magnitudo 2.0 ubicata poco a sud di Cerchio. Di scosse cosi', isolate, fuori dal quadro di una sequenza sismica, ne possono avvenire ovunque e in qualsiasi momento. Non vedo relazioni con la sismicità legata al terremoto del 6 aprile.
Per quanto riguarda la faglia della media valle dell'Aterno, essa termina verso sud a Goriano Sicoli. La faglia che presenta terminazione meridionale a sud di Ovindoli e' la Ovindoli-Pezza.
Gli stessi discorsi sulla sismicità potrebbero valere per i terremoti riportati come "Mar di Sicilia" (peraltro a sud di Malta). Per quanto concerne l'Etna, l'attività sismica recente non e' diversa da quella che piu' volte in passato ha caratterizzato questa area vulcanica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
495 6 aprile 2009, terremoto in Abruzzo Maria Vittoria Rizza Cossato (BI) 30-07-2009
Quesito:
Caro Ingv buongiorno,
sono una ragazza di 10 anni.
Volevo,cortesemente,avere delle spiegazioni in merito al riscontro tra il magnitudo 5.8 della Scala Richter corrispondente all'8°/ 9° della Scala Mercalli.Visto che ci sono state molte vittime umane, crepacci evidenti nel terreno, crollo degli edifici, non sarebbe dovuta essere corrispondente al 10 grado come indica la tabella stessa della Scala Mercalli?
Grazie per la vostra disponibilità
Maria Vittoria
Risponde Carlo Meletti il 2009-07-30 18:39:58
Gentile Maria Vittoria, nella realtà la relazione tra la magnitudo e l'intensità epicentrale non deve essere interpretata così rigidamente (tra l'altro ne esistono molte, tutte empiriche e anche molto diverse tra loro). Mi spiego con un esempio: se il terremoto di magnitudo 5.8 si fosse verificato a grande profondità, l'intensità del terremoto sarebbe molto più piccola, al limite non viene neanche avvertito dalla popolazione; al contrario se il terremoto si verifica in aree dove si verificano fenomeni di amplificazione dello scuotimento, l'intensità sarebbe molto più alta.

A prescindere dalla magnitudo, di fatto i nostri colleghi che hanno visitato tutte le località colpite dal terremoto (puoi leggere la loro relazione qui: http://www.mi.ingv.it/eq/090406/quest.html) hanno osservato effetti fino al 10° grado della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg), per esempio nella località Onna.

Buona serata
494 prime nevicate Floriana Bartolucci L'aquila (AQ) 30-07-2009
Quesito:
Buon giorno, la mia non è una richiesta di previsione (anche se potrà sembrare così) ma una curiosità. Il sistema acquifero nell'aquilano è cambiato. Abbiamo pozzi praticamente senz'acqua. E' possibile che lo sconvolgimento idrologico esistente nel sottosuolo, possa favorire l'attività sismica nei periodi dell'anno più piovosi, magari in autunno dopo le prime nevicate in quota? Grazie per la vostra attenzione,
Floriana bartolucci
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-30 15:38:25
Gentile Signora Bartolucci,
i processi sismogenetici sono il risultato di sforzi in atto che interessano la litosfera per spessori plurichilometrici. In sostanza si tratta di effetti della stessa dinamica da cui hanno origine i movimenti dei continenti, la formazione delle montagne. Credo poco probabile che variazioni del regime freatico possano incidere considerevolmente sull'origine di forti terremoti, quelli che per ovvi motivi sono di maggiore interesse per tutti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
493 TERREMOTO Monia Di Stefano Pizzoli (AQ) 29-07-2009
Quesito:
BUONA SERA, VOLEVO SAPERE COSA NE PENSATE DEL FATTO CHE NEGLI ULTIMI GIORNI LE SCOSSE NELL'AQUILANO SI SIANO PARECCHIO ATTENUATE SIA IN NUMERO CHE IN INTENSITA', QUESTA TREGUA RIENTRA NELLA NORMALE ATTIVITA' SISMICA? GRAZIE PER LA VOSTRA CORTESIA
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-30 10:32:44
Gentile Signora Di Stefano,
come sa la sezione INGV di riferimento per la sismicità corrente e' il Centro Nazionale Terrmeoti. Non ho a disposizione grafici di recente elaborazione che pongano il numero delle scosse in relazione con il tempo. Vedo, tuttavia, che nelle ultime 24 ore i settori interessati dalla sismicità connessa all'evento del 6 aprile hanno continuato a generare piccoli terremoti. Come gia' detto in altre occasioni, tale processo sismogenetico è del tutto "normale" nell'ambito dell'attività connessa alla faglia responsabile del terremoto del 6 aprile e puo' continuare ancora per mesi. Al contrario, può dare adito a varie interpretazioni (più volte discusse nelle risposte ai quesiti dei giorni passati) per quanto riguarda la sorgente sismogenetica dei Monti della Laga.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
492 Niente scosse Corrado Battistone L'aquila (AQ) 28-07-2009
Quesito:
Salve, so che sul sito dell'ingv non vegono riportati tutti i terremoti (se non erro) ma solo quelli significativi, non ci sono state scosse avvertite dalla popolazione nell'aquilano negli ultimi giorni, avete registrato invece eventi ma di bassa magnitudo non riportati?Se no come intepretare il dato positivamente?La domanda sembra lapalissiana ma la pongo perchè spesso si sente dire che è più auspicabile la scarica di piccole scosse che nessuna in quanto tale situazione portare
all'accumulo di energia e quindi di una scossa più forte.
Grazie
Risponde Paolo Augliera il 2009-07-28 15:02:30
Nelle ultime 36 ore sono stati localizzati 26 eventi di bassa magnitudo (massima magnitudo 1.9)
491 casa sicura? Serafino Di Cesare Popoli (PE) 28-07-2009
Quesito:
Buongiorno. Abito a circa 3 km dalla faglia delle "svolte", nella zona sud del paese, a destra della tiburtina che porta a Sulmona (sotto alla montagna quasi). La mia casa (villetta bifamiliare su 3 piani) è stata costruita circa 10 anni fa. Al contrario di molti miei compaesani, non ho avvertito molto le scosse. Specie quella delle 19.40 e delle 23.50 dei giorni immediatamente successivi al sisma (eravamo svegli...) Abbiamo avvertito un "rollio" di brevissima durata. Può dipendere dalla casa o dalla zona?
Inoltre, volevo chiedere quale poteva essere il valore della magnitudo del 6/4 nella mia zona. Non credo di 6 gradi della Richter.
Grazie
Risponde Paolo Augliera il 2009-07-28 15:19:16
1) Molto probabilmente da entrambi i fattori. Le costruzioni su roccia non amplificano il moto del suolo durante un terremoto. Non posso dare guidizi a "distanza" sulla casa (e non sono un ingegnere...) ma presumo sia stata costruita con fondazioni su roccia.
2) La magnitudo di un terremoto è sempre la stessa, quella che "cambia" e' l'intensita' (veda, tra le altre, la risposta al quesito 477).
Cordiali Saluti
490 mappe Mimma Guidoni Borbona (RI) 28-07-2009
Quesito:
buongiorno, negli elenchi dei d
sismi degli ultimi tre giorni, potevo aprire la mappa dettagliata sull'epicentro, adesso è stata tolta, vorrei sapere cosa devo fare per ritrovarla. grazie
Risponde Paolo Augliera il 2009-07-28 12:50:21
Il link e'
http://www.portaleabruzzo.com/
Questo sito non e' gestito direttamente da INGV.

Le allego una comunicazione ricevuta dei colleghi del SIR di Roma con maggiori informazioni.

Cordiali Saluti
Paolo Augliera

Il sito di "Portale Abruzzo" pubblicava gli eventi comunicati dall'INGV
(gli eventi comunicati sono di dominio pubblico) prima ancora
dell'evento di aprile 2009. Nel momento della necessità, ha incrementato
il suo sforzo ed ha posto il logo dell'Ente. In questo modo l'INGV ha
potuto continuare a fornire un servizio completo.
In totale sono state soddisfatte (alle 11.38 del 25/07/2009/) già
3.481.480 richieste che hanno positivamente scaricato il sito CNT (INGV - Centro Nazionale Terremoti di Roma, ndr).
Da oggi Portale Abruzzo continuerà a fornire i dati comunicati dall'INGV
alla comunità nella stessa modalità precedente all'evento di aprile 2009.

SIR  - Servizi Informatici e Reti
INGV - Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Via di Vigna Murata 605
00143 Roma
Risponde Paolo Augliera il 2009-07-28 13:01:45
Per quanto riguarda siti gestiti direttamente da INGV, può trovare una mappa interattiva della sismicità al link:

http://openmap.rm.ingv.it/gmaps/rec-big/Index.htm

Cordiali Saluti
Paolo Augliera
489 question Davide Di Febo Sulmona (AQ) 27-07-2009
Quesito:
la profondità dell'ipocentro viene presa tenendo conto il livello zero della superficie del mare o no ? per intende un sisma ke abbia un ipocentro a 30 km di profondità nella fossa delle marianne,tale valore viene preso dalla quota 0 ( della superficie del mare ) o dalla quota del fondale oceanico?
Risponde Paolo Augliera il 2009-07-27 14:06:36
Sì. Il riferimento e' quota zero del livello medio marino.
488 terremoto Mimma Guidoni Borbona (RI) 26-07-2009
Quesito:
ciao, vorrei sapere oggi se ci sono novità del terremoto dei monti reatini,ho notato che dopo una serie di terremoti a sud dell'aquila corrispondono alcuni di questo distretto sismico. vi ringrazio molto mimma
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-27 08:51:34
Gentile Signora Mimma,
l'area di suo interesse ha continuato a rilasciare piccoli terremoti anche nei giorni scorsi. Ciò è avvenuto senza interruzioni significative nel quadro della sequenza sismica. Nelle ultime ca. 30 ore sono avvenuti 10-15 piccoli eventi sismici.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
487 faglia velino sirente Leana Mascitti L'aquila (IM) 25-07-2009
Quesito:
In questi giorni si stanno registrando numerose scosse nella zona Velino-Sirente: è ipotizzabile un movimento della faglia Ovindoli-Pezza che possa provocare un sisma di rilevante magnitudo con conseguenze disastrose per l'Altopiano delle Rocche?

Rngrazio per la disponibilità a fornire informazioni e notizie su argomenti che, generalmente, vengono trattati solo su pubblicazioni per addetti ai lavori
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-27 08:44:08
Gentile Signora Mascitti,
le scosse nel cosiddetto "distretto Velino-Sirente" sono legate ai processi di fratturazione della parte più meridionale della faglia sismogenetica che ha causato il terremoto del 6 aprile (faglia di Paganica). Tale settore, come più volte detto nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti, è posto a ridosso della terminazione settentrionale della faglia della media valle dell'Aterno. La sismicità in corso non è legata all'attività della faglia dell'Altopiano delle Rocche.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
486 roma Mauro Rossi Roma (RM) 25-07-2009
Quesito:
volevo chiedere se e possibile prevedere quale sia la magnitudo massima per un evntuale sisma con epicentro roma
grazie e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-25 17:43:40
Gentile Signor Rossi,
le informazioni che lei può reperire sul nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04 indicano che nel 1812 un terremoto con epicentro a Roma ha causato danni alla città valutati con il grado VI-VII della scala Mercalli. A questo evento è stata attribuita una magnitudo pari a 5. E' il terremoto piu' forte che si conosca con epicentro nella città. Il terremoto dell'801 d.C., anche se attribuito a Roma, ha probabilmente epicentro in Appennino.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini

484 teremoto Monia Di Stefano Pizzoli (AQ) 22-07-2009
Quesito:
Buona sera, volevo chiedere se è possibile che il terremoto del 6 aprile 2009 possa aver provocato il "risveglio" della faglia di Pizzoli, e dato che effettivamente è dal 1703 che non c'è un vero e proprio evento sismico causato da detta faglia potrebbe essersi accumulata tanta energia tale da mettere in moto un altro evento disastroso? grazie per la vostra cortesia e il vostro lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-23 12:20:03
Gentile Signora Di Stefano,
l'attivazione di una faglia con un forte terremoto provoca variazioni del regime di sforzi che agisce sulle faglie adiacenti. Cio' potrebbe essere all'origine - a esempio - dell'attività sismica in corso sulla faglia della Laga. Ma ciò verrà chiarito dagli studi in corso e futuri. Non abbiamo invece evidenze dell'attivazione della faglia del Monte Marine (o di Pizzoli, come da Lei riportato). Ad essa è riferibile l'origine del terremoto del 2 febbraio 1703, come Lei stessa ricorda. Tuttavia, le indagini geologiche effettuate una decina di anni fa evidenziarono che probabilmente il tempo di ritorno di terremoti come quello del 1703 è da considerarsi molto superiore ai pochi secoli che ci separano da quella data.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
483 faglia media valle aterno Renato Tortella Sulmona (AQ) 22-07-2009
Quesito:
Buonasera, vorrei sapere l' esatta ubicazione della faglia della media valle aterno, perchè ho sentito che un eventuale terremoto generato da questa faglia potrebbe interessare con effetti disastrosi anche la città di sulmona. In questi giorni, quando vado a vedere i vari terremoti che si seguono nello sciame sismico che interessa l'area aquilano, vedo che ci sono terremoti di bassa magnitudo che si sviluppano nel distretto definito "valle dell'aterno" . Si tratta dello stesso distretto che riguarda la suddetta faglia o di un area diversa?

Cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-23 12:12:33
Gentile Signor Tortella,
della faglia della media valle dell'Aterno e del suo prolungamento meridionale nella conca subequana si e' più volte scritto nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti. Si tratta di una faglia evidente lungo i versanti montuosi tra San Demetrio ne' Vestini e Molina Aterno, e poi tra Castelvecchio Subequo e Goriano Sicoli.
Per quanto riguarda la sismicità nel distretto sismico "Valle dell'Aterno", essa si riferisce in gran parte, se non tutta, alla naturale evoluzione del processo sismogenetico che riguarda la cosiddetta faglia di Paganica, responsabile del terremoto del 6 aprile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
482 osseervatorio vesuviano Sonia Pelino Popoli (PE) 22-07-2009
Quesito:
Buon giorno e grazie per il servizio che ci offrite. Una curiosità. Stamane sul sito dell'osservatorio vesuviano alla sezione segnali sismici in tempo reali OVO V c'è registrata una forte e lunga scossa. Può dirmi a cosa si riferisce? Grazie e buon lavoro
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-23 01:05:17
Questa domanda va rivolta all'Osservatorio Vesuviano, che è anch'esso sezione INGV.
Buona giornata.
481 sciame sismico Marco Rossi Arezzo (AR) 21-07-2009
Quesito:
Buona sera. Ho notato che su iside da più di 24 ore non è stata registrata nessuna scossa nella zona di amatrice e dei monti reatini; volevo sapere come si pùo interpretare questo visto che da più di un mese la zona aveva decine di scosse al giorno. Uno sciame sismico può fermarsi così bruscamente? Grazie mille e buona serata
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-23 12:21:21
Gentile Signor Rossi,
mi spiacedd per il ritardo con cui le rispondo. Avra' notato, comunque, che la sismicità di cui Lei scrive non è terminata.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
479 terremoto 1088 Ivan Di Vincenzo Lanciano (CH) 19-07-2009
Quesito:
salve,sono di Lanciano in provincia di Chieti. Leggendo un libro di storia locale ho trovato alcune pagine dove si parla dei terremoti che hanno creato danni a Lanciano. Addirittura si parla del forte terremoto avvenuto nel secolo VII prima di Cristo. Si parla inoltre di molti terremoti presenti nel vostro archivio. Inoltre si parla di un forte terremoto avvenuto il 10 settembre 1088 (stesso giorno e mese del terremoto del 1881)che però non compare nei vostri archivi,non è presente nella lunga lista dei terremoti e nemmeno alla consultazione per località. E' possibile sapere a quale faglia è da attribuire questo terremoto del 1088? grazie!
Risponde Carlo Meletti il 2009-07-20 15:39:09
Le informazioni già note all'inizio del '900 (come riferite allora dal sismologo Giuseppe Mercalli) rivelano che la notizia di un terremoto a Lanciano il 10 settembre 1088 sia in realtà da ritenersi il risentimento del terremoto del settembre 1087 avvenuto in Puglia, a molti chilometri di distanza.
Per epoche molto lontane non è infrequente questo tipo di errore di trascrizione delle date o di esagerazione degli effetti di un terremoto.
Buona giornata
478 Relazione tra magnitudo e accelerazione gravitazio Alberto Massirenti Ancona (AN) 19-07-2009
Quesito:
Buongiorno, partendo dall'osservazione della importante accelerazione gravitazionale rilevata durante la scossa di Magnitudo 5.8 del 6 Aprile a L'Aquila, desideravo cortesemente un chiarimento circa la relazione che intercorre tra magnitudo del sisma e accelerazione gravitazionale correlata al sisma
Risponde Carlo Meletti il 2009-07-20 10:35:23
L'energia rilasciata da un terremoto si irradia in tutte le direzioni attraverso le onde sismiche. Queste producono lo scuotimento del suolo che si misura come velocità, accelerazione o spostamento.
I parametri che si registrano in un certo sito dipendono dall'energia rilasciata (quindi la magnitudo), dalla distanza dall'ipocentro e dalle condizioni locali (geologiche, morfologiche, ecc.); queste ultime infatti possono provocare effetti di amplificazione o di attenuazione del moto del suolo rispetto ad un modello isotropo.
Buona giornata
477 magnitudo Monia Di Stefano Pizzoli (AQ) 19-07-2009
Quesito:
Buon giorno, vorrei sapere se è possibile stabilire una magnitudo su Pizzoli per la scossa del 6 aprile 2009, dato che a L'Aquila è stata pari all'ottavo/nono grado della scala Mercalli, a Pizzoli la magnitudo di quanto è stata? A parte l'intensità che sicuramente è stata inferiore? grazie e buon lavoro
Risponde Carlo Meletti il 2009-07-20 10:29:02
Gentile signora, la magnitudo rappresenta una misura dell'energia liberata dal terremoto all'ipocentro e come tale è un valore unico per ogni scossa, cioè non dipende dalla località in cui si avverte il terremoto.
L'intensità (cioè gli effetti di un terremoto) invece si attenua con la distanza dall'ipocentro e dipende anche dalle condizioni morfologiche e geologiche; è quindi, questa sì, variabile in ogni località.
Buona giornata
476 registrazione eventi Luciana Cruciani Castel S, Angelo (RI) 19-07-2009
Quesito:
avendo sentito una leggera scossa intornom alle ore sette, ho controllato su ingv enon risultavano registrati eventi, mentre su Iside credo di aver visto sulla mappa registrato un evento di magnitudo 3 proprio a quell'ora in zona verrico di cittareale, è possibile opppure ho interpretato male la mappa?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-19 10:50:48
Gentile Signora Cruciani,
premesso che la Sezione INGV di riferimento per la sismmicità corrente è il Centro Nazionle Terremoti di Roma (tel. 06 518601), le confermo che il sito "iside" riporta tutti gli eventi sismici registrati, mentre la homepage ingv o cnt riporta soltanto gli eventi ritenuti pù significativi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
475 info Iacovella Annalisa Chieti (CH) 18-07-2009
Quesito:
Volevo fare + domande,
è vero che gli animali percepiscono terremoti?se la risposta è negativa,perchè la sera del 6 aprile gli uccelli alle 3.00 cantavano?
Un terremoto di alta intensità come quello dell'Aquila può avere una replica in pochi mesi della stessa intensità?E'normale questo sciame sismico con scosse anche forti che si sentono fino a chieti?Ma la sismicità registrata sui monti Reatini,è legata al sisma del 6 aprile o è un qualcosa di diverso??
Cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-19 10:45:13
Gentile Signora Iacovella,
molte delle sue domande hanno già avuto risposte nei quesiti dei giorni passati.
Per quanto riguarda gli animali, la risposta è sì, è possibile che percepiscano con anticipo terremoti a venire (ma con anticipo assai variabile) a distanze anche notevoli dall'epicentro. Alla terza domanda la risposta è si'. Alla quarta domanda, la risposta è di nuovo sì. La quinta domanda: la sismicità del cosiddetto distretto sismico "Monti Reatini" non è da riferirsi alla faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile. Che l'attivazione di quest'altra/e faglia/e sia da ricondursi al sisma del 6 aprile è attualmente materia di studio.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
474 colli albani Francesco Emanuele Palestrina (RM) 18-07-2009
Quesito:
Salve, volevo chiedervi qual'è la pericolosità sismica dei Colli Albani vicino Roma. Noi qui ogni tanto avvertiamo dei terremoti, ma fortunatamente sempre di scarsa intensità.
E' una faglia da cui può scaturire un forte terremoto?

P.S. Una piccola considerazione, non insultiamo il lavoro dell'INGV, perchè tra mille difficoltà svolgono un lavoro eccezionale.
Capisco che siamo tutti scossi dal sisma dell'Aquila ma prendersela con gli uomini e le donne dell'INGV non è giusto perchè le responsabilità sono di altri.

Grazie della risposta e del lavoro prezioso che svolgete.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-19 10:13:16
Gentile Signor Emanuele,
premesso che in genere gli eventi sismici sono da riferirsi al movimento di faglie in profondità, si ritiene che nel caso dei Colli Albani tale attività si debba inquadrare nella storia vulcanica di questo settore. Visitando il nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/, potrà vedere che nei Colli Albani hanno avuto origine terremoti di magnitudo moderata, responsabili anche di danni, ma ovviamente non così forti come quelli della catena appenninica (1806, 1829, 1899, ...).
Invece, per quanto riguarda la pericolosità sismica, troverà informazioni facilmente accessibili a partire dal nostro sito: http://zonesismiche.mi.ingv.it.
Colgo l'occasione per ringraziarla delle parole spese sul nostro lavoro.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
473 Posizione faglia di Paganica Giuseppe Rossi L'aquila (AQ) 17-07-2009
Quesito:
Salve,

dalle informazioni che avete è possibile stabilire, pur con un certo margine d'incertezza, la posizione (ad esempio mediante coordinate GPS) dalle faglia di Paganica e, successivamente verificare le abitazioni che si trovano al suo interno.
Abito in una zona di Paganica dove si è verificata una grossa lesione del terreno che ha provocato anche la rottura dell'acquedotto principale. Non riesco ancora a capire, viste le opinioni contrastanti dei vari gruppi di geologi che stanno studiando la zona, se la faglia si trova proprio sotto la lesione oppure più a valle e quindi tale apertura del terreno è solo una frana conseguente al sisma
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-19 10:34:55
Gentile Signor Rossi,
può trovare informazioni sugli effetti geologici del terremoto (faglia di Paganica compresa) scaaricando il numero 70 dei Quaderni di Geofisica disponibile a partire dall'indirizzo internet:

http://portale.ingv.it/produzione-scientifica/quaderni-di-geofisica/quaderni-di-geofisica-2009

La comunità scientifica è piuttosto concorde nel ritenere che la faglia passi nella zona dell'acquedotto. Tenga presente, però, che è assai probabile che più emergenze parallele di fratture costituiscano l'espressione in superficie del movimento in profondità lungo la faglia di Pagaanica. Ciò significa che è possibile che in superficie la stessa faglia abbia più emergenze. Una è sicuramente quella dell'acquedotto.
Cordiali alti,
Fabrizio Galadini

472 diffondere... Donato Ferrini Scafa (PE) 16-07-2009
Quesito:
Gentile dott.Stucchi, si rende conto di quello che mi chiede? diffondere la notizia che l'Abruzzo è una regione molto sismica?
Questa è una regione che si regge quasi interamente sul turismo e soprattutto sui suoi parchi nazionali e sui borghi antichi che erano( e sono) una risorsa. Chi verrà più a visitare, a sciare sulle nostre montagne? spero solo che il prossimo terremoto, si beffi di questi scinzati che dicono che avverrà entro i prossimi dieci anni,e avvenga ,a loro insaputa, tra circa 1000 / 1500 anni , così almeno avremo il tempo di riprendere fiato e di prepararci adeguatamente ad ogni tipo di evenienza.
Buona serata
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-16 21:39:16
Non so se si rende conto lei...
La sua è una zona sismica "per legge". Se volete continuare a non prepararvi al terremoto e poi chiedere il soccorso dello stato, e magari lamentarsi dei ritardi, faccia pure, è di moda... I bellissimi borghi sono una risorsa se non crollano, giusto?
Ma si ricordi che questi "scienziati" il loro lavoro, in buona parte ingrato, l'hanno fatto. E soprattutto l'avevano fatto prima del terremoto dell'Aquila.
O preferisce che diciamo che non c'e' nessun pericolo, per poi insultarci al prossimo terremoto?
Mi dispiace, il terremoto è una cosa maledettamente seria!
Buona serata
471 Quesito Roberto Fabbri Fano (PU) 16-07-2009
Quesito:
Buongiorno, volevo cortesemente sapere se un terremoto di magnitudo 5.5 della scala RICHTER che se non sbaglio è la massima intensità che ha subito la mia città FANO nel terremoto del 1930, oggi puo' provocare gli stessi danni di quel tempo e quindi essere catalogato come un VIII° della scala Mercalli visto che questa scala assegna un grado agli effetti sull'ambiente, edifici e altro.
Grazie tanto e
Saluti cordiali
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-16 21:44:00
La magnitudo di un terremoto misura l'energia rilasciata. L'intensitèà misura gli effetti. Sono due concetti diversi, come calore e termperatura.
Alla sua domanda la risposta è si'. Soprattutto perche' dal 1930 l'edilizia non è migliorata. O meglio: nel 193 gli edifici sono stati rinforzati. In seguito...beh...
Buona serata
470 faglie........ Donato Ferrini Scafa (PE) 16-07-2009
Quesito:
Mi scuso ma più leggo le vostre risposte e più mi impaurisco.In sintesi:la faglia che si è attivata è quella di paganica..poi c'è la faglia di pettino ..c'è una faglia assergi-campo imperatore, una tra ovindoli e pezza, una tra campo felice e colle cerasitto..c'è la faglia dei monti della laga e quella del monte porrara.Anche la valle subequana ne ha una, così come la valle dell'aventino. Quella di casoli c'è ma non affiora in superficie .Naturalmente c'è la faglia del monte morrone :( che è poi qualla più vicina al mio paese. Sicuramente ne ho dimenticato qualcuna.Vi chiedo, sconsolato: c'è un angolo dell'appennino abruzzese senza faglie?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-16 14:29:09
Praticamente no.
Tuttavia, non mi è chiaro perchè lei si impaurisca solo ora e solo per la presenza di faglie. Se lei ha la bontà di consultare la mappa di perislosità sismica

zonesismiche.mi.ingv.it

oppure le mappe di zonazione sismica delle varie regioni, fra cui la sua, che rappresentano delle Leggi (!) vedrà che gli scuotimenti attesi sono forti. E lo si sa da un bel po'.
Se non era sconsolato prima non lo sia nemmeno ora: tuttavia è bene che si metta nell'ordine di idee che vive in una zona molto sismica, e magari lo dica anche in giro.
Buona giornata
469 Considerazioni su faglia della Laga. Paolo Perilli Pizzoli (AQ) 16-07-2009
Quesito:
Sappiamo che fino ad ora la faglia della Laga non è stata responsabile di terremoti storici con la massima magnitudo di cui è potenzialmente capace.
Ci si deve necessariamente aspettare che prima o poi un evento di tale intensità si verifichi o può essere plausibile l'ipotesi che la sequenza alla "sbriciolata" in essa in atto si possa considerare il rilascio di energia di una faglia il cui processo di caricamento non sia arrivato al culmine ma che l'evento del 6 Aprile abbia dato la "spinta" per scaricare quello che era stato accumulato fino ad ora?
Grazie per il prezioso lavoro divulgativo che svolgete.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-16 14:30:04
"Sappiamo"? siamo sicuri?
Buona giornata
468 Comune Cappadocia AQ Massimo Ferretti Roma (RM) 15-07-2009
Quesito:
Vi chiedo cortesemente informazioni in merito alla conformazione del suolo del comume di Cappadocia in termini amplificazione delle onde sismiche e se esistono scenari di danno per lo stesso comune attesi da scossa sismica molto forte nei luoghi in cui è attualmente atto lo sciame sismico Aquilano/Reatino.
Vi ringrazio per la collaborazione e mi congratulo per il lavoro che svolgete avendo peraltro avuto l'opportunità di consultare, per caso, alcune vostre pubblicazioni.
Cordialmente MF
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-19 10:23:13
Gentile Signor Ferretti,
purtroppo le sue richieste richiederebbero studi ad hoc che non mi risulta siano disponibili. Cappadocia è comunque piuttosto lontana dalle aree interessate dall'attuale sequenza sismica. Peraltro, ricordo che in occasione del terribile terremoto del 1915, con epicentro molto piu' vicino a Cappadocia di quanto siano le aree interessate dalla sismicità corrente, l'abitato ebbe danni stimati con l'VIII grado della scala Mercalli. Può essere considerato un danno consistente, ma in senso relativo non lo è, se si pensa che la "vicina" Avezzano fu rasa al suolo (XI Mercalli).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
467 un nuovo sisma Enea Federici Barete (AQ) 15-07-2009
Quesito:
Colgo l'occasione per ringraziare tutti voi ricercatori per il lavoro che state svolgendo e per i chiarimenti conteuti in questo spazio.
Una sola domanda: POTETE ESCLUDERE il verificarsi di un nuovo grande sisma nei prossimi mesi? Naturalmente parlo delle zone interessate dal sisma il 06/04/2009.
Cordiali saluti,
Enea Federici
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-15 15:18:03
escludere no, nè in quella zona nè in altre.
Buona giornata
466 due domande Antonio Ruggeri L'aquila (AQ) 15-07-2009
Quesito:
Salve, vorrei porVi due domande:
1. Qual e' la pericolosita' sismica attuale, in relazione cioe' allo sciame successivo al 6 aprile, dell'Altipiano delle Rocche e, in particolare, del paese di Rocca di Mezzo?
2. Ho sentito dire che Campo Imperatore (mi riferisco in particolare alla zona dell'arrivo della funivia) dovrebbe essere relativamente 'protetto', come effetti 'sismici', a causa della roccia sottostante. Cio' risponde al vero? Se si', questo discorso puo' essere in parte esteso -con i dovuti ridimensionamenti- alla zona della base della funivia, e all'abitato di Assergi, posto alle pendici del Gran Sasso?
Grazie molte
A. Ruggeri
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-15 17:25:46
Gentile Signor Ruggeri,
l'elevata pericolosità sismica del settore appenninico in cui si trova Rocca di Mezzo è legata alla frequenza con cui si verificano i terremoti. Questa è il risultato del numero ragguardevole di faglie attive potenzialmente in grado di generare eventi sismici al di sopra della soglia del danno. Le faglie Ovindoli-Pezza e Campo Felice-Colle Cerasitto sono "accanto" a Rocca di Mezzo. Si tratta di faglie attive. La faglia della media Valle dell'Aterno è subito ad ovest. Come avrà osservato nelle risposte a quesiti precedenti, si tratta di una sorgente sismogenetica cui non è possibile attribuire terremoti storici. Quindi una faglia da "guardare" con attenzione. Il terremoto del 6 aprile, in un quadro di questo tipo, sposta poco. Si tratta semplicemente di una faglia di meno tra quelle che potrebbero attivarsi nei prossimi decenni/secoli.
Per Campo Imperatore e Assergi si potrebbe fare lo stesso discorso di cui sopra. E' vero, i settori a ridosso di queste località sono in prevalenza costituiti da rocce carbonatiche affioranti. Ma entrambe le zone sono limitate da faglie attive cui non sono riferibili terremoti storici (quindi si ricade nel caso della media valle dell'Aterno ...) e potenzialmente in grado di generare eventi sismici più forti di quello del 6 aprile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
465 terreno comune di Aielli Claudio Simoni Aielli (AQ) 15-07-2009
Quesito:
Salve, innanzitutto volevo ringraziarvi per l'eccellente lavoro che svolgete. Vorrei sapere, se possibile, su quale tipo di terreno sorge l'abitato di Aielli Stazione (comune di Aielli). I terreni vicini a piccoli corsi d'acqua sono necessariamente alluvionali? grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-15 17:11:14
Gentile Signor Simoni,
Aielli Stazione è fondato su depositi pliocenici di litologia molto variabile: ghiaiosa, sabbiosa e argillosa. L'origine di questi depositi è da riferirsi ad antichi corsi d'acqua e alla sedimentazione in un antico Lago del Fucino.
Un corso d'acqua è causa di sedimentazione alluvionale (anche in questo caso i sedimenti possono essere di diversi tipi, da ghiaiosi a sabbiosi) all'origine dei cosiddetti terrazzi fluviali o di conoidi alluvionali. I terrazzi si formano lungo un corso fluviale, per incisione di un accumulo di sedimento. Le conoidi si formano allo sbocco di corsi d'acqua in zone pianeggianti. Se però un corso d'acqua incide, ad esempio, un versante montuoso, in prossimità del corso d'acqua Lei osserverà le pareti rocciose, non terreni alluvionali (pensi alle gole di Celano ...).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
464 sequenza sismica Giuseppe Pecce Avezzano (AQ) 14-07-2009
Quesito:
Per caso,voi sapete per quato tempo duderà ancora la sequenza sismica dell' Aqula? Rispondetemi.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-15 17:00:50
Gentile Signor Pecce,
la mia speranza è che il termine a conclusione del suo quesito debba suonare come "preghiera" piuttosto che come "ordine". Al di la' di questi aspetti formali, considerando l'imprevedibilità dei processi sismogenetici, è evidente che non è possibile rispondere con precisione alla sua domanda. In generale, fenomeni di questo tipo durano molti mesi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
462 quesito Massimiliano Fabi L'aquila (AQ) 13-07-2009
Quesito:
Sono proprietario di un appartamento nel quartiere di Pettino; chiaramente sono tra quelli che soltanto ora hanno saputo che il ns. quartiere di circa ormai 20-25.000 abitanti sorge in prossimità della faglia omonima.
Vorrei conoscere ove possibile la mappatura di tale faglia e il suo potenziale comportamento sismico anche in conseguenza del terremoto del 6 aprile u.s.
Mi chiedevo se potrà avvenire una ricostruzione delle palazzine da abbattere sullo stesso terreno dove sorgevano.
Volevo infine avere un consiglio a titolo precauzionale:in una casa a 3 livelli potrebbe essere più sicuro dormire nel piano terra o in altri livelli?

Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-13 23:29:25
domanda 1: il suo problema maggiore è rappresentato dagli scuotimenti che si possono verificare in occasione di un terremoto, non da come si comporta la faglia;
domanda 2: ci sono esperti al lavoro;
domanda 3: dipende dalla tipologia e dalla qualità degli edifici in questione; non c'è una regola generale.
Buona serata
461 faglia pizzoli monti reatini Daniele Di Pompeo Cagnano Amiterno (AQ) 13-07-2009
Quesito:
Salve ringranzio tutti voi ricercatori per il lavoro che state svolgendo per scoprire e prevenire eventuali terremotii futuri.
Dopo il terremoto del 6/04 sono tornato ad abitare nella vecchia casetta di paese, situata a cagnano amiterno. Mi sono accorto che dalle mie parte non si avvertono facilmente i terremoti (gli unici avvertiti quelli con magnitudo superiore al 3.6), le volevo chiedere se eventuali montagne possano diminuire gli effetti di una scossa tellurica.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-14 19:25:33
Gentile Signor Di Pompeo,
anzitutto il comune di Cagnano Amiterno non è esattamente adiacente alle zone attualmente caratterizzate dall'attività sismica (non si tratta di Montereale o Arischia o degli abitati della media valle dell'Aterno). Poi, quanto Lei descrive potrebbe anche essere l'effetto della risposta sismica locale. Ad esempio, alcuni abitati o parti di essi nell'area comunale sono fondati su roccia. In genere, si tratta di un aspetto da non sottovalutare in riferimento al Suo quesito.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
460 faglie attive in abruzzo Francesco Di Crescenzo Guardiagrele (CH) 13-07-2009
Quesito:
ci sono faglie nel comune di guardiagrele (CH)?se si...dove si trovano e se sono attive
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-14 19:15:31
Gentile Signor Di Crescenzo,
Guardiagrele, come probabilmente sapra' (http://emidius.mi.ingv.it/), ha una storia sismica relativamente ricca, anche se meno significativa dei centri abitati dei settori interni appenninici. In riferimento alla sua domanda, il terremoto più significativo è ricordato nella lapide che si trova nel duomo, avvenuto il 10 settembre 1881. Sebbene studi sull'origine di questo evento sismico non siano ancora stati pubblicati, è probabile che esso sia stato originato dalla faglia di Casoli. Si tratta di una faglia sepolta, quindi nota grazie ai dati che vengono dalle prospezioni di sottosuolo. Pertanto, il suo comportamento non è definibile con gli stessi metodi che vengono utilizzati per la caratterizzazione delle faglie appenniniche che, in genere, sono caratterizzate dall'emergenza dei piani di faglia in superficie.
Oltre a questa, di interesse per la zona di Guardiagrele direi che c'è da considerare la faglia che interessa la valle dell'Aventino e che probabilmente ha causato il terremoto del 1933.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
457 NORMATIVA ANTISISMICA E RICOSTRUZIONE Evangelos Alexandris L'aquila (AQ) 13-07-2009
Quesito:
A seguito del mio quesito 425 del 1 luglio, su risposta di Carlo Meletti, torno a segnalare: la mia abitazione al centro dell'Aquila, dichiarata inagibile categoria B, è stata sottoposta a verifica ed approvato dalla Commissione Comunale recupero edilizio su progetto di ingegnere locale prescelto dall'assemblea condominiale.
SORPRESA! L'intervento, economico e minimo sulla muratura lesa, riporta l'edificio alla condizione precedente al sisma, cioè entro i coefficienti di zona sismica 2, della vecchia divisione territoriale, invece dell'attuale zona ad alto rischio 1. Ciò non contrasta a quanto previsto dalla Legge valida dal 1 luglio 2009?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-13 09:14:12
Mi spiace, ma non è nelle nostre competenze commentare le leggi.
L'Aquila resta comunque in zona 2.
Buona giornata
456 Danni e distanza Marcello Spadone Civitella Casanova (PE) 12-07-2009
Quesito:
Abito in un paesino, di nome Civitella Casanova in prov di pescara a circa 35\40 km dall'epicentro del terremoto, in relazione ai danni subiti questo comune è stato inserito nel cratere. Come mai paesi come Carpineto della Nora e Villa Celiera, hanno riportato danni minori pur stando sulla stessa direzione ma ancor piu vicini all'epicentro?
Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-12 18:38:49
Gentile Signor Spadone,
la distribuzione del danno dipende da un numero notevole di variabili. Ad esempio dalla risposta sismica locale dovuta alle caratteristiche dei terreni su cui sono fondati gli abitati. Oppure dalla morfologia dei luoghi, o dalle caratteristiche del costruito. In sostanza, soltanto studi ad hoc sono in grado di definire, con una certa approssimazione, quali siano i motivi che "fanno la differenza" tra abitati adiacenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
455 terremoto Gianni Sciamanna Castignano (AP) 12-07-2009
Quesito:
vorrei sapere in merito allo sciame sismico dell'aquila con la forte scossa delle 10,38, di oggi 12 luglio 2009 se evento è circoscritto oppure la zona è abbastanza attiva ancora, o sono in fase di attenuazioni e vorrei sapere come sta la zona di ascoli piceno e il mio paese grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-12 16:42:33
Dopo un terremoto della magnitudo dell'evento dell'Aquila è normale che si verifichino scosse forti per diversi mesi.
Per quanto riguarda la sua zona, colpita da un forte terremoto nel 1943, può consultare il sito

emidius.mi.ingv.it

e per la pericolosità sismica il sito

zonesismiche.mi.ingv.it

Buona giornata

454 profondità sisma Gianluca Duronio L'aquila (AQ) 12-07-2009
Quesito:
Salve, nell'Aquilano oggi è stata registrata una forte scossa di magnitudo 4.0
Dai vostri rilievi la scossa sarebbe avvenuta ad una profondità di 10.8 km.
Secondo l' EMSC (European-Mediterranean Seismological Centre), la scossa sarebbe avvenuta a soli 2 km di profondità.
In altre occasioni, sempre riguardo scosse nell'Aquilano, ho avuto modo di verificare la stessa incongruenza.
Come si puo' spiegare cio'? grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-12 15:29:40
Gentile signore,
come sezione dell'INGV noi ci fidiamo dei nostri dati, che per questi terremoti provengono da una rete molto densa. Non tocca anoi spiegare eventuali interpretazioni diverse fatte da altri, di solito con i dati di stazioni più lontane.
Buona giornata
452 aggiornamento luglio 2009 del bacino di sulmona Antonio Di Bacco Introdacqua (AQ) 11-07-2009
Quesito:
Buona sera sono residente nel comune di Sulmona (AQ) e cortesemente vorrei conoscere gli ultimi aggiornamenti a riguardo della situazione sisma nel comune di Sulmona e gli sultimi studi sulle probabili faglie attive da causare un evento sismico.
Grazie ancora per il vostro lavoro.
Cordiali saluti.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-11 14:26:52
Ci deve scusare, ma non è che gli studi si aggiornano in tempo reale. Abbia la pazienza di leggere quesiti e risposte che sono pubblicati proprio per questo scopo.
Buona giornata.
451 chiarimenti su boati Stefania Marinelli Bolognano (PE) 10-07-2009
Quesito:
Spesso nella nostra zona si avvertono dei boati molto forti provenienti dalla montagna(Monte Morrone),non siamo mai riusci a capire cosa fossero,lì sentiamo di più la sera per la presenza di un silenzio surreale.ieri sera di nuovo,ho sentito prima i cani che abbaiavano e poi dopo circa 1 min. di nuovo un boato molto forte proveniente dalla montagna,pensavo ad una scossa di terremoto,erano precisamente le 1.28, poi alcora 2-3 boati nel giro di 2 ore.non li ho sentiti solo io ma anche altre persone del paese e dei paesi vicini,tutti allo stesso orario.la nostra è zona sismica,mi chiedevo che cosa sono?potrebbero essere collegati alla sismicità?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-11 11:35:52
Gentile Signora Marinelli,
non risulta che siano stati registrati eventi sismici (anche di piccola magnitudo) nell'orario da Lei indicato. Non saprei a cosa riferire i boati di cui al suo quesito. In altri ambiti montani è accaduto a me personalmente di poter riferire rumori sordi, amplificati per eco, a crolli di materiali rocciosi da ripide pareti di circhi glaciali, nicchie di frana o di canaloni fortemente incisi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
450 terremoti Paolo Zoccoli Roma (RM) 10-07-2009
Quesito:
Complimentandomi molto per le risposte che date desidererei rivolgere alcune domande, scusandomi anticipatamente se alcune forse sono dei luoghi comuni:
1. gli animali, in particolare gli uccelli e cani, sentono con anticipo che sta arrivando una scossa?
2. per quale motivo gli orari di ogni singola scossa sono spostati di 2 ore indietro rispetto a quello reale?
3. per quale motivo i terremoti piu gravi avvengono di notte, sera o mattina presto, la cosa e collegata con il riscaldamento del sole?
4. come si quantifica la magnitudo di un terremoto avvenuto nel 1400?
5. e un fatto positivo uno sciame sismico lungo?
grazie saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-10 19:47:59
lei avrebbe diritto a una sola domanda o a un paio al massimo....

1. No
2. Si usa il tempo di Greenwich (GMT)
3. Non e' vero
4. utilizzando le informazioni storiche interpretate in termini di intensità macrosismica, e appositi codici di calcolo calibrati sui dati recenti
5. non necessariamente

Buona serata
446 Inclusione dei secondi nelle rilevazioni Fernando Palozzo Nocciano (PE) 07-07-2009
Quesito:
Ho notato che sul sito (www.ingv.it) è indicata l'ora, profondita, ecc. Ma non è indicato il tempo (secondi) che dura (o viene percepito) l'evento.

Personalmente mi spaventa piu una magnitudo 4 che dura 20 secondi che una che duri 2.

Grazie e scusate per il disturbo.
Fernando Palozzo
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-07 13:12:54
la durata di un evento di una data magnitudo non e' cosi' variabile.
Inoltre, la durata stessa non è definibile in modo automatico, e la percezione varia a seconda delle persone e delle condizioni. Non è un parametro scientifico.
Buona giornata
445 Vostra dichiarazione Martina Bartolini Terni (TR) 07-07-2009
Quesito:
MA CHE SIGNIFICA ? C'E' DA AVERE PAURA ? L'ho letto su un articolo del Messaggero che riporta data 6 luglio.

Nella prima settimana di giugno la sismicità nella zona dell'Aquilano si è accentuata e la probabilità che possano esserci terremoti di magnitudo 4 o superiore a 4 è aumentata, in giugno, dal 13% fino a circa il 30%. E' quanto emerge dai calcoli probabilistici elaborati dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La zona interessata è delimitata a Nord da Cittareale e Amatrice e a Sud da Ovindoli
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-07 13:03:05
non commentiamo affermazioni di giornali.
le zone in questione sono comunque ad alta pericolosita' sismica.
Buona giornata
444 previsione Paola Torelli Roma (RM) 06-07-2009
Quesito:
Buongiorno e grazie davvero per il vostro lavoro.

Vorrei dei chiarimenti in merito a quanto riportato da un articolo di Repubblica di questa mattina (G. Caporale). Nel corso di tale articolo si sostiene che secondo l'INGV la possibilità che durante il G8 si verifichi una scossa di magnitudo 4-4,5 è pari al 26 per cento. Si tratta di un calcolo statistico effettuato sulla base dell'andamento della sismicità di questi giorni? una stima di tale genere non contraddice quanto affermato sulla non prevedbilità dei terremoti?

Grazie, paola torelli

Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-07 10:39:15
Gentile Signora Torelli,
per vari motivi, non forniamo commenti su notizie riportate sui giornali o legate all'attività di colleghi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
443 terremoto Monia Di Stefano Pizzoli (AQ) 06-07-2009
Quesito:
Buongiorno, la mi domanda riguarda la faglia di Pizzoli, vorrei sapere se effettivamente è attiva e dove passa esattamente. Alcune scosse sono state localizzate con epicentro Pizzoli cosa si intende se la faglia non è attiva? grazie e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-07 10:43:47
Gentile Signora Di Stefano,
la faglia di Pizzoli è da considerarsi attiva. E' rilevabile lungo la parte inferiore del versante occidentale del Monte Marine, tra Arischia, Pizzoli, Barete, Tarignano, Marane. E' responsabile della dislocazione di sedimenti degli ultimi millenni. Ricerche paleosismologiche hanno consentito di attribuire a questa faglia il terremoto del 2 febbraio 1703.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
442 terremoti Giorgio Bosco Civitella Roveto (AQ) 06-07-2009
Quesito:
Salve
Ho letto in questi quesiti notizie riguardanti vari terremoti. Vorrei avere notizie, se èpossibile, sui terremoti avvenuti a l'aquila nel 1315 e nel 1349, qual' è stata la faglia che li ha causati e quanto è il loro periodo di ritorno. Capisco che si tratta di eventi molto lontani nel tempo, ma sicuramente il vostro istituto avrà ipotizzato qualche cosa a riguardo.
Grzazie e buon lavoro a tutti voi
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-06 11:46:19
puo' trovare informazioni sugli eventi in questione su

emidius.mi.ingv.it/DBMI

Le faglie causative non sono note con precisione e tanto meno il relativ periodo di ritorno il quale, comunque, è un concetto puramente statistico.
buona giornata
441 magnitudo Antonio Cerreto Roma (RO) 06-07-2009
Quesito:
Buongiorno
Vorrei saper con esattezza qual' è la differenza tra un terremoto di magnitudo 6 richter e un terremoto di magnitudo 7. C'è chi dice che è 10 volte maggiore e chi 30 volte. Qual' è la differenza reale?
in secondo luogo mi interessa conoscere se un forte terremoto di 7 punti nell' aquilano o nel reatino di magnitudo può causare forti danni anche a Roma.
Grazie e distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-06 10:06:39
circa 30 volte, in termini di energia rilasciata.
puo'causare danni a Roma, che non dovrebbero essere fortissimi.
Buona giornata
440 AVEZZANO Vincenzo Mazzarella Avezzano (AQ) 05-07-2009
Quesito:
Salve, volevo chiederle se questo sciame sismico che continua nell'aquilano potrebbe attivare qualcosa sul territorio di Avezzano\Marsica.Come è la situazione nel nostro bacino? E nel caso si ripetesse una scossa molto violenta dove gia è avvenuta il 6 aprile in che misura ne risentirebbe il marsicano? Cordiali sauluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-06 08:23:30
Gentile Signor Mazzarella,
come già scritto nelle risposte ad altri quesiti, l'attività sismica corrente si concentra in prevalenza su due faglie: su quella responsabile del terremoto del 6 aprile, nel quadro della naturale sismicità che segue un forte evento sismico e lungo la faglia della Laga. Per il secondo caso, come detto, l'evoluzione del processo sismogenetico in corso non è prevedibile. Appare poco probabile, tuttavia, che l'attività corrente influisca su faglie dell'area del Fucino, anche se, come Lei sa, queste sono da considerarsi attive.
L'attivazione di altre faglie con terremoti forti (es. Media Valle dell'Aterno, Altopiano delle Rocche o Morrone) potrebbe causare danni anche ingenti all'area del Fucino. Tuttavia, poiché la distribuzione del danno dipende da un numero di variabili che condizionano il moto del suolo, per rispondere in maniera precisa occorrerebbero studi ad hoc. Tenga presente che, comunque, la probabilità di attivazione delle faglie citate si inserisce nel quadro della normale attività tettonica del territorio. In sostanza, potrei usare gli stessi termini per il Montello (Veneto), per Maniago (Friuli) o per il settore meridionale della Garfagnana o per il Pollino.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
439 6 Aprile Magnitudo 5? Giulia Levi L'aquila (AQ) 05-07-2009
Quesito:
Premetto che apprezzo molto il vostro lavoro e che il mio non è un intervento polemico ma sono rimasta di sasso per le affermazione del Dott.Boschi sul corriere delle sera di ieri 4 Luglio 09,nel quale si dice proccupato non tanto per i terremoti di media e piccola intensità ma per le abitqazioni italiane che crollano con magnitudo5?Cosa Magnitudo 5?Parlava dell'Aquila?Credo che mg.5 come voi ci insegnate sia ben diverso da 6.3, la differenza è enorme?Non capisco perchè uno scenziato di tale livello possa esprimersi in questo modo sottovalutando quanto in termini di magnitudo, accelerazione ecc..è accaduto all'Aquila.Scusate lo sfogo...
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-05 16:39:28
credo non abbia letto bene e che le affrmazioni di Boschi non siano state riportate correttmente.
In ogni caso noi non commentiamo il nostro presidente.
Buona giornata
438 SIsma in Romagna? 5 Luglio 14.04 Roberto Ricci Rimini (RN) 05-07-2009
Quesito:
Alle ore 14.04 del 5 Luglio a Rimini abbiamo udito un chiaro botto sordo e subito dopo , la pianta vicino alla tv ondeggiava leggermente. Nessun movimento di lampadari , ma il sismografo online di san marino ha chiaramente registrato qualcosa a quell'ora. Si sa l'epicentro dell'eventuale scossa?
Grazie
Risponde Carlo Meletti il 2009-07-05 15:20:54
Effettivamente si è verificato un terremoto di magnitudo 2.3 a 21 chilometri di profondità, localizzato in mare a 10 chilometri dalla costa riminese. Data la magnitudo bassa e la distanza dell'ipocentro è molto probabile che sia stato avvertito lo scuotimento solo da pochi.
Buona giornata
437 Faglia Laga Giulia Levi L'aquila (AQ) 05-07-2009
Quesito:
Salve, non so quali siano i tempi tecnici magari è presto, mi chiedevo comunque se a distanza di due giorni ci sono dati che indicano se la scossa di m.g. 4.1 di venerdì è stata generata dalla Faglia di Paganica o da un altra.Inoltre a proposito della faglia dela Laga, un eventuale forte terremoto avrebbe effetti sull'Aquila tipo quelli del 6 Aprile? O sarebbe più attenuato?
Buona domenica
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-05 11:19:27
Gentile Signora Levi,
un terremoto di magnitudo 4.1 è legato ad una rottura sismogenetica su un piano di faglia di dimensioni molto limitate. E' difficile attribuire una rottura così piccola a una o a un'altra faglia principale o anche a una faglia minore, non in grado di generare terremoti più forti. Dato l'epicentro, non mi sembra che questo evento sia legato alla faglia di Paganica.
Per quanto riguarda la seconda domanda, il numero di variabili che condizionano il moto del suolo in un determinato punto è talmente ampio che occorrerebbero studi ad hoc per risponderle. Basti citare il fatto che - magnitudo dell'eventuale forte terremoto a parte - l'alternativa tra una propagazione della rottura sismogenetica da sud verso nord o da nord verso sud cambiarebbe il quadro in maniera sostanziale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
436 magnitudo massima Bruna Torrini Pratola Peligna (AQ) 04-07-2009
Quesito:
Buonasera, potrei sapere se la faglia che si è attivata il 6 aprile all'aquila si è attivata con la massima magnitudo e quindi qual è la massima magnitudo prevista per tale faglia? grazie anticipatamente per la risposta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-05 11:21:23
Gentile Signora Torrini,
l'argomento in questione è oggetto di studi in corso. La magnitudo del teremoto del 6 aprile è comunque compatibile con la dimensione del segmento di faglia attivatosi, cioè con la dimensione di quella che noi chiamiamo faglia di Paganica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
435 tempo ritorno Francesca Volpi Perugia (PG) 04-07-2009
Quesito:
Buongiorno,vorrei conoscere il periodo di ritorno per la Garfagnana,tenendo come riferimento il sisma del 1920.
Grazie e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-05 11:31:18
Gentile Signora Volpi,
non sono disponibili studi che definiscano il tempo di ricorrenza per l'attivazione delle faglie della Garfagnana. In genere, si tende a considerare il settore settentrionale del sistema di faglia della Garfagnana come quello che avrebbe generato il terremoto del 1920. Al settore meridionale, invece, non sembra sia possibile attribuire terremoti storici.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
434 CORVARO Angelo Lelli Borgorose (RI) 04-07-2009
Quesito:
Siamo ubicati a 18 km ad ovest dell'epicentro del 6 aprile, e fortunatamente non abbiamo subito grandi danni.La cosa appare strana vista la vicinanza dall'epicentro, mentre ho sentito di danni a distaqnze ben maggiori. Questo significa che nel nostro comune il rischio sismico è leggermente inferiore a quello dei comuni sulle faglie?Ci sono faglie che interessano direttamente il comune di Borgorose? Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-05 11:27:17
Gentile Signor Lelli,
non conosco nel dettaglio la geologia del sottosuolo di Borgorose. Si tratta di uno dei tanti aspetti sostanziali per chiarire le ragioni dei limitati effetti. La zona ove Lei risiede, la piana di Corvaro, è bordata da una faglia che interessa i versanti occidentali del Velino e dei Monti della Duchessa. Non c'è omogeneità di vedute tra i ricercatori in riferimento al fatto che tale faglia sia da considerarsi attiva o meno.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
433 terremoto Giuseppe Ferretti Introdacqua (AQ) 04-07-2009
Quesito:
Ancora in questi giorni si avvertono scosse sismiche a l'aquila.
Per favore vorrei sapere se questo terremoto puo' influire sulle faglie del monte morrone e maiella?
Se si dovesse verificare tale problema si potrebbe verificare un secondo forte sisma a breve tempo nel capoluogo peligno?
Grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-04 09:23:21
Gentile Sig. Ferretti,
come ricordato in risposte a quesiti dei giorni passati, l'attuale processo sismogenetico interessa prevalentemente due faglie: quella di Paganica, responsabile del terremoto del 6 aprile, e quella della Laga. L'attivazione con forti eventi sismici (es. 6 aprile) può perturbare il campo degli sforzi che agisce su faglie adiacenti, aumentando la probabilità di attivazione. Il fenomeno è meno significativo per faglie non adiacenti a quelle attivatesi. Le faglie che Lei cita non sono adiacenti a quelle responsabili del processo sismogenetico in corso. In base alle conoscenze disponibili, ritengo poco probabile una relazione di causa-effetto tra sismicità in corso e attivazione di faglie nell'Abruzzo meridionale. Cio' premesso, è importante non dimenticare che la faglia del Morrone e quella Maiella-Porrara sono da considerarsi attive e potenzialmente in grado di generare forti terremoti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
432 parere dell'ingv su ultima scossa Marina Tozzi Sulmona (AQ) 03-07-2009
Quesito:
Gentile Ingv nel ringraziarvi per il lavoro svolto e il grande sostegno informativo che mettete a nostra disposizione vorrei chiedere un approfondimento sulle dichiarazioni del dott.re Galadini che ad un giornale on line abruzzese ha detto di essere preoccupato soprattutto per quanto sta avvenendo in prossimità del distretto sismico monti reatini.Quali faglie sono interessate a questa nuova situazione? e soprattutto c'è una relazione tra il distretto citato e il bacino di Sulmona?
Infinitamente grazie e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-03 19:20:40
Gentile Signora Tozzi,
credo sia ormai chiaro a tutti che da quasi tre mesi stiamo assistendo ad una sequenza sismica con terremoti di (in genere) piccola magnitudo che interessano la cosiddetta faglia della Laga e, forse, faglie minori più ad ovest. Ora, come gia' scritto in risposta a quesiti dei giorni passati, nessuno è in grado di dire quale può essere l'evoluzione di un processo sismogenetico come quello in atto: può terminare come è iniziato o può evolversi con rilasci di energia maggiori. E' del tutto normale che la semplice e magari remota possibilità che si verifichi un terremoto più forte desti preoccupazione. Cio' detto, direi che siamo lontani dal bacino di Sulmona e la faglia della Laga non è adiacente ad alcuna di quelle di diretto interesse per l'area peligna.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
431 Quale faglia? Giula Levi L'aquila (AQ) 03-07-2009
Quesito:
Pongo l'occasione di un'altra domanda dott. Stucchi per ringraziarla per la solidarietà e la comprensione:
-la scossa di mg.4.1 di oggi è stata generata sempre dalla faglia di paganica o da un altra?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-03 17:45:13
non abbimao ancora dati sufficienti. Tenga pero' presente che un terremoto di questa energia interessa una porzione di faglia dell'ordine di quache centinaia di metri di lunghezza al massimo.
Buona giornata
430 in rif alla mia n.411 Adelindo Paolucci L'aquila (AQ) 03-07-2009
Quesito:
grazie per l'appendice del 30 06 alla prima risposta del 28 06. oggi 3 luglio il quesito 411 mi pare, purtroppo più attuale ed inquietante. incrociamo le dita. cordialità. abbiate pazienza, ma siamo una popolazione di disperati.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-03 16:33:10
Esprimo tutta la mia comprensione e il mio dispiacere per il fatto che alla popolazione italiana non viene spiegato, a partire dalle scuole, che cosa siano i terremoti, quali sino le zone a maggior pericolosità, quanto possa durare una sequenza di repliche. Senza dimenticare il problema principale, ovvero che gli edifici si possono costruire in modo da resistere ai terremoti.
Buona giornata
429 Nuove Scosse Aquilano Giula Levi L'aquila (AQ) 03-07-2009
Quesito:
Salve,
comprendo dalle vostre risposte che forse siete stanchi di ricevere sempre le stesse domande dalle stesse persone e di ripetere cose già dette. Vi prego di considerare che attualemente siete l'unico organo di informazione in un paese come l'Italia che non crea una cultura del terremoto. Noi disgraziati cittadini dell'Aquila abbiamo bisogno di capire il più possibile, se si tratta di una materia molto tecnica e forse per questo vengono ripetuti i quesiti.Detto questo vi prego, di cercare di rispondere, pur avendo capito in tutte le salse che i terremoti non si prevedono, come bisogna considerare la sequenza di oggi 3.4,3.6 ,4.1 Aq?Graz
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-03 14:16:25
Gentile signora,
è vero che in Italia non c'è una cultura del terremoto. E' altresi' vero che in tempo di "pace" pochi sono interessati a questa cultura. E che in tempo di "terremoto" la maggior parte vuole sapere che cosa succederà, cosa che rappresenta solo una parte della suddetta cultura. Se si studiasse qualcosa prima saremmo meno impreparati e sapremmo da prima che le repliche di un terremoto come il vostro possono durare parecchi mesi.
Le sezioni INGV di Roma e in particolare il Centro Terremoti fanno del loro meglio per fornire le informazioni su quello che accade. Le interpretazioni sono più difficili.
La sequenza odierna dovrebbe rientrare nel decorso della sequenza avviata il 6 aprile. Il condizionale e' d'obbligo.
Le repliche del terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 andaranno avanti per più di due anni; anche forti. Quelle del terremoto di Sumatra continuano ancora adesso.
Mi spiace non poter fare di più e le assicuro tutta la nostra solidarietà, che non fa molto, mi rendo conto.
Buona giornata comunque.
428 irpinia Salvatore Amadio Napoli (NA) 03-07-2009
Quesito:
Buongiorno
Vorrei sapere se i terremoti dell' irpinia basilicata del 1694 - 1980 sono stati generati dalla stessa faglia e se è prevedibile un periodo di ritorno di circa 280 anni .
sempre su suddetti terremoti vedo dalle figure del vostro database che hanno un dislocamento dei danni che si sviluppa più su una linea che all'interno di un cerchio. Non è questa un anomalia in fatto di terremoti?

Buona giornata
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-03 12:28:27
Per la prima domanda la risposta è molto probabilmente no.
Il peiodo di ritorno non è definibile, ,a dovrebe essere superiore a quanto da lei proposto.

Per la seconda domanda la risposta è no, non è una anomalia. I danni si verificano in corrispondenza dei centri abitati che non sono disposti a caso ma in genere in corrispondenza delle valli.

Buona giornata
426 terremoto Franco Passalacqua Bugnara (AQ) 01-07-2009
Quesito:
sappiamo che il territorio di sulmona e' una zona molto a rischio di eventi sismici.
vorrei sapere sempre permettendo la vostra cortesia se ci sono delle faglie attive nei pressi della polveriera di campo di fano (AQ).
grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-07-19 11:05:07
Gentile Signor Passalacqua,
mi scuso per il ritardo della risposta: tra i tanti quesiti, ogni tanto succede di perderne uno ... Dunque, come sa la conca di Sulmona è legata all'evoluzione della faglia del Morrone: dalla parte opposta del bacino rispetto alla zona di cui Lei scrive. In sostanza, non mi risulta ci siano faglie significative dal punto di vista dell'attività recente o del potenziale sismogenetico a ridosso della località "Campo di Fano".
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
425 RICOSTRUZIONE ABITAZIONI CIVILI Evangelos Alexandris L'aquila (AQ) 01-07-2009
Quesito:
Buon mese e speriamo tranquillo! L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è chiamato a contribuire nella fase di ricostruzione dell'Aquila? Nel momento in cui ingegneri ed architetti verificano i danni delle nostre abitazioni e calcolano i costi degli interventi di recupero, si prendono in considerazione le previsioni di altissima sismicità della conca aquilana diramate dal Vs Ente, anche tramite questa utilissima bacheca, con opportuna modifica strutturale dei palazzi per cui si dovrà spendere denaro pubblico per ricostruire?
Grazie per la partecipazione e l'impegno profuso!
Risponde Carlo Meletti il 2009-07-01 12:03:03
Il contributo del nostro Ente ha già portato alla mappa di pericolosità sismica e a tutte le valutazioni che sono state recepite dalle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008. Tutta la progettazione della ricostruzione deve tenere conto di queste indicazioni (è obbligatorio a partire proprio da oggi) ma anche degli studi di microzonazione sismica (che servono a individuare le aree migliori per la ricostruzione) che sono in corso in Abruzzo e ai quali INGV sta contribuendo.
Buona giornata
424 CICOLANO Paola D'arcangeli Fiumicino (RM) 01-07-2009
Quesito:
HO APPENA ACQUISTATO UNA CASA DI NUOVA COSTRUZIONE IN CEMENTO ARMATO A BORGO SAN PIETRO FRAZIONE DI PETRELLA SALTO PROVINCIA DI RIETI E' IL PAESE DI MIO NONNO VORREI ANDARE A VIVERCI SO CHE QUELLA ZONA "CICOLANO" E' CONSIDERATA ZONA SISMICA A RISCHIO UNO CIOE' MOLTO ELEVATO IL COSTRUTTORE MI HA RASSICURATO MA SONO SPAVENTATA POTETE DARMI INFORMAZIONI GRAZIE PER IL VOSTRO LAVORO E' COMPLIMENTI.
PAOLA D'ARCANGELI
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-07-01 19:42:26
La sua zona e' sismica, certamente:

zonesismiche.mi.ingv.it

Sulla qualità e la resistenza della sua abitazione non possiamo dire nulla.

Buona serata
423 Prevedibilità terremoti Alessio Albani L'aquila (AQ) 30-06-2009
Quesito:
Ieri leggevo un'articolo del "Centro" datato Ottobre '97 dove l'allora direttore dell'istituto di geofisica dichiarava che nel primo decennio del 2000 si sarebbe verificato un forte terremoto con epicentro nella provincia dell'Aquila.A quanto pare non si sbagliava..Perchè allora la popolazione dell'Aquila,quando è iniziato lo sciame sismico,non è stata messa a conoscenza del fatto che poteva avvenire un forte terremoto?
Come mai se già nel 1997 si sapeva della possibilità di un forte terremoto nessuno si è preoccupato di effettuare 1 sola esercitazione di evacuazione?Perchè non si sono effettuate analisi geotecniche e strutturali? Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-30 22:03:05
Gentile Sig. Albani,
e' il quinto quesito che Lei pone al personale INGV della Sezione di Milano-Pavia (gli altri sono numerati con 323, 327, 389 e 408). Ora, credo Lei abbia ben capito che noi rispondiamo, facendo divulgazione, su questioni attinenti la ricerca scientifica in campo sismologico. Io tendo a separare rigidamente quanto riguarda la ricerca dalle scelte in materia di protezione civile. A me sembra che la domanda che Lei pone andrebbe inviata ad altro ente.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
422 A quanti Km Martina Bartolini Terni (TR) 30-06-2009
Quesito:
Se dovesse accadere una scossa forte tipo quella del 6 aprile sui monti reatini , a Terni che sta a circa 45 km in linea d'aria causerebbe danni gravi? si sentirebbe molto forte?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-30 21:25:31
Gentile Signora Bartolini,
gli effetti nel cosiddetto "campo lontano" di un terremoto di magnitudo forte o moderata sono condizionati da un numero notevole di variabili, quali la direttività della rottura sismogenetica, l'attenuazione del moto del suolo, le caratteristiche della risposta sismica locale, ecc ... Per questo motivo occorrerebbero studi dedicati a questo specifico problema, facendo simulazioni, scenari a partire dall'ipotesi che si attivi una determinata sorgente sismogenetica. Non conosco studi di questo tipo che possano aiutarmi a risponderle. E' banale dire che i problemi principali sarebbero certamente in altri luoghi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
421 Veroli Massimo Palmerini -- 30-06-2009
Quesito:
Dott. Fabrizio Galadini,
La ringrazio per la risposta alla e-mail precedente. La zona del comune di veroli è classificato come zona sismica 2. Visto che non ci sono studi approfonditi per tale zona tale risultato è quindi dato solo dalle registrazioni di sismi avvenuti in tempi passati e non dalle reali ipotesi di eventi sismici?
Spero vivamente che lo stato possa finaziare ancora di più la vostra ricerca in modo da mettervi in condizioni di lavorare più serenamente e potenziare sempre più il Vostro prezioso lavoro.

Cordiali saluti.
Ing. Palmerini Massimo
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-30 11:19:56
Gentile signore,
la classificazione dei comuni italiani avviene sulla base degli studi che puo' trovare su

zonesismiche.mi.ingv.it

e di successivi approfondimenti regionali, come nel caso del Lazio.

Buona giornata
420 faglia campo imperatore Domenico Borgheggiani -- 29-06-2009
Quesito:
Ho letto negli ultimi quesiti che la falia di campo imperatore è pericolosa. In paese avevo saputo della sua esistenza ma tutti dicevano che era innocua. Ora però sono preoccupato. Qual'è la realtà che ci aspetta? abito a farindola, piccolo paese ai pendici del gran sasso (famoso per il pecorino) che dista non molto da campo imperatore, ho letto anche che c'è un altra faglia sul monte camicia..anche questa può generare terremoti? forti?
Vi ringrazio in anticipo
e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-29 21:47:41
Gentile Signor Borgheggiani,
quando parliamo della faglia di Campo Imperatore, intendiamo una struttura che interessa il fianco meridionale della catena del Gran Sasso, che credo comprenda il segmento di faglia del Monte Camicia che Lei cita. Certamente si tratta di una faglia attiva potenzialmente in grado di generare forti terremoti, presumibilmente con tempi di ricorrenza piuttosto lunghi (secoli o addirittura millenni).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
419 terremoto 1841 Antonio Colasante -- 29-06-2009
Quesito:
Buonasera
Vorrei sapere se è possibile che la faglia del morrone possa essere la causa del terremoto del 1841 nei pressi di Sulmona. In caso contrario , quali sono le altre faglie conosciute all'interno dell'area maiella , e in particolare quelle che causarono i terremoti del 1841 e del 1905 a Sulmona.

Cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-29 21:43:34
Gentile Signor Colasante,
come visibile sul nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08, il terremoto del 1841 è stato responsabile di danni fino al VII-VIII grado della scala Mercalli nella valle dell'Aventino (Taranta Peligna). E' possibile che sia stato generato dalla stessa faglia che ha causato il terremoto del 1933, diciamo una struttura sismogenetica che interessa il fianco meridionale della Maiella.
Per quanto riguarda il terremoto del 1905, sebbene l'epicentro sia proprio all'interno della conca di Sulmona, si tratta di un evento con informazioni storiche non tali da permetterne l'attribuzione ad una specifica faglia. Anche la magnitudo non è così elevata da consentire di associare questo evento ad una faglia attiva nota.
Perché l'associazione di un terremoto non recente ad una specifica faglia attiva possa essere fatto sulla base della comparazione tra la distribuzione del danno e la geometria della faglia o su basi geologiche (la paelosismologia di cui si è parlato in risposta a quesiti dei giorni precedenti) è necessario che si tratti di eventi sismici con magnitudo almeno superiore a 5.5-6.0.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
418 faglie valle del liri Massimo Palmerini -- 29-06-2009
Quesito:
Nella conca del sorano (valle del Liri) sono presenti faglie attive? La sua attività è collegata in qualche modo con la valle roveto che si congiunge fino ad Avezzano?
Il mio comune, Veroli (FR), è stato epicentro di un sisma nel 1931 con Mw 4.9. Da quale faglia fu generato? essa è ancora attiva?
Ringrazio anticipatamente ed auguro a tutti buon lavoro.
Grazie per l'attività di ricerca.
Massimo
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-29 21:28:54
Gentiel Signor Palmerini,
nel Sorano è certamente presente almeno la faglia attiva che ha generato il terremoto del 1654. Purtroppo, per la zona in questione non sono ancora disponibili studi mirati all'identificazione delle faglie attive.
Per quanto riguarda il suo terremoto di Magnitudo 4.9, è difficile poter dire quale faglia lo abbia generato. Anzitutto è un terremoto piuttosto piccolo per essere dirtettamente associabile ad una faglia con chiara espressione in superficie. Poi il problema è reso più difficile dalla mancanza di moderne registrazioni strumentali, ad esempio delle cosiddette "repliche", che consentono di determinare la geometria della faglia sismogenetica che ha generato il sisma principale.
Non rimane che sperare nei risultati di studi dedicati alla sua zona.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
415 Nuovo sciame sismico in zona Montereale Paola Natale -- 29-06-2009
Quesito:
Buongiorno, ho letto questa mattina una dichiarazione dell'Invg relativa al nuovo sciame sismico nella zona di Montereale nei Monti Reatini. Detto sciame desta particolare attenzione (Ingv) perchè nel 1703 ha generato un sisma più forte di quello aquilano e perchè è adiacente alla faglia che ha provocato il sisma del 6/4/2009. Alla luce di questi nuovi eventi vorrei sapere se un forte sisma della zona di che trattasi portà interessare anche il comune di Popoli (PE).Grazie per la risposta e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-29 14:47:06
Gentile Signora Natale,
la valutazione degli effetti di un terremoto in una determinata area, nota la geometria della faglia che causa il terremoto stesso, si può fare con studi ad hoc, con prodotti finali noti come "scenari di scuotimento". In mancanza di questi, posso soltanto dire che è assai probabile che un forte terremoto all'interno della catena appanninica laziale-abruzzese possa essere avvertito un po' ovunque in Italia centrale, Popoli compreso. Quanto alla possibilità che si verifichino danni (comunque non paragonabili a quelli dell'area epicentrale), non so rispoderle: occorrerebbero analisi dettagliate.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
414 meccanismi focali M<4.0 Paolo Pitzianti -- 29-06-2009
Quesito:
Buongiorno Fabrizio,
sono un geologo residente a Palena.
Vi ringrazio per il prezioso servizio offerto sulle tematiche dei terremoti.
Vorrei chiederti se sono disponibili, nel vostro sito o in altre parti, i meccanismi focali degli eventi con una Ml<4.0 poiché nel dettaglio degli eventi ci sono solo quelli di magnitudo più forte.
Vorrei sapere quali possibili piani di faglia hanno interessato il Bacino di Sulmona negli ultimi mesi e la zona di Palena con l'evento del 27-04-09 ubicato già nell'alloctono molisano e difficilmente inquadrabile (almeno per me).
Grazie
Cordiali Saluti
Paolo Pitzianti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-29 21:22:25
Caro Paolo,
non mi risulta (ma potrei non possedere informazione completa, in considerazione che è il Centro Nazionale Terremoti ad occuparsi della sismicità corrente) che siano disponibili i meccanismi focali dei terremoti più piccoli.
La sismicità che ha interessato la zona di Sulmona, considerando che si tratta comunque di eventi di magnitudo relativamente bassa, non è facilmente riferibile ad uno specifico piano di faglia. Ricordo che gli eventi nel settore Cansano-Pettorano erano forse inquadrabili nell'ambito della chiusura del segmento di faglia del Morrone. Ma certamente questa attribuzione non è da considerarsi conclusiva. Lo stesso dicasi per il terremoto con M 3.0 nella zona di Palena. Impossibile dire quale faglia lo abbia generato, considerata la scarsa magnitudo e - di conseguenza - la limitatezza della rottura sismogenetica. Dopo di ciò si può comunque notare che l'epicentro si trova in una zona che nel 1933 è stata interessata da un terremoto di M 5.6-5.7. Oggi si tende ad attribuire questo evento all'attivazione di rampe laterali del sistema compressivo più esterno alla Maiella (Casoli, per intenderci).
Cordiali saluti,
Fabrizio
413 sciame di "preavviso" Alessia Di Loreto -- 28-06-2009
Quesito:
Salve, sono una studentessa dell'università dell'Aquila e ho vissuto dalla sera 16/01/09 lo sciame sismico con una certa tranquillità, perchè di certo non immaginavo il disastro a cui andavamo incontro. Di recente ho letto che tutti i terremoti violenti nella zona appenninica del centro sud sono stati sempre preceduti da sciami sismici più o meno lunghi, mentre nel nord le faglie tendono a provocare da subito una violenta scossa senza nessuno "sciame di preavviso". Volevo sapere se questa notizia è vera e se nella zona di Sulmona potremmo aspettarci qualche scossa di allerta prima della violenta scossa che ci hanno profetizzato. La ringrazio
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-28 21:59:46
Gentile Signora Di Loreto,
eviterei di commentare quanto scritto o "profetizzato" da altri. Peraltro, non conosco i testi cui Lei fa riferimento. La invito, però, a leggere alcune delle ca. 400 risposte ai quesiti dei giorni passati. In questo modo potrà Lei stessa farsi un'idea di quanto è stato divulgato su queste pagine in merito alle caratteristiche sismogenetiche dell'Appennino abruzzese.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
412 Bacino di Sulmona Alfredo Di Cosmo -- 28-06-2009
Quesito:
Buona sera e grazie per il vostro lavoro.
Volevo chiedervi se eravate a conoscenza che da un po' di tempo nel bacino in oggetto la popolazione sta avvertendo scosse di terremoto piu' precisamente ci è stato detto in una trasmissione da geologi dell'Università di Chieti che si tratta delle località Pacentro Cansano.Il Messagero riportava un articolo dove il geologo Antonio Mancini denunciava il fatto che la zona di Sulmona è abbandonata a se stessa sempre in riferimento alle suddette scosse.
Perchè non si ha alcuna notizia ufficiale visto che la gran parte dei geologi intervistati ritengono il fatto preoccupante?
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-28 21:53:22
Gentile Signor Di Cosmo,
l'ufficio INGV preposto al monitoraggio della sismicità in corso è il Centro Nazionale Terremoti (raggiungibile telefonicamente a partire dal centralino 06-518601). Lei, invece, ha posto un quesito sul sito della sezione di Milano-Pavia. Può anche consultare il sito del CNT http://iside.rm.ingv.it/. Potrà vedere che gli eventi recenti (peraltro molto piccoli) più vicini agli abitati di cui parla si trovano piuttosto a sud, Cinquemiglia-Pizzalto e a ovest (Gioia dei Marsi-Passo del Diavolo). Per il resto, non siamo usi a commentare quanto detto o scritto da altri colleghi.
Cordialmente
Fabrizio Galadini
411 SCOSSE A NORD DI CAMPOTOSTO (monti reatini) Adelindo Paolucci -- 28-06-2009
Quesito:
Salve prof. Galatini, rieccomi qui dopo aver cercato di leggere un pò tutte le sue risposte, per evitare di farle rispondere su cose già dette. Leggo tra le righe delle Sue risposte che anche Lei non se la sente di rassicurare su questa, a mio avviso preoccupante serie di scosse a nord della faglia del 6 aprile. La protezione civile e i suoi geologi rassicurano, e parlano di sciame calante nella norma. Il mio "fiuto" mi dice che non è così. Si spinga un pò oltre anche Lei e diciamo alla gente di stare un pò all'aria aperta, è estate ormai fa anche bene alla salute. CORDIALITà
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-28 16:16:24
Gentile Sig. Paolucci,
io non posso fare altro che limitarmi alle mie competenze che in un campo di ricerca così complesso sono - per forza - da definirsi minime rispetto a tutto quello che ci sarebbe da sapere (per capire). Non ho competenze - né desidero averne - nel campo della protezione civile. Del processo sismogenetico in atto si è detto molto. Che i terremoti interessino una faglia attiva nota in letteratura e potenzialmente in grado di generare eventi sismici più forti è stato detto più volte. Ma ciò non consente di ipotizzare che il processo sismogenetico in corso porterà un forte terremoto.
Il resto, le scelte in termini di azioni verso la popolazione, non rientrano nelle attività dell'INGV.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-30 21:31:10
Gentile Sig. Paolucci,
mi permetta di tornare ancora sul problema da Lei sollevato, per ricordare che comunque INGV ha regolarmente comunicato a DPC i dati sulla sismicità in corso ed anche ipotesi sull'evoluzione del processo sismogenetico in atto che comprendono anche la possibilità che si verifichi un terremoto più forte di quelli che stanno interessando in questi giorni la zona della Laga.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
410 Durata Terremoti Corrado Battistone -- 28-06-2009
Quesito:
Buondì,
volevo chiedere gentilmente da cosa dipende la durata di un terremoto, visto che mi sembra molto importante anche rispetto alla sua distruttività, perchè non viene riportata su ingv?
Una considerazione: mi sembra leggendo le risposte precdenti che l'Aquila abbia sotto una bomba ad orologeria ci sono altre città o situazioni simili, è giusta l'impressione?
Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-29 15:08:41
La durata dipende in larga misura dalla energia rilasciata ed è importante solo per gli eventi molto forti.

Ci sono molte zone esposte ad alta pericolosità sismica

zonesismiche.mi.ingv.it

anche se non userei l'espressione da lei usata.
Buona giornata
408 Faglie di Pettino e Monte Marine Alessio Albani -- 27-06-2009
Quesito:
Ciao,
volevo chiedervi:

1)Le faglie di Pettino e del Monte Marine sono faglie attive o silenti?
2)Storicamente in quali altri terremoti sono state interessate?
3)Hanno subito deformazioni dopo il sisma del 6 Aprile,sono state coinvolte nel sisma?
4)E' sicuro che il terreno sopra le due faglie di Pettino e Marine e nelle zone limitrofe è di scarsa qualità dal punto di vista geologico?
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 22:51:26
Gentile Alessio,
le risposte alle tue domande puoi trovarle nei quesiti dei giorni passati. Comunque, quando noi si dice "faglia silente" si intende una faglia attiva cui non siano riferibili terremoti storici riportati nel catalogo. Un esempio sono le faglie di Assergi e Campo Imperatore. A Pettino e Monte Marine è attribuibile, riteniamo, il terremoto del 2 febbraio 1703. In base a quanto sopra, non sarebbero "silenti". Non sembrano essersi attivate col terremoto del 6 aprile. Non conosco le caratteristiche geotecniche dei terreni sui versanti dei monti Pettino e Marine. Si tratta in gran parte di depositi di versante piuttosto comuni nell'Appennino abruzzese. Il problema - credo tu ti riferisca a questioni legate all'edificabilità - non è da ricercari nelle caratteristiche dei terreni su cui sarebbero da fondarsi gli edifici, quanto piuttosto nel fatto che forse bisognerebbe evitare di costruire in corrispondenza di faglie attive, lungo cui si potrebbe avere - ad esempio - lo spostamento verticale delle fondazioni. Tuttavia, non ci sono in Italia regole che limitino l'edificazione a scopo abitativo a ridosso delle emergenze delle faglie attive.
Ciao
Fabrizio Galadini
406 Percolosità Faglie Giulia Levi -- 27-06-2009
Quesito:
Buongiorno,
è inquietante che le faglie di Pettino e Monti Marine possano dare vita a terremoti di così grave intensità la città dell'Aquila sarebbe rasa davvero al suolo, mi consola che i tempi di ritorno siano così ampli anche se so che non si tratta di un giudizio scritto sulla pietra.
Le pongo un ulteriore domanda,sulla base degli studi paleosismologici quali sono le faglie dell'Aquila più pericolose tra le 7 in termini di magnitudo ma sopratutto che hanno tempi di ritorno che possono manifestarsi nel nostro secolo?
Grazie ancora per la disponibilità penso che il miglior modo per attenuare la paura del terremoto sia informarsi.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 22:56:21
Gentile Signora Levi,
forse Laga, Media Valle dell'Aterno e Assergi-Campo Imperatore. Ma non so se si attiveranno o meno con forti terremoti in questo secolo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
405 Epicentro e Ipocentro Corrado Battistone -- 27-06-2009
Quesito:
Gentile Dr.,le pongo due domande:
1)Esiste una differenza tra epicentro e ipocentro?
2)In relazione al sisma del 6 Aprile, considerando che l'ingv riporta come epicentro Roio e Collimento apparententemente non vicinissime a Paganica dove si trova la faglia, come si determina il collegamento geografico?
Grazie e Buona Giornata.
Risponde Carlo Meletti il 2009-06-27 16:30:54
L'ipocentro è il punto in profondità in cui inizia la rottura della faglia che provoca il terremoto. L'epicentro è la sua proiezione sulla superficie.
A Paganica si osserva l'emersione in superficie della faglia, ma considerando che la faglia non è verticale, ma è inclinata verso sud-ovest, a 8-9 chilometri di profondità l'ipocentro (che è sulla faglia) non si trova sotto Paganica ma è spostato verso sud-ovest. Questo spiega quello che può sembrare una incongruenza ma che è invece la corretta localizzazione di un terremoto lungo la struttura che lo genera.
Buona giornata
404 scosse monti reatini Guido Federici -- 26-06-2009
Quesito:
Mi sta preoccupando particolarmente la sequenza sismica che si sta verificando in questi giorni e oggi più che mai, visto che alle ore 20:00, se ne sono registrate gia'n°13 di magnituto tra 2 e 3.4 mi riferisco ai monti reatini e monti della laga.Io abito ad Ascoli Piceno le ripercussioni di un eventuale sisma del 6.2 ml sui monti della laga cosa provocherebbe nella mia citta'?
Grazie anticipatamente per la risposta e Buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:48:07
Gentile Signor Federici,
stabilire gli effetti di un terremoto in una città significa avere fatto uno studio dedicato, uno scenario di danno. Non conosco studi di questo tipo, quindi non sono in grado di rispnderle. Presumo che gli effetti potrebbero essere anche al di sopra della soglia del danno, ma presumo anche che i maggiori problemi interesserebbero altri abitati.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
403 terremoto Gianni Di Placido -- 26-06-2009
Quesito:
abito nella zona di introdacqua (AQ) e sono molto preoccupato di queste scosse sismiche. sappiamo che prevedere i terremoti in anticipo e' impossibile,ma il territorio di introdacqua puo' essere molto a rischio? grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:44:02
Gentile Signor Di Placido,
si è trattato molto, nei quesiti dei giorni precedenti, dei possibili effetti dell'attivazione della faglia del Morrone o di quella della media valle dell'Aterno. E' chiaro che in entrambi i casi, per forti terremoti, il danno interesserebbe anche Introdacqua. Vero è che il paese sembrerebbe risentire dei terremoti meno di quanto ne risentano altri abitati dell'area. Al proposito della storia sismica di Introdacqua, può consultare il nostro database DBMI al sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
401 tempi di ritorno faglia Pettino Giulia Levi -- 26-06-2009
Quesito:
Gentilemente, in relazione alla domanda 398 sui tempi di ritorno della Faglia di Pettino che ha provacato il terremoto del 1703 (che magnitudo era?),non ho capito quali potrebbero essere, anche se probabilisticamente.
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:38:19
Molti secoli, forse più di mille anni (ma per un terremoto come il 1703). Queste sono le indicazioni che vengono da un tipo di indagini che si chiamano paleosismologiche.
Buonanotte
Fabrizio Galadini
400 Faglie attive Giulia Levi -- 26-06-2009
Quesito:
gentile Dott.Galadini,
in merito alla risposta precedente, le faglie attive che potrebbero interessare l'Aquila sono 6 o 7. Facendo mente locale mi vengono in mente:
1-Pettino, 2-Laga, 3-Valle dell'Aterno,4-Sirente-Velino,5-Morrone?mi aiuta? quali sono le altre due?
Seconda domanda,quali più recenti terremoti (anche si tratta di secoli)sono stati causati dalle faglie della Valle dell'Aterno e della Laga?Quale magnitudo considerando la storia potrebbero scatenare?La stavate studiando perchè erano sialenti da tempo?
Ringrazio per il lavoro prezioso di informazione e divulgazione.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:36:27
Gentile Signora Levi,
le faglie sarebbero:
1) Pettino; 2) Monte Marine; 3) Laga; 4) Assergi-Campo Imperatore; 5) Media Valle dell'Aterno; 6) Ovindoli-Pezza-Campo Felice-Colle Cerasitto e, ovviamente, 7) Paganica. Tenga presente che molto probabilmente Pettino e Marine si sono mosse insieme nel 1703. Non si hanno indicazioni storiche sull'attività della faglia della media valle dell'Aterno. La parte settentrionale della faglia della Laga potrebbe avere generato il terremoto del 1639. Entrambe le faglie potrebbero generare terremoti con M 6.5-6.7. Le faglie erano oggetto di studio nel quadro dell'approfondimento delle caratteristiche del comportamento sismogenetico della regione abruzzese.
Dato che si tratta del quattrocentesimo quesito, anziché i soliti "cordiali saluti", le invio la buonanotte,
Fabrizio Galadini
399 terremoto Gianni Sciamanna -- 26-06-2009
Quesito:
sono un ragazzo che abita a castignano in provincia di ascoli piceno, vorrei sapere se con queste scosse dei monti reatini potra' succedere come un terremoto forte come l'aquila grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:21:33
Caro Gianni,
non è possibile stabilire l'evoluzione di un processo sismogenetico come quello in atto. I terremoti non si prevedono. Può darsi che la sequenza sismica in corso termini come è iniziata, oppure che il fenomeno si evolva con eventi sismici di energia maggiore.
Un saluto,
Fabrizio Galadini
398 1703-1709 Donato Ferrini -- 26-06-2009
Quesito:
In relazione al quesito n°389 dove si dice che il terremoto del 1703 ha tempi di ritorno molto lunghi,si può affermare (sempre con un po' di cautela) che lo stesso discorso può esser fatto per quello della maiella del 1706 che pure fu molto forte, e che quindi la ripetizione di quello schema non ci sarà in tempi brevi?

Buona giornata
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-26 16:23:53
Gentile Signor Ferrini,
i dati acquisiti per il terremoto del 1703 vengono da indagini paleosismologiche effettuate lungo la faglia che l'ha causato. Si tratta di scavi geognostici realizzati in corrispondenza dell'espressione in superficie della sorgente sismogenetica. La sorgente del terremoto del 1706, invece, non è stata ancora identificata. DIi conseguneza nemmeno sono disponibili studi paleosismologici utili a definire un tempo di ricorrenza. Le ricerche nell'area peligna sono in corso ...
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
397 sisma appenino maceratese Samuela Simoncini -- 26-06-2009
Quesito:
Salve, nel ringraziarla in anticipo per l'attenzione e fermo restando la non prevedibilità di un evento, il ricordo del sima del 97 e l'attuale nell'aquilano-monti della laga-monti reatini, le chiedo gentilmente informazioni mi merito al sisma di cui all'oggetto. Nello specifico ci sono faglie attive nella zona che possono generare eventi distruttivi? In che misura un' eventuale evento distruttivo nei monti della laga provochi danni nel maceratese (san severino marche)?
Mi perdoni per il doppio quesito ma le scosse percepite utimamente fanno più tremare l'animo che il suolo.Distinti saluti,Samuela Simoncini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:29:18
Gentile Signora Simoncini,
di terremoti come quello registrato la notte del 26 giugno nel Maceratese ce ne sono un numero impressionante nell'arco di un anno, un po' ovunque sul territorio italiano. La differenza è che adesso prestiamo attenzione anche ad eventi che normalmente ci avrebbero soltanto destato una curiosità minima.
Cio' detto, per valutare gli effetti che un eventuale terremoto originato dalla faglia della Laga potrebbe avere nella zona di San Severino, bisognerebbe fare uno studio ad hoc, produrre quello che viene chiamato "scenario di scuotimento". In mancanza di questo, è piuttosto evidente che i maggiori problemi, in caso di attivazione con forte terremoto della faglia della Laga, interesserebbero zone non prossime a San Severino.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
396 ultimi terremoti gran sasso e monti reatini Mariangela Alegi -- 25-06-2009
Quesito:
Ho visto che alle 23:00 c'è stato un altro terremoto sui monti reatini di 3.9 si possono classificare come assestamento anche questo tipo di scosse? Oppure ci dobbiamo aspettare una scossa più grande? Sono in relazione le scosse dei giorni scorsi del Gransasso e quelle dei monti Reatini? Un ultima cosa non ho capito se la faglia del M.te Marine si è attivata o no (mi interessa perchè che ho una casa a Pizzoli)Grazie per la disponibilità
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-27 00:17:42
Gentile Signora Alegi,
la scossa di M 3.9 si inquadra nel complesso processo sismogenetico che sta interessando l'Abruzzo settentrionale e il Reatino. E' possibile che anche questo evento, data la posizione epicentrale, possa riferirsi all'attività in corso della faglia della Laga. Non la chiamerei scossa di assestamento, non la inserirei nel quadro di quelle che i sismologi chiamano "repliche" di un terremoto forte. In effetti, nel caso della faglia della Laga, un terremoto molto forte non si è verificato. Al solito, è impossibile prevedere l'evoluzione di un processo sismogenetico. Può darsi, come scritto altre volte, che si continui ad avvertire e registrare questa sismicità "sbriciolata", oppure che il fenomeno si evolva con eventi sismici di maggiore energia.
La faglia del Monte Marine non sembra essersi attivata nel corso della sequenza sismica legata all'evento del 6 aprile. Essa sarebbe stata responsabile del terremoto del 2 febbraio 1703.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
395 info David Di Febo -- 25-06-2009
Quesito:
Se fossi un abitante di montereale...potrei stare tranquillo dopo sta serie di scosse in crescendo?
ml 3.3 e ml 3.9 tutte in serata...senza dimenticare lo sciame che da qualche giorno interessa la zona tra montereale e amatrice ..sono normali queste crisi o preludono a qcos altro ?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-26 13:01:41
Gentile Sig. Di Febo,
la preoccupazione attiene alla sfera personale, la traduzione in azioni idem, oppure a scelte di protezione civile. In entrambi i casi, l'INGV on ha voce in capitolo. L'Istituto le mostra cosa sta accadendo. Ne' - essendo un ente di ricerca - può fornirle ipotesi conclusive sull'evoluzione del processo sismogenetico in corso senza scadere nell'aribitrario.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
394 Tempi di ritorno Giulia Levi -- 25-06-2009
Quesito:
Salve, chiedo scusa se pongo domande a cui magari sono già state date risposte:
1)Quanto sono in tutto le faglie attive intorno all'Aquila o vicine che potrebbero causare gravi danni in città?
2)Considerati i tempi di ritorno quali sono quelle attive che potrebbero dar vita a forti terremoti anche se non si può stabilire quando?
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-26 11:05:39
Gentile Signora Levi,
invitandola a scorrere le risposte date nei giorni precedenti, le riporto in maniera sintetica che le faglie nella zona aquilana la cui attivazione potrebbe avere effetti sulla città sono 6 o 7. Stiamo seguendo con attenzione il processo sismogenetico che interessa in quessto momento la faglia della Laga. Stiamo anche studiando (da ben prima del 6 aprile) la faglia della media valle dell'Aterno.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
393 ripercussione faglia del morrone Alessandra Risio -- 25-06-2009
Quesito:
ringrandovi per il lavoro svolto vorrei chiedervi un chiarimento:lo sciame del distretto sismico del gran sasso potrebbe attivare anche la faglia del morrone? se cosi fosse quale grado potremmo aspettarci??? grazie ancora
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-26 10:59:48
Gentile Signora Risio,
nelle risposte ai quesiti dei giorni passati troverà quanto ripeto qui con altre parole. Non c'è adiacenza tra la faglia del Morrone e la faglia della Laga che nei giorni passsati ha rilasciato terremoti di magnitudo piccola e moderata. Quindi, la variazione del regime di sforzi che agisce nell'area della faglia del Morrone a causa dell'attività della Laga è, presumibilmente, poco significativa. Si tenga anche presente che le varazioni dello stress statico vengono valutate a partire dagli effetti di grandi terremoti (es. 6 aprile, che però è sulla faglia di Paganica), non a seguito di piccoli eventi (quelli della Laga).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
392 identificativo del punto della griglia di calcolo della pericolosità sismica Rita Milici -- 24-06-2009
Quesito:
Come libera professionista cerco il più possibile di stare al passo con le normative vigenti ed allora sto cercando di capire meglio la normatica antisimica che entrerà presto in vigore e mi chiedevo come faccio a trovare l'identificativo del punto della griglia di calcolo della pericolosità sismica di alcuni comuni (in particolare Patti e Tortorici in provincia di messina), o meglio come faccio a sapere se le coordinate di latitudine e longitudine che ho corrispondono al comune di mio interesse, in quanto non sempre i due valori, credo causa arrotondamenti, corrispondono.
Grazie mille
Risponde Carlo Meletti il 2009-06-24 17:45:14
Le NTC2008 prevedono che l'azione sismica di riferimento venga ricavata per il punto preciso in cui la struttura sarà costruita e non vi è alcun valore predefinito per ogni comune.
Il progettista deve quindi individuare i 4 punti della griglia che circondano il proprio sito e interpolare i relativi valori di ag, Fo e Tc rispetto ad esso.

Tra i quesiti inviati al sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/quesiti può forse trovare altre indicazioni relative alla questione che pone (verifichi anche tra i quesiti del 2008).

Buon lavoro
391 faglia di casoli Nicola Giovani -- 24-06-2009
Quesito:
Salve, vorrei qualche iformazione in più sulla faglia di Casoli:
1.Se ne conosce il tempo di ritorno? Ammesso che abbia generato il terremoto del 1706, quando sarebbe "previsto" il prossimo?
2. Se non avesse generato il terremoto del 1706,cosa ci si potrebbe attendere?
Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-24 14:44:51
Gentile Signor Giovani,
la faglia di Casoli è una struttura geologica sepolta: le poche informazioni disponibili provengono da indagini di sottosuolo e non possono essere confrontabili con i dati acquisibili lungo una faglia che emerge in superficie. Non ne conosciamo il tempo di ricorrenza e non è possibile ipotizzarne il comportamento sismogenetico futuro. Glistudi in corso sono nche dedicati a definire la sorgente sismogenetica del terremoto del 1706. Ma, appunto, si tratta di studi in corso.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
389 Terremoto:ipocentro,epicentro e faglie Alessio Albani -- 23-06-2009
Quesito:
Sullo sciame sismico dell'Aquila:
1)La faglia interessata dovrebbe essere quella di Paganica;Pettino,Pizzoli,Campotosto ecc;dovrebbero essere "silenti" o non attive.
Essendo le profondità dei terremoti intorno ai 10-15km e la faglia inclinata di circa 50°rispetto la superficie terrestre,è possibile che l'epicentro per dei terremoti con ipocentro su tale faglia siano localizzati addirittura verso Pizzoli?
2)E' vero che l'unica faglia attiva è quella di Paganica?
3)Le faglie a Pizzoli rischiano "fratture" causate dall'energia sprigionata da un terremoto con ipocentro nella faglia di Paganica ed epicentro a Pizzoli?

Grazie

Grazi
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 18:06:57
Gentile Signor Albani,
può certamente trovare informazioni utili a chiarire i suoi dubbi nelle risposte ad altri quesiti dei giorni passati.
Prima domanda. La faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile è quella di Paganica; le faglie del Pettino e del Monte Marine non sembrano essersi attivate; la faglia di Campotosto (faglia della Laga) è invece responsabile di alcuni dei terremoti con magnitudo tra 4 e 5 e di un evento con M 5.1 avvenuti successivamente al 6 aprile. Gli eventi nella zona di Pizzoli sembrerebbero compatibili con la geometria della faglia della Laga.
Seconda domanda. La risposta è no, in base a quanto detto sopra.
Terza domanda. In genere l'attivazione di una faglia in occasione di un forte terremoto causa una variazione dello stress statico in corrispondenza delle faglie adiacenti; in sostanza, aumenta la probabilità di attivazione delle altre faglie. Però ciò non significa che le altre faglie in questione si attiveranno necessariamente. Ricordo che Pettino e Monte Marine si attivarono in occasione del terremoto del 2 febbraio 1703 e probabilmente il tempo di ritorno per un terremoto simile è di molti secoli, se non superiore al millennio.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
387 terremoto e meteo Fabiana Colangelo -- 23-06-2009
Quesito:
Salve, forse il mio quesito è un pò bizzarro, ma viste le circostanze ogni dubbio è lecito. Ho avuto modo di notare, dal terremoto del 6 aprile, che ad un abbassamento della temperatura corrisponde un incremento del numero delle scosse e della loro intensità. Nei giorni precedenti a questa perturbazione, con le temperature al di sopra dei 30°, il fenomeno era decisamente diminuito. Potrebbe mai esserci una correlazione fra questo particolare sciame sismico e la temperatura? Inoltre vorrei sapere quanto è durata la scossa di magnitudo 4.5 del 22 giugno.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-23 09:50:28
la risposta e' no, non ci sono correlazioni.
La durata della scossa varia a seconda se la percepiscono gli strumenti o gli umani. Nel secondo caso varia anche con la distanza dall'epicentro, ma e' comunque dell'ordine di qualche secondo.
Buona giornata
386 info David Di Febo -- 23-06-2009
Quesito:
sono venuto a conoscenza che l'intera area dell'aquilano ( aquila , campotosto ,paganica )poggia sopra una moltitudine di faglie aventi diversi piani di partenza in profondità !volevo chiedere ma nel terremoto del 6/4/2009 generatosi a profondita di 8.8 km potrebbe aver intaccato altri piani più profondi di altre faglie?cioè quel sisma...potrebbe aver ridotto o aumentato le possibilità di sismi nuovi o repliche su altre faglie a diverse profondità ? nn so se sono stao chiaro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 07:22:37
Gentile Sig. Di Febo,
lei ci pone troppi quesiti. Poi, mi scusi, in riferimento a questa domanda trova informazioni in risposte dei giorni passati. Non so dirle esattamente quali peché non ho, ora, la possibilità di ripassarmi più di 300 testi, per quanto brevi. Poi, mi permetta, proprio lei ci scrive di essere venuto a conoscenza del fatto che nell'Aquilano ci sono molte faglie. Chiedo io a Lei: di cosa abbiamo parlato finora? Una buona parte dei 300 quesiti dei giorni passati era dedicata proprio alle faglie ..
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
385 scossa del 22 giugno h.23 gran sasso Marco D'emilio -- 23-06-2009
Quesito:
buonasera, purtroppo poco fa ancora una forte scossa che è sembrata anche lunga oltre che di forte intensità
epicentro gran sasso 4.5
mi chiedo come mai lo sciame invece di rallentare in questo ultimo periodo sebra crescere di numero ed intensità .....
sembra anomala la situazione a mio avviso
troppe scosse concentrate tutte più o meno nelle stesso perimetro
chiedevo un Vostro specialistico parere
grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:53:02
Gentile Sig. D'Emilio,
le recenti scosse potrebbero essere inquadrabili nell'attività in corso lungo la faglia della Laga, di cui più volte si è trattato nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti. Purtroppo non so dare alcun parere in riferimento alla possibile evoluzione di questo processo sismogenetico. E' possibile che continui questo rilascio di energia con terremoti di piccola-moderata magnitudo, come e' possibile che il processo si evolva in un terremoto più forte.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
384 sisma 22/06/09 ore 22.58 Thomas Pontrelli -- 22-06-2009
Quesito:
salve, vorrei sapere se il terremoto in oggetto, è un fenomeno normale (scosse di assestamento) o dovremo aspettarci qlc di più forte?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:47:01
Gentile Sig. Pontrelli,
è presumibile che il terremoto di cui Lei ci scrive sia da riferirsi all'attività in corso della faglia della Laga, di cui si è già discusso in varie risposte ai precedenti quesiti. Non è possibile, purtroppo, prevedere l'evoluzione del fenomeno sismogenetico in corso.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
383 scosse reatino Francesco Emanuele -- 22-06-2009
Quesito:
Salve. Vi ringrazio enormemente per il lavoro che svolgete e per le risposte che puntualmente ci date e che ci permettono di capire meglio le problematiche connesse ai terremoti.
Volevo chiedervi se le scosse a cui stiamo assistendo nei monti reatini (anche con magnitudo 3.4, 2.9) sono connesse all'evento del 6 aprile in Abruzzo o semplicemente è normale sismicità della zona.
grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:20:34
Gentile Sig. Emanuele,
è probabile che i terremoti di cui lei ci scrive siano connessi al noto processo sismogenetico che riguarda la faglia della Laga, di cui ha ampia traccia nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
382 quesito Marco Mancini -- 22-06-2009
Quesito:
buongiorno e grazie a voi,volevo chiedere se il terremoto di San Valentino in abruzzo citerione del 101 d.c è stato causato da una faglia presente nel paese visto che l'epicentro se nn sbaglio è proprio la località stessa,grazie ancora buona giornata.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-22 13:43:43
una domanda ogni tanto, per favore.

I dati a disposizione non consentono di rispondere. Si conoscono danni a quella sola località.

Buona giornata
381 terremoto S.Valentino 101 D.C. Antonio Tarquinio -- 22-06-2009
Quesito:
come si e` riusciti a classificare il terremoto di S.Valentino in Abruzzo Citeriore del 101 D.C. le documentazioni per farlo si sono trovate dove?
saluti
Antonio Tarquinio
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-22 12:05:21
se ha la pazienza di consultare il database

emidius.mi.ingv.it/DBMI

trovera' la citazione dello studio utilizzato e i dati

Buona giornata
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-22 12:05:54
per favore, una domanda ogni tanto, grazie
380 1980 Sulmona - 2008 L'Aquila Antonio Tarquinio -- 22-06-2009
Quesito:
Egregi Signori,

Non riesco a capire come si possono vedere nella lista degli eventi sismici I terremoti che si sono succeduti da ottobre a dicembre 2008. Come si puo` accedere a certi dati? Di che intensita furono i terremoti con epicentro il Morrone-Sulmona del giugno-luglio 1980?

Tanti saluti e grazie del lavoro che fate.

Antonio Tarqunio


Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-22 11:57:27
Buongiorno,
lei ha depositato un quesito sul sito della sezione di Milano.
Come abbiamo più volte detto, la sezione INGV di riferimento per la sismicità corrente è il Centro Nazionale Terremoti.
E' possibile raggiungere telefonicamente il CNT (06 518601).
Buona giornata
379 informazione.. Pietro Scarpitti -- 22-06-2009
Quesito:
nel caso in cui si verifichi un terremoto nella valle peligna e quindi si attiva la faglia del morrone,il paese di roccaraso ne risentirebbe in che maniera?grazie per una cortese risposta....pietro scarpitti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:43:44
Gentile Signor Scarpitti,
la risposta al suo quesito potrebbe venire da un dettagliato scenario di scuotimento, cioè a partire da un prodotto realizzato mediante l'uso di particolari algoritmi, ipotizzando l'attivazione della faglia del Morrone. Un tale scenario, dettagliato, non è disponibile. E' ipotizzabile, però che il terremoto conseguente all'attivazione della faglia del Morrone produrrebbe anche danni a Roccaraso, sebbene non paragonabili a quelli che si registrerebbero nella valle Peligna. Scenari "speditivi" evidenziano danni quantificabili col VII o VII-VIII grado Mercalli. Ma si tratta di informazioni da prendere con le pinze.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
378 bacino di sulmona Bruna Tarrini -- 22-06-2009
Quesito:
Quando viene riportato un evento sismico sull'elenco dell'ingv localizzato nel bacino di sulmona, a quale si riferisce( dalle altre risposte mi pare di aver capito che sulmona e valle peligna sono interessate sia da quella della maiella che da quella del morrone)?E' possibile che una faglia silente "muoia",non si riattivi più?Perdonatemi l'espressione poco tecnica.Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:35:24
Gentile Signora Turrini,
i limiti di un "distretto sismico" non necessariamente corrispondono a limiti geografici, a limiti idrografici o altro. Un evento riportato come "bacino di Sulmona" potrebbe anche essere avvenuto nelle vicinanze del bacino vero e proprio.
Per quanto riguarda il discorso delle faglie, difficile immaginare che una faglia che è stata attiva per centinaia di migliaia di anni ed è stata attiva anche negli ultimi millenni diventi inattiva proprio nel periodo in cui noi viviamo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
377 Monti Reatini Marino Festuccia -- 21-06-2009
Quesito:
Salve, vi ringrazio per il vostro lavoro e vorrei chiedervi, in merito ai recenti sismi registrati presso il distretto Monti_Reatini, se essi sono causati dalle faglie coinvolte nel sisma del 6 aprile o se è ragionevole pensare che se ne stiano attivando di nuove, e/o (di conseguenza?) se ci siano da temere nuove forti scosse, magari in altre aree come quella reatina?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:25:44
Gentile Sig. Festuccia.
è possibile che questi terremoti si inquadrino nella nota attività in corso della faglia della Laga. Purtroppo non è possibile chiarire quale possa essere l'evoluzione di questa sismicità: il processo sismogenetico potrebbe continuare con il rilascio di terremoti di piccola-moderata magnitudo oppure evolversi in un processo di rottura cui è legato il rilascio di un evento sismico più forte.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
376 Faglia del Morrone e terremoto del 1315 Nicola Vinciguerra -- 21-06-2009
Quesito:
Buonasera, su diversi quesiti ho trovato che l'ultimo terremoto databile avvenuto sulla Faglia del Morrone rsale al 150 d.C.. Su alcuni database del sito si trova che il 3 Dicembre 1315 ci fu un terremoto disastroso con Epicentro a Sud di Sulmona (dove sorgeva l'abitato di Pacile), mentre su altri database non ce ne è traccia ed è riportato un terremoto avvenuto lo stesso giorno nei pressi di L'Aquila. Si tratta di un terremoto di cui non si ha la certezza assoluta dell'epicentro? Nel caso in cui fosse avvenuto a Sulmona, potrebbe aver influito sul tempo di ritorno della Faglia del Morrone? Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-22 09:39:01
Buongiorno,
noi facciamo riferimento al nostro database

emidius.mi.ingv.it/DBMI

che ha provato a combinare i vari dati disponibili.
Non siamo in grado di rispondere all'ultimo quesito, e non commentiamo altri lavori.
Buoan giornata
375 Classificazione sismica Giustino Di Luzio -- 21-06-2009
Quesito:
Buona sera. Sono interessato a sapere perchè Torre de' Passeri in provincia di Pescara è un comune inserito nella carta del rischio sismico con classe 1 e molti comuni, L'Aquila ezone limitrofe ad esempio, hanno una classificazione meno stringente (2 appunto). E' dovuto alla presenza di una particolare faglia? se si Quale?
Grazie per l'attenzione
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-22 09:36:25
No. La nbase per la classificazione, che compete alle Regioni e non a noi, e' uno studio precedente (1998) mescolato con lo stato della classificazione a quella data.
In altre parole, se un Comune era "sovraclassificato" prima del 1998, per ora e' rimasto tale.
La base per i futuri aggiornamenti la puo' trovare a

zonesismiche.mi.ingv.it


Buona giornata
374 geologia zona Sulmona Andrea Di Paolo -- 21-06-2009
Quesito:
Buonasera, vorrei trovare informazioni sulla composizione geologica della zona di sulmona con particolare riferimento a Pratola Peligna.
Come si comporta il sottosuolo di Pratola in caso di sisma? Si tratta di un sottosuolo che amplifica o spegne? Lo chiedo perchè ho notato che nell'aquilano si è visto che la situazione cambia notevolmente tra zone anche molto vicine (Onna - Monticchio ad esempio)
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-23 00:29:50
Gentile Sig. Di Paolo,
rispondere alla sua domanda significa fare degli studi ad hoc sulla risposta sismica locale. Non avendo a disposizione dati al proposito, purtroppo non so cosa dirle. Noto che Pratola, come gia' ricordato nella risposta ad un quesito di un po' di giorni fa, è fondata su sedimenti alluvionali, non su roccia. In genere, questo tipo di terreni tende ad amplificare più della roccia il moto del suolo in caso di sisma.
Cordiali saluti,
Fabriizo Galadini
373 grado di magnitudo Sabrina Ragonici -- 20-06-2009
Quesito:
mi scuso se avvolte vi propongo domande a cui avete dato risposta ma sono impegnata molto dal lavoro e non ho avuto il tempo di leggere le altre risposte.gradirei sapere la magnitudo avvertita dalla citta di teramo a causa del sisma del 6aprile.nel ringraziarvi per la vostra pazienza
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-21 11:14:25
abbia pazienza, ma anche noi siamo molto impegnati.
Qusiti e risposte vengono pubblicati proprio perche' vengano letti da tutti e per contribuire all'aumento delle conoscenze
371 roma Mauro Perfetti -- 20-06-2009
Quesito:
vorrei scusarmi con il dott.stucchi in merito al quesito 364 da me riportato riferito a roma.non era mia intenzione metterla in difficolta' vista la reazione del quesito 366
rimango sempre in linea ai vostri pensieri
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-20 11:25:09
La ringrazio molto del messaggio. Lei non mi ha affatto messo in difficolta', anzi. Le difficolta' vengono da altre persone cui non interessano, come avviene invece per la maggior parte degli utenti, le risposte.
Grazie ancora e buon fine settimana.
368 roma Carlo Moccaldi -- 19-06-2009
Quesito:
Mi riferisco alla risposta n.364. Le scosse avvertite a Roma sono reali e io sono pronto a dimostrarle. Con questi presupposti reputo offensiva la parola da lei usata 'stupidaggini'. E' d'accordo dott. Stucchi? O preferisce assumare atteggiamenti e toni negazionisti e/o offensivi?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-19 17:51:15
Le stupidaggini sono quelle cui si riferiva chi ha formulato il quesito, i blog ecc., di cui veniva richiesta addirittura la chiusura.
Se lei sente delle scosse pazienza. Nessuno, tranne pochi, si preoccupa per scosse di quella entita'. Comunque telefoni o vada pure alla sede dell'INGV per le verifiche.
Negazionisti? Mi sembra francamente eccessivo....Offensivo, con il presupposto che Lei sente le scosse? E come pensa di dimostrarlo?
Buona giornata comunque
367 terremoto del 1359 Diego Baccari -- 19-06-2009
Quesito:
Chiedo scusa ma non capisco,naturalmente per mia ignoranza.Questa definitivamente ultima domanda e' un estremo tentativo di comprendere:perche' si parla di periodo di ritorno se i terremoti non sono prevedibili?Gli studi paleosismologici ci permettono di ipotizzare un periodo di ritorno di 600 anni per il terremoto del 1359 di Venafro,quindi questo dovrebbe verificarsi a breve,giusto?Domani o tra dieci anni e magari non oltre 100? Grazie di tutto. E'possibile offrire fondi per le vs.ricerche,come? Buonasera.Se possibile vorrei restare anonimo.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-19 17:30:24
Buonasera.
Le sorgenti dei terremoti non si comportano in modo regolare. Il periodo di ritorno è un concetto statistico, e spesso e' valutato su pochissimi eventi.
Sicuramente la sorgente del terremoto del 1349 rilascera' un altro terremoto simile, ma potrebbe essere domani come fra due o trecento anni.
Si puo' contribuire alle ricerche con il 5 per mille, in genere.
Buona giornata
366 intensità scossa Ornella Garreffa -- 19-06-2009
Quesito:
Buon pomeriggio gentilissimi esperti, vorrei sapere, se possibile, qual' è l'intensità su scala Richter registrata ad Isernia in occasione della famigerata scossa del 6 aprile. Grazie la Vs. disponibilità.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-19 15:27:11
buongiorno,
l'intensità si misura in scala Mercalli. In scala Richter si misura la magnitudo, ovvero l'energia del terremoto.
A Isernia la scossa del 6 aprile (famigerata perche'? solo questa ?) e' stata risentita senza danno, attorno al 4.
Buona giornata.
365 informazioni faglie sismiche Tiziana Del Signore -- 19-06-2009
Quesito:
a seguito degli innumerevoli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell'aquila, vorrei avere, se possibili, alcune informazioni.
Vivo a Trasacco un paese che si trova nella conca del fucino, molte persone parlano di alcune faglie sismiche che lo circondano e che risulterebbero molto pericolose, volevo sapere quali fossere.

p.s.
il sisma del 1915 fortunatamente non ha portato danni al mio paese ma alcuni paesi limitrofi, tra cui in particolar modo avezzano, li ha distrutti.

Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-19 22:59:11
Gentile Signora Del Signore,
la conca del Fucino, come scritto anche in risposte a quesiti dei giorni passati, è bordata da faglie attive. L'attività di queste faglie nel corso degli ultimi 3-4 milioni di anni è la causa della formazione di questa ampia depressione intermontana. Le faglie principali sono tre: la più meridionale è tra gli abitati di Gioia dei Marsi e San Benedetto dei Marsi; più a nordest, la faglia che tra Pescina e Celano interessa più o meno la zona dove corre la Strada Statale Marsicana; più a nordovest, la faglia che interessa i versanti meridionali dei monti della Magnola, del Cafornia e del Velino. A sud del Fucino, l'alta valle del Sangro è interessata da una faglia che consideriamo attiva, tra Passo del Diavolo e il Monte Greco. A nord del Fucino, sull'Altopiano delle Rocche è presente una faglia dalla zona di San Potito-Ovindoli fino al Piano di Pezza. Un ulteriore segmento, a nord, è visibile sul fianco settentrionale del bacino di Campo Felice.
Queste sono le faglie principali dell'area: in sostanza le sorgenti sismogenetiche potenzialmente in grado di dare terremoti con magnitudo maggiore (abbondantemente maggiore) di 6. Le faglie che interessano il Fucino si sono attivate col terremoto del 1915, cui è attribuita una magnitudo tra 6.8 e 7.0. In occasione del terremoto del 1915, che come Lei ricorda distrusse Avezzano (XI grado della scala Mercalli), Trasacco ebbe un livello di danno decisamente minore, valutato con l'VIII grado della scala Mercalli. Può trovare ulteriori informazioni sul nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
364 roma Mauro Perfetti -- 19-06-2009
Quesito:
da qualche tempo a roma circolano insistenti voci di scosse sismiche nella citta'
francamente io vivendo a roma non le avverto
verita' o suggestione?
anche perche' voi avete sempre dato notizia di eventi sismici a roma vedi gennaio e 12 maggio
francamente sarebbe opportuno in caso di false notizie far tacere certi blog che circolano in rete
grazie e buon lavoro
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-19 09:54:45
La ringrazio, ma non e' in nostro potere fare tacere le stupidaggini.
Il nostro Istituto si limita a pubblicare le notizie delle scosse, come leei sa. Ma questo a volte non e' sufficiente.
Buona giornata
363 Scossa reggio emilia Sonia Pelino -- 18-06-2009
Quesito:
Buon giorno, oggi c'è stata una scossa a Reggio Emilia di 3.6.Ho superato i 50 anni da un pò ma non ricordo di aver mai avuto notizia di tanti terremoti così frequenti e sparsi un pò in tutta Italia.Ben sapendo che la nostra penisola è tutta sismica mi riesce difficile capire il perchè di tanti eventi concentrati in questo periodo. Voi cosa ne pensate? Grazie e buon lavoro.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-18 15:37:30
Buongiorno,
i terremoti forti non avvengono in modo regolare ma statisticamente quelle piccoli si'.
In questo periodo c'e' molta piu' attenzione che in altri periodi, tutto qui.
Buona giornata.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-18 15:38:40
Se le inteerssa la storia sismica di Reggio E. puo' consultare

emidius.mi.ingv.it/DBMI

consultazione per località
362 Verifica sismicità Elio Buonomo -- 18-06-2009
Quesito:
Grazie per lo splendido lavoro fatto finalmente!!!!Molto potreste ancora fare se solo......Vorrei semplicemente sapere chi può o dovrebbe( così detti pubblici poteri) fare una verifica PREVENTIVA sulla mia abitazione per verificare il terreno e la struttura a cui la stessa potrebbe resistere in caso di terremoto abitando a Rieti che notoriamente è compresa nella fascia sismica a rischio?
Grazie
Elio Buonomo
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-18 09:06:51
Buongiorno,
la prima cosa da fare e' recuperare il progetto. Se il suo edificio e' stato costruito quando la normativa sismica vigeva gia' puo' ricavare molte informazioni.
Altrimenti non le resta che rivolgersi a un ingegnere competente. I pubblici poteri (strano ma vero) non sembrano tenuti a farlo.
Buona giornata
361 faglie Molise Costanza Ricci -- 17-06-2009
Quesito:
Salve, vorrei sapere, per cortesia se la città di Isernia è interessata da una o più faglie e se è vero che i terremoti distruttivi che interessano l'area si vericano ogni duecento anni circa. In attesa di risposta, ringrazio di cuore per la disponibilità e la chiarezza che contraddistinguono il vostro servizio.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-18 10:33:25
Gentile Signora Ricci,
sono due le faglie attive visibili in superficie nella zona di Isernia. Quella più prossima alla città è composta di numerosi segmenti minori. Il segmento più settentrionale borda il versante di Pesche e ha direzione nordovest-sudest. Il segmento più lungo, più a sud, borda il versante nordorientale del Matese, quindi il fianco occidentale della piana di Boiano.
L'alta faglia, meno vicina a Isernia e presumibilmente responsabile del terremoto del 1349, emerge tra Venafro, Capriati e Fontegreca.
Per quanto concerne la storia sismica di Isernia, può consultare il nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/, interrogando "consultazione per località".
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
360 Faglia Monti della Laga Dante Bonanni -- 17-06-2009
Quesito:
Salve e, prima di tutto, grazie per il servizio...sapere le cose dal punto di vista scientifico mi aiuta a capire e quindi a dare il giusto peso alle migliaia di voci che circolano! Nelle scorse domande si parla di Faglia della Laga e della sua "pericolosità"...esistono metodi per "monitorare" le faglie ed in particolare la suddetta? Ed in caso esistano, cosa si sa sulla sua "evoluzione"? Mi scuso in anticipo se la risposta è già stata fornita, ho letto tutti gli altri quesiti ma non mi sembra di aver trovato qualcosa...Grazie ancora e buona giornata!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-17 19:55:22
Gentile Signor Bonanni,
il monitoraggio delle faglie si inserisce nel quadro del monitoraggio sulla mobilità orizzontale e verticale di un territorio. Ciò viene fatto, a esempio, con le tecniche dell'interferometria differenziale SAR (sigla per Synthetic Aperture Radar), che sfrutta riprese da satelliti che nelle loro orbite passano più volte su un determinato territorio, fornendo immagini il cui processamento è in grado di precisare modifiche del paesaggio anche di piccolissima entità. Lo stesso dicasi per le tecniche di monitoraggio GPS che, differentemente dal SAR, sfruttano la presenza di postazioni a terra collegate con antenne a un notevole numero di satelliti. Il problema è che le conoscenze non sono ancora tali, oggi, da permettere di interpretare le deformazioni topografiche come precursori di uno spostamento improvviso lungo una faglia. E' lo stesso discorso del monitoraggio sismico. In fondo anche il monitoraggio sismico nel corso di una sequenza rappresenta il modo di registrare il comportamento di una faglia. I piccoli terremoti di una sequenza vengono registrati, ma non c'e' modo - per ora - di definire in maniera conclusiva l'evoluzione di un processo sismogenetico.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
359 Faglia di Assergi Eda Taccucci -- 16-06-2009
Quesito:
Buonasera a voi.
Il 16 giugno è stato localizzato un evento di magnitudo 3.1 non lontano dal paese di Assergi.
E' possibile affermare è un fenomeno appartenente alla faglia in questione?
grazie anticipatamente per la risposta.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-17 10:07:28
Gentile Signora Taccucci,
in generale è piuttosto difficile attribuire un terremoto di magnitudo 3.1 ad una faglia che in superficie ha una lunghezza di parecchi chilometri. Il terremoto in questione (che però a me risulta essere avvenuto il 15 giugno) è legato ad una rottura a profondità tra i 10 e i 20 chilometri e le dimensioni della rottura sono assai limitate. Ciò premesso, per essere attribuibile alla faglia di Assergi, l'epicentro (anche considerando la profondità ipocentrale), mi sembra un po' troppo a ridosso dell'emergenza in superficie della faglia stessa. In sostanza, se dovessi esprimere un'opinione, direi che anche questo evento potrebbe inquadrarsi nella sequenza sismica legata all'attivazione della faglia della Laga. Su questo aspetto può trovare informazioni nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
357 magnitudo a rieti Loris Patacchiola -- 16-06-2009
Quesito:
vorrei sapere se è possibile valutare con quale magnitudo è stata investita la città di Rieti con il terremoto del 06/04/2009.circa 35 km di distanza
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-16 12:20:13
La magnitudo di un terremoto e' una sola, in quanto misura l'energia rilasciata dalla sorgente sismica.
Quello che varia e' l'intensità (ovvero gli effetti)con cui l'evento viene risentito nelle varie località.
Buona giornata
356 faglie sismiche Antonio Capparuccia -- 16-06-2009
Quesito:
Ringraziandovi per il Vostro lavoro vorrei sapere se esiste la possibilità di conoscere le faglie sismiche che attraversano e interessano la città di Sulmona e la Valle Peligna
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-16 10:37:17
Gentile Signore,
può trovare informazioni al riguardo nelle risposte ai quesiti 19, 28, 55, 58, 89, 100, 105, 120, 137, 144, 149, 150, 152 e a numerosi altri fino al 336.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
355 sismicità sora Stefano Bernardi -- 15-06-2009
Quesito:
salve,vorrei avere informazioni riguardo la pericolosità sismica della città di Sora e da quanto tempo non si registrano eventi sismici su quella che dovrebbe essere la faglia sora cassino.Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-15 17:10:24
Gentile Signor Bernardi,
non sono disponibili studi di dettaglio finalizzati alla caratterizzazione dell'attività di faglie nell'area compresa tra Sora e Cassino. Un'analisi paleosismologica è stata effettuata per la faglia che si trova tra Venafro e il Matese, più a sud. Tale faglia sarebbe stata responsabile del terremoto del 1349 che ha causato danni a Sora, stimati con l'VIII-IX grado della scala Mercalli. In generale, come può vedere dal nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/, la storia sismica di Sora è piuttosto "ricca". I danni più recenti risalgono al terremoto del 1984. Riguardo alla pericolosità sismica, la invito a consultare il nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
354 porgere quesito Sabrina Ragonici -- 14-06-2009
Quesito:
gradirei sapere la magnitudo dealal sisma avvenuto il 6\4\09 presso le zone limitrofe aquilane(5.8 o di 6.3 come affermano numerosi paesi mondiali)e la magnitudo momento(alcuni studiosi affermano che per essere caduti saldi edifici in cemento armato la mw ha raggiunto 7.5)infine la citta di teramo o zone estremamente vicine rischiano di essere epicentro di un sisma catastrofico(magnitudo superiore a 5).concludendo le zone di mare come alba adriatica(te)rischiano maremoti(con magnitudo fino a 7)in un mare semichiuso come i adriatico.vi prego di darmi risposte al piu presto perche sono preoccupatissima.nel ringraziavi nuovamente Cordiali saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-15 10:31:30
Per favore, abbia la pazienza di leggere le numerose risposte ai quesiti sul tema, e magari di limitare i quesiti a quelli che possono richiedere una risposta veloce.
Buona giornata
353 quesito Maurizio Erasmi -- 14-06-2009
Quesito:
gradirei sapere la precisa magnitudo del sisma dell aquilano(5.8 o 6.3 come affermano numerosi stati mondiale)e la magnitudo momento(alcuni affermano 7.5 visto che molti edifici in cemento armato sono collassate).infine vorrei sapere se ci dobbiamo aspettare nuovi forti eventi sismici e se la citta di teramo rischia sul piano sismico. distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-15 10:32:32
veda la risposta aal quesito 354.
Buona giornata
352 geomorfologia del suolo Danilo Gitti -- 14-06-2009
Quesito:
Salve, quali dei seguenti centri presenta una geomorfologia del suolo meno amplificatrice di onde sismiche, quindi più adatta per costruire?Pescara,Pescara Colli, Francavilla al mare, Montesilvano, Montesilvano Colli, Spoltore, Pianella e Cepagatti. Grazie per l'eventuale risposta.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-15 10:34:46
Gentile signore,
questo sito è concepito per domande brevi che pressumono risposte brevi.
La sua richiesta presuppone accurati studi, oltreche' diverse precisazioni tecniche.
Ci scusi
351 Una curiosità, spero in una risposta... Giulio Nesi -- 14-06-2009
Quesito:
Premettendo che da volontario sono stato sia in Umbria che a L'Aquila nei giorni successivi ai rispettivi terremoti (e quindi credo di saper riconoscere le scosse anche lievi, specie se ho i piedi sul terreno).

Verso le 19:00 di ven. 12 Giugno ho avvertito distintamente tre piccolissime scosse camminando per Bergamo, la seconda e la terza l'ha sentita distintamente anche la persona che era con me.

Ben sapendo che non si trattava di una zona sismica sono corso incredulo sul sito dell' INGV, ma non risultavano registrate (<2?).

Qualcuno mi può dire se sono rincoglionito o se ci sono state davvero ???

Grazie, me ne sto facendo un cruccio.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-14 11:57:22
Le rispondera' con piu' precisione il collega che si occupa delle registrazioni. Tuttavia, sappia che tutta l'Italia e' sismica

zonesismiche@mi.ingv.it

e puo' trovare ad esempio la storia sismica di Bergamo su

emidius.mi.ingv.it/dbmi


Non se ne faccia un cruccio, per le scossette. Magari per quelle piu' forti che possono sempre arrivare (veda Iseo 2004 e anche di piu')

Buona giornata
Risponde Paolo Augliera il 2009-06-15 18:43:34
Mi dispiace, non rilevo eventi sismici nell'orario da lei indicato.
Quello e' un orario in cui a volte, in questa stagione, si possono avere deboli esplosioni in cava (fine turno) che anche una persona esperta puo' difficilmente distinguere da un evento sismico.
Risulta invece un debole evento sismico alle 19:34 con epicentro nelle Alpi Carniche (Ml 2.2)
Cordialmente
Paolo Augliera
350 faglie abruzzo Francesco Emanuele -- 14-06-2009
Quesito:
Salve, vi ringrazio per il lavoro che compiete ogni giorno, molto importante per tutti noi. Vi volevo chiedere un particolare.
Leggo nel resoconto dei terremoti i vari distretti sismici dove avvengono i terremoti. (Aquilano, Monti della Laga, Valle dell'Aterno).
Tutte queste faglie si sono attivate con il terremoto del 6/04 o è tutta una faglia che passa vicino l'Aquila?
grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-15 17:13:37
Gentile Signor Emanuele,
può trovare informazioni utili nelle risposte ai quesiti 333, 319 e in numerosi altri dei giorni precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
349 vulcano all'aquila Sandro Di Giacomo -- 13-06-2009
Quesito:
ho sentito che il forte terremoto dell'aquila è causato dalla nascita di un vulcano!!!
spero siano soltanto voci non fondate!!!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-13 19:31:32
ecco appunto.
Buona serata
348 Roma Carlo Moccaldi -- 13-06-2009
Quesito:
Buonasera, è la seconda volta che vi scrivo. Purtroppo nell'altra occasione non ho avuto risposta.
Vorrei sapere se possibile quanti sismografi sono presenti a Roma.
Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-13 18:18:21
Buongiorno,
lei ha depositato un quesito sul sito della sezione di Milano.
Come abbiamo più volte detto, la sezione INGV di riferimento per la sismicità corrente è il Centro Nazionale Terremoti,
E' possibile raggiungere telefonicamente il CNT (06 518601).
Buona giornata
347 Question David Di Febo -- 13-06-2009
Quesito:
Volevo chiedere se per caso siete a conoscenza del fatto che il sito iside.rm.ingv.it/iside/standard/index da qualche giorno è inaccessibile...volevo sapere se ne sapete la ragione della inaccesibilita oppure no
grazie e buon lavoro
Risponde Carlo Meletti il 2009-06-13 17:18:15
Il sito di cui parla è curato dalla sezione CNT di Roma e non dalla sezione di Milano alla quale si sta rivolgendo. Pertanto non siamo a conoscenza del motivo per il quale sia oggi inaccessibile (fino a ieri era regolarmente raggiungibile).
346 previsione nuova o solito allarmismo' Maria Coccia -- 12-06-2009
Quesito:
Grazie per le vostre risposte,ma oggi a l'aquila sta' circolando la voce che ci sia un nuovo aumento di radon e che Giuliani preveda una scossa di terremoto piu' grande di quella del 6 Aprile.Che cosa dobbiamo pensare?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-13 00:10:23
Gentile Signora Coccia,
di queste cose abbiamo già trattato nelle risposte ad altri quesiti, soprattutto nei giorni immediatamente successivi alla scossa del 6 aprile. In molti casi si tratta di voci messe in giro da persone sciocche. Sulle previsioni di Giuliani si e' espresso ufficialmente il mondo della ricerca sulla rivista "Science". Il DPC ha anche costituito una commissione di esperti sulla previsione dei terremoti. Provi anche a rivolgersi alla Protezione Civile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
345 informazione David Di Febo -- 12-06-2009
Quesito:
NO no io non volevo e non chiedevo un commento ma solo sapere se nella realtà è possibile un riassestamento di tot centimetri per recuperare e assestare la deformazione inerente alla diversa velocità di movimento...
tutto qua!
grazie ancora e scusate !
ps: tale archivio è stato realizzato dall ingv sezione milano-pavia presso il politecnico di milano !
nel caso vi interessasse si chiama PROGETTO 2 - SIMULAZIONE DELLO SCUOTIMENTO IN CAMPO VICINO ( NEAR FIELD );AVANZAMENTO RISPETTO AL D4.1 CON APPLICAZIONE AL BACINO DI SULMONA !
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-13 18:21:56
per favore, questo non e' un blog.
Una domada ogni tanto, grazie.
344 Informazione Sonia Nicolai -- 12-06-2009
Quesito:
Buongiorno, ho una domanda da porVi. Ho notato dall'autostrada A25 all'altezza Bussi-Popoli in direzione di Roma, sulla destra (versante L'Aquila)vi sono alberi caduti completamente sradicati. Mentre alla sinistra (versante Val di Sangro) gli alberi sono direzionati verso la costa. Non sono spezzati ma solo "puntano" ad est. Prima del grande sisma questo fenomeno non era presente. Vorrei sapere se è una normale reazione del suolo. Grazie per l'attenzione e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-13 00:15:55
Gentile Signora Nicolai,
passo spesso su quel tratto autostradale: ci sono parti del varsante che sono soggetti a frane che causano anche lo sradicamento degli alberi. Inoltre, si tratta di una zona dove i venti possono avere anche notevoli velocità. In sostanza, non sarei così sicuro che si tratti di fenomeni connessi al terremoto.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
342 informazione David Di Febo -- 12-06-2009
Quesito:
Volevo chiedere questo chiamiamolo quesito.
la faglia del morrone se non erro è lunga circa 23 km e,sempre se non erro è costituita da un unico blocco ( correggetemi se sbaglio !)bene ora il quesito...navigando in rete dopo il 6 aprile ho trovato uno studio fatto proprio dall ingv dove vengono studiati e rivelati i movimenti della faglia , bene, da questo risulta che negli ultimi 1850 il tratto di faglia adiacente l area di popoli si è mossa di circa 55 cm mentre il tratto adiacente sulmona - pacentro di poco + di un metro e 20
queste disparità sono all ordine dell accumulo di energia e in caso di sisma per riassestare non è pox un movimento
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-12 14:25:07
gentile signore,
le suggerisco di contattare direttamente gli autori dello studio, che noi non siamo soliti commentare.
Buona giornata
341 chiarimento Alessia Di Biase -- 12-06-2009
Quesito:
La ringrazio tantissimo delle sue risposte. un' ultima domanda: la faglia del gran sasso che può causare un terremoto 6.8 è quella che sie è attivata dopo il 6 aprile e che fa parte dello sciame di l'aquila o ce ne sono altre più vicine?

Cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-12 13:05:39
Dopo la scossa del 6 aprile la sismicità ha riguardato ancora la cosiddetta faglia di Paganica (che appunto ha causato il terremoto del 6 aprile). Inoltre, abbiamo registrato l'attivazione della faglia della Laga, con numerosi terremoti di cui il piu' forte ha raggiunto M 5.1. Questa si trova a nord della faglia del Gran Sasso.
Si tratta di informazioni che in maniera anche piu' completa trova nelle risposte ai quesiti dei giorni precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
340 magnitudo Alessia Di Biase -- 12-06-2009
Quesito:
Avevo un'altra domanda: quale può errere la magnitudo della faglia del morrone e delle altre vicine che possono provocare terremoti. Ce ne sono che possono arrivare a 7?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-12 11:02:03
Gentile Signora,
come scritto nelle risposte ad altri quesiti, la magnitudo massima attesa per un terremoto causato dalla faglia del Morrone e' 6.6-6.7. Nel caso della sorgente del Gran Sasso potremmo arrivare anche a 6.8-6.9.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
339 provincia di Pescara Alessia Di Biase -- 12-06-2009
Quesito:
Vi ringrazio per il servizio che offrite alla popolazione. Vorrei sapere se per la provincia di Pescara la faglia del Morrone rappresenta una minaccia e quali faglie possono essere pericolose per il paese di Rosciano.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-12 10:59:45
Gentile Signora Di Biase,
la faglia del Morrone interessa ANCHE il territorio della Provincia di Pescara (Popoli). In caso di attivazione della faglia, il terremoto creerebbe presumibilmente danni ingenti nel settore occidentale del territorio. Probabilmente, gli effetti a Rosciano non sarebbero paragonabili a quelli che si registrerebbero nella conca peligna. Credo che oltre alla faglia del Morrone, anche terremoti forti causati dalla faglia del Gran Sasso siano potenzialmente in grado di recare danni alla zona cui lei si riferisce. Sono, ovviamente, valutazioni "a occhio", che non possono tenere conto delle tante variabili che influenzano il moto del suolo in caso di forte terremoto. Risposte piu' precise potrebbero soltanto venire da prodotti come gli "scenari di danno", studi complessi che forniscono informazioni sul danno attso in caso di attivazione di una data sorgente sismogenetica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
338 radon Accurso Domenica -- 11-06-2009
Quesito:
buonasera, una semplice domanda ..il radon ha odore?
grazie
Risponde Paolo Augliera il 2009-06-12 08:41:11
A temperatura e pressione standard il radon è inodore e incolore.
336 faglia del morrone Sonia Pelino -- 11-06-2009
Quesito:
Ringraziandovi per la disposibilità nei nostri confronti vorrei chiedere se il sisma del 1984 è stato causato dal Monte Morrone e, di conseguenza, da quanti anni la stessa faglia del Morrone non scarica energia. Grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-11 15:45:31
Gentile Signora Pelino,
il terremoto del 1984 sembrerebbe essere stato causato dalla cosiddetta faglia di Barrea. Questa faglia, lunga circa 7 chilometri, emerge proprio a ridosso di questo abitato del Parco Nazionale d'Abruzzo. Non c'e' alcuna relazione con la faglia del Morrone. Per ora, le conoscenze disponibili permettono di attribuire ad essa soltanto un terremoto avvenuto intorno al 150 d.C. Quindi, il tempo intercorso dall'ultima attivazione della faglia sarebbe nell'ordine dei 1850 anni.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
335 fucino pianura alluvionale? Nadia Collalti -- 10-06-2009
Quesito:
buona sera, vorrei sapere se è vero che nei terreni "molli" come la piana del fucino, il terremoto oltre a propagarsi subisce una sorta di amplificazione? è anche per questo che Avezzano è stata rasa al suolo nel 1915? mi sembra che l'epicentro fosse nella pianura e non proprio Avezzano, la mia fonte è un libro che non specifica questo aspetto...
e per contro, i terreni rocciosi, fanno da "frangiflutti" per le onde del terremoto?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-11 16:25:52
Gentile Signora Collalti,
sulla questione che Lei pone, sono in corso studi nell'ambito di progetti che l'INGV svolge per il Dipartimento della Protezione Civile. Il fatto che in occasione del terremoto del 1915 ci siano stati effetti di sito che hanno portato all'amplificazione del moto del suolo e' piuttosto evidente. In genere, per gli abitati fondati su sedimenti lacustri o alluvionali (es. Avezzano) lo scuotimento in caso di terremoto e' maggiore che per gli abitati fondati su roccia. In caso di fondazione su roccia, pero', e' piuttosto frequente che l'abitato sia collocato in altura. Puo' accadere, di conseguenza, che gli edifici soffrano l'amplificazione del moto del suolo per i cosiddetti effetti topografici.
L'epicentro del terremoto del 1915 si trova pochi chilometri a SE di Avezzan ma, data la magnitudo del terremoto, ai fini degli effetti nell'area fucense, questo e' solo un dettaglio poco significativo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
334 terremoto 1984 Giorgia Moretti -- 10-06-2009
Quesito:
Salve, vorrei sapere quale faglia ha generato il terremoto del 1984 che ha avuto come epicentro San Donato (in Abruzzo). Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-11 15:39:45
Gentile Signora Moretti,
l'epicentro del terremoto del 1984 non è esattamente a San Donato, bensi' all'incirca a metà di una linea che idealmente congiunga questo abitato a Barrea, cioè a 7-8 chilometri a est-nord-est di San Donato. Le informazioni disponibili suggerirebbero che il terremoto sia stato causato dalla cosiddetta faglia di Barrea, che emerge in superficie per una lunghezza di circa 7 chilometri a ridosso dell'abitato.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
333 faglie Carla Bianchetti -- 10-06-2009
Quesito:
Grazie per il sevizio offerto e per tutto il lavoro di ricerca svolto, volevo avere dei chiarimenti: le faglie che si trovano nei distretti "Monti della Laga", "Sirente - Velino", "Valle dell'Aterno", si stanno muovendo in modo indipendente, autonomo e rilevante oppure i terremoti segnalati, con i relativi vari epicentri appunto individuati nei predetti distretti sono una normale conseguenza del terremoto del 6.4..
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-10 21:49:50
Gentile Signora Bianchetti,
come si puo' evincere dalla risposta al quesito 319 e da altre date a quesiti dei giorni precedenti, un "distretto" sismico non è definito in base alla distribuzione delle faglie sul territorio nazionale. In particolare, è ipotizzabile che i terremoti che avvengono in "Velino-Sirente" e "Valle dell'Aterno" si inquadrino nel processo di rottura sismogenetica legato alla faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile. La sismicità di "Monti della Laga" sembrerebbe essere, invece, il risultato dell'attivazione della faglia che interessa il versante occidentale di questa catena montuosa. Per ora, a parte i terremoti di magnitudo 5.1 della notte del 9 aprile, il 4.9 della giornata del 9 e ancora il 4.9 del 13 aprile, non definirei gli eventi verificatisi lungo questa faglia come particolarmente rilevanti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
332 scossa Ml3.6 Nicola Giovani -- 08-06-2009
Quesito:
Si può tentare di dare una spiegazione all'evento sismico di ieri sera (Ml3.6) nell'aquilano? Può essere che la faglia di Paganica non abbia ancora "scaricato" completamente? Si può escludere, considerati i trascorsi,la possibilità di un' altra scossa importante (Ml>5)? Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-09 09:06:35
Gentile Signor Giovani,
queste scosse di magnitudo anche sopra a 3, per posizione epicentrale, sono riferibili ancora al processo di rottura lungo la faglia di Paganica. Si tratta di un'evoluzione normale, sebbene per niente piacevole per chi vive nella zona epicentrale della scossa del 6 aprile.
Ora, un evento di magnitudo superiore a 5 potrebbe avvenire nel caso in cui una parte significativa di questa faglia (oggi non nota, pero'), o un segmento di un'altra faglia si attivassero improvvisamente.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
331 studi paleosismologici Diego Baccari -- 06-06-2009
Quesito:
Gentile dottor Galadini, vorrei chiederle se possibile un chiarimento:dalle risposte da lei date ai quesiti n.328 /326 capisco che studiando le faglie e' possibile ipotizzare pur con margine di errore il numero di secoli o millenni occorrenti affinche'le stesse possano rilasciare di nuovo una grande energia.La faglia del fucino potrebbe riattivarsi anche tra 1500 anni,quanti anni e' possibile ipotizzare per i terremoti da lei citati del 1359 del lazio meridionale e quello del 1654 di Sora? Inoltre nel territorio di San Donato val di comino nel 1984 si e' verificato un terremoto 5.58 che dicono si ripresenti ogni60 /100anni e' corretto?Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 23:18:10
Gentile Signor Baccari,
il terremoto del 1349 è avvenuto troppi secoli fa perché noi si sia in grado di esprimere con certezza ipotesi sulla sorgente sismogenetica che l'ha causato. Tuttavia, recenti indagini paleosismologiche (non condotte dallo scrivente, ma da ricercatori del DPC e del CNR) tenderebbero a riferire almeno parte di questo evento sismico ad una faglia che si trova nei dintorni di Venafro e, verso SE, interessa il margine occidentale del Matese. Le indagini paleosismologiche che ho menzionato evidenziano tempi di ritorno più brevi di quelli attribuiti alla faglia del Fucino in riferimento a terremoti simili a quello del 1915. In pratica, il tempo di ricorrenza sembrerebbe essere di alcuni secoli, forse 500-600 anni.
Nel caso del terremoto del 1654, invece, non so cosa dire: nel senso che la faglia responsabile di questo terremoto non è mai stata identificata. Il fatto che nel catalogo dei terremoti non ci siano altri eventi con effetti paragonabili ci dice che anche in questo caso dobbiamo parlare di tempi di ritorno almeno pari ad alcuni secoli. La stessa considerazione mi permette di ritenere poco probabile quanto "dicono" sul terremoto del 1984. Però, se fossi in Lei chiederei a chi divulga tali informazioni quali sono i dati su cui si basa.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
330 allineamenti di faglie Luca Caroselli -- 06-06-2009
Quesito:
Vedendo alcune documentazioni disponibili su internet redatte dal Vs. Istituto, ho letto spesso di allineamenti di faglie.
Il concetto di allineamenti di faglie è solo un'espressione per raggruppare le varie faglie che si trovano sullo stesso allineamento geografico oppure queste faglie sono legate tra loro da altri tipi di rapporti (tipo movimenti o altro). Forse è solo un caso ma la faglia che ha generato il terremoto aquilano è sullo stesso allineamento della faglia di Colfiorito che se non sbaglio si è mossa nel 1997.
Grazie per le informazioni che ci date e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 23:01:40
Gentile signor Caroselli,
la fagliazione in Appennino centrale è il risultato di processi geologici che causano l'estensione nella crosta superiore. E' del tutto logico che tale estensione sfrutti segmenti di faglia allineati e non disposti a caso. "Allineamento" significa, appunto, che una faglia termina dove ne inizia un'altra, in genere con direzione NW-SE. E' possibile che l'attivazione di una faglia inneschi l'attivazione di una faglia adiacente, "allineata". Ma non è detto che ciò avvenga sempre. In passato è probabilmente avvenuto in occasione di sequenze sismiche come quella del 1703. Ma non è avvenuto per terremoti come quello del 1915. Nel caso del terremoto del 6 aprile, per ora abbiamo assistito ad una sismicità non forte lungo la faglia della Laga, che non rappresenta il segmento adiacente "allineato" con la faglia di Paganica. Le faglie di Colfiorito sono molto distanti dalla faglia del terremoto del 6 aprile. In base a quanto sappiamo, non è possibile determinare una relazione tra i due processi sismogenetici.
Signor Caroselli, lei ci pone molte domande. Noi abbiamo risposto a più di 300 quesiti in meno di due mesi. Ci lasci respirare ...
Grazie mille e cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
329 Sui sismografi e sulla differenza tra Ml e Mw Roberto Maugeri -- 06-06-2009
Quesito:
I sismografi restituiscono un segnale che è una velocità o un'accelerazione? Dai miei ricordi di sismologia dovrebbe essere una velocità ma non ne sono sicuro.

Dopo aver letto la differenza tra Ml e Mw non mi sono chiare alcune cose.
La Ml è calcolata solamente sulla componente verticale della stazione più vicina?
La Mw è calcolata sulle tre componenti di una stazione o di più stazioni?
Quanto tempo ci vuole a calcolarla?
Il fatto che la Ml tenda a saturarsi per terremoti forti significa che il legame è non lineare e tende asintoticamente ad un valore?
Risponde Paolo Augliera il 2009-06-08 13:03:42
Suddivido la risposta in base ai suoi quesiti.
Ml:
Generalmente con il termine sismometri si intendono i sensori velocimetrici che restituiscono quindi una grandezza legata alla velocita'.
In genere i sismometri sono costituiti da 3 sensori disposti ortogonalmente in maniera da registrare i movimenti sui tre assi (verticale, nord-sud e est-ovest).
Per ogni stazione la Ml si calcola quindi come media tra i 2 valori calcolati dalle massime ampiezze registrate sulle componenti orizzontali (che sono in generale le piu' ampie).
Per ogni terremoto, la Ml viene infine determinata come media dei valori ottenuti da tutte le stazioni disponibili. Seguendo la definizione originale di Richter, il limite di distanza massimo e' posto a 600 km di distanza epicentrale.

Mw (grazie alla collega Silvia Pondrelli, della Sezione di Bologna, per alcune note utilizzate in questo paragrafo)
La Mw viene calcolata su piu' stazioni.
Il tempo necessario dipende dalla magnitudo dell'evento e, ad esempio, per eventi con magnitudo superiore a 5.5 si usano anche stazioni a livello mondiale ed occorre attendere di avere i dati disponibili da tali stazioni. Oltre alla magnitudo dell'evento, influenza anche il
tipo di segnale utilizzato per i calcoli. Infatti se si usano le onde di volume si ha bisogno solo della prima parte della forma d'onda mentre se si usano le onde di superficie occorre aspettare che esse arrivino alla stazione. Questo per es. significa anche 15-20 min. a distanza regionale (entro i 20 gradi, circa 2200 km). Questa tempistica impedisce di usare al momento la Mw come magnitudo di "alert".
Saturazione Ml
Si', veda ad es. sul sito dell'istituto
http://portale.ingv.it/primo-piano/archivio-primo-piano/notizie-2009/terremoto-6-aprile/nota-sulla-magnitudo

Cordiali saluti
328 chiarimento Antonella Leone -- 05-06-2009
Quesito:
mi permetto di chiedere delucidazione su due quesiti il 265 (ingv quesiti e risposte-zone sismiche) e il 271 (ingv quesiti e risposte); nel primo il dott Stucchi parla di centinaia di anni nel secondo il dott Galadini di migliaia....personalmente per tranquillità preferirei la seconda ma quale delle due è più realistica, considerando l'imprevedibilità della natura? grazie per l'attenzione
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 11:53:16
Mi scusi, Signora Leone, non capisco il senso della sua domanda. Le risposte date sono entrambe realistiche. Una, quella del dott. Stucchi, si riferiva in generale al processo di "ricarica" di una sorgente sismogenetica - che, appunto, richiede secoli - anche se partiva da un quesito posto in riferimento al 1915. L'altra, quella da me data, si riferiva invece al caso specifico del Fucino, in base agli studi di paleosismologia più volte citati nelle risposte ai quesiti dei giorni passati. Ma a parte questi dettagli, non capisco cosa possa interessare a noi il fatto che le faglie del Fucino si muovano tra 1500 anni (cioè tra un millennio e mezzo) o tra 500 anni (cioè tra cinque secoli). In sostanza, a parte "l'imprevedibilità della natura" che Lei giustamente richiama, un altro 1915 non dovrebbe essere visto né da noi né da un numero cospicuo di generazioni a venire.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
327 Cerco info sulle faglie dell'Aquila Alessio Albani -- 05-06-2009
Quesito:
Cerco info sulle faglie dell'Aquila.Cerco percorsi e tragitti sul territorio nonchè i punti di partenza e i punti di terminazione
delle faglie sulla superficie (mi basterebbero le zone/paesi).
Ho caricato su google earth il file DISS_3.0.4.kml preso dal sito diss.rm.ingv.it/diss/si vedono:

1.Le 2 faglie di Pizzoli (sugli abitati di Arischia e di Barete).
2.Le faglie di Campotosto.
3.La faglia a S-O dell'Aquila vicino l'abitato di Foce.
4.Le faglie vicino Casamaina e Campo Felice.

Non ho trovato sulla mappa le famose faglie di Pettino e Paganica passanti vicino gli abitati di Pettino l'una e Paganica,
San Gregorio l'altra. Perchè?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 11:15:51
Gentile Signor Albani,
per quanto riguarda l'Italia centrale, i ricercatori della sezione di Milano-Pavia non sono tra coloro che hanno contribuito a redigere il database DISS cui lei fa riferimento. Pertanto la invito a contattare i curatori del catalogo, che appartengono ad una delle sezioni romane dell'INGV. Non siamo abituati a commentare il lavoro dei colleghi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
326 Nella Marsica cosa succede? Gianni Campomizzi -- 05-06-2009
Quesito:
Buongiorno Prof. Galadini, sono Gianni Campomizzi di San Benedetto dei Marsi presidente del Gruppo Archeologico Marruvium, volevo avere delucidazioni riguardo alle recenti scosse avvertite nella Marsica (zona Vallelonga). Di cosa si tratta? C'è una relazione con il sisma di aprile? Quali sono le faglie adiacenti a quelle aquilane? Per quanto riguarda la faglia di Gioia dei Marsi (quella del 1915)dovremmo stare tranquilli ancora per diversi secoli, vero?
La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente sperando di rivederla presto nella nostra...Marruvium.
Gianni Campomizzi
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 11:36:57
Caro Gianni,
le piccole scosse tra Vallelonga e Valle Roveto non hanno relazione diretta con il terremoto del 6 aprile. A giudicare dall'ubicazione degli epicentri - ma gli eventi sono un po' pochi per trarre conclusioni affidabili - i piccoli terremoti potrebbero essere il risultato di movimenti in profondità lungo la faglia della Vallelonga, che interessa il versante orientale della depressione valliva. L'area in questione, in particolare la Val Roveto, è stata interessata in passato da eventi sismici anche al di sopra della soglia del danno: ricordo, a esempio, i terremoti del 1922 e del 1927, tanto per citare i più recenti. Ricordo anche un terremoto "avvertito" in diretta dal sottoscritto una domenica di agosto forse del 1993, mentre rilevavo nella piana del Fucino. Insomma, si tratta di un settore che già in passato ha generato terremoti, anche se certamente non paragonabili a quello del 6 aprile. Le cose cambiano significativamente andando più a sud, verso Sora e Cassino, dove terremoti come quello del 1349 e del 1654 hanno causato danni piuttosto ingenti.
Delle faglie adiacenti a quella che ha causato il terremoto del 6 aprile, le più significative sono, a mio parere: a sud quella nota come "media valle dell'Aterno", di cui più volte si è parlato nelle risposte ai quesiti dei giorni passati: si tratta di una faglia che si sviluppa tra San Demetrio e Molina Aterno e poi ha un ulteriore segmento nella valle subequana; a nord le faglie del Pettino e del Monte Marine che dovrebbero essersi attivate nel 1703; ancora a nord, la faglia della Laga, lungo cui è in corso attività sismica - come si può vedere dalle risposte a quesiti dei giorni passati; ad est le faglie di Assergi e Campo Imperatore, cui non sono riferibili forti terremoti storici.
Le evidenze paleosismologiche lungo le varie faglie del Fucino suggeriscono che l'attivazione con terremoti paragonabili a quelli del 1915 avvenga ogni 1500-2500 anni. Ovviamente, non è possibile escludere, anche se lo considero poco probabile, che possano generarsi nel Fucino anche eventi sismici più piccoli di quello del 1915. Infine, gli abitati della Marsica potrebbero risentire anche dell'attivazione di altre faglie adiacenti all'area fucense, come quella dell'alta valle del Sangro (cui non sono riferibili terremoti storici), tra Passo del Diavolo e il Monte Greco o quella dell'Altopiano dell Rocche - che però sembrerebbe essersi attivata in epoca medievale (in base a studi paleosismologici).
Un caro saluto,
Fabrizio Galadini
325 domanda David Di Febo -- 04-06-2009
Quesito:
vorrei sapere se c è una metodologia per calcolare per ogni singolo evento la supercifie di faglia o piano di faglia ke viene fagliata dall'evento
esempio:
alle ore 14.40 evento sismico di ml 3.2 ecco quanta superficie della faglia si è fagliata,fratturata con il suddetto evento ? spero di essere stato chiaro
grazie della risp e buon lavora
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-08 20:38:25
Meno di un km per un km.
Buona serata
324 chieti Thomas Pontrelli -- 04-06-2009
Quesito:
salve, abito a chieti. vorrei sapere:
1) se qui a chieti si siano mai verificati terremoti distruttivi e con quale grado max;
2) quali faglie possono provocare più "problemi" qui, visto che da come ho letto, qui sotto non dovrebbe passare nessuna faglia;
3) se è una leggenda o meno che chieti sotto sia vuota e se il terreno sottostante possa amplificare o meno i sismi.
grazie mille per il lavoro che svolgete e per l'eventuale risposta
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-04 12:04:10
per la storia sismica di Chieti consulti

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

consultazione per località

Le sorgenti sismiche di interesse sono, in larga parte, quelle appenniniche.

Si' e' una leggenda (diffusa anche altrove)

Buona giornata
323 Faglia Pettino:Microzone sismiche e costruzioni Alessio Albani -- 04-06-2009
Quesito:
Salve,
sono il proprietario di un appartamento nella zona di Pettino.
La mia palazzina,a parte i danni ai tramezzi, non riporta problemi strutturali.
Purtroppo solo ora sono venuto a conoscenza della presenza della faglia in prossimità del quartiere di Pettino.
Ora le mie domande sono queste:

1)E' possibile che alcune zone a Pettino, pur essendo vicine alla faglia,abbiano un terreno idoneo e più resistente ai terremoti rispetto agli altri?
2)Quando si avrà una mappatura che indichi le microzone con le diverse sismicità?

Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-04 16:46:26
Gentile Signor Albani,
la normativa in Italia non esclude la possibilità di costruire edifici per usi comuni a ridosso di faglie. In realrà, il buon senso suggerirebbe di evitare. In effetti, il movimento di una faglia può comportare la dislocazione delle fomdazioni. In sostanza, recare danni di altro tipo alle strutture, rispetto a quelli più "tradizionalmente" attribuibili allo scuotimento. Dopo di ciò, nel caso del terremoto del 6 aprile la faglia del Pettino non si è mossa. Quindi, i danni osservati sono riferibili allo scuotimento e non ad altro. La faglia in questione si è probabilmente mossa nel 1703. Non sappiamo quando si muoverà in futuro, ma è possibile/probabile che ciò avverrà tra secoli.
Per quanto riguarda la microzonazione sismica, si tratta di attività coordinate dal DPC che matureranno nei prossimi mesi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
319 quesito Antonella Totani -- 03-06-2009
Quesito:
inutile ripetere quanto riuscite ad aiutarci con le vs risposte ai ns quesiti.... approfitto x chiedere ulteriore delucidazione; gli eventi segnalati dall ingv di roma riportano accanto le località, ossia i distretti sismici; ma in realtà le faglie interessate sono faglie diverse o continuazione delle stesse? esempio valle dell'aterno - gran sasso - velino sirente - aquilano -marsica - sono faglie distinte oppure no? grazie mille x l'attenzione
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 12:00:46
Gentile Signora Totani,
i cosiddetti "distretti sismici" rappresentano una suddivisione del territorio per finalità di monitoraggio, in funzione della distribuzione della rete sismometrica nazionale. E' chiaro che, in "velino-sirente", "aquilano", "valle dell'Aterno", possono ricadere scosse causate dalla stessa faglia del 6 aprile. Una faglia puo' essere lunga anche più di 20-30 chilometri in profondità. Quindi, puo' ricadere in più distretti sismici. In più distretti sismici ricadranno, di conseguenza, gli epicentri dei terremoti da essa causati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
317 grado sismico Rossella Alpegiani -- 03-06-2009
Quesito:
perche sulla cartina regionale varzi è segnalata come zona arancione mentre sulla mappa dell'ingv è segnalata di colore azzurro?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-03 12:11:07
sono due mappe che definiscono cose diverse anche se parenti fra di loro. Abbai la pazienza di leggere le reltive spiegazioni
316 Informazione e didattica Massimo Tarantelli -- 03-06-2009
Quesito:
La informo gentilissimo Dott. Fabrizio Galadini che a Teramo, purtroppo, l?informazione e la didattica attualmente è affidata a personaggi candidati alle elezioni comunali tipo progettisti che si propongono sistemazioni antisismiche delle scuole o che, come in un caso, si accompagnano nelle scuole con Giampaolo Giuliani, il quale spesso non si sottrae a lanciare accuse nei confronti dell?INGV e del suo Presidente.
In particolare c?è un candidato (Vincenzo Olivieri) che lo propone anche per radio ?Radio Lady?.
E? stato all?Istituto Tecnico Commerciale Vincenzo Comi di Teramo con lui, ma come può un Direttore Didattico autorizzare ciò?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-03 11:12:53
Gentile Signor Tarantelli,
pur non conoscendo personalmente i fatti di cui Lei mi scrive, e non potendo fare, quindi, una valutazione (che comunque non riporterei su queste pagine), so bene che anche una catastrofe sismica può eccitare gli animi di coloro che aspirano a posizioni di potere o a scalate politiche. In Provincia di Teramo, comunque, ci sono tanti tecnici dotati di grande serietà professionale. Ricordo, al proposito, che INGV ebbe nel 2004-2005 una Convenzione con la Provincia per fornire dati di ingresso per l'elaborazione dei piani di emergenza provinciali. Il referente per quella operazione fu il dott. Alessandro Venieri. La collaborazione fu estremamente proficua sul piano scientifico e dei risultati, grazie anche alla preparazione e alla sensibilità del dott. Venieri. Con lui ho tuttora un rapporto di lavoro "fuori progetto". Ci si sente e si discute tanto dei problemi inerenti la diesa dai terremoti nell'area teramana, nell'ambito di una collaborazione spontanea, senza altri fini che quello di ipotizzare azioni utili al livello provinciale per la mitigazione del rischio sismico.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
315 Lago di Scanno Luca Caroselli -- 03-06-2009
Quesito:
Buon giorno e scusate se ancora una volta approfitto del Vs. servizio, ma vivendo in una zona a elevato rischio sismico (valle peligna), voglio cercare (per puro interesse personale) di comprendere meglio l?area in cui abito.
In molti affermano che il lago di scanno si è formato a causa di una frana staccatasi dal Monte Genzana a seguito al terremoto del 217 a.c. narrato da alcuni testi di Tito Livio. E? vera questa teoria?
E se si vuol dire che anche la zona della Valle del Sagittario (paesi Scanno-Villalago-Anversa) è interessata dalla presenza di faglie?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-06 12:07:59
Gentile Signor Caroselli,
non mi risulta che ci sia informazione storica conclusiva sull'origine della frana di Scanno. Ci stiamo lavorando. In particolare, sono in corso indagini geomorfologiche finalizzate a chiarire un quadro cronologico per l'evento franoso. E' probabile che potendo usufruire di finanziamenti dedicati, noi si riesca anche ad ottenere cronologie assolute per la frana, mediante particolari analisi di laboratorio.
Nell'area sono presenti delle faglie, ma dal punto di vista geologico non sembra che ci siano evidenze in superficie di attività recente. Un frana, del resto, se sismoindotta, potrebbe essere anche generata da un terremoto originato in un'altro settore. Ad esempio, è assai probabile che la valle del Sagittario abbia avuto un forte scuotimento in occasione del terremoto del II secolo d.C. dell'area di Sulmona.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
314 Informazioni Alessandro Gentile -- 02-06-2009
Quesito:
prima di tutto ringrazio per il servizio fornito. Se non ci foste voi brancolleremmo nel buio.. ma in rif. al quesito 309 se voi e l'ingv di roma o il vesuviano siete incaricati a fornire dati alla comunità scientifica ed erogate questo servizio per mera cortesia sapete se esiste qualcuno che ha il preciso compito di informare la popolazione di quanto accade.. parlo di persone che vivono in zone colpite dal recente sisma o comunque in zone ad alto rischio sismico, magari in case poco sicure in attesa che qualcuno passi a controllarle. saluti affettuosissimi Alessandro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-03 00:00:50
Caro Alessandro,
le acquisizioni che vengono dal monitoraggio della sismicità in corso vengono trasferite sistematicamente al Dipartimento della Protezione Civile. E' il DPC che trasforma in azioni verso la popolazione quanto rilevato o prodotto dalla comunità scientifica. Oltre al monitoraggio, mi vengono in mente le analisi sui siti per la ricostruzione: le indagini sul campo sono condotte da ricercatori di INGV, CNR e Università. Ma tutti i dati acquisiti e gli elaborati vengono trasferiti a DPC che fa da trait d'union con i progettisti, e quindi con la società. La comunità scientifica non avrebbe gli strumenti ne' la competenza per adoperarsi direttamente verso la cittadinanza. Il legame diretto tra INGV e società avviene, come già osservato, spesso su base volontaristica e in ambiti ristretti, come in certa divulgazione (es. queste pagine dedicate ai "quesiti" della sezione di Milano-Pavia) o la didattica presso la scuola dell'obbligo.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
313 tsunami Nicola Giovani -- 02-06-2009
Quesito:
In caso di forte terremoto (Mw=6.5/7) con epicentro in zona appenninica interna dell'Abruzzo, c'è la probabilità che sulla costa possa verificarsi uno tsunami? Penso a Pescara che dista circa 40/50 km (via terra) dalla faglia del Morrone. Se si, sarebbero interessate le abitazioni costruite giusto in prossimità della costa o anche le più distanti? Grazie per la professionalità e la pazienza.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-02 11:05:48
No,
i terremoti dell'abruzzo appenninico non posono generare tsunami.
Buona giornata
312 rimostranze sull'IGNV di Roma R. Lattanzio -- 01-06-2009
Quesito:
Ho letto il quesito n. 309 e la relativa risposta.So, quindi, che non siete in grado di dare risposte relativamente all'evento sismico in questione rilevato dal sismografo vesuviano. Ho provato a chiamare il numero da voi suggerito ma senza esito. Sul sito dell'ingv continua a mancare la segnalazione dell'evento delle 8.52 di questa mattina. Non so se voi avete la possibilità di mettervi in contatto con l'ingv di Roma e di avere delle risposte, noi francamente siamo preoccupati perchè il non sapere è peggio di qualsiasi certezza. Buon lavoro e chiedo scusa per il disturbo.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-01 20:04:53
Buonasera,
prima di tutto, abbia la gentilezza di scrivere nome e cognome. In secondo luogo non credo che lei sia autorizzata/o a usare il termine "rimostranze". Il nostro lavoro è diretto a fornire dati scientifici alla Protezione Civile e alla comunità scientifica, non alla popolazione. Quello che viene fatto in più, come rispodere a questi quesiti, è fatto a livello volonrtario.
Non vedo peraltro di che cosa sia preoccupato/a. C'è stata una scossa sismica? Bene, ne avvengono centinaia. Da una scossa non si può determinare nessuna previsione. Dove abita? Se abita in una zona sismica mi sembra normale che si possano verificare terremoti. Giusto?
Non credo che il centralino dell'INGV non risponda. Comunque può provare a contattare l'Osservatorio Vesuviano, che è anch'esso una sezione INGV.
Buona serata
311 traccia sismica Leonardo Frittella -- 01-06-2009
Quesito:
Salve,
gradirei capire come mai nella traccia sismica di oggi 01/06/2009 alle ore 8,52 il sismografo SGG V dell'Osservatorio Vesuviano riporta un evento che sembra importate come magnitudo mentre nn lo si trova nell'elenco degli eventi sismici dell'INGV.
Cordiali saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-01 13:27:13
Veda la risposta al quesito 309.
Buona giornata
310 Vasto (CH) Teodoro Melle -- 01-06-2009
Quesito:
Avendo analizzato la storia dei precedenti sismici relativi alla zona in oggetto gradirei un chiarimento : assumendo che il valore Io rappresenti la magnitudo epicentrale ed il valore Is quella riscontrata sul sito è osservabile un significativo degrado dell'intensità nonostante la relativa prossimità dell'evento(Maiella,Abruzzo mer.), sarei interessato pertanto a sapere se questo aspetto dipende dalle caratteristiche geomorfiche del sito e se di esse si è tenuto conto nella sua classificazione di rischio sismico; vorrei che inoltre mi fosse chiarita la scala di magnitudo adoperata nel vostro archivio dei precedenti storici. Distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-01 12:03:00
Il parametri I0 rappresenta l'intensità all'epicentro.
Per le spiegazioni relative alla magnitudo abbia la cortesia di leggere la presentazione del sito DBMI04

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

Buona giornata
309 Scossa ore 10:53 01/06/09 Gianni Giandomenico -- 01-06-2009
Quesito:
Salve,

Alle ore 10:53 del 1/6/09 il sismografo del'osservatorio vesuviano (sonda SGG V Matese) ha segnalato una forte scossa. Per ora (ore 11:50) non ho visto sul sito ingv nessuna notifica.
Posso avere informazioni aggiuntive in merito a questo evento?
Grazie
Gianni
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-06-01 12:00:20
Buongiorno,
lei ha depositato un quesito sul sito della sezione di Milano.
Come abbiamo più volte detto, la sezione INGV di riferimento per la sismicità corrente è il Centro Nazionale Terremoti, che produce la lista (non esaustiva) di eventi che può vedere pubblicata sul sito http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index2.html.
E' possibile raggiungere telefonicamente il CNT (06 518601).
Buona giornata
308 Faglia Laga Massimo Ferretti -- 01-06-2009
Quesito:
Perdonate ma dalla lettura di molti quesiti riferiti alla faglia della Laga e in particolare al rischio di una sua attivazione (trattasi di faglia non attiva da molto tempo) non ho ben capito se questa è attualmente si è attivata.
Vi ringrazio per la collabroazione
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-02 10:02:06
Gentile Signor Ferretti,
gli studi della fine degli anni novanta lungo la faglia della Laga hanno evidenziato dislocazioni lungo la sua emergenza in superficie avvenute negli ultimi millenni. Dal punto di vsta geologico, ciò significa che la faglia è attiva. In cosiderazione della sua lunghezza, è possibile ipotizzare la magnitudo massima attesa, come più volte scritto su queste pagine. Poiché non sono riferibili a questa faglia terremoti storici con M circa 6.5, ecco che noi tendiamo a usare il termine "silente", con ciò indicando una faglia il cui terremoto massimo associabile non è avvenuto nei secoli passati.
Fiora ho parlato di evento massimo atteso con l'attivazione della faglia. Ciò che stiamo osservando è qualcosa di diverso: l'attività lungo questa faglia connessa al rilascio di terremoti di piccola magnitudo. La faglia si è attivata ma, in questa fase, la sismicità è limitata ad eventi di ridotta energia. Sul significato di questa sismicità, può scorrere le risposte date ai quesiti precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
306 faglia maiella-porrara Giorgia Moretti -- 31-05-2009
Quesito:
In uno dei quesiti ho letto:"Se il terremoto del 1706 non fosse legato all'attivazione della faglia Maiella-Porrara, non sarebbero noti terremoti storici compatibili con l'attivazione di questa". Se così fosse è plausibile pensare che tale faglia non sia in grado di generare terremoti? E, se fosse responsabile del terremoto del 1706, è plausibile pensare che siamo lontani dal tempo di ricorrenza (se l'intervallo di ricorrenza va dai 1500 ai 2500 anni)? Grazie per il servizio che ci state offrendo!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-06-02 10:09:58
Gentile Signora Moretti,
rispondo per punti:
1) il fatto che la faglia sia attiva e possa generare terremoti non viene dall'associazione col terremoto del 1706: viene dal fatto che lungo la sua emergenza ci sono tracce di dislocazioni della superficie avvenute negli ultimi millenni; in sostanza, si tratta di una faglia che dal punto di vista geologico è da considerarsi attiva e potenzialmente capace di rilasciare forti terremoti.
2) la risposta, in questo caso, è si'; non abbiamo idea del tempo di ricorrenza di questa faglia, ma se dovesse essere vera la regola per cui le faglie sismogenetiche principali dell'Appennino hanno lunghi tempi di ritorno per eventi di elevata magnitudo, dal 1706 sarebbero passati solo (!) tre secoli.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
305 canetra Luciana Cruciani -- 31-05-2009
Quesito:
ho letto tutte le risposte che date con puntualità e pazienza e ho ricevuto molte utili informazioni, per questo va a voi un sincero ringraziamento. vorrei soltanto sapere, se è possibile, che cosa significa che l'evento del 6 aprile ha attivato la faglia dei monti della laga e se un'eventuale sisma causato da questa attività potrebbe raggiungere un'entità pari a quella dell'aquila e soprattutto giungere fina canetra che è a sei km da antrodoco?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-31 22:06:31
Gentile Signora Cruciani,
non so se è stato esattamente il terremoto del 6 aprile ad attivare la faglia della Laga. E' tuttavia evidente che a partire dal 6 aprile, accanto alla sismicità riferibile al proseguimento del processo di rottura della sorgente che ha causato il terremoto principale aquilano, sono state registrate scosse, in genere di piccola magnitudo, attribuibili a movimenti nel sottosuolo lungo la faglia della Laga. Grazie al notevole livello tecnologico e alla densità delle stazioni sismometriche, oggi viene rilevato un fenomeno che anni fa non sarebbe stato identificato con il medesimo dettaglio. Come già scritto nelle risposte ad altri quesiti, non è possibile definire l'evoluzione della sismicità in corso. Del resto, proprio per i motivi di cui sopra, stiamo registrando un processo che mai in precedenza era stato osservato con simile precisione. Cio' detto, in caso di attivazione della faglia della Laga con la massima magnitudo attesa, avremmo un terremoto con M intorno a 6.5. La provincia di Rieti subirebbe certamente danni e suppongo che anche nella zona di Antrodoco gli effetti dello scuotimento si farebbero sentire. A questo proposito, può trovare informazioni utili nelle risposte ai quesiti 155, 162, 218 e 231.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
304 profondità sisma 19.9 Anna Tremontini -- 31-05-2009
Quesito:
Buongiorno! vorrei chiederVi se la scossa avvenuta il 30.05.09 ora UTC 08:20, Gran Sasso, magnitudo 2.2, la profondità "19,9" è normale? x ultimo il BKE V (riportato sul segnale del Matese) cosa vuol dire? grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-31 18:36:06
Buongiorno,
lei ha depositato un quesito sul sito della sezione di Milano.
Come abbiamo più volte detto, la sezione INGV di riferimento per la sismicità corrente è il Centro Nazionale Terremoti, che produce la lista (non esaustiva) di eventi che può vedere pubblicata sul sito http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index2.html.
E' possibile raggiungere telefonicamente il CNT (06 518601).
Buona giornata
302 faglia di pizzoli in movimento? Maria Coccia -- 31-05-2009
Quesito:
Salve ,sono due giorni che nella zona di Pizzoli si rilevano scosse con magnitudo al massimo di 3.5,una scossa nel momento in cui sto scrivendo,cosa sta succedendo?E'vero che la faglia di pizzoli e' stata attivata dal terremoto del 6 aprile?Se e' cosi' cosa dobbiamo aspettarci?Anche se tutti cercano di rassicurarci sta' avanzando la convinzione che non tutto ci venga detto e di conseguenza siamo tutti in una situazione di incertezza.Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-31 10:43:50
Gentile Signora Coccia,
lungi da me l'idea di tenere nascoste informazioni: non ne vedrei il motivo. Però, non posso andare oltre quanto è di mia conoscenza.
Dunque, le scosse che si avvertono a Pizzoli non hanno epicentro a Pizzoli. L'unico evento con M 3.5 degli ultimi giorni ha epicentro poco a ovest di L'Aquila. Come già detto, ad esempio nella risposta al quesito 299, la sismicità in corso - di cui trova traccia soltanto per gli eventi più significativi sul sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV - si inquadra nell'attività di due faglie distinte: quella che ha causato il terremoto del 6 aprile e la faglia della Laga. Sul significato di questa sismicità in riferimento all'attività delle faglie, può leggere nelle risposte a quesiti dei giorni passati.
In conclusione, la distribuzione degli epicentri dei terremoti dopo il 6 aprile non fornisce evidenza dell'attivazione della faglia di Pizzoli (che noi chiamiamo, generalmente, "del Monte Marine"). Sono altre le faglie responsabili della sismicità in corso.
Tenga comunque presente che quella del Monte Marine è una delle tante faglie attive dell'Appennino abruzzese. In base ai nostri dati, essa rappresenta un segmento della sorgente sismogenetica che causò il terremoto del 2 febbraio 1703. Anche di questo può trovare traccia nelle risposte a quesiti dei giorni precedenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
301 terremoto Simona Marrone -- 31-05-2009
Quesito:
Innanzi tutto volevo ringraziarvi per la vostra gentilezza, pazienza e disponibilità e per la tempestività ed esaustività nelle risposte.
Premesso che non è possibile prevedere un evento sismico deterministico, volevo sapere il vostro parere sulle molteplici scosse che si stanno susseguendo nelle ultime ore,la cosa mi preoccupa perché c'era stata una diminuzione notevole delle stesse sia di numero che di intensità, a vostro avviso facendo una stima "probabilistica" la sequenza di queste scosse è normale oppure potrebbe essere il preavviso di qualcosa di più preoccupante? Mi scuso per il disturbo e vi ringrazio in anticipo per tutto!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-31 10:11:07
Gentile Signora Marrone,
può trovare informazioni utili nella risposta al quesito n. 299. Quanto scritto vale anche per i piccoli eventi sismici riportati sul sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV avvenuti questa notte e questa mattina.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
300 domanda Antonella Totani -- 30-05-2009
Quesito:
complimenti per il vs lavoro e per le vs risposte sempre esaurienti...volevo chiedervi, da quale faglia è stato causato il sisma del 06 aprile e se davvero passa per l'aquila e soprattutto su via xx settembre; tra l'altro è vero che i terremoti non si possono prevedere ma mi chiedevo se nei vs studi c è una lista, una sorta di classifica di quelli che ci si aspetta prima? se si, quali? grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-30 23:00:56
Gentile Signora Totani,
come scritto nelle risposte ad altri quesiti, il terremoto del 6 aprile sembrerebbe essere stato causato da una faglia la cui emergenza in superficie si trova a est di L'Aquila: è stata rintracciata sotto ad uno dei viadotti autostradali nel tratto Aquila est-Assergi, nell'abitato di Paganica e, nella parte più meridionale, nell'abitato di San Gregorio. In sostanza, si tratta di una faglia costituita, in superficie, da tre segmenti minori con andamento nordovest-sudest. Via XX settembre non ha nulla a che vedere con questa faglia.
Per quanto riguarda gli studi di pericolosità sismica, vale a dire probabilità che si verifichi un determinato scuotimento del suolo in un certo intervallo temporale, può trovare l'informazione di cui necessita nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale al sito www.zonesismiche.mi.ingv.it.
Infine, mi permetta di sottolineare il notevole risultato raggiunto dei 300 quesiti. Lo scorso anno, in tutto, ne furono posti una trentina. Al di là del fatto che il motivo che porta a porre queste domande è spiacevole, legato ad un evento che nessuno di noi avrebbe voluto vedere, la speranza è che le risposte che noi diamo possano contribuire a migliorare la conoscenza sulla sismicità del territorio abruzzese in tutti coloro che hanno la pazienza di leggere le nostre parole.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
299 sciame sismico Roberta Lattanzio -- 30-05-2009
Quesito:
Innanzi tutto grazie per il lavoro che svolgete. Questa notte ci sono state varie scosse nell'aquilano e nel Gran Sasso, una delle quali è stata avvertita nettamente a Popoli da più persone.Nel momento in cui ci si stava lentamente rilassando, queste scosse hanno di nuovo creato ansia e incertezza.Non ho domande da fare ma gradire una Vs. sincera valutazione della situazione. Grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-30 15:17:22
Gentile Signora Lattanzio,
la maggior parte delle recenti scosse riportate sul sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV hanno epicentro a ridosso di L'Aquila. Direi che si collocano nel quadro delle "repliche" che dal 6 aprile hanno interessato questo settore appenninico. Le scosse riportate nello stesso sito e poste nel "distretto sismico" Gran Sasso hanno bassa magnitudo. Potrebbero essere compatibili con l'altro processo avviatosi a seguito della scossa del 6 aprile, vale a dire l'attivazione della faglia della Laga con terremoti di magnitudo bassa e (in pochi casi) moderata. Di questo aspetto si è trattato nelle risposte ad alcuni quesiti dei giorni passati.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
298 abitazioni Simona Marrone -- 30-05-2009
Quesito:
SALVE, INNANZI TUTTO VI ESPRIMO TUTTA LA MIA GRATITUDINE E AMMIRAZIONE PER IL VOSTRO LAVORO.
LA DOMANDA CHE MI PONGO, E' SE LE ABITAZIONI RIMASTE ILLESE DAL SISMA HANNO COMUNQUE RISENTITO DEGLI EFFETTI DEL TERREMOTO E QUINDI HANNO DI FATTO UNA RESISTENZA MINORE RISPETTO A PRIMA CHE SI VERIFICASSE L'EVENTO. IN SOSTANZA MI CHIEDO SE POTREBBERO SOPPORTARE SCOSSE UGUALI O VICINE A QUELLE DEL 06 APRILE. VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE E VI SALUTO CON IL CUORE. BUON LAVORO....
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-30 13:47:54
Buongiorno,
la ringrazio delle parole e anche del quesito, del tutto ragionevole.
Purtroppo non possiamo dare una risposta che valga per tutte le costruzioni e soprattutto non possiamo darla noi sismologi e da lontano.
In linea di principio una abitazione danneggiata ha speso una parte della sua resistenza e quindi è diventata più debole. Una illesa dovrebbe aver reagito elasticamente. Tuttavia le costruzioni sono una diversa dall'altra, e in Italia non esiste una specie di "libretto sanitario" delle costruzioni stesse. Non possiamo che consigliare di attenersi alle indicazioni che vengono dalle autorità che hanno fatto le ispezioni.
Spero di essere stato di aiuto.
Grazie e buona giornata
297 Valle Subequana (AQ) Erika Bernabei -- 29-05-2009
Quesito:
Gentili Ricercatori dell'INGV sarei interessata a farmi un'idea della storia sismica di Secinaro (AQ), possibilmente anche nei tempi remoti (A.C. e D.C.), mi dareste delle fonti (libri, romanzi, testi scientifici e altro)?
Più in generale sono interessata anche a una storia sismica dell'Abruzzo, esiste qualche testo sintetico in proposito?
Cordiali saluti/Erika Bernabei
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-30 15:28:39
Gentile Signora Bernabei,
purtroppo non sono disponibili volumi attendibili sulla storia sismica dell'Abruzzo, sebbene storici locali ne abbiano scritti, peraltro non recentemente. Il fatto è che la sismologia storica è ciò che i termnini stessi suggeriscono: un prodotto di ricerca storica "illuminato" dalle conoscenze di sismologia: quindi il frutto di non semplici elaborazioni. E allora, per avere un quadro sulla sismicità delle zone di suo interesse, potrà visitare il nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/. Potrà fare una ricerca per "località", a esempio Secinaro, e scoprirne la "storia sismica".
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
295 Brevi scosse sismiche Milano Roberto Beneduci -- 29-05-2009
Quesito:
Buongiorno,

quest'oggi 29 Maggio come circa una settimana fa io ed un mio collega di ufficio situato nello stesso stabile, abbiamo sentito delle scosse molto brevi. Siamo in un palazzo di 6 piani adibito ad uso ufficio.

Non abbiamo riscontro di contemporaneità di lavori in corso ne al piano inferiore ne a quello superiore ne per strada.
Volevo sapere se risultano scosse sismiche di breve entità a Milano.
Diversamente dobbiamo immaginare che il palazzo abbia dei problemi.

grazie
Roberto
Risponde Paolo Augliera il 2009-05-29 20:03:36
Non risultano eventi. A volte, oltre a quanto da lei descritto, anche altri fenomeni (ad es. passaggio mezzi pesanti, camion, vento etc) possono far pensare ad un inesistente evento sismico.
Sono un sismologo, per quanto concerne i dubbi sulla staticità del palazzo etc. dovete rivolgervi ai tecnici di quel settore. Cordiali Saluti
294 pericolosità sismica Marsica Tiziano Martini -- 29-05-2009
Quesito:
Gentile INGV,
innanzitutto mi preme ringraziarvi per il lavoro che svolgete. Il mio quesito riguarda la Marsica: da vs precedenti risposte sul tema ho capito che le faglie strettamente attinenti a questa zona, avendo già "scaricato" in un forte evento sismico nel 1915, sono, in termini probabilistici, meno pericolose di altre (quali quella del Morrone) che non danno terremoti da diverso tempo; quali altre faglie potrebbero però interessare, in caso di un sisma di magnitudo elevata, la Marsica con danni ingenti (fatte salve le variabili sulla resistenza delle strutture)? Intendo comprendere anche faglie di nuova formazione. Vi ringrazio.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-29 18:14:09
Gentile Sig. Martini,
molto probabilmente l'attivazione della più volte citata faglia della media valle dell'Aterno e del suo segmento più meridionale (faglia della Valle Subequana) recherebbe danni alla regione marsicana. Inoltre, a sud delle faglie che interessano il Fucino (espressione in superficie della sorgente che ha causato il terremoto del 1915), è stata identificata un'altra faglia, lungo l'alta valle del Sangro (all'incirca tra il Passo del Diavolo e il Monte Greco). Di fatto, buona parte di questa interessa il territorio marsicano e non si ritiene abbia causato terremoti nei secoli passati. A nord, sull'Altopiano delle Rocche, si trova la faglia Ovindoli-Pezza e il suo prolungamento settentrionale (Campo Felice, Lucoli ...). Tuttavia, dati geologici evidenzierebbero una sua attivazione in epoca medievale e dei tempi di ritorno superiori al millennio. Infine, lei cita la faglia del Morrone. Un forte terremoto ad essa legato probabilmente causerebbe danni almeno ai settori fucensi più orientali.
Direi che queste sono le sorgenti sismogenetiche potenzialmente in grado di causare i danni piu' significativi alla sua regione: esse potrebbero generare infatti terremoti con magnitudo tra 6.5 e 7.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
293 faglia di paganica Giorgia Moretti -- 28-05-2009
Quesito:
Salve, gentilmente, potreste illustrarmi il percorso della faglia di Paganica? Passa per l'abitato de L'Aquila? Ciò che è accaduto in via XX Settembre e in zona Villa è attribuibile al passaggio della faglia in corrispondenza di tale zona oltre che alla bassa qualità dei materiali edilizi adottati e alla strutura geomorfologica del suolo svantaggiosa (amplificatrice della risposta sismica)? Quanto influiscono, proporzionalmente, questi 3 fattori sui danni?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-28 10:34:50
Gentile Signora Moretti,
la faglia di Paganica non attraversa L'Aquila. Nel suo tratto più settentrionale è stata individuata ad est della città e del rilievo del Monte Pettino, al di sotto di uno dei viadotti autostradali nel tratto L'Aquila est-Assergi. Prosegue verso SE in direzione di Paganica: la parte più orientale dell'abitato è costruita a ridosso di un pendio che si è formato per il movimento della faglia durante decine di migliaia di anni. Ancora verso SE, a ridosso della strada per Pescomaggiore, la faglia si interrompe, per riprendere a sud, in corrispondenza del rilievo su cui si appoggia l'abitato di San Gregorio. Poco a sudest di San Gregorio si perdono le tracce dell'espressione in superficie.
Per quanto riguarda via XX Settembre e le altre aree con notevoli danni, i ruoli giocati dalle caratteristiche dell'edificato e dagli effetti di sito sono materia di studi in corso. Ci vorrà tempo per avere risposte conclusive. Nel caso di alcuni edifici, però, mi sembra evidente la preponderanza degli aspetti costruttivi.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
292 terremoto Maddalena Vento -- 28-05-2009
Quesito:
premetto:sono mamma di due bambine una di 4 anni e una di 4 mesi, dunque le mie paure in merito a probabili terremoti si triplicano e mi fanno perdere ogni forma di razionalità. abito a riposto(ct)e da un pò si vocifera l'attesa di un forte terremoto. so che non è possibile prevederlo ma affinchè io possa tranquillizzarmi un pò vorrei avere quante più notizie possibili in merito e soprattutto sapere esattamente cosa fare in caso di emergenza in modo da dominare le mie angosce attraverso una maggiore conoscenza dei fatti e dei mezzi per poter salvare le mie bimbe innanzi tutto e me.esagero a pensare di tener pronta una borsa per la fuga?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-28 10:25:02
Gentile signora,
comprendiamo benissimo le sue paure. Tuttavia, per quando riguarda le voci abbiamo già risposto, basta che scorra i quesiti e le relative risposte.
E' chiaro che nelle zone sismiche ci si deve attendere un terremoto anche senza che qualcuno vada in giro a mettere paura.
Per la preparazione individuale e collettiva deve fare riferimento alle autorità competenti locali.
Buona giornata
291 Segni Precursori dei Terremoti Antonio Rosettini -- 28-05-2009
Quesito:
Salve,

pur capendo che i terremoti non possono essere previsti sono alquanto sconcertato dal fatto che si continui ad ignorare alcuni fenomemni naturali che precedono i grandi sismi. Mi riferisco, in particolare, alle luci sismiche (EQL) ed al fenomeno dei lombrichi che fuoriescono fino a 30 giorni prima del sisma. A l'Aquila abbiamo visto entrambe i fenomeni con almeno 8-10 giorni di anticipo rispetto al 6 aprile, con massiccia fuoriuscita dei lombrichi 8-9 giorni prima e ancora prima per quanto riguarda i fenomeni luminosi EQL. Forse se qualcuno li avesse collegati e pubblicati ora ci sarebbe qualche morto in meno, cosa ne pensate?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-28 10:08:34
Buongiorno,
avevate segnalato a qualcuno i fenomeni in oggetto? Provi a parlarne con Dipartimento della Protezione Civile.
Buona giornata
290 ultime scosse nell'aquilano non riportate nell'elenco Adelindo Paolucci -- 27-05-2009
Quesito:
Salve, sabato 23 maggio tre 10 e le 11 di mattina e questa mattina 27 maggio alle 5.01 ora locale, ho avvertito nettamente scosse di breve durata a l'aquila città. Non vedendole riportate sul vostro sito telematico vi chiedo se non le documentate più come prima. Grazie !!
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-27 09:28:26
Gentile signore,
lei ha depositato un quesito sul sito della sezione di Milano.
Come abbiamo più volte detto, la sezione INGV di riferimento per la sismicità corrente è il Centro Nazionale Terremoti, che produce la lista (non esaustiva) di eventi che può vedere pubblicata sul sito http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index2.html. E' possibile raggiungere telefonicamente il CNT (06 518601).
Buona giornata
289 informazione Mariacristina Del Beato -- 26-05-2009
Quesito:
Buonasera,
volevo sapere in che posizione si trova Vittorito (Aq) rispetto alla faglia del Morrone, sul tetto o sul letto di quest'ultima?
Inoltre quali sono i criteri con i quali si definisce una faglia "silente" o "morta" ?
Scusate per i termini elementari con cui ho posto le domande ma non ho alcuna conoscenza nel campo della geologia, nell'attesa di una risposta invio cordiali saluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-26 20:29:57
Gentile Signora Del Beato,
Vittorito si trova sul tetto della faglia. Dal Morrone, il piano immerge sottoterra verso ovest. Quindi, Vittorito è "sopra" di esso.
In genere noi definiamo "silente" una faglia che ha evidenze geologiche di attività almeno negli ultimi 20.000 anni ma cui non sono associabili terremoti storici. Qui si parla ovviamente di faglie in grado di originare terremoti forti. Per chiarire il problema, un aspetto che va considerato è che i cataloghi sismici riportano presumibilmente tutti i forti terremoti (diciamo M>6) del passato di un intervallo temporale pari a diversi secoli. Ora, è chiaro che dire che una faglia è attiva ma non ha associati terremoti storici significa ammettere che ad essa è riferibile una probabilità di attivazione superiore a quella che caratterizza le faglie che invece hanno associati terremoti storici.
Non usiamo il termine "morta" per una faglia. Diciamo, in genere, "inattiva". Ce ne accorgiamo perché la faglia, in superficie, non disloca depositi ad esempio del Pleistocene medio o del Pleistocene inferiore. Ciò equivale a dire che quella certa faglia non si muove da centinaia di migliaia di anni. In casi di questo tipo si può escludere che essa possa generare terremoti di M>6, ma non si può escludere che parti sepolte di essa possano ancora generare terremoti più piccoli. Un esempio di questo tipo è - a mio parere - la faglia della valle del Liri (che comunque potrebbe aver generato i terremoti del 1922 e del 1927, con M circa 5.1). Altro esempio è la faglia della valle del Turano, che a sud di Ascrea e Paganico è "sigillata" da depositi del Pleistocene inferiore.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
285 faglia della media valle dell'aterno Antonella Leone -- 25-05-2009
Quesito:
dunque...ricapitolando (dopo aver letto i quesiti precedenti) la faglia della media valle dell'aterno è una delle faglie gemelle attivatasi dal sisma del 06/04 e che considerata la lunghezza 21km e l'intervallo storico ( nn so quando abbia scatenato l'ultimo sisma; ma credo che per produrre terremoti di magnitudo piu alto sicuramente è da diverso tempo che non scarica energia)è una di quelle che desta preoccupazione... e che si trova parallela a quella del morrone...dunque maggiori rischi per sulmona o per avezzano? grazie per l'attenzione e per le delucidazioni ad una vera profana. buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-26 19:54:35
Gentile Signora Leone,
le cose non stanno esattamente così. La faglia che si è attivata il 6 aprile è quella di Paganica. Non so a cosa Lei si riferisca con "faglie gemelle". Non ne ho mai sentito parlare. La faglia della media valle dell'Aterno non si è attivata col terremoto. Essa, sviluppandosi tra San Demetrio e Molina Aterno e avendo poi un segmento nella valle Subequana, tra Castelvecchio e Goriano Sicoli, presa nel suo insieme, come somma dei vari segmenti, è piuttosto lunga. Ciò comporta che se l'intera faglia sismogenetica si attivasse, ci sarebbe da attendersi un terremoto più forte di quello del 6 aprile. Tale faglia non è "parallela" a quella del Morrone: ha in pianta la sovrapposizione di un piccolo tratto con quest'altra faglia. In pratica: finisce verso sud a Goriano Sicoli, mentre quella del Morrone comincia poco a nord di Popoli. In virtù della sua geometria (piano della faglia immergente verso sudovest) e dell'energia associata al massimo terremoto atteso, è presumibile che l'attivazione della faglia della media valle dell'Aterno possa recare danni nella valle Peligna e nella Marsica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
283 terremoto abruzzo Maria Bucci -- 25-05-2009
Quesito:
Innanzitutto ringrazio per il servizio che ci offrite giornalmente. Gradirei sapere se la faglia della valle dell'Aterno è in qualche modo pericolosa per la valle Peligna. Risiedo vicino a Sulmona ed un esperto della zona si è pronunciato in tal senso. Volevo avere da voi una conferma. grazie di nuovo.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-25 19:28:25
Gentile Signora Bucci,
la faglia della media valle dell'Aterno è più vicina alla zona peligna di quanto lo sia la faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile. Se aggiunge il fatto che essa potrebbe generare anche terremoti di magnitudo superiore, è chiaro che possiamo aspettarci un livello di danno maggiore di quello causato nella zona peligna dal terremoto dl 6 aprile.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
282 2 quesiti Massimo Ferretti -- 25-05-2009
Quesito:
Oltre a complimentarmi per il vostro prezioso volontario impegno volevo chiedere due delucidazioni:

1 non ci sono state più notizie in merito alla lieve scossa di Roma, Castel Sant'Angelo e in particolare se tale scossa scaturisce da una faglia già conosciuta e considerata trascurabile in termini di rilasci attesi o se in realtà è una sorpresa ancora da studiare

2 volevo informazioni in merito allo squotimento atteso anche in relazione alla conformazione del suolo del Comune di Cappadocia (AQ) che mi sembra non appartenga alla categoria di massimo rischio nelle mappe sismiche
Vi ringrazio ancora per il lavoro svolto
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-25 18:02:22
Il terremoto di Roma ha avuto una magnitudo molto bassa, che si riferisce a rotture molto piccole della crosta. Terremoti di questo tipo e anche più grandi si possono generare ovunque e non fanno notizia.
Buona serata
281 le scuse Ludovica Di Muzio -- 25-05-2009
Quesito:
vorrei chiedere scusa per il quesito scritto da mio marito biamo tanto rispetto per il vostro lavoro e soo che qui (prov.Aquila) avertiamo delle scosse molto chiaramente e non sapiamo cosa sta sucedendo, e quando faciamo le domande voi fate riferimento al vostro sito dove le informazioni al riguardo non ce ne sono. grazie per la pazienza e scusate di nuovo
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-25 17:05:00
Gentile signora,
la ringrazio molto. Capisco il vostro problema, ma purtroppo noi non possimao aggiungere molto a quanto fanno i nostri colleghi di Roma.
Tenga presente inolte che questo servizio e' volontario, non saremmo obbligati a farlo in quanto il nostro lavoro e' un altro.
Buona giornata
280 corsica Giuseppina Tronca -- 25-05-2009
Quesito:
salve in riferimento al mio quesito num. 227, un domani l'italia si attaccherà all'Albania?..il mar adriatico non esisterà più...grazie.
Risponde Carlo Meletti il 2009-05-28 16:50:16
Probabilmente sì ma tra qualche decina di milioni di anni. Nessuno di noi sarà presente per verificarlo.
279 terremoto in abruzzo Giuseppe Di Muzio -- 25-05-2009
Quesito:
gentili usufrutuari di risorse dello stato,(e quindi di noi contribuenti)come mai? non viene aggiornato l'elenco dei sismi da voi gestito?non mi direte che lo fate per tranquillizzare la gente e favorirne il rientro a casa?o forse lo fate per creare un alone di mistero presso la vostra professionalita?che nessuno vi pretende con richieste di previsioni sismiche, per carita.perche lo fate, perche', ma vi rendete conto che il cittadino va trattato con rispetto o no.
lo sapete che la mancanza di un conportamento serio e soprattuto normale vi nuoce gravemente e ci offende altrettanto gravemente?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-25 11:22:39
Egregio signore.
prima di tutto lei ha depositato un quesito alla sezione di Milano, che non gestisce la rete sismica.
Per la sismicità corrente e' invitato a fare riferimento al sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV. Per ulteriori informazioni, può rivolgersi direttamente al CNT mediante contatto telefonico (06 518601).

In quanto alle sua valutazioni e alle sue insinuazioni, le ricordo che noi rispondiamo del nostro lavoro ai nostri superiori, e non certo ai lettori occasionali come lei.
Rivolga pure le sue rimostranze ai dirigenti dell'Istituto, se lo ritiene utile e se ne ha il coraggio, e non offenda chi svolge un servizio apprezzato dal 99,9 % degli utenti.
278 terremoto Francesca Verdi -- 25-05-2009
Quesito:
Sul sito dell'INGV - osservatorio vesusiano - alla voce segnali sismici in tempo reale, nella giornata di ieri 24.5.2009, nella zona SGG V (Matese), alle ore 18,19 e alle ore 21.48 si registrano eventi sismici di modesta entità che però non vengono riportati nel vostro database. Volevo sapere la magnitudo ed in che zona si sono verificate le scosse. Grazie dall'Abruzzo.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-25 11:23:22
Per la sismicità corrente e' invitato a fare riferimento al sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV. Per ulteriori informazioni, può rivolgersi direttamente al CNT mediante contatto telefonico (06 518601).
277 faglia di gran sasso Ludovica Di Muzio -- 25-05-2009
Quesito:
salve a tutti e grazie per il servizio offerto. vorrei sapere come si chiama la faglia di gran sasso che atualmente sta facendo le scosse, e poi vorrei sapere se ci sono le scosse da qualche faglia di valle peligna anche se sono pcoli e non riportati al sito ingv.it.grazie di nuovo per il servizio, e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-25 18:29:38
Gentile Signora Di Muzio,
a parte la sismicità riferibile alla faglia della Laga, di cui troverà traccia nelle risposte a quesiti dei giorni precedenti, la sismicità più meridionale del "distretto" sismico Gran_Sasso non è facilmente attribuibile a faglie di grandi dimensioni con evidente espressione in superficie. Infatti, terremoti come quelli del 24 maggio (M 2.6 e 2.7) sono relativi a rotture lungo fratture di piccole dimensioni nel sottosuolo. Può darsi che i terremoti citati siano avvenuti lungo parte della cosiddetta faglia di Assergi, ma puo' anche darsi che tale attribuzione sia errata.
Per quanto riguarda invece la sismicità corrente (cui Lei fa riferimento per la Valle Peligna), il sito di riferimento è sempre quello del Centro Nazionale Terremoti. Il Centro è anche raggiungibile per via telefonica (06 518601).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
276 natura del terreno Silvia De Stefenis -- 25-05-2009
Quesito:
Buongiorno,
mi piacerebbe avere qualche informazione in più sulla natura dei terreni. Mi spiego meglio, in Abruzzo c'è un paese, Tocco Da Casauria, che, per "gli anziani" poggia sul tufo, per gli "esperti", invece, si tratta di travertino, in quanto, specificano, il tufo si trova soltanto in zone vulcaniche che, per loro natura non sono nè il monte Morrone nè le montagne circostanti a questo ultimo.
Tale pietra locale, utilizzata per le costruzioni, a parte la modalità di realizzazione delle abitazioni stesse, è da considerarisi "sicura".
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-25 19:08:57
Gentile Signora De Stefenis,
stavolta gli anziani non hanno ragione. O meglio, il fatto è che viene attribuito il termine "tufo" a ciò che in realtà è, come Lei osserva, travertino. In effetti, la deposizione di travertino è facilmente spiegabile nel quadro dell'evoluzione geomorfologica della Valle del Pescara, il tufo (tipico prodotto del vulcanismo tirrenico) non trova giustificazione nel quadro della storia geologica recente dell'area.
L'estrazione di travertino nella sua facies più cementata e litoide è piuttosto comune, per finalità edilizie. Tenga presente che veniva ampiamente utilizzato anche nell'Antichità. Purtroppo, non occupandomi di meccanica delle rocce, non so rispondere a domande sul comportamento dei travertini litoidi sottoposti a sollecitazione dinamica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
275 scosse non segnalate/divulgate Salvatore Mazzolla -- 24-05-2009
Quesito:
Ciao,

Seguo da tempo lo strumento che l'Osservatorio Vesuviano (INGV) ha messo a disposizione.
Sto parlando del sismografo online.

E' possibile che alcune scosse segnalate da questo sismografo vengano ignorate e non vengano segnalate sul sito www.ingv.it per capirne correttamente l'eventuale magnitudo? se si, perchè?

Proprio oggi (24 maggio) il sismografo ha segnato una scossa alle ore 16:19 UTC e un'altra alle ore 19:38 UTC. sul sito ingv.it non ci sono.

Grazie
Salvatore
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-24 22:11:31
Caro Salvatore,
per la sismicità corrente ti pregherei di fare riferimento al sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV. Tale sito riporta gli eventi ritenuti più signifcativi dagli operatori. Cio' significa che possono esserci discrepanze con i report da altre sezioni "monitoranti". Ma proprio per questo ti invito a contattare l'OV, oppure il già citato CNT mediante contatto telefonico (06 518601).
Cordialmente,
Fabrizio Galadini
274 scosse di assestamento o altro? Roberta Lattanzio -- 24-05-2009
Quesito:
Salve, anche ieri e oggi (23-24 maggio) ci sono state scosse nei distretti sismici del Gran Sasso e Monte della Laga anche di MG 3.2. Possono essere considerate scosse di assestamento? Abito a Popoli (PE).Grazie per la risposta
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-24 21:54:38
Gentile Signora Lattanzio,
può trovare informazioni utili nelle risposte ai quesiti 231 e 261.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
273 info e prevenzione Camilla Gatti -- 24-05-2009
Quesito:
La cittadina di Popoli è attraversata dalla faglia del Morrone, la geomorfologia del suolo è tale che andrebbe ad amplificare le onde sismiche in caso di terremoto, con tutte le conseguenze che sappiamo; è situata sul tetto di faglia (dico bene o sbaglio?). In che modo ci si può difendere? In caso di evento sismico, con magnitudo attesa, risulterebbero a rischio anche case costruite con i più moderni criteri antisismici e/o case in bioedilizia? Grazie infinite.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-24 21:43:30
Gentile Signora Gatti,
i dati in suo possesso sono corretti. Una piccola precisazione: Popoli è in parte costruito sul tetto e in parte sul letto della faglia. E' chiaro che la migliore difesa è rappresentata dall'avere edifici ben costruiti. Ciò contribuisce sensibilmente a diminuire gli effetti distruttivi di un terremoto molto forte. La lezione del 6 aprile, al proposito, è agli occhi di tutti. Ritengo che tale lezione potrà essere messa a frutto nell'immediato futuro, con l'adeguato utilizzo - a Popoli - dei fondi per la ricostruzione.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
272 "terremoti indotti" Camilla Gatti -- 24-05-2009
Quesito:
Ho letto che i terremoti di medio-alta intensità possono manifestare la tendenza ad attivarne altri ancora più forti ad una distanza anche di centinaia di km. Questo può avvenire entro alcuni giorni, mesi o addirittura anni dal primo evento. I due ricercatori Freed e Lin (Nature, 2001) affermano che la causa di un eventuale effetto ritardato debba essere ricercato nel comportamento del visco elastico della crosta terrestre. Cosa ne pensate? A generare un ?terremoto indotto? è sempre una faglia adiacente a quella che ha generato il primo? Anche se si parla di distanze chilometriche? Grazie per la vostra straordinaria disponibilità.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-25 17:48:47
Questo argomento è molto complesso e non si può trattare in poche parole.
Tenga comunque presente che un terremoto si verifica quando la sua sorgente è "abbastanza pronta", e che un terremoto poco distante può solo, eventualmente, accelerare o ritardare di poco un terremoto già in lista di attesa.
Buona giornata
271 quesito sulla marsica Antonella Xxxx -- 24-05-2009
Quesito:
per l'aquila si ricordano diversi eventi sismici(1300 1400 1700) mentre per quanto concerne la marsica oltre il famoso terremoto del 1915 (e uno credo nel 1907 dove non viene riportato magnitudo) non se ne trovano altri...da qui la mia domanda perchè Avezzano è considerata a elevatissimo rischio sismico se nella storia gli eventi sono decisamente inferiori a quelli dell'aquila e, davvero i tempi di intervallo tra un terremoto e l'altro nel fucino sono di 100 anni?( alcuni studiosi sostengono 100 altri 500....la differenza non è poca!) ..in conclusione noi marsicani al momento come siamo messi?! grazie per l'attenzione e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-24 21:29:10
Gentile Signora Antonella,
è vero che la Marsica ha una storia sismica meno "ricca" di quella delle regioni aquilana e peligna. In realtà, Avezzano non ha subito danni soltanto dal terremoto del 1915. Come potrà notare dal nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/, Avezzano ha sofferto danni (non elevati) anche nel 1778, 1850, 1922, 1927. La zona di Magliano e Rosciolo, inoltre, è stata seriamente danneggiata dal terremoto del 1904. Ora, se da un lato la faglia sismogenetica che ha causato il terremoto del 1915 potrebbe essere caratterizzata da lunghi tempi di ricorrenza per quanto attiene i terremoti con elevata magnitudo (tempi superiori al millennio), la regione marsicana potrebbe subire danni anche consistenti per l'attivazione di faqlie sismogenetiche adiacenti ad essa. Un esempio per tutti è la faglia della media valle dell'Aterno, di cui più volte si è trattato nelle risposte date ai quesiti nei giorni passati. Insomma, le ragioni per ritenere che Avezzano sia caratterizzata da un'elevata pericolosità sismica (non così elevata come l'Aquila, sulla mappa di cui al sito www.zonesismiche.mi.ingv.it) ci sono tutte.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
270 Informazioni! Loredana Ciucci -- 21-05-2009
Quesito:
Il mio paese, Castel Paganica di Montereale AQ è stato colpito dal terremoto del 1950 ed è stato in gran parte distrutto. Secondo qualcuno questo è accaduto perchè sotto al paese passa una faglia che potrebbe riattivarsi con le continue scosse sismiche di questi giorni. Può essere vero tutto questo?
Nel ringraziarvi, porgo cordiali saluti!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-25 19:24:14
Gentile Signora Ciucci,
voglia perdonare il ritardo della mia risposta. A ridosso dell'abitato di Castel Paganica è effettivamente ubicata una faglia che corre sul versante destro idrografico della valle all'interno della quale sono costruiti gli abitati di Castello e San Giovanni. Tale faglia, che è in linea verso NW con Montereale, è probabilmente attiva. Tuttavia essa non ha nulla a che fare con il terremoto del 1950, che invece sarebbe legato all'attivazione di una faglia sepolta, con direzione ca. E-W. Tenga presente che l'epicentro macrosismico (cioè l'epicentro valutato in base alla distribuzione del danno) del terremoto del 1950 si trova assai più a est della zona di Montereale. Ciò rende incompatibile la faglia Castello-San Giovanni con il terremoto citato: trattandosi infatti di una faglia il cui piano pende verso SW, l'epicentro di un terremoto da essa causato dovrebbe collocarsi appunto nel quadrante sudoccidentale.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
268 epicentro/ipocentro Guendalina Franceschilli -- 21-05-2009
Quesito:
Considerando che la maggior parte delle faglie appenniniche è caratterizzata da movimenti verticali, è possibile che l?epicentro di un eventuale evento sismico non sia prossimo alla faglia, così come è accaduto per il terremoto del 6 aprile. Le domande sono:
1) Per le due faglie del Morrone, fino a quanti Km oltre la faglia (in ogni direzione) potrebbe cadere l?epicentro in caso di evento sismico?
2) Visto che le costruzioni a ridosso di una faglia attiva, in caso di terremoto, potrebbero subire anche dislocazione e spostamenti verticali, questo si verificherebbe comunque anche se l?epicentro cadesse a distanza?
Grazie infinite per le risposte che sono sempre puntuali ed esaustive.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-24 22:05:53
Gentile Signora Franceschilli,
anzitutto le due faglie del Morrone sono una sola a profondità sismogenetiche, cioè abbiamo una sola faglia sismogenetica.
In genere, poiché le faglie sismogenetiche appenniniche sono caratterizzate da piani che immergono verso SW, con pendenze tra 45 e 65 gradi, l'epicentro di un terremoto non è mai "attaccato" all'emergenza in superficie della faglia. Un semplice esercizio: per una profondità ipocentrale di 10 km, con piano di faglia con pendenza 45 gradi, avremmo un distanza dell'epicentro dall'emergenza della faglia pari a 10 km. La distanza diminuirebbe per pendenze maggiori.
La dislocazione in superficie in corrispodenza dell'emergenza di una faglia attiva è dovuta alla propagazione del movimento lungo il piano di faglia a partire dall'ipocentro. Ciò non ha nulla a che vedere con la posizione dell'epicentro. La rottura in profondità raggiunge la superficie e disloca il piano di campagna o i manufatti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
267 terremoti Rita Rossi -- 21-05-2009
Quesito:
chiedo se è vero che nella città di Bg, la zona è vulcanica. dicono che dove ci sono le terme e ci sono a Bg, è un vulcano che lavora non spento, ma silenzioso. sono giovane e non sapevo della possibilità che potesse esplodere un giorno, o che la città fosse su un vulcano spento. è importante per me capire. grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-21 15:30:35
Se per BG intende Bergamo stia tranquilla, non cè nessun vulcano nei dintorni.
Buona giornata
266 periodo estivo Bruna Torrini -- 21-05-2009
Quesito:
Ancora una volta grazie per la pazienza accordata.E' vero che le attività sismiche generalmente si "fermano" nel periodo estivo per poi riprendere verso settembre -ottobre? E se così fosse potremmo pensare di portarci dietro la sismicità del Gran Sasso per altri mesi ( se non ho capito male questa attività sismica è distinta da quella del 6 aprile), magari aspettandoci che scarichi tutta la sua energia? Ringrazio anticipatamente.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-21 14:13:24
Purtroppo non e' vero, le attività a sismiche non vanno in vacanza...
Buona giornata
265 Faglia di Castelnuovo Giuseppe Lalli -- 21-05-2009
Quesito:
Da cronache lette risulta che più volte Castelnuovo (frazione di San Pio delle Camere)sia stata distrutta (almeno due 0 tre volte) o abbia riportato ingenti danni.
Evidentemente sorge su una faglia che si attiva con una certa frequenza pero' non si parla mai di questa faglia secondaria.
Potrebbe chiarirmi questo concetto?
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-21 11:36:01
Gentile Sig. Lalli,
in realtà Castelnuovo non sembrerebbe essere costruita su faglie attive. Il problema della "ricca" storia sismica di questo paese credo sia da ricercarsi nel fatto che esso è costruito su sedimenti alluvionali, con granulometria fine. E' possibile che questi siano all'origine di effetti di sito - di amplificazione del moto del suolo in caso di sisma - con i risultati che purtroppo conosciamo. Gli studi su questo aspetto sono in corso.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
263 quesito Alfredo Dicosmo -- 20-05-2009
Quesito:
Non vuole essere una provocazione ma se un terremoto non si puo' prevedere come si fa a prevedere che non ci sarà un sisma?
Presumo che le due cose siano complementari l'una esclude l'altra.
Grazie e buon lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-20 23:35:15
Gentile Signor Di Cosmo,
non è un caso il fatto che una mappa di pericolosità possa esprimere (per esempio) una probabilità pari al 10 percento di superamento di una determinata accelerazione del suolo in un certo arco temporale (utilizzi come riferimento la sempre citata mappa disponibile su www.zonesismiche.mi.it). Il che può anche leggersi come 90 percento di probabilità di non superamento.
Mi permetta di aggiungere anche che, tra quesiti ufficiali e non, abbiamo più volte interagito con Lei. Lasci spazio anche ad altri utenti del nostro servizio.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
262 terremoto nei dintorni di catania? Maria Grazia Ardizzone -- 20-05-2009
Quesito:
Salve!Vivo a Giarre (Ct)a 2 km dalla faglia che attraversa la frazione di Macchia..dallo scorso 13 maggio in cui si è verificata una scossa di magnitudo 3.6 proprio nella zona tra Macchia e S. Venerina avvertitosi intensamente in tutta l'area ionico-etnea, siamo in continua allerta. Da qualche giorno si vocifera (qualche geologo lo fa)che tra il 22 e il 25 c.m dovrebbe verificarsi un terremoto simile a quello che ha interessato l'Abruzzo.Vi risulta fondata una simile previsone? Mi chiedo è possibile prevedere un terremoto in un periodo ben preciso come anche stabilirne previamente l'intensità?insomma dobbiamo davvero preoccuparci nella zona di Giarre- Macchia, S. Venerina?Grazie!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-20 23:38:04
Gentile Signora Ardizzone,
può trovare informazioni utili nella risposta al quesito 239.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
261 informazione Donato Ferretti -- 20-05-2009
Quesito:
Ho notato che in questi ultimi giorni la sequenza sismica aquilana (in particolare mi riferisco a quella dei Monti della Laga) si è attenuata sia per numero di scosse che per magnitudo. Mi chiedo se sia ragionevole pensare che lo "sciame" stia concludendosi o se è ancora troppo presto per ipotizzare una simile eventualità.
ringraziandoVi anticipatamente per la risposta porgo i miei più cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-20 23:54:54
Gentile signor Ferretti,
se si trattasse della sequenza causata dalla faglia responsabile del terremoto del 6 aprile, le direi che il "decorso" è tale da far pensare al classico, progressivo e lento "spegnimento" dell'attività, con eventi sismici più rari e meno energetici. Invece, nel caso dell'attività sismica in corso lungo la faglia della Laga (per fortuna senza eventi di così elevata energia come quello del 6 aprile) è opportuno, a mio parere, mantenere una certa cautela ed evitare conclusioni affrettate.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
260 Varie Informazioni Cristiano Di Marco -- 19-05-2009
Quesito:
Salve, abito a Sulmona e mi complimento innanzitutto per questo servizio che offrite, successivamente vorrei porvi alcune domande:
1) In termini di magnitudo è possibile stabilire che terremoto abbiamo sentito a Sulmona il 6 Aprile?
2) La probabilità che in breve tempo (2-3 mesi, anche di meno) si verifichi un forte terremoto a Sulmona è nulla o no? Si è mai verificato un terremoto forte a distanza di pochi chilometri da un altro altrettanto disastroso in brevissimo tempo?
3) Ho appreso dalle domande precedenti che a Sulmona potrebbe verificarsi un terremoto non superiore a Magnitudo 6,3-6,4 (Magnitudo Momento 6,6-6,7, se ho ben capito); sarebbe come quello de L'Aquila o più forte (dal momento che sulla Magnitudo di quest'ultimo circola molta incertezza)?
4) Credete che prima o poi si possano prevedere i terremoti? L'uomo è a buon punto sotto questo aspetto o siamo ancora lontani?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-20 08:39:52
Gentile Signor Di Marco,
la Magnitudo è una misura dell'energia rilasciata con il processo di rottura della faglia sismica nel corso di un terremoto, quindi non cambia in funzione del luogo ove il terremoto viene avvertito o registrato. Ciò che varia è la cosiddetta intensità, definita sulla base degli effetti di un terremoto. L'intensità attribuita a Sulmona è stata pari al V grado della scala Mercalli Cancani Sieberg (per intenderci, ad Onna è stato attribuito il IX-X grado).
Sulmona è inserita nella fascia appenninica caratterizzata da elevata pericolosità sismica (ossia elevata probabilità che si verifichino scuotimenti con effetti al di sopra della soglia del danno nei prossimi anni o decenni). Può trovare informazioni al proposito sul nostro sito zonesismiche.mi.ingv.it. Ovviamente, l'elevata pericolosità è indipendente dal terremoto del 6 aprile. Dopo di ciò, è accaduto in passato che la sismicità appenninica si sia evoluta con sequenze sismiche. E' avvenuto, ad esempio, nel 1349, 1456, 1703. Ma non si è verificato, ad esempio, nel 1915.
La conca di Sulmona è bordata dalla faglia del Morrone. Questa sorgente sismogenetica potrebbe causare un terremoto con magnitudo momento (Mw) anche pari a 6.6-6.7. Si tratterebbe di un evento simico più forte di quello del 6 aprile.
Sulla magnitudo del terremoto del 6 aprile non c'è incertezza. La magnitudo locale Ml è stata stimata in 5.8, la magnitudo momento (Mw) è pari a 6.3. Si tratta di modi diversi di misurare l'energia associata a un terremoto. In genere, per terremoti forti come quello del 6 aprile si tende a usare la Mw.
La previsione dei terremoti è uno degli aspetti della ricerca sismologica. Credo che un giorno sarà possibile prevedere (ma questa è un'opinione personale). Non credo che noi vedremo i benefici di stime deterministiche. Credo però che gli strumenti che oggi abbiamo in nostro possesso (veda ad esempio la mappa di periciolosità sismica al sito sopra citato) siano in grado di ripsondere alle esigenze della società. Dire quali sono le aree con elevata pericolosità significa prevedere che in un futuro di interesse sociale in quelle aree potranno avvenire forti terremoti. Spetta ad altri tramutare queste previsioni in azioni preventive.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
259 domanda Alredo Di Cosmo -- 19-05-2009
Quesito:
Bona sera e buon lavoro.
Scrivo da Sulmona volevo chiedervi perchè dopo le dichiarazioni del geologo Antonio Moretti sul possibile terremoto a Sulmona nei prossimi 10 anni lo avete smentito dicendo che non si possono prevedere i terremoti quando sul sito dell'INGV sezione Bologna Aggiornamento delle carte di magnitudo attesa ingv dopo l'evento dell'Aquila il prossimo epicentro di un forte sisma sembra non discostarsi di molto dal precedente link (www.bo.ingv.it/earthquake/ITALY/forecasting/M5.5+/ non è polemica pero' non capisco questo atteggiamento.
E'meglio prevenire che ricostruire grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-19 19:43:07
Gentile signore,
lei ha depositato un quesito sul sito della sezione di Milano.
Quando dice "lo avete smentito", a chi si riferisce? Perchè magari non prova a chiedere al geologo Moretti su che cosa di basa la sua previsione?
Per parte nostra, tenga presente che la mappa di pericolosità sismica che lei trova sul sito

zonesismiche.mi.ingv.it

inserice l'Abruzzo centrale fra le aree a maggior pericolosità, ben da prima del terremoto dell'Aquila.
Questa è una previsione, di fatto, anche se non accompagnata dal quando, che nessuno è in grado di fornire in modo deterministico. Anche Sulmona si trova nella stessa area.
Conosciamo bene la mappa del sito d Bologna; ma penso che andrebbe spiegata e capita bene. La invito pertanto a chiedere informazioni a quel sito.

Sulle sue conclusioni abbiamo sempre concordato, da molto tempo. L'appello andrebbe rivolto altrove, penso.

Grazie e buona serata
258 faglia pettino Roberto Necchi -- 19-05-2009
Quesito:
Buongiorno,
innanzitutto desidero ringraziarvi per l'esaustiva risposta al mio quesito precedente.
Volevo chiedere se le abitazioni costruite a ridosso della faglia di Pettino all'Aquila, sono da ritenersi a rischio sismico molto più elevato rispetto alle altre abitazioni dell'aquilano e qual'è la probabilità che tale faglia si attivi (in termini di tempi di ritorno)generando un sisma.
Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-20 23:47:32
Gentile Signor Necchi,
costruire a ridosso di una faglia attiva ha come conseguenza il fatto che un edificio, oltre al danno dovuto allo scuotimento, potrebbe subire dislocazioni, spostamenti verticali (nel caso di faglie normali) delle fondazioni. La faglia del Pettino si è mossa probabilmente in occasione del terremoto del 2 febbraio 1703, insieme alla faglia del Monte Marine. Ora, considerando che in genere i tempi di ritorno delle faglie sismogenetiche sono superiori al millennio per terremoti come quello del 1703, è poco probabile che si attivi a breve con un evento sismico così forte. Non si può escludere a priori, tuttavia, che la faglia possa causare eventi sismici di magnitudo più bassa.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
257 scala mercalli Osvaldo Pignataro -- 18-05-2009
Quesito:
buona sera e scusatemi se rubo un po' del vostro tempo
volevo qualche informazione sul sisma del 6 aprile avvenuto a l'aquila cioe' che danni ha prodotto in misura scala mercalli a (l'aquila popoli pratola peligna e sulmona?)
in attesa invio cordiali saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-19 19:44:28
Buonasera.
I dati delle intensità del terremoto sono raccolti a cura della Protezione Civile Nazionale, cui si deve rivolgere per ottenerli.
Buona serata
255 curiosità Marco Mancini -- 18-05-2009
Quesito:
ringrazio per le risposte che mi ha già dato e le faccio ancora una domanda.Nel territorio di Lettomanoppello sono presenti faglie sismiche?se non ci sono,qual'è la faglia più vicina.Grazie ringrazio ancora e complimenti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-19 08:10:13
Egr. Signor Mancini,
come segnalato nelle risposte ad altri quesiti, l'Abruzzo cosiddetto "esterno" è caratterizzato dalla presenza di una faglia "inversa" (quindi con tipo di movimento diverso da quello che caratterizza le faglie interne all'Appennino), non visibile in superficie, caratterizzata da movimenti recenti, che noi definiamo "faglia di Casoli". Ad essa leghiamo il terremoto del 1881 e, più a sud, il terremoto del 1933. Non conosciamo bene l'andamento della faglia, considerato che non emerge in superficie. Non conosciamo nemmeno la sua segmentazione. Quindi, non siamo in grado di definire poorzioni della stessa in grado di generare terremoti. A questo proposito, è attualmente oggetto di studio il fatto che a tale faglia si possa attribuire o meno il terremoto del 1706. Non essendo chiara la geometria della faglia, non è dato sapere precisamente il suo andamento a nord delle zone in cui essa è stata riconosciuta (Casoli, Orsogna).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
254 informazione. Nicola Cancelmo -- 18-05-2009
Quesito:
Salve, ho letto su un quesito a voi proposto di un terremoto il 17/05/2009 in provincia di Chieti, potrei avere maggiori informazioni da voi? Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-19 07:59:44
Gentile Signore,
per la sismicità corrente la pregherei di fare riferimento al sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV. Tale sito riporta gli eventi ritenuti più signifcativi dagli operatori. Per ulteriori informazioni, può rivolgersi direttamente al CNT mediante contatto telefonico (06 518601).
Cordialmente,
Fabrizio Galadini
253 due domande Roberto Necchi -- 18-05-2009
Quesito:
Salve, ho due domande da porvi:
1) In relazione al paese di OVINDOLI, più volte citato in base alla possibilità che si attivi la faglia Ovindoli-Piani di Pezza, volevo sapere se può essere veritiera la convinzione che hanno gli abitanti di questo paese i quali sostengono (non so se in base ad indagini geologiche o meno) che Ovindoli poggi interamente su una "grande roccia" e per questo venga considerato meno vulnerabile rispetto ad altri paesi in caso di sisma. In effetti questo comune ha avuto pochissimi danni in occasione del terremoto del 6 aprile e (soprattutto) ha avuto pochissimi danni e nessuna vittima in occasione del terremoto del 1915 che ha devastato la marsica (Ovindoli dista da Avezzano, in linea d'aria 6-8 Km).

2)Fermo restando il fatto che i terremoti sono imprevedibili, possiamo dire che statisticamente i sismi "importanti" sono in generale preceduti da eventi più lievi come è accaduto per l'Aquila o possono avvenire (sempre statisticamente) senza alcun preavviso? Dopo una scossa di media intensità, consigliereste di stare tranquilli o riterreste più saggio passare la notte in macchina?
Grazie,
Roberto Necchi.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-19 08:22:33
Gentile Signor Necchi,
particolari studi geologici, che noi definiamo "paleosismologici", hanno evidenziato che la faglia Ovindoli-Pezza è stata caratterizzata da movimento in epoca medievale. Considerando che il tempo di ricorrenza della faglia dovrebbe essere abbondantemente superiore al millennio, tendiamo a considerare meno probabile la sua attivazione in ambiti temporali di interesse per la nostra società. Tenga presente, però, che si tratta di studi di più di dieci anni fa.
Per quanto rigurda l'abitato di Ovindoli, esso è in buona parte fondato su roccia: arenarie del Miocene e calcari del Cretacico. Ciò probabilmente giustifica il fatto che il paese soffra meno di altri in caso di terremoto. Va considerato, tuttavia, che rispetto alle faglie attivatesi col grande terremoto del 1915, Ovindoli si ubica nel settore cosiddetto di "letto" delle faglie. Tale settore, rispetto al "tetto", risulta in genere meno danneggiato.
Per quanto concerne il punto 2, le consiglio di "navigare" tra le risposte già fornite ad altri quesiti nei giorni passati, soprattutto quelle date a pochi giorni di distanza dall'evento del 6 aprile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
250 QUESITO Marco Mancini -- 17-05-2009
Quesito:
HO 2 DOMANDE DA FARE SPERO DI RICEVERE RISPOSTA.LA PRIMA è SE IL TERREMOTO DEL 29 MARZO IN ABRUZZO HA AVUTO EPICENTRO LETTOMANOPPELLO?LA SECONDA è SE OGGI 17 MAGGIO C'è STATO UN TERREMOTO IN PROVINCIA DI CHIETI E SE SI PERCHè NN è SEGNALATO?GRAZIE PER LE RISPOSTE E COMPLIMENTI PER IL SERVIZIO OFFERTO.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-18 00:05:31
Gentile Signor Mancini,
l'epicentro del terremoto del 29 marzo - ammmesso che noi si parli dello stesso evento, cioè quello avvenuto alle 10,43 - si trova nel settore meridionale del bacino di Sulmona.
Per quanto riguarda la sismicità corrente, non tutti gli eventi sismici vengono riportati sul sito http://cnt.rm.ingv.it/, ma solo quelli ritenuti dagli operatori più importanti. Quello citato è comunque il sito di riferimento per la sismicità corrente. Per ulteriori delucidazioni, può contattare il Centro Nazionale Terremoti a Roma, tramite il numero di telefono 06 518601.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
249 QUESITO Marco Mancini -- 17-05-2009
Quesito:
SUCCESSIVAMENTE ALLA SCOSSA DEL 6 APRILE DELL'AQUILA ABBIAMO AVUTO UNA PIOGGIA CHE HA SCARICATO UNA SOSTANZA DI UN COLORE GIALLO LIMONE MOLTO ACCESO NULLA A CHE VEDERE CON LA SOLITA SABBIA ROSSASTRA DEL DESERTO C'è CORRELAZIONE CON IL SISMA E SE SI CHE SOSTANZA PIò ESSERE?ABITO IN PROVINCIA DI PESCARA.RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-17 23:57:08
Gentile Signor Mancini,
ricordo bene la pioggia in questione e l'effetto sulla carrozzeria della mia automobile. Ricordo di aver pensato: ci mancavano anche i venti da sud e le piogge con la sabbia. In sostanza ebbi proprio l'impressione si trattasse di QUEL tipo di pioggia legata alle perturbazioni meridionali. La prego tuttavia di dare a questa mia risposta il giusto peso, considerando che noi non ci occupiamno di meteorologia.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
248 utilizzo data base Alessio Rossi -- 17-05-2009
Quesito:
Salve, ho intenzione di mettere sul mio sito alcuni argomenti che riguardano i terremoti del passato, trandeone le date e gli epicentri e l'intensità dai vostri data base, emidus - cft - dom ecc.

vorrei inoltre trattare anche i fenomeni naturali associati ad essi descritti sul catalogo CFT
riportandone alcune righe con copia incolla ovviamente citandone la fonte visto che non è possibile linkare direttamente la pagina.

volevo sapere se devo fare qualcosa altro o se và bene cosi.

grazie

Alessio


Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-17 15:19:35
Grazie.
E' preferibile che lei faccia un link alle home page dei vari siti.
Le segnalo di utilizzare DBMI inceve di DOM (che è superato) e CPTI.
Se ha dubbi mi ricontatti.
Buona giornata
247 terremoto 1881 Franco Nucciarone -- 16-05-2009
Quesito:
Salve,ho potuto constatare che vengono date risposte diverse in merito a quesiti uguali;in particolare il Sig.Galadini,mi ha fornito una risposta molto dettagliata spiegandomi che il terremoto del 1881 quello del 1933 e da studi recenti si fà l'ipotesi che anche quello del 1706,siano originati della stessa faglia;adesso leggo una risposta dove il Sig.Stucchi dice che il terremoto del 1881 non c'entra niente con quello del 1933 e conseguentemente anche con quello del 1706.Offrite un grande servizio,che chiarisce molti dubbi,ma non credo sia vostro interesse fornire risposte contrastanti,e poi visto che prendete i dati dalle stesse fonti,mi sembra strano...mi scuso per la critica ma penso che non sia infondata.Grazie.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-16 15:41:25
Se ha la pazienza di rileggere la risposta del dott. Galadini, vedrà che si partla di ipotesi di associazione dei terremoti alle faglie e, anche, di ipotesi di faglie, e soprattutto di loro segmenti.
Se ha la pazienza di consultare il sito

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

vedrà la distribuzione dei danni provocati dagli eventi in questione.

La sorgente del terremoto del 1881 può anche essere una porzione della faglia del 1933, o del 1706. Si tratta comunque di un segmento che si è mosso autonomamente.

La celebre faglia di San Andrea, in California, peraltro ben visibile in superficie, si estende per centinaia di km e si articola in vari segmenti.

Non sempre nelle risposte ai quesiti si può essere esaustivi: diamo comunque per scontato che vengano lette con attenzione.
Buona giornata


246 scossa di terremoto zona etnea 15.05.09 Francesco D'ottavio -- 15-05-2009
Quesito:
come mai diverse agenzie di stampa (compreso il tg2 ore 20.00 ) riportano la notizia di un terremoto nella zona dell'etna e ingv no?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-15 21:11:37
Gentile signore,
lei ha depositato un quesito sul sito della Sezione di Milano.
Per la sismicità corrente il sito di riferimento è http://cnt.rm.ingv.it, del Centro Nazionale Terremoti, INGV di Roma. Nel caso dell'Etna può anche consultare il sito della sezione INGV di Catania. Per maggiori informazioni la pregherei di contattare INGV di Roma, tramite il centralino 06-518601.
Buona serata
245 Per Massimiliano Stucchi Gianluigi Ruggoni -- 15-05-2009
Quesito:
Salve,
in riferimento alla risposta data al mio quesito(244) non ho chiesto di commentare niente anche perchè l'articolo è di un giornalista non di un esperto del settore, ho fatto una domanda in base all'articolo, la sua risposta non è stata molto esauriente, se l'accelerazione gravitazionale è di 0,68 l'accelerazione massima del suolo di quanto è stata? questa era la domanda se pur indiretta ma era questa.

Distinti Saluti

Gianluigi Ruggoni
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-15 20:40:14
Mi scuso se non sono stato chiaro.
L'accelerazione di gravità (verticale) è pressochè costante su tutta la superficie terrestre.
La accelerazione massima (orizzontale) del suolo ha raggiunto il valore di 0,68 g; ovvero 68 percento della accelerazione di gravità.
Si tratta di un valore alto, che peraltro è in fase di verifica, ma per nulla eccezionale in caso di terremoti e soprattutto a bassa distanza dall'epicentro.
Buona serata
244 accelerazione gravitazionale Gianluigi Ruggoni -- 15-05-2009
Quesito:
Gentilissimi Esperti,
ho inviato lo stesso quesito la settimana scorsa ma, non ho ricevuto risposta.
Mi scuso sin dall'inizio se la mia domanda è banale.
Pochi giorni fà ho letto che il sisma che ha colpito l'Aquila ha prodotto un'accelerazione gravitazionale di 0,68, tale dato ha lasciato sbalorditi gli esperti almeno così dice l'articolo, la domanda è, l'accelerazione massima del suolo è l'accelerazione gravitazionale sono la stessa cosa oppure no? ho letto un pdf ma sinceramente non ci ho capito molto, mi pare di capire che non è la stessa cosa ma sicuramente c'è un rapporto tra le 2 cose, nel caso qual'è il rapporto?

Grazie Mille e buon lavoro

Gianluigi Ruggoni
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-15 17:17:08
Non è nostra abitudine commentare articoli di altri autori.
L'accelerazione del suol si misura in percentuale dell'accelerazione di gravità, tutto li': una semplice unità di misura.
Buona giornata
243 curiosità. Cancelmo Nicola -- 15-05-2009
Quesito:
Salve, mi scuso per l'insistenza ma volevo chiederVi delle cose:
1)Da come ho letto il terremoto del 1706 è della majella e non di sulmona, quindi si può trattare della stessa faglia del terremoto del 1881 e del 1933?
2)Poi se è possibile ero curioso di sapere i tempi di questa faglia.
3)Che se gli eventi del 1703 e del 1706 sono collegati, e se la risposta è si perchè quelli del 1933 o del 1881 non sono stati preceduti dal terremoto nell'aquilano?
4)infine volevo chiederVi una cosa, io abito in un paese situato in zona 3 a una 40ina di km dalla majella di nome Atessa pero' che confina con paesi a livello 1. Volevo sapere come mai queste differenze anche notevoli nel giro di pochi km, quali effetti potrebbero esserci in caso di terremoto sulla majella e quante possibilita' ci sono che un trremoto colpisca questa parte di territorio.
Vi ringrazio, e mi scuso ancora per le eccessive domande, ma sono curioso e anche un po impaurito e cerco delle risposte che potrebbero farmi calmare un pochino. Grazie.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-15 16:34:43
Domanda 1) No, Il terremot del 1881 è localizzato dalle parti di Lanciano. Consulti il sito che lo ho segnalato diverse volte.

2) Non li conosce nessuno

3) Non è possibile affermare nulla in proposito

4) consulti bene la mappa sul sito zonesismiche.mi.ingv.it.

Capisco la sua curiosità ma la prego di lasciare lo spazio ad altri lettori.
Grazie e buona giornata
242 terremoto abruzzo Carmine D'orsini -- 15-05-2009
Quesito:
ciao!
sono residente nel comune di comune di Crognaleto, e lo scorso giorno ci sono state tre scosse che mi hanno preoccupato, di magnitudo 3.8-3.3-2.9 . mi era sembrato che la situazione si stesse calmando. ma allora perchè queste ultime scosse?
grazie mille!!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-15 17:41:38
Egr. Sig. D'Orsini,
puo' trovare informazioni utili nella risposta al quesito 231.
Cordialmente
Fabrizio Galadini
241 Accelerazione e Magnitudo Lorenzo Fiori -- 14-05-2009
Quesito:
Buongiorno,
vorrei potervi chiedere un'ultima delucidazione (poi vi lascio lavorare in pace):

dall'analisi da parte di 'sismofili' dei dati dell'evento del 6/4/2009 a L'Aquila emergerebbe una discrepanza tra i valori di accelerazione rilevati e la Magnitudo Ufficiale rilasciata, ovvero i dati accelerometrici avvalorerebbero la tesi di una Magnitudo maggiore (di poco superiore al 6°) anzichè 5,8° seguendo la relazione espressa dalla 'Legge di Campbell' tra magnitudo e accelerazione: ci chiediamo allora dov'è l'errore nei nostri calcoli visto che anche la 'Commissione Scientfica d'Inchiesta Straordinaria' sul terremoto ha confermato il valore pari a 5,8°.

Grazie e Distinti Saluti
Risponde Paolo Augliera il 2009-05-15 13:49:26
Penso di aver trovato l'analisi di cui parla anche in un post dal titolo "Curva campbell abruzzo" pubblicato in un forum di colleghi geologi. Purtroppo sia nel post iniziale che in vari commenti tutta una serie di affermazioni sono poco "sismologiche" e creano molta confusione.
L'articolo di Campbell cui sembra si faccia riferimento in quel post e' stato pubblicato sul Seismological Research Letters nel 1997 in un numero speciale della rivista dedicato alle leggi di attenuazione.
Nelle conclusioni dell'articolo di presentazione di questa rivista ("Overview" di Abrahamson e Sheldlock) si dice che "many of the attenuation model included in this volume will no doubt be updated as more data are included, rendering these model obsolete". A parte il considerare quindi lavori piu' recenti il problema e' che esistono pochissimi lavori con dati "osservati" su brevi distanze. Quando leggo nel post di valori discordanti nei primi 4.5-5.5 km, e' ovvio che sia cosi'. Se si guardano i grafici in molti lavori (compreso quello di Campbell) i primi km di "distanza" a volte non sono proprio considerati, estrapolando quanto calcolato per distanze superiori si toccherebbero infatti valori di accelerazione fisicamente assurdi a brevi distanze. Per calcolare le distanze, tra l'altro (specie in quello che si chiama near field, nei primi km "di distanza", per semplificare) non e' sempre corretto considerare la distanza dall'ipocentro (che' il punto di "nucleazione" dell'evento) ma occorrerebbe considerare la distanza dalla fagliazione.
Poi occorre considerare nella stima delle leggi di attenuazione anche effetti di sito e direttivita' della sorgente sismica.

Sul tema magnitudo ho comunque gia' risposto varie volte. La stima di Ml e' 5.8, quella di Mw (fatta anch'essa sempre da INGV, non solo da istituti americani, francesi o altro come si continua a leggere...) e' 6.2.
Tra l'altro tutte le misure hanno un margine di errore calcolato statisticamente (cioe' un valore accompagnato da un +/-). Nel caso dell'Ml ad esempio la stima e' accompagnata generalmente da una variazione dell'ordine di 0.1-0.2, assolutamente normale per tutte le stime di magnitudo fatte per tutti i terremoti in tutti gli istituti sismologici del mondo.
Sempre per quanto riguarda il discorso magnitudo cito proprio il lavoro di Campbell del 1997 a pag 155 dice: " Moment magnitude Mw was used ... The use of moment magnitude avoid the "saturation" of the more traditional band-limited magnitude measures at large seismic moment and, therefore, is considered to be a better measure of the true size of an earthquake"

Spero di esserle stato utile, la sua domanda interessa moltissimi aspetti della sismologia sia strumentale che teorica e purtroppo non e' facile da spiegare in poche frasi.
240 domanda Dario Pallozzi -- 14-05-2009
Quesito:
che cosa genera il movimento della faglia?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-15 17:52:18
Egr. Sig. Pallozzi,
non so se Lei intenda chiederci quali siano i processi responsabili del movimento di una faglia. Interpretando così il suo quesito, posso risponderle che in generale il movimento di una faglia come quelle appenniniche risponde a ragioni geodinamiche che riguardano l'intera area mediterranea. In sostanza, il movimento di una faglia è il riflesso di ordine ennesimo dell'interazione tra la placca africana, con la sua protrusione settentrionale rappresentata dalla microplacca adriatica, e la placca eurasiatica. In questo contesto, complessi fenomeni di subduzione della citata microplacca al di sotto dell'Appennino sarebbero all'origine del sollevamento della catena montuosa. Questo sollevamento potrebbe essere la causa principale del movimento lungo le faglie. Immagini di piegare un qualche oggetto ed otterrà fratturazione all'estradosso della piega ottenuta.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
239 domanda Giuseppe Castelli -- 14-05-2009
Quesito:
salve sono un ragazzo di mazara del vallo,sicilia in provinci di trapani.siccome nel mio paese gira la voce che entro la fine di maggio ci sara il terremoto.vorrei sapere se e vero da un esperto.grazie....
Risponde Carlo Meletti il 2009-05-14 23:29:04
Come abbiamo detto a tutti i quesiti analoghi, nessuno è in grado di fare alcuna previsione sul verificarsi o meno di prossimi terremoti e men che meno sulle località che sarebbero colpite.
Si tratta purtroppo di scherzi di cattivo gusto che giocano sulla emozione che il terremoto dell'Aquila ha provocato in tutta la popolazione
238 faglia marsicana Annalisa Corona -- 14-05-2009
Quesito:
Vedo ora che un paio di giorni fa c'è stata una scossa di magnitudo 2,6 nella Marsica. Ho spesso sentito in questi giorni che la faglia Marsicana, che nel 1915 fece qualche migliaio di morti, non è in alcun modo collegabile agli eventi sismici dell'aquilano provocati da faglia diversa. Ho sentito anche che nella storia non è mai accaduto che movimenti della faglia aquilana hanno attivato la faglia che corre sotto alla Marsica e mi sentivo relativamente tranquilla rispetto alla eventualità di un sisma nella zona avezzanese. Il terremoto del 15/05/09 cosa può significare?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-14 19:28:22
Gentile Signora Corona,
lei si sta riferendo alla faglia del Fucino. Questa si sviluppa tra Gioia dei Marsi e la zona di Celano e, verso ovest, lungo i versanti meridionali dei Monti della Magnola, del Velino e del Cafornia. L'epicentro del piccolo terremoto che Lei cita si trova molto più a est, quasi in Valle Roveto: molto più vicino a Sora che ad Avezzano. Non ha nulla a che vedere con la sorgente del 1915. Direi che oggi il suo significato è lo stesso dei tanti piccoli terremoti che quotidianamente interessano il territorio nazionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
237 spiegazioni Alfredo Dicosmo -- 14-05-2009
Quesito:
Buon pomeriggio e grazie per la vostra pazienza.La sera del 14/05 sul canale televisivo rainews24 è andata in onda una trasmissione dal titolo l'italia nel terremoto,un reportage dall'Aquila dove erano protagonisti studiosi della materia dell'università di Chieti e il prof.Franco Barberi.
Tutti hanno parlato di prevenzione mettendo in guardia gli amministratori di comuni come Sulmona ed Ovindoli perchè secondo loro si potrebbero verificare eventi sismici importanti(piu'Sulmona perchè il territorio è piu' abitato rispetto ad Ovindoli e quindi creare piu' danni).
Poi è stato detto che le due scosse che sono avvenute a Sulmona prima del 6 Aprile li hanno preoccupati perchè l'accelerazione a terra è stata superiore a quella dell' Aquila.
volevo sapere che cosa è l'accelerazione a terra è che cosa comporta e se i vostri studi convergono con cio' che è stato detto dal prof.Barberi durante la trasmissione che a distanza di qualche anno ci possa essere un altro evento sismico in Abruzzo e quindi e meglio prevenire che ricostruire.
Come si fa a sapere se sotto un terreno passi una faglia prima di costruire una casa?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-14 19:12:44
Mi spiace ma non credo sia stata citata l'accelerazione a terra, che non è un termine che significhi qualcosa.
Il prof. Barberi presiede la Commissione Grandi Rischi e si avvale di tutta la collaborazione dell'INGV.
Buona serata.
236 informazione terremoto 1706. Nicola Cancelmo -- 14-05-2009
Quesito:
Salve, vorrei chiedervi se eravate a conoscenza degli effetti del terremoto del 1706 sulla majella e paesi piu' colpiti, perchè io abito ad atessa dove pare che tale evento si sia sentito intorno al 7 - 8 grado e non risultano danni, come nel 1881 e 1933 che pur si sono sentiti molto forte e non hanno causato danni almeno a quanto afferma la gente. Grazie.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-14 19:10:14
mi sembra che le sia gia' stato risposto, veda il quesito n. 229.
Prego
235 Costa abruzzese e microzonazione sismica Antonio Seccia -- 14-05-2009
Quesito:
Salve,
intanto vi faccio i complimenti per il servizio reso attraverso questo forum. E' molto interessante leggere le risposte date con estrema precisione in confronto alla confusione che è stata fatta spesso in televisione in queste settimane.
Volevo, se possibile, porre anche io alcuni quesiti:

1) Allo stato attuale, qual'è la pericolosità sismica della costa abruzzese? Nello specifico, ho letto in un rapporto Ingv che il fatto che fino al 2003 la costa (mi interessa l'hinterland pescarese in particolare) non era classificata come sismica (ora è zona 3) dev'essere ritenuto un'aggravante in pericolosità rispetto alla costruzione degli edifici antecedenti a quella data. La riflessione è logica, ma questo in cosa si traduce effettivamente? Esser passati da "non classificati" a "zona 3" quale effettivo rischio aggiunge? La mia riflessione viene dal fatto che leggendo quella frase sembrerebbe più a rischio vivere in una zona 3 appena classificata che in una zona 1 con edifici opportunamente costruiti (si spera!).

2) In queste settimane tanti servizi, articoli e tanta....autodidattica, ci hanno fatto capire che gli effetti del terremoto variano molto a seconda del tipo di territorio su cui sono costruiti gli abitati e a tal proposito ha fatto scalpore la differenza dei danni subiti da Onna e Monticchio che si trovano a pochi chilometri l'uno dall'altra. Ho letto che questo tipo di considerazioni, ovviamente note agli esperti, dovrebbero obbligare le amministrazioni locali ad effettuare "microzonazioni sismiche" da allegare ai prg delle città al fine di rilasciare concessioni edilizie nei luoghi più sicuri.
Detto questo, ha senso stimolare una prassi di microzonazione sismica anche sulla costa inserita in zona 3? Visto quanto si è sentito forte il terremoto aquilano qui sulla costa, il dubbio mi sorge anche se ad un occhio non esperto il territorio appare geologicamente abbastanza monotono (argilla e sabbia) anche se c'è la presenza di acqua e falde acquifere che non so come può influire...

3) Ho letto tante domande e risposte inerenti alla faglia del Monte Morrone ed ho letto che essa è definita "silente" poichè sono circa 1850 anni che non si è attivata. Ma non è la faglia responsabile del terremoto del 1706 che ha colpito Sulmona e le zone limitrofe? Pensavo fosse quella...
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-14 19:15:41
Gentile Signor Seccia,
per quanto riguarda il punto 1, può trovare informazioni sulla pericolosità sismica dell'area abruzzese sul nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/. E' chiaro che avere in zona 3 un territorio prima non classificato definisce un problema. Ma non so rispondere sugli effetti in termini di rischio.
Per quanto riguarda il punto 2, si tratta di valutazioni che non rientrano esattamente nelle competenze di chi fa ricerca. Personalmente (si tratta pero' di una mia opinione) cercherei di usare lo strumento della microzonazione prima di tutto per i comuni delle zone 1 e 2.
Per quanto riguarda il terzo punto, la risposta è no. La distribuzione delle intensità del terremoto del 1706 (http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/) non è tale da far pensare che la sua causa sia la faglia del Morrone.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
233 probabilità eventi sismici Morrone e pericolosità faglia Gran Sasso Guendalina Franceschili -- 14-05-2009
Quesito:
L'assenza di terremoti recenti riferibili alle faglie del Gran Sasso, Morrone ed altre, implica una probabilità di attivazione in un intervallo temporale di interesse sociale maggiore di quella di altre faglie appenniniche attivatesi in epoca storica. E' possibile stimare numericamente questa probabilità, per esempio per la faglia del Morrone, in un intervallo di 50 anni?
La città di L'Aquila potrebbe, in un futuro prossimo, subire un altro evento disastroso, questa volta riconducibile alla faglia del Gran Sasso? Questa sta facendo registrare scosse sismiche di magnitudo più elevata rispetto ai giorni scorsi
(3<M<3.8). E' un segnale negativo? Grazie infinite per il servizio che offrite.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-14 12:38:48
Gentile Signora Franceschilli,
la Sua osservazione in merito alla probabilità di attivazione è corretta. Come può osservare dal nostro sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/, per finalità tecniche si usa parlare di pericolosità sismica, espressa con parametri che descrivono lo scuotimento del terreno atteso con il 10 percento delle probabilità di raggiungimento-superamento dello stesso in 50 anni. La mappa in questione, chiarisce che buona parte dell'Abruzzo appenninico è caratterizzato da elevata pericolosità sismica. I test di valutazione della pericolosità effettuati e recentemente pubblicati su riviste di settore, e basati sui dati relativi a geometria e comportamento sismogenetico delle faglie attive, forniscono informazioni comparabili. Tali lavori evidenziano livelli elevati di pericolosità nell'Aquilano (ovviamente si tratta di pubblicazioni precedenti al 6 aprile) e nell'Abruzzo centro-meridionale, con le stesse modalità (10 percento di probabilità in 50 anni).
Per quanto riguarda la sismicità in corso nel settore abruzzese settentrionale, essa non è da riferirsi alle faglie del Gran Sasso, bensi' a quella della Laga. Su questo argomento può trovare adeguate informazioni nella risposta al quesito 231.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
232 località di avendita Rita Marinelli -- 14-05-2009
Quesito:
nella località di avendita di cascia la storia riporta innumerevoli eventi con danni ingenti e distruttivi che si sono sempre verificati con minor intervallo rispetto alle altre zone sismiche.vorrei sapere a cosa si deve tale ricorrenza e quali sono le massime intensità raggiungibili.ringrazio vivamente e porgo i miei saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-14 12:16:58
Gentile Signora Marinelli,
non so da dove Lei abbia tratto queste informazioni. In realtà dal nostro sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/ Lei può evincere che la storia sismica di Avendita è meno "ricca" di quelle di Norcia, di Cascia, di Preci ecc ... In generale, non si può considerare tale sismicità molto diversa da quella di gran parte dell'Appennino centrale. Sul medesimo sito citato potrà vedere che il terremoto del 14 gennaio 1703 ha causato danni ad Avendita stimati col X grado della scala Mercalli-Caancani-Sieberg.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
231 area lago campotosto. sequenza preoccupante? 3.8 3.3 2.9 M Adelindo Paolucci -- 14-05-2009
Quesito:
Poco fa (ore 8,30) in pochi minuti 3 scosse superficiali (8 10 11 km) vicinissime tra di loro nella zona sud del lago di campotosto. C'è da preoccuparsi? Quella faglia se non sbaglio non ha ancora dato il meglio (peggio) di se. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-14 12:07:40
Gentile Signor Paolucci,
sappiamo che poco dopo l'evento del 6 aprile si è avviata una sequenza sismica sulla faglia della Laga. I terremoti avvenuti - con picco energetico rappresentato dall'evento di Ml 5.1 delle 2:52 del 9 aprile - sono distribuiti in una fascia piuttosto ampia, allungata in direzione NW-SE. I terremoti cui lei si riferisce si inquadrano in detta sequenza sismica. In sostanza, non rappresentano una novità: anche ieri e ieri l'altro si sono verificati nella zona piccoli terremoti. Come Lei puo' immaginare, non so rispondere in riferimento alla sua giusta preoccupazione. Lei certamente sa che non è dato immaginare l'evoluzione di una sequenza sismica: nella stragrande maggioranza dei casi le sequenze terminano come sono iniziate, ma il caso del 6 aprile chiarisce che non sempre cio' avviene. Inoltre, come Lei giustamente osserva, la faglia della Laga non sembrerebbe essere stata responsabile di terremoti storici di magnitudo intorno a 6.5.
Aggiungo un'informazione: la sequenza della Laga, come sopra ricordato, è costituita da eventi che si distribuiscono lungo il piano della sorgente sismogenetica. La sequenza aquilana precedente al 6 aprile era invece molto concentrata nella zona di L'Aquila. Può darsi che la sismicità "sbriciolata" e distribuita della Laga sia il sintomo di un progressivo ed innocuo rilascio. Ma il processo sismogenetico in atto potrebbe anche evolversi in altra maniera.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
229 informazioni Quesito firmato -- 13-05-2009
Quesito:
Vi ringrazio, scusate se sono pressante, volevo chiedervi anche se da quello che sapete il terremoto del 1706 sulla majella che danni a causato e fino a quanti chilometri? Pongo questa domanda perchè dai dati risulta che dove abito io si sia sentito tra 7 - 8, e da quello che si sa non si sono registrati danni come per quello del 1933. Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-13 20:27:15
La prego di consultare il sito

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

alla voce consultazione per terremoto.

Questi sono i dati in nostro possesso, non capisco che cosa lei intenda quando dice "si sa".
Buona serata
227 Corsica Quesito firmato -- 13-05-2009
Quesito:
una curiosità...è vero che in Corsica i terremoti non si verificano?...e se è vero, perchè?...grazie
Risponde Carlo Meletti il 2009-05-22 18:45:09
Innanzitutto mi scuso se non siamo riusciti a rispondere prima: come avrà potuto notare abbiamo ricevuto molte richieste e ogni tanto qualcuna scappa...
In Corsica e in Sardegna si verificano rarissimi terremoti e sempre di magnitudo molto bassa. Il motivo è nell'evoluzione recente del Mediterraneo centrale.
Spero di riuscire a spiegarmi, ma non è semplice in poche righe. Da circa 7 milioni di anni Sardegna e Corsica (che in geologia vengono indicate con il termine "blocco sardo-corso") non sono più interessate da alcuna attività tettonica significativa e sono ferme nella loro posizione. Da quel momento tutta l'attività (che ha come conseguenze sia i terremoti sia i vulcani) si è spostata lungo la catena appenninica fino alla Sicilia e ha cominciato ad aprirsi il Mare Tirreno (che prima non esisteva). A causa di questa attività tettonica l'Italia peninsulare si sta ancora spostando verso nord-est con velocità di alcuni centimetri per anno.
225 come è formata una faglia? Quesito firmato -- 12-05-2009
Quesito:
Buonasera, vorrei porre una domanda semplice
ma importante per me,che sono impreparato, in quanto non è la mia materia.
In questo periodo si parla tanto di faglie che si muovono dopo tanti anni,si parla di faglie inattive ecc. ecc..
Ma la cosa che vorrei sapere è questa:come è formata una faglia? e a che profondità stanno?. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-13 18:40:32
Gentile signore/a,
una faglia è una frattura nella crosta terrestre - che si sviluppa quindi nelle rocce del substrato - lungo la quale può avvenire il movimento. Gli spostamenti lungo le faglie generano i terremoti. Di solito, le faglie responsabili dei forti terremoti appenninici raggiungono profondità dell'ordine dei 7-15 km. Se il terremoto è forte, il movimento lungo la faglia si propaga fino in superficie. In questo caso, sarà possibile osservare il cosiddetto fenomeno della fagliazione superficiale, vale a dire la dislocazione della superficie terrestre lungo il piano di faglia.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
222 informazioni. Quesito firmato -- 12-05-2009
Quesito:
Salve, vorre chiedervi se era possibile avere informazioni rigurado la sismicita' della città di atessa in abruzzo e la sua storia sismica se è possibile, inoltre vorrei sapere se è vero che il tufo riesce ad "ammortizzare" il terremoto. Grazie.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-12 20:10:23
Può consultare il sito

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/


alla voce consultazione per località.
L'ipotesi riguardante il tufo non è verificata, mi spiace.

Buona serata
221 chiarimenti Quesito firmato -- 12-05-2009
Quesito:
Salve, volevo qualche informazione su l'evolversi quest'ultimo terremoto in abruzzo....a distanza di più di un mese dalla scossa princpale si può incominciare a dire che probabilmente le scosse che avvertiamo ancora oggi siano effettivamente di assestamento o è ancora presto per poter pensare a questa probabilità?...secondo le conoscienze scientifiche si può iniziare a stare tranquilli?...e che se un domani (spero molto, molto remoto)dovesse esserci un'altra scossa d'intensità rilevante non sia la conseguenza del 06/04/2009?...il comune di Vittorito (prov. dell'Aquila)quanto risentirebbe di un terremoto come quello dell'aquila se l'epicentro fosse nel bacino di Sulmona?..vi ringrazio anticipatamente
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-12 20:23:13
Gentile Signore,
come già osservato nelle risposte ad altri quesiti, possiamo dire che la maggior parte delle scosse che vengono registrate e, in minima parte, avvertite dalla popolazione, rappresentano il naturale decadimento dell'attività lungo la faglia che ha generato il terremoto del 6 aprile. In sostanza, per quanto riguarda quella faglia potremmo parlare di un probabile progressivo spegnimento. Naturalmente, non so dare risposte in merito alla possibilità che si attivino altre faglie.
E' chiaro che se un forte terremoto avesse epicentro nel bacino di Sulmona, i danni a Vittorito sarebbero di gran lunga maggiori rispetto a quelli sofferti a causa del terremoto del 6 aprile. Del resto, col terremoto del 1915 (origine nella Piana del Fucino), Vittorito ha sofferto danni valutabili con l'VIII grado della scala Mercalli.
Può trovare informazioni sulla sismicità di Vittorito su http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
220 TOMOGRAFIA SISMICA Quesito firmato -- 12-05-2009
Quesito:
CHE DIFFERENZA C'è TRA TOMOGRAIA SISMICA CON I TEMPI D'ARRIVO E QUELLA CON I FRONTI D'ONDA? QUANDO SI USA UNA E QUANDO L'ALTRA?
Risponde Paolo Augliera il 2009-05-12 18:30:05
Domanda estremamente specialistica... provo a semplificare.
Interpreto il suo fronti d'onda con forme d'onda e limito il discorso alla tomografia sismica "passiva" cioe' da terremoti (non da esplorazione geofisica o da sismica attiva).
La differenza fondamentale (come deduce gia' dal loro nome) sta nel fatto che in un caso (traveltime tomography) si usano solamente dei tempi d'arrivo mentre nell'altro caso (waveform tomography o full waveform inversion o diffraction tomography) si usa interamente la forma d'onda.
I metodi numerici sono anche estremamente diversi (equazione dell'onda nella full wavef. rispetto ad approssimazione di Born).
Il vantaggio della tomografia "tradizionale" da tempi d'arrivo (si usano generalmente fasi P, ma anche fasi S, etc etc.. ,rapporti Vp/Vs o anche parametri attenuativi tipo il t*) sta nella maggiore semplicita', velocita' di calcolo e nalla maggiore "robustezza" delle soluzioni ottenute. La tomo da forme d'onda necessita inoltre di un modello di partenza "attendibile". Il modello di partenza di una tomografia da forme d'onda e' quasi sempre una tomografia da tempi d'arrivo.

In sintesi, ovviamente la tomografia da forme d'onda, quando si riescano a stabilire in maniera corretta le cosiddette condizioni iniziali ed al contorno, permette un dettaglio molto migliore. Ma si rischia anche di fornire soluzioni completamente errate.

In rete trova molti contributi (in inglese). Molto interessante quanto proposto ad esempio da Pratt
http://geol.queensu.ca/people/pratt/WaveTomo.htm


Cordiali Saluti
218 comportamento faglia monti della laga Quesito firmato -- 12-05-2009
Quesito:
vorrei delle delucidazioni sul comportamento della faglia dei Monti della Laga. mi sembra che abbia un comportamento anomalo rispetto alle altre aree interessate dal terremoto. ora, so che i terremoti non si possono prevedere, so che voi non avete la sfera magica....per questo vi chiedo solo se, per noi che abitiamo in questa zona, è più prudente stare ancora in allerta. vi ringrazio per la risposta e per l'enorme lavoro di cui vi siete sobbarcati in questi giorni.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-12 15:34:38
Gentile Signore/a,
Lei mi chiede qualcosa cui non so rispondere. Anzitutto, questioni di questo tipo hanno a che fare con le attività di protezione civile: noi facciamo ricerca e forniamo alla Protezione Civile gli esiti della ricerca perché sia quella struttura a tradurre in atti quanto sappiamo. Poi, se anche Lei conviene che i terremoti non si possono prevedere, come faccio a dirle di rimanere in allerta o di tranquillizzarsi? La sismicità che ha interessato la faglia della Laga, per quanto ne sappiamo, potrebbe aver rappresentato una sua attivazione con una sorta di sismicità "sbriciolata", e la storia potrebbe essere finita cosi'. Oppure potrebbe non essere finita. Ma, per quanto riguarda un evento di magnitudo più elevata, questo potrebbe avvenire in un qualsiasi momento (intendendo con cio' anche anni).
Le invio i miei più cordiali saluti
Fabrizio Galadini
216 terremoto in abruzzo Quesito firmato -- 11-05-2009
Quesito:
salve,abito a tottea nel comune di crognaleto.Il mio comune è stato prossimo nei scorsi giorni,a scosse di piccola intensità. volevo sapere se dovrei veramente preoccuparmi?
grazie mille!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-12 16:02:33
E' probabile che Lei avverta i piccoli terremoti che stanno caratterizzando, in questo periodo, la zona della Laga.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
215 assestamento normale Quesito firmato -- 11-05-2009
Quesito:
Buongiorno!Secondo voi é normale l'assestamento che si sta attuando in abruzzo? Mi spiego:le scosse di magnitudo 2 2.5 sappiamo che non sono significative ,ma sul velino-sirente o valle dell'aterno( è una faglia unica?) si continuano a registrare scosse più forti.Come mai queste scosse d'assestamento sono più frequenti su questa zona e meno a nord della faglia del sisma del 6 aprile? non ci dovrebbe essere una sorta d'equilibrio?La faglia sul sirente ha mai generato eventi forti?Scusate la scarsa conoscenza tecnica nell'esprimermi sull'argomento.GRazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-12 00:15:44
Gentile signore,
come potrà notare dal sito INGV, poche ore dopo l'invio del suo quesito ci sono state due piccole scosse nel "distretto sismico" Gran Sasso, quindi a nord della scossa del 6 aprile. Inoltre non si deve dimenticare che subito dopo l'evento principale, la sismicità è decisamente migrata a nord, verso la faglia della Laga. Direi che comunque molta della sismicità osservata finora (zona della Laga a parte) rientra nel progressivo e normale fenomeno di diminuzione dell'attività sulla cosiddetta faglia di Paganica (cui vanno anche riferite, a mio parere almeno buona parte delle scosse nel distretto Valle dell'Aterno). Sugli eventi del distretto Velino-Sirente già mi sono espresso in uno o più siti precedenti. Anch'essi potrebbero rappresentare la coda dell'attività della faglia di Paganica nel suo settore più meridionale o essere associati alla faglia della media valle dell'Aterno, che si trova tra San Demetrio e Molina. Non sono a conoscenza di faglie attive sul Sirente.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
211 Emsc Brando Trionfera -- 10-05-2009
Quesito:
Spesso EMSC segnala alcune scosse che da voi non sono mai confermate. E' possibile sapere l'esatto motivo per il quale avvenga ciò?
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-12 20:14:13
Premesso che gli eventi registrati dalla rete nazionale sono riportati all'indirizzo

http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/index2.html

EMSC segnala eventi in Europa e in tutto il mondo. Lei puo' fare qualche esempio?
210 Radio e scosse Brando Trionfera -- 10-05-2009
Quesito:
Salve.
Volevo prima di tutto segnalarvi la nuova radio di nome radio terremoti, ascoltabile da Mogulus.com/terremoti
1) Sarebbe possibile creare un'area riservata all'interno della quale si visualizzano le scosse al di sotto dei 2.5 che avvengono nell'aquilano? Perchè abbiamo un sismografo da l'Aquila in diretta che ne segnala parecchie.




Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-12 20:17:25
Per questioni operative la preghiamo di limitare le domande a quelle veramente essenziali.
Grazie
207 terremoto in abruzzo Quesito firmato -- 10-05-2009
Quesito:
buona sera...Abito a tottea nel comune di crognaleto. Qui il 04 05 09 è stato l'epicentro di un terremoto di poca intensità:2.6 richter, vorrei sapere se devo preocuparmi ovvero se il mio comune può essere l'epicentro di un'altro terremoto?
grazie per la disponibilità!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-10 23:11:56
Gentile Signore,
nell'arco di una settimana terremoti di questo tipo vengono registrati un po' ovunque sul territorio nazionale. I grandi terremoti non si prevedono nemmeno in caso di sequenza sismica: impossibile fare ipotesi sul processo sismogenetico in atto a seguito di un terremoto di mangitudo 2.6. Nella stragrande maggioranza dei casi, eventi sismici di questo tipo sono insignificanti da tutti i punti di vista.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
206 crepe del velino-sirente Quesito firmato -- 10-05-2009
Quesito:
Quale ripercussione possono avere le crepe del massiccio V-S sulla sicurezza del territorio?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-10 23:05:42
Mi scusi, non sono al corrente di "crepe" sul Velino-Sirente. Può descrivrmi meglio ciò su cui sta chiedendo informazioni?
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
205 Faglia del morrone Antonio Cellitti -- 10-05-2009
Quesito:
Egregio Dottore
ho letto gli atti pubblicati del convegno tenutosi all'Aquila nel 2004 "Settecento Abruzzese, eventi sismici mutamenti economici -sociali (estratto)" edito da Colacchi. E reperibile su internet come pdf. In particolare mi riferisco alle note che parlano degli eventi sismici riguardanti la faglia del Morrone e quella di Rocca Pia Piano delle Cinque-miglia. Nel libro si parla che non esiste un'indagine sismo-genetica di questa faglia (purtroppo) quindi tante cose dette, non hanno riscontri tangibili, anche se tutti associano l'evento del 1703 dell'Aquila a quello del 1706 di Sulmona come speculare dei nostri giorni. Il Geologo Moretti, sostiene che la faglia del Morrone è carica spiega le motivazioni. Probabilmente sarà cosi'. Per questa logica, si teme un evento catastrofico anche se è impossibile prevedere come la natura agisce. La mia domanda in sintesi è quella di chiederle un suo parere sul fatto che nel 1933 c'è già stato un evento sismico di una certa importanza nella zona della Maiella, lei crede che questo abbia fatto scaricare parte dell'energia accumulata della faglia del Morrone?
La ringrazio anticipatamente della sua attenzione
Cordiali Saluti
Cellitti Antonio
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-10 23:03:31
Gentile Sig. Cellitti,
in verità studi finalizzati alla caratterizzazione sismogenetica della faglia del Morrone sono stati fatti dal 2004 in poi. Come detto in risposta ad altri quesiti, sappiamo che la faglia i questione è lunga 23 km, che quindi può essere potenzialmente responsabile di terremoti con magnitudo fino a 6.6-6.7. Sappiamo altresì che essa probabilmetne non si muove da circa 1850 anni. Invece, la faglia che interessa la Piana delle Cinque Miglia potrebbe essersi mossa più recentemente, in epoca altomedievale. Quando il dott. Moretti dice "la faglia del Morrone è carica" (se lo dice), con linguaggio semplice intende dire - suppongo - che è molto tempo che la faglia non si muove. Il che è vero e, tradotto in termini pratici, significa che c'è una probabilità maggiore che si muova questa faglia piuttosto che si muova la faglia che ha causato il terremoto del 1915 nella Marsica. Dopo di cio', oggi si tende ad associare il terremoto del 6 aprile a quello del 1461, non a quello del 1703. Quindi, l'associazione 1703-1706 rapportata ai nostri tempi mi sembra una forzatura. Dopo di ciò è altrettanto vero che il 1461 veniva dopo una grande sequenza sismica che aveva interessato buona parte dell'Appennino e lambito l'Abruzzo nel 1456. In questo caso, tali forti eventi sismici in altri settori appenninici non sono avvenuti. Inoltre, devo purtroppo dirle che il terremoto del 1933, in quanto originato da una faglia ben diversa da quella del Morrone, non ha alcun ruolo nella diminuzione di stress accumulato sulla faglia in questione.
Tutta questa complessità credo sia sufficiente a far capire - lungi dal fornire un quadro rassicurante - che le facili ricette sismogenetiche tipo le associazioni 1703-1706 lasciano il tempo che trovano. Dopo il 1461, ad esempio, non ci sono stati eventi che hanno interessato Sulmona. Per contro, è vero che le sequenze sismiche in Appennino non sono così infrequenti. In fondo, sebbene su livelli di energia minori, il 1997 in Umbria ha rappresentato un esempio didattico di sequenza sismica (due eventi il 26 settembre e uno il 14 ottobre, per citare i più significativi).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
204 terremoti del 1706-1881-1933 Quesito firmato -- 10-05-2009
Quesito:
Spett.le sig. galadini,vorrei sapere quali faglie hanno provocato i terremoti del 1706 (sulmona);1881(lanciano)e 1933 (lama dei peligni).
E se tali faglie sono ancora in attivita,oppure no.
E che estensione come lunghezza ha questa faglia.
Grazie per una sua risposta,cordiali saluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-10 22:37:42
Gentile Signore,
può trovare informazioni utili nelle risposte al quesito 202.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
202 faglia di casoli Franco Nucciarone -- 10-05-2009
Quesito:
Salve,come ho letto in un quesito la faglia di casoli ha pochissime evidenze in superficie ma dove sono queste piccole evidenze?possono essere viste de persone "normali"?inoltre dove posso trovare una carta che indichi di preciso dove passa?se comunque venisse confermata l' ipotesi che il terremoto del 1706 sia originato da questa faglia,come quello del 1881 e 1933,come interpretare questi dati,faglia "scarica"o che genera frequenti sismi?Il terremoto del 1706 passa con il nome di terremoto di sulmona mentre in realtà,se non sbaglio,fece più danni nella zona di palena e lama dei peligni quindi agli occhi di un profano non sembra proprio un' assurdità che a originare questo terremoto sia stata la faglia di Casoli.Grazie della pazienza,cerco di imparare qualcosa...
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-10 22:12:54
Gentile Signor Nucciarone,
Lei dice cose molto sensate e si pone domande piuttosto "mature".
Cercherò di risponderLe con un minimo di ordine.

La faglia di Casoli è venuta alla ribalta con lo studio del terremoto del 1881. Prima di quello studio, si sapeva che c'era ma nessuno pensava potesse essere una faglia attiva. Ora, lo studio in questione, a dire il vero, è talmente recente che non è nemmeno stato pubblicato. Abbiamo fatto la raccolta di tutto il materiale informativo, aggiornato le conoscence (con un incremento del 50% circa rispetto a quanto si sapeva prima), ma non abbiamo ancora concluso. Durante lo studio - si tratta di una collaborazione tra INGV e Università di Chieti - ci siamo posti il problema di quale fosse la causa del terremoto. Ebbene, sulla verticale dell'area epicentrale troviamo soltanto la faglia di Casoli. E' molto probabile che sia essa la causa del terremoto, anche in base a considerazioni che le risparmio per evitare di scrivere ancora più di quanto sto scrivendo.

Non si tratta di una faglia "normale" come quelle appenniniche, si tratta di una faglia "inversa", come, ad esempio, quella che nel 1976 causò il terremoto in Friuli. Rispetto al terremoto friulano, comunque, l'evento del 1881 (magnitudo 5.5-5.6) è di gran lunga più piccolo. La faglia è assai lunga: è probabile che il terremoto del 1881 rappresenti il risultato dell'attivazione di una piccola porzione di questa. Il 1933 di un'altra porzione, la più meridionale, forse un pochino più lunga di quella del 1881. Se il 1706 fosse legato a questa faglia, la parte interessata sarebbe più lunga di quelle degli altri due eventi citati. Però si tratta di questioni che conosciamo poco. Sono in corso studi al proposito e forse occorreranno anni perché noi si riesca a chiarire qualcosa al proposito dell'associazione del terremoto del 1706 con una determinata faglia.

Lei ha ragione, i danni maggiori dovuti al terremoto del 1706 non sono a Sulmona, ma sono stati riferiti agli abitati che si collocano a ridosso del settore meridionale della Maiella, lungo la valle dell'Aventino. In genere, quesato terremoto non viene definito come "di Sulmona", ma "della Maiella" ed è così riportato sul databese macrosismico disponibile su http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/.

La faglia di Casoli, come tutte le faglie inverse (Friuli compreso) non ha le stesse evidenze in superficie che caratterizzano le faglie normali. In genere si tratta di faglie sepolte (i geologi le chiamano "cieche"), la cui evidenza viene da indagini di sottosuolo (es. le prospezioni per la ricerca di idrocarburi). Il movimento della faglia ripetuto per intervalli temporali di centinaia di migliaia di anni ha portato alla formazione di colline e ad anomalie nell'andamento del drenaggio di superficie che solo esperti geomorfologi sono in grado di identificare. Ciò è il risultato del fatto che comunque lungo la faglia si hanno movimenti verticali che, senza rottura in superficie (la faglia non arriva in superficie), comportano comunque sollevamenti di alcuni settori e ribassamenti di altri (ma continui, senza rotture): i primi tipicamente a ovest della proiezione in superficie della faglia, i secondi ad est. Gli studi di geomorfologia applicati alla caratterizzazione di questa faglia sono tuttora in corso. Di conseguenza, anche in considerazione dei dubbi espressi sul terremoto del 1706, ancora non è possibile fare ipotesi sul suo comportamento sismogenetico.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
201 faglie maiella Giulio Basti -- 09-05-2009
Quesito:
Spett.le ingv;
Ho letto che nella maiella ci sin due faglie,uno la faglia di caramanico,un altra la faglia che passa su sant eufemia a maiella,questa faglia e responsabile dei terremoti del 1907 e del 1933.
Volevo sapere se e ancora attiva e che estensine ha (cioe l'inizio e la fine della faglia).grazie per una vostra e cordiale risposta.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 23:31:17
Gentile Sig. Basti,
non so da dove abbia tratto queste informazioni, ma mi permetta di dire che non sono propriamente esatte. Anzitutto, il terremoto del 1907: l'unico riportato sui cataloghi sismici (es. http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/) è collocato nel mare Adriatico ed è stato appena avvertito a Caramanico. La faglia di Caramanico, invece, non è una fandonia. Tuttavia si tratta di una faglia considerata inattiva (esistono anche le faglie non attive, per fortuna). Questa faglia corre lungo la Maiella, anche ad est di Sant'Eufemia a Maiella.
Consideriamo attiva, invece, una faglia che si sviluppa a partire dalla zona compresa tra Pacentro e Campo di Giove fino alla Stazione di Palena, lungo il versante occidentale del Monte Porrara. Di ciò può trovare altre informazioni nelle risposte a quesiti precedenti.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
200 Scosse simiche Sulmona-Frazione Le Marane. Quesito firmato -- 09-05-2009
Quesito:
Leggendo tra i vari quesiti ho visto che qualcuno aveva già segnalato frequenti scosse nella frazione Le Marane di Sulmona.
Volevo confermare cio' in quanto spesso le ho ascoltate anch'io senza poi avere risultanze sulle pagine dei rilievi dell'IGVN.
Se dovessero ancora continuare provvedero' a segnalarvi data e orario.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 23:16:08
Gentile signore, al proposito può leggere la risposta al quesito n.199.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
199 faglia Morrone silente ma non troppo Quesito firmato -- 09-05-2009
Quesito:
Ho letto messagi di cittadini della zona Bagnaturo/Marane di Sulmona che avvertono microscosse da Voi non riportate sul sito, appunto perchè "micro". Abito in Valle Peligna, vicino Introdacqua. Avendo vissuto la notte del 6 aprile a L'aquila ammetto che sono personalmente un pò suggestionabile. Scambio anche l 'accensione della mia caldaia per micro -scossa. Però ho avuto modo di parlare separatamente con persone che abitano ai piedi del Morrone e mi confermano che ci sono microscosse. Ho dato loro questo link e l'e-mail personale del dott. Galadini (come suggerito in una risposta). Questi cittadini, tra cui stimati professionisti, (suppongo quindi molto affidabili), hanno assicurato di fare un resoconto dettagliato di questi fenomeni. Chiedo però, in punta di piedi e sommessamente, non è forse necessaria una attenzione specifica di monitoraggio di queste zone da parte dell' INGV ? Vista anche la delicatezza della situazione attuale della faglia del Morrone e, a questo punto anche della faglia della Maiella che generò in valle Peligna il sisma del 1706 ?. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 23:14:20
Gentile Singore,
a valle di queste segnalazioni, già alcuni giorni fa suggerii la registrazione oraria delle scosse. Finora mi è stato comunicato un solo orario preciso, un paio di giorni fa. Le informazioni coincidevano con piccole scosse dell'Aquilano di magnitudo circa 2, non riportate nella lista INGV. La lista dei terremoti è, infatti, tagliata per piccole magnitudo: cioè non tutti i terremoti dell'aquilano o valle dell'Aterno (in diminuzione per numero e energia associata) sono oggi riportati sul nostro sito. Dopo di cio', in un mio intervento precedente ho pregato di continuare a segnalarmi date e orari, in maniera tale noi si possa procedere ad effettuare controlli incrociati. E' assai poco probabile - ma non impossibile - siano avvertiti eventi nella conca Peligna non registrati dalla nostra rete. Se tali eventi fossero registrati o avvertiti ci si potrebbe organizzare per il monitoraggio con reti temporanee.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
198 Pericolsita' sismica Torre de Passeri (PE) Quesito firmato -- 09-05-2009
Quesito:
Buinasera, risiedo in Torre de' Passeri provincia di Pescara , volevo chiedere se sotto il territorio del nostro comeune ci sia una faglia collegata in qualche modo a quella dell'Aquila - Velino - Valle Aterno o Gran Sasso visto che avvertiamo distintamente le scosse che si susseguono dal 6-4-2009.
Grazie e buo lavoro
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 23:19:54
Non direi. Le scosse in questione vengono avvertite un po' ovunque, in Abruzzo. Al proposito, può trovare conferma di quanto dico ai quesiti 199 e 200. Credo sia del tutto normale, senza invocare faglie.
Buona serata,
Fabrizio Galadini
197 Faglia del Morrone Quesito firmato -- 09-05-2009
Quesito:
Salve e complimenti per il servizio offerto. Scrivo da Sulmona e volevo chiedere se la presenza di un poligono di tiro militare alle pendici del Morrone, in zona Marane, nel quale ogni mese vengono eseguite esercitazioni anche con bombe a mano (il cui boato viene avvertito distintamente a chilometri di distanza), le quali, anche se deflagrano in superficie, creano comunque vibrazioni di un certo rilievo anche nel sottosuolo, possa essere elemento di "disturbo" alla Faglia del Morrone, visto che quest'ultima corrisponde, in uno dei suoi segmenti ipogei, proprio con il sito delle esercitazioni. Moltiplicando gli effetti delle deflagrazioni per tanti anni, un risentimento, a mio avviso, potrebbe anche esserci. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 22:59:03
Gentile Signore,
i terremoti che ci preoccupano hanno origine a 10 o 15 km di profondità. I processi geodinamici che governano l'accadimento di un evento sismico sono indipendenti dagli interventi dell'uomo in superficie. Rispondono a ragioni più profonde, che hanno a che fare con la vitalità dell'interno del nostro pianeta.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
196 faglia del morrone Elisabetta Liberatore -- 09-05-2009
Quesito:
Preg.mo prof.
volevo sapere a che distanza in km sorge il paese dove abito, Pratola Peligna dalla faglia del Morrone. Tecnicamente è corretto affermare che Pratola è nella parte "di tetto" della faglia, dunque a rischio di danni notevoli in caso di attivazione?
Un terreno argilloso con falde acquifere sottostanti che reazione sismica potrebbe avere? Devo avere paura o posso stare tranquilla?
Un cordiale saluto
Elisabetta

Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-11 09:09:18
Gentile Signora Liberatore,
Pratola dista circa 2,5 km dalla faglia del Morrone. E' corretto dire che il paese sorge nella parte di tetto della faglia (come Sulmona, Raiano, Vittorito, Pettorano ecc...), cioè il settore che in genere subisce più danni in caso di attivazione di una faglia normale. Il moto del suolo in caso di sisma può subire amplificazioni per la presenza di terreni alluvionali o lacustri, argillosi, limosi e sabbiosi.
Ora, il fatto che la faglia del Morrone sia da considerarsi attiva, non è questione di ieri. La faglia era tale anche dieci anni fa: anche dieci anni fa si sarebbe potuta ipotizzare una sua attivazione. Prima o poi la faglia darà origine a un terremoto, ma, per quanto ne sappiamo oggi, ciò potrebbe avvenire in tempi brevi o nell'arco di qualche secolo. La preoccupazione si deve tradurre in una cura della qualità degli edifici nella Valle Peligna. Questo tipo di preoccupazione mi sembra positivo.
Invece, la paura per l'evento sismico che non si sa quando potrà accadere e che magari noi nemmeno vedremo (per fortuna) - ebbene quel tipo di paura è un fatto del tutto personale, su cui non so dare suggerimenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
195 scosse non rilevate Quesito firmato -- 09-05-2009
Quesito:
salve,le scrivo x avere qualche delucidazione da parte vostra su scosse che da voi non vengono rilevate.2 settimane fà mi trovavo con la famiglia a cansano e la sera verso le 23.00 ora l'orario preciso non lo ricordo abbiamo avvertito un boato e poi un leggero tremolio del terreno,siamo usciti ed abbiamo notato che altre persone del paese l'aveva avvertita.siamo andati subito sul vs sito ma la scossa non era stata segnalata.Tengo a precisare che ogni tanto in paese si avvertono delle scosse......vi chiedo è possibile che voi non ne sappiate nulla è il caso di fare del monitoraggio?grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 15:15:16
Gentile signore,
per poter rispondere a questa sua domanda, come gia' avvenuto per altri quesiti simili, avrei necessità di conoscere date e orari precisi dei terremoti avvertiti. Tenga presente che i terremoti più piccoli non vengono riportati nella lista disponibile sul sito dell'INGV. In un caso relativo ad alcune sere fa, siamo riusciti ad appurare che abitanti della Valle Peligna avevano avvertito due piccoli terremoti (magnitudo circa 2) dell'Aquilano.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
194 Terremoto in Abruzzo del 06 04 2009 Wiliam Rosettini -- 09-05-2009
Quesito:
Sono sempre piu' convinto che la causa del terremoto di L'Aquila sia l'infiltrazione dovuta alla frattura che passa sotto il bacino artificiale del lago di Campotosto (ben 225 milioni di metricubi) unitamente all'altra faglia (quella del Gran Sasso) infiltrata anche lei ma questa volta dalle acque delle sorgenti deviate da sotto il laboratorio del Gran Sasso. Sono 4 decenni che il dissesto idrogeologico sta continuando in disprezzo delle piu' elementari regole del buon senso.
E voi cosa ne pensate?
Avete qualche studio scientifico al riguardo?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 15:11:15
Gentile Sig. Rossettini,
se è vero che nelle fasi di invaso di un bacino artificiale si possono generare scosse sismiche di moderata magnitudo (il Vajont insegna ...), diventa difficile ammettere che le manomissioni idrologiche possano avere un impatto significativo su fenomeni sismogenetici che avvengono a 8-10 km di profondità. La faglia della Laga e la faglia di Paganica, come molte altre faglie dell'Abruzzo sono attive indipendentemente dalle nostre manipolazioni. Erano faglie attive e davano terremoti ben prima che gli uomini cominciassero a popolare l'Abruzzo ...
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
192 Faglia Casoli-Orsogna Alessio Di Cencio -- 09-05-2009
Quesito:
Salve, ho appreso recentemente dell'esistenza di una faglia che "collega" i comuni di Casoli e Orsogna (chiedo scusa se non è proprio così), nel settore orientale della Majella. Da abitante della zona volevo sapere qualcosa di più su tale faglia, se è stata causa di terremoti più o meno recenti e, qualora sia possibile, sapere quale magnitudo massima sarebbe in grado di generare un suo movimento.
Vi ringrazio per la vostra competenza e cortesia, arrivederci
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 14:37:13
Gentile Sig. Di Cencio,
la faglia di Casoli è una struttura geologica sepolta con pochissime evidenze morfologiche in superficie. Essa è stata definita mediante studi che consentono di avere immagini del sottosuolo (le cosiddette prospezioni di sismica a riflessione, utilizzate per la ricerca di idrocarburi). Non si presenta, quindi, nella stessa maniera in cui si presentano le faglie dell'interno dell'Appennino. Anzi, si muove anche in maniera differente. Mentre noi definiamo "normali" le faglie appenniniche, questa è in realtà una faglia "inversa". Qualora volesse avere indicazioni sulla differenza del tipo di movimento, basterebbe cercare su google i termini "faglia normale" e "faglia inversa". Oggi noi tendiamo ad attribuire a questa faglia il terremoto del 10 settembre 1881, che ha causato notevoli danni a Orsogna, ma anche a Lanciano e Guardiagrele. La parte più meridionale della faglia potrebbe avere causato il terremoto del 1933. Per contro non ci sono opinioni conclusive sul fatto che essa sia stata o meno all'origine del grande terremoto del 1706.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
191 informazione Fabiana Ciancarelli -- 09-05-2009
Quesito:
nella serata dell'8 maggio 2009 e precisamente alle 22.53 ho avuto la sensazione di una leggera scossa nel bacino di sulmona ma non avendo avuto conferma dalle registrazione riportate dal vostro sito sulle ultime scosse dell'aquilano chiedo a voi se effetivamente c'è stata ed essendo molto leggera non è stata segnalata. grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-12 17:21:08
Gentile Signora Ciancarelli,
mi scuso per il ritardo della risposta: puo' accadere noi si lasci indietro qualche quesito. Riguardo alla sua domanda, mi chiedo se lei ha consultato il sito http://iside.rm.ingv.it/iside/standard/.
Dovrebebro essere riportate tutte le regisstrazioni della rete nazionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
189 faglia "morta" Quesito firmato -- 08-05-2009
Quesito:
buonasera! innanzi tutto grazie per la vostra pazienza. Nel mio paese Pratola Peligna dal 6 aprile non si fa che parlare della pericolosità della faglia del Morrone, ma ma qualcuno l'ha anche definita "morta" proprio perchè sono passati tantissimi anni dalla sua attivazione: è possibile che una faglia muoia?Potrebbe essere questo il caso?Che voi sappiate, ci sono stati terremoti che hanno danneggiato Pratola in modo grave? Mille grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 00:02:29
Gentile Signore,
per faglie come quella del Morrone, si tende ad usare il termine "silente". In effetti, in genere il tempo di ricorrenza per l'attivazione delle grandi faglie appenniniche è superiore ai mille anni e può essere superiore anche ai duemila anni. Quindi, il fatto che la faglia del Morrone non si sia attivata negli ultimi 1850 anni circa non significa che essa debba considerarsi "morta". Anzi, il problema e' esattamente il contrario, considerando che il tempo intercorso dall'ultima attivazione potrebbe non essere lontano dal tempo di ricorrenza (con incertezza, però, anche di secoli).
Dal sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/, Lei può evincere che Pratola ha subito danni consistenti in occasione dei terremoti del 1706 (IX grado della scala Mercalli) e del 1915 (VIII grado). L'epicentro del primo è ubicato sulla Maiella, quello del secondo nel bacino del Fucino.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
187 Intensità MCS Quesito firmato -- 08-05-2009
Quesito:
Vorrei conoscere meglio il criterio delle Vostre rilevazioni per stabilire il grado dell'intensita espressa in MCS.

Infatti, nonostante in dei territori si sono manifestati tutti gli effetti del 6 grado (e in qualche caso anche del 7) della suddetta scala è stato stabilito, in barba a quanto previsto nell'ordidanza del Presidente del Consiglio, che questi non rientrano nei territori terremotati.

La mia non è asolutamente una polemica nei confronti del Vs operato (che stimo e apprezzo sotto tutti i punti di vista)ma è solo un modo per capire meglio tali valutazioni.

Grazie e buon lavoro
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-08 19:45:38
I rilievi macrosismici hanno scopo scientifico e sono stati effettuati da personale INGV, Dipartimento Protezione Civile e altri enti.
Sicuramente l'Ordinanza si basa su dati più estesi di quelli scientifici.
Se vuole ci faccia sapere di quali localita' parla e su che base sarebbero stati assegnati i gradi che lei cita.
Buona serata
186 sciame sismico Quesito firmato -- 08-05-2009
Quesito:
Grazie per il vostro lavoro e delle spiegazioni tecniche ma comprensibili.
Volevo chiedervi che idea vi siete fatti dello sciame sismico che ci accompagna da un po' di settimane e se secondo voi ci potrebbe essere la possibilità che si verifichino scosse piu' forti(non vi chiedo una previsione ma se i vostri studi vi possono indurre a pensare qualcosa in merito)
Grazie per avermi fatto appassionare a questa scienza avrei milioni di domanda da farvi
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-08 20:06:03
La storia suggerisce di sì, nel passato è successo. Ma è successo anche il contrario.
Grazie per l'attenzione. Le suggerisco di leggere le risposte ai quesiti precedenti.
Buona serata
185 EFFETTI TERREMOTI MAGNITUDO >6 Cristina Lelli -- 08-05-2009
Quesito:
BUONASERA,VOLEVO SAPERE QUALI POTREBBERO ESSERE I PROBABILI EFFETTI VISIBILI IN SUPERFICIE DI UN TERREMOTO DI MAGNITUDO >6,5 / 7 GRADI DELLA SCALA RICHTER,E SE POTREBBE CAMBIARE ANCHE LA CONFORMAZIONE DI UN TERRITORIO.GRAZIE
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 15:03:10
Gentile Sig.ra Lelli,
un terremoto così forte può alterare sensibilmente il paesaggio. In effetti, in casi di questo tipo, è assai probabile che si registrino vistosi effetti geologici. Anzitutto è possibile che si verifichi la cosiddetta "fagliazione di superficie", cioè si osservino quei gradini (scarpate di faglia) e quelle fessurazioni nel terreno che rappresentano l'emergenza in superficie della faglia che ha causato il terremoto. Poi, sono probabili effetti direttamente dovuti allo scuotimento: in particolare frane e fenomeni di liquefazione. Se i secondi non lasciano in genere grandi tracce nel paesaggio, i primi possono alterarlo significativamente. Ad esempio non sono pochi i casi in cui una frana causata da un terremoto sia stata responsabile dello sbarramento di un fiume e, quindi, della formazione di un lago. Oggi possiamo chiederci, ad esempio, se il lago di Scanno, tipico bacino di sbarramento per frana, non sia il risultato di un qualche antico terremoto che ha interessato l'Abruzzo interno.
Infine, chi ama la speleologia sa bene che un terremoto può anche modificare il paesaggio sotterraneo. In numerosi casi sono stati registrati crolli di volte delle cavità carsiche e rotture di stalattiti e stalagmiti.
Questi sono i fenomeni più evidenti. Però, il risultato di un forte terremoto, o meglio del movimento di una faglia, ad esempio quella del 6 aprile, sono i movimenti verticali di alcune decine di centimetri che interessano ampie zone. La faglia in oggetto ha causato il ribassamento di qualche decina di centimetri di un settore della media valle dell'Aterno. Nel 1915, il movimento lungo le faglie del Fucino causò il ribassamento di molte decine di centimetri dell'alveo dell'antico lago prosciugato. E' chiaro che simili bacini intermontani esistono proprio "grazie" all'attività prolungata delle faglie. In sostanza, è come se la Piana del Fucino fosse un integrale di terremoti originati dalla faglia che borda il bacino nel corso di un ampio periodo della storia geologica dell'Abruzzo (direi almeno 3 milioni di anni).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
184 Ivrea Torino Imperia Quesito firmato -- 08-05-2009
Quesito:
Interessantissimo il vostro servizio, complimenti!
Vorrei sapere se le città di Ivrea e di Torino possano avere subito dei terremoti disastrosi. Inoltre, vorrei capire se la faglia della provincia di Imperia sia attiva visto che ha subito alcuni forti terremoti nel 1800, il cui ultimo più violento si registrò nel 1887.
"non si può non menzionare la catastrofe che 17 giugno 1676 colpì Ivrea. Mario Baratta riporta che:A 21 h circa avvenne il terremoto e le scosse devono essere durate più o meno continuate per circa 24h; tutti i cittadini fuggirono dalla città, ove rovinarono parecchie case con circa 500 morti. Contemporaneamente si scatenò un furioso uragano ed un fulmine colpì una delle quattro toni del castello".
"Grazie alle sue profondissime fondamenta riuscì a resistere inizialmente all?esplosione del Polverificio di Borgo Dora a Torino nel 1851 che lesionò molti edifici della zona, in un secondo tempo al terremoto del 1887 che rase quasi completamente al suolo il quartiere ed infine fu risparmiato anche dai bombardamenti della seconda guerra mondiale."
Baratta M., ?I terremoti d'Italia? Torino, Arnaldo Forni Editore, 1901. Bacino della Dora Baltea, pag. 684
Margottino C., Kozak J., Ceroni A., ?Terremoti in Italia dal 62 A. D. al 1908? Roma, ENEA, 1999
Grazie, attendo risposta.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-08 15:39:27
puo' trovare le informazioni che richiede all'indirizzo

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

Buona giornata

183 MONTI DELLA LAGA Quesito firmato -- 08-05-2009
Quesito:
Buongiorno,
ho letto nel quesito 162 riguardo alla magnitudo massima attesa per quanto riguarda la zona in oggetto. Eventualmente ci fosse un magnitudo superiore a 6 in che misura arriverebbe tale entità lungo le coste Abruzzo - Marche? Che tipo di sottosuolo abbiamo lungo queste coste?
L'effetto sismico sarebbe amplificato per via della sabbia?

Grazie, per la vostre informazioni.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-08 13:11:57
Gentile Signore,
in caso di attivazione della faglia della Laga, i massimi risentimenti sarebbero nella provincia di Rieti e nell'Aquilano. I danni lungo la costa adriatica sarebbero assai minori. E' impossibile quantificare tali danni a priori senza studi specifici.
Effetti di sito possono generarsi soprattutto nel caso in cui gli abitati siano fondati su sedimenti alluvionali.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
182 Bussi sul Tirino - Comune terremotato Marco D'emilio -- 08-05-2009
Quesito:
Buongiorno,
il paese di Bussi sul Tirino è inserito nei paesi terremotati. Le scrivo perchè cmq l'evento del 6 e quello successivo è stato avvertito nello stesso paese in maniera fortemente diversa. Ossia la parte più alta del paese che è posta a nord-est ha subito forti danni, mentre la parte a valle verso sud-ovest al di là del fiume non ha riportato danni. Si dice che esiste una zona sottostante in tufo può essere questa una giustificazione? Quando impatterebbe il risveglio della faglia del morrone considerando che le ultime scosse di sulmona-campo di giove non sono state molto avvertite nella zona di bussi.
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-09 14:43:29
Gentile Sig. D'Emilio,
Bussi è costruita su terreni con caratteristiche molto variabili: depositi alluvionali del Tirino, depositi di conoidi alluvionale (alimentati dai versanti della valle), anche depositi lacustri. Inoltre, nei settori più settentrionali e meridionali, sono stati anche segnalati travertini. Di fronte a questa grande variabilità è possibile che i fattori geologici giochino un ruolo nella distribuzione del danno.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
181 Sismicità Bolzano Massimo Notarandrea -- 08-05-2009
Quesito:
Salve,sto prendendo in considerazione un trasferimento a Bolzano per motivi di lavoro e mi interesserebbe avere informazioni sulla sismicità della zona, inoltre le chiedo se è possibile che avvenga un terremoto simile o più forte del sisma avvenuto nella zona dell'Aquila il 6 aprile 2009.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-08 11:27:45
Buongiorno,
la zona di Bolzano è una delle meno pericolose di Italia, anche se non completamente tranquilla.

zonesismiche@mi.ingv.it

Buona giornata
180 Quesito 155 Quesito firmato -- 07-05-2009
Quesito:
In merito al quesito 155 (della cui risposta ringrazio):
quello che intende dire è che c'è ragione di aspettarsi un sisma di magnitudo 6.5 dalla faglia della laga?
Ci sono dei tempi MOLTO indicativi per quando accadrà un movimento da quelle parti?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-08 13:02:50
Gentile signore,
la faglia della Laga potrebbe generare un terremoto di magnitudo 6.5-6.6. Sul "quando", non è possibile rispondere. Con cio' intendo dire che l'attivazione della faglia potrebbe avvenire in un qualsiasi momento tra oggi e duecento o trecento anni.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
179 sciame sismico Carmine Capo -- 07-05-2009
Quesito:
LA MIA DOMANDA E' GENERICA OVVERO SE UNA FORTE SCOSSA E' SEMPRE
ANTICPITA DA QUALCUNA PIU LIEVE O PUO VERIFICARSI ANCHE UN FORTE EVENTO
IMPROVVISAMENTE!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-07 22:08:12
Gentile Signore,
può trovare informazioni utili nella risposta al punto 1 del quesito 124.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
178 zone non sismiche Quesito firmato -- 07-05-2009
Quesito:
Buongiorno, esistono in Italia delle zone non o scarsamente sismiche? quali sono?
Grazie mille per le vostre risposte, cordiali saluti,
Chiara Marinucci
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-07 13:55:46
Buongiorno,
può visualizzare la pericolosità sismica del territorio consultando il sito

zonesismiche.mi.ingv.it
Buona giornata
177 Amplificazione del sisma Marco Toncinelli -- 07-05-2009
Quesito:
Salve, innanzi tutto vi faccio i complimenti per il servizio che offrite, con professionalità e disponibilità a rispondere a domande che magari vi sembrano un po' banali, malgrado, immagino, i vostri numerosi impegni di lavoro.
Volevo chiedervi come mai nei media (TV e giornali) non si parla di amplificazione sismica locale e solo del costruito (addirittura con inchieste sulla sabbia di fiume o di mare) visto che anche a L'Aquila sono evidenti segnali di questo tipo. Infatti non credo che in via XX settembre abbiano progettato gli stessi progettisti, abbiano costruito le stesse imprese nello stesso periodo pre o post normativa sismica, oltre ai dati variabili di accelerazione sismica registrati dai diversi accelerometri.
Credo che non si possa riprendere a costruire se non si considerano anche questi aspetti.
Grazie
Risponde Carlo Meletti il 2009-05-07 13:37:36
Quello che lei cita è solo uno degli aspetti trascurati dai media.
Sicuramente per la ricostruzione sarà realizzato uno studio di microzonazione sismica, come fatto, ad esempio, dopo i terremoti di Umbria-Marche e Molise. Tra l'altro nel mese di febbraio la Protezione Civile e le Regioni hanno rilasciato nuove e moderne linee guida per la microzonazione, che saranno così applicate per la prima volta.

La ringrazio per i complimenti, anche a nome degli altri colleghi che partecipano a questa attività di informazione, che costa molto impegno, ma evidentemente è gradita.
Buona giornata
176 faglia del morrone: 2 domande Massimo Notarandrea -- 07-05-2009
Quesito:
Salve, ho letto nelle vostre risposte alle domande di altri utenti che la faglia del morrone sarebbe in grado di generare un terremoto in caso di risveglio di magnitudo momento di circa 6.6 6.7.
Quale sarebbe la magnitudo corrispondente in richter ?

A Pescara quale sarebbe la magnitudo avvertita? inoltre ci potrebbero essere danni dovuti alla liquefazione del terreno essendo Pescara costruita su terreno sabbioso?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-07 21:57:29
Gentile Signor Notarandrea,
in termini di magnitudo locale dobbiamo scalare di 2-3 punti decimali la magnitudo momento. Il risentimento a Pescara sarebbe valutabile in termini di intensità, in quanto la magnitudo è una misura univoca del terremoto (è la stessa in qualsiasi parte del mondo). In quanto all'intensità attesa, è difficile rispondere alla sua domanda senza analisi piuttosto complesse. Tenga presente che in occasione del terremoto del 1915, con epicentro però posto 35-40 km a ovest del Morrone, Pescara ebbe V-VI grado della scala Mercalli. Ma già Chieti subì danni pari al VII grado.
Infine, è chiaro che la presenza di sabbie sature può originare fenomeni di liquefazione oltre che generare effetti di sito in grado di condizonare, amplificandolo, il moto sismico.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
175 Terremoto Piedimonte Matese Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
Salve volevo sapere se Piedimonte Matese (CE), si trova su una faglia attiva.
Mi sembra di avere letto che sulla zona dell'alto casertano corre la faglia del "bacino di Bojano" (versante molisano del massiccio del Matese) la cui massima magnitudo in caso di terremoto si aggirerebbe intorno ai 6/7° scala Richter.
Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-07 21:46:07
Gentile Signore,
Piedimonte Matese si trova su una faglia che certamente è stata attiva negli ultimi 2 milioni di anni (cioè nel corso del Quaternario). Dal punto di vista geologico, una faglia di questo tipo può dirsi caratterizzata da attvità recente. Tuttavia non sono disponibili dati su dislocazioni avvenute negli ultimi millenni e pertanto non è possibile affermare (ma non si può escludere) che tale faglia sia attiva.
La faglia che delimita il bacino di Bojano è invece certamente attiva ed è potenzialmente responsabile di terremoti con magnitudo 6.5-6.8.
Infine, le segnalo che a nordovest di Alife, tra Venafro, Capriati e Fontegreca è presente una faglia che ha avuto attività storica ed è stata probabilmente responsabile di una delle scosse della sequenza sismica del 1349.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
174 ZONA 4 E NTC 2008 Dario Pinto -- 06-05-2009
Quesito:
Ho visto già diverse risposte su quesiti simili. Vorrei proporre un caso pratico.
Galatina (LE). Classificazione regionale Zona 4. Ag allo SLV calcolata per la costruzione in oggetto (telaio in c.a. con plinti di fondazione) pari ag = 0.062 g.
Terreno di categoria B.
Posso applicare il disposto al punto 7.2.5.1 delle NTC 2008 che dice che il collegamento delle strutture di fondazione non è necessario per profili stratigrafici di tipo A e PER SITI RICADENTI IN ZONA 4 ?
Risponde Carlo Meletti il 2009-05-07 13:24:54
Gentile ingegner Pinto, una nostra risposta al suo chiarissimo quesito non avrebbe alcun valore, visto che le norme sono state promulgate dal Ministero delle Infrastrutture che pertanto e' l'unica istituzione che può fornire interpretazioni autentiche sulle stesse. Noi non abbiamo titolo per esprimere pareri o consigli sulle NTC.
Buon lavoro
173 scosse sismiche Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
salve,vi scrivo da introdacqua un paese vicino sulmona anche io da qualche giorno avverto delle scosse che poi nel vostro sito non vengono rilevate.questa notte ne ho avvertite 2 non molto forti.vi chiedo se percaso non si tratti della faglia di cansano.grazie e cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 21:14:09
Gentile Signore,
la ringrazio per la segnalazione. In generale è piuttosto difficile legare piccole scosse sismiche a faglie che si vedono in superficie. Queste, infatti, sono in genere l'espressione di sorgenti sismogenetiche responsabili di forti terremoti. I piccoli eventi sismici sono invece il risultato del movimento lungo fratture della crosta terrestre di dimensioni molto ridotte, che in genere non hanno alcuna espressione in superficie.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
172 Costruzioni Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
Salve, da giorni vari tecnici si interrogano sull'effetiva efficenza del c.a. in presenza di terreni di tipo alluvionali/sedimenatri. Alcuni affermano che di fronte a questi tipi di terreni non c'è c.a. che tenga... Siete d'accordo con questa affermazione e quali tecniche adottare in presenza di questi terreni?
Scusate, vorrei sapere inoltre su che tipi di terreni sorge l'aquila in quanto ho riscontrato una diversa entità dei danni a seconda delle varie zone della città.

Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 21:03:36
Gentile Signore,
sulle questioni del cemento armato non sono in grado di rispondere. Sono argomenti che riguardano l'ingegneria sismica. Per quanto riguarda invece il sottosuolo di L'Aquila, esso è prevalentemente costituito da blocchi e ciottoli calcarei in genere a spigoli vivi, a volte cementati (tanto da ricordare roccia in posto) a volte no, con intercalazioni di sedimenti limosi. Si tratta di potenti accumuli di frana. Le caratteristiche molto variabili da sito a sito possono in parte giustificare la variabilità del danno.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
171 scosse sismiche sulmona Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
Vi ringrazio per la risposta
Ultima scossa avvertita da me e la mia famiglia(6 persone)è stata il giorno 5c.m.alle ore 21,20
La faglia del morrone che lunga 23 km scaricandosi di che magnitudo potrebbe essere la scossa?
Si potrebbero verificare piu' danni nell'abitato delle marane badia o Sulmona?
Grazie per la risposta.

Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 20:53:07
Gentile Signore,
la ringrazio per la segnalazione. La prego altresì di continuare a segnalarmi orari di scosse da voi avvertite, anche utilizzando il mio indirizzo di posta elettronica (galadini@mi.ingv.it). Quanto alla faglia, la lunghezza di 23 km corrisponde - in base a relazioni empiriche elaborate su un numero enorme di casi di fagliazione nel mondo - a magnitudo momento Mw 6.6 o 6.7. In caso di attivazione, credo che i danni sarebbero notevoli ovunque: molto dipenderebbe dalle caratteristiche delle costruzioni.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
170 Info Magnitudo Silvia Accili -- 06-05-2009
Quesito:
Salve, sono una giovane ragazza dell'Aquila.
Ho letto molti articoli che parlano del terremoto dell'Aquila con magnitudo pai a 6.3 però la maggiorparte conferma sia stato pari a 5,8.
Mi sono documentata molto ma nn riesco a capire come mai queste discrepanze. Per caso ci sono modi diversi per valutare una magnitudo?
Vi ringrazio in anticipo e spero mi rispondiate al piu presto.

Silvia
Risponde Paolo Augliera il 2009-05-06 18:44:50
Salve Silvia,
come ho risposto ad altri questiti sull'argomento (vedi ad es. il quesito 163) la magnitudo usata di routine per stimare la grandezza di un terremoto è la cosiddetta Magnitudo Richter o Magnitudo Locale (Ml), che viene calcolata sull'ampiezza massima della registrazione sismica di un sismografo standard (a corto periodo). Viceversa la Magnitudo Momento (Mw) viene elaborata attraverso un trattamento numerico dell'intero segnale sismico su tutte le frequenze evidenziate dalla registrazione.
La Ml dell'evento e' stata calcolata pari a 5.8, la Mw 6.2.
Per terremoti forti la Mw viene ritenuta una stima più accurata della severità dell'evento.


Al link:
http://www.dipteris.unige.it/geofisica/ITA/didattica/did_magni.html
puo' trovare una descrizione (un po' piu' "tecnica" ma spero comprensibile) della definizione di magnitudo.
Il "fattore correttivo per la distanza" citato nella "risposta estesa" e' pari a 3.
Cordiali Saluti
169 informazione 1 Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
Scusate quale diffrenza c'è di sicurezza tra un paese posto su roccia e uno non posto su roccia a livello di impatto di un terremoto?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 19:05:11
Buonasera, può trovare informazioni utili nella risposta al quesito 168.
Fabrizio Galadini
168 Tagliacozzo Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
A Tagliacozzo (che dista circa 50 km dall'Aquila) abbiamo "sentito" il terremoto del 6 aprile, e molte delle scosse successive, ma i danni sono stati decisamente limitati. I nostri anziani raccontano che in occasione del terremoto del 1915, che distrusse Avezzano (che dista da noi circa 20 km), a Tagliacozzo crollò solo una vecchia casa dell'originario centro storico. C'è una spiegazione a questo? Le voci che girano, sul fatto che il sottosuolo di Tagliacozzo (o, almeno, del suo centro storico) sia vuoto, per cui il terremoto "non arriva", ha un qualche fondamento? Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 18:57:29
Gentile Signore,
è possibile che il sottosuolo giochi un ruolo determinante, ma non per la presenza di cavità, quanto per il fatto che il paese è in buona parte fondato su rocce mioceniche: in parte calcari, in parte arenarie. Ciò può comportare l'assenza di amplificazione del moto sismico: una situazione completamente diversa da quella di Avezzano, costruita su depositi lacustri e alluvionali che possono presentare problemi per quanto attiene i cosiddetti effetti di sito in caso di terremoto.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
167 informazione Quesito firmato -- 06-05-2009
Quesito:
vorrei sapere se ci sono possibilità che nella zona della val pescara (alanno, torre de passeri, pietranico, cugnoli ecc...) ci possono essere faglie.
cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 18:42:54
Gentile Signore,
gli studi sui settori "esterni" alla catena appenninica sono in corso. Per ora sappiamo qualcosa della faglia di Casoli, che si sviluppa a sud della Val Pescara. Essa sarebbe stata responsabile del terremoto del 10 settembre 1881 (Orsogna, Lanciano, Guardiagrele). Questa faglia, in realtà, proseguirebbe a nord della Val Pescara, ma il suo comportamento sismogenetico non è noto. Terremoti come il 1881, comunque, non sono paragonabili a quelli che avvengono nei settori appenninici. Inoltre, i danni ad un abitato come Alanno (fino al VII-VIII grado Mercalli) sono in genere il risultato di terremoti che hanno origine in altre zone dell'Abruzzo. Il danno citato, in effetti, fu causato dal terremoto del 1915 (Marsica). Al proposito può consultare il sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
165 scosse sismiche sulmona Quesito firmato -- 05-05-2009
Quesito:
Buona sera e grazie per il vostro lavoro.
Volevo dirvi che da piu' giorni nella zona di Sulmona si avvertono scosse sismiche di breve durata che pero' non trovo pubblicate sul sito dell'INVG (non si tratta di suggestione)volevo sapere se ne eravate a conoscenza.
Leggendo tutte le vostre risposte ai quesiti non sono riuscito a capire se la famosa faglia del Morrone lunga 23km sia attiva e quindi monitorata e che cosa significa che una faglia si è attivata.
Grazie di nuovo per la vostra disponibilità.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 23:00:40
Gentile Signore,
la pregherei di inoltrarci l'informazione oraria relativa alle scosse che avverte. La pregherei di essere certo, inoltre, che siano avvertite da più persone. Non abbiamo registrato le scosse di cui Lei ci scrive.
La faglia del Morrone è attiva in quanto disloca sedimenti più recenti di 20.000 anni fa. In generale, sul territorio italiano questa caratteristica identifica una faglia attiva.
"Attivata" significa che si è mossa, cioè che è stata responsabile di un terremoto in passato (nel caso specifico, intorno al 150 d.C.).
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
164 Campo di Giove Luigi Zinni -- 05-05-2009
Quesito:
Chiedo scusa per l'insistenza, storicamente almeno da quello che so Campo di Giove sembra non avere subito mai danni gravi.Visto che si trova a circa 2km dalla faglia, è grazie al terreno sul quale è stato costruito o semplice fortuna ?
Gli antichi dicono che è la Majella Madere che ci protegge sarà vero?

Grazie e buon lavoro.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 20:23:53
Gentile Sig. Zinni,
col terremoto del 1706, comunque, Campo di Giove ha subito danni stimati con l'VIII grado della scala Mercalli. Sul problema dell'associazione di questo terremoto alla faglia Maiella-Porrara, può leggere la mia risposta al quesito n. 152. Qualora il 1706 non fosse associato alla Maiella-Porrara, questa faglia non sarebbe stata responsabile di terremoti storici. Se a questo aggiunge che la faglia del Morrone si è attivata l'ultima volta presumibilmente intorno al 150 d.C., ecco che la presunta carenza della storia sismica di Campo di Giove potrebbe trovare una sua giustificazione.
Il settore meridionale del versante occidentale della Maiella è caratterizzato dalla presenza di parte della faglia sopra citata. Subito ad est della Maiella, una faglia sepolta all'incirca nel sottosuolo di Casoli è anch'essa da considerarsi attiva. Purtroppo non credo che la Maiella sia da considerarsi un elemento del paesaggio con una qualche funzione protettiva nei confronti degli abitati adiacenti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
163 magnitudo terremoto de L'Aquila Quesito firmato -- 05-05-2009
Quesito:
nel tg di oggi ho sentito la notizia che è stato rivisto il livello di magnitudo del terremoto del 6 aprile a l'Aquila, da 5,8 a 6,3.
E' vero? e se si, per quale motivo la rilevazione iniziale di un terremoto può risultare non defintiva?
Grazie
BR
Risponde Paolo Augliera il 2009-05-05 17:25:38
La magnitudo usata di routine per stimare la grandezza di un terremoto è la cosiddetta Magnitudo Richter o Magnitudo Locale (Ml), che viene calcolata sull'ampiezza massima della registrazione sismica di un sismografo standard (a corto periodo). Viceversa la Magnitudo Momento (Mw) viene elaborata attraverso un trattamento numerico dell'intero segnale sismico su tutte le frequenze evidenziate dalla registrazione.
Per terremoti forti la Mw viene ritenuta una stima più accurata della severità dell'evento.
Come puo' vedere dal comunicato INGV relativo all'evento del 6 aprile 2009(link:
http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/data_id/2206496920/event.php)
sin dalle prime analisi la magnitudo dell'evento e' stata stimata come Ml 5.8 e con una Magnitudo Momento Mw pari a 6.2. Una variazione di 0.1 non e' significativa, ricade nel normale margine d'incertezza della stima di magnitudo.
162 Faglia Monti della Laga Giovan Battista Nisi -- 05-05-2009
Quesito:
E' possibile che tale faglia a cui suppongo (dai dati dell'INGV sui distretti simici) sono state associate le recenti magnitudo di 5.1 (non so se a tale evento è stata associata questa faglia) 4.9, 4.3, 4.1 si comporti così (visto che da ca. più di un millennio è silente) senza arrivare alla magnitudo attesa di 6.5-6.7?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 20:30:26
Gentile Sig. Nisi, sebbene come Lei giustamente ricorda la magnitudo massima attesa per la faglia della Laga è nell'ordine di 6.5.-6-6, e' certamente possibile che in questa fase della sua storia la sismicità ad essa associata si limiti ai rilasci di energia osservati.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
161 Sismicità colli albani Quesito firmato -- 05-05-2009
Quesito:
Salve, desidererei sapere se le scosse che avvengono, spesso sottoforma di sciame, con epicentro ai colli albani sono causate dall'attività vulcanica residua della zona oppure dalla presenza di faglie attive; inoltre, quale magnitudo massima ci si può attendere all'incirca nella zona?
Grazie


Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 20:41:13
Gentile Signore,
non sono note faglie significative nell'area dei Colli Albani. La sismicità è molto probabilmente legata ad una dinamica crostale da ricondurre alle caratteristiche vulcaniche dell'area. Tuttavia, è possibile che si verifichino terremoti con magnitudo intorno a 5. Nel 1806 i Colli Albani furono colpiti da un terremoto di magnitudo 5.5, responsabile di notevoli danni a Genzano, Rocca di Papa e Velletri (VIII grado della scala Mercalli).
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
160 Terremoto Abruzzo Mary Silvani -- 05-05-2009
Quesito:
Ho notato che negli ultimi due giorni le scosse sono notevolmente diminuite di frequenza e di intensita' .Puo' essere questo un fatto positivo oppure possiamo ancora aspettarci un colpo di coda ? Grazie !
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 20:01:02
Buonasera, il fatto che la sismicità legata alla faglia che si è attivata il 6 aprile stia diminuendo in termini di numero di eventi giornalieri e di energia associata è del tutto normale. In pratica è come se la faglia di Paganica si stesse progressivamente spegnendo. Ciò non esclude, tuttavia, la possibilità che si attivino altre faglie.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
158 terremoto 1703/1706 Quesito firmato -- 05-05-2009
Quesito:
Buongiorno a tutti vorrei semplicemente rivolgervi una domanda, visto che ultimamente non si fa altro che parlare che il terremoto del 06/04/2009 rispecchia molto il terremoto del 1703 e si presume che se ne verifichi un'altro nel bacino di Sulmona come quello del 1706 è possibile sapere se è vero o no???? Vi ringrazio anticipatamente
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 17:41:23
Gentile Signore,
può trovare informazioni utili nelle risposte ai quesiti 19 e 28.
Buonasera,
Fabrizio Galadini
156 morrone/svolte di Popoli Monica Iengo -- 05-05-2009
Quesito:
Mi perdoni se sono ripetitiva ma non ho molto chiaro come la faglia del morrone, che si trova teoricamente ad est, alle nostre spalle (di Popoli) possa congiungersi con le svolte di Popoli che sono diametralmente opposte ed infatti sono state interessate direttamente dal sisma del 6 aprile.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 17:37:18
Gentile signora,
la faglia è lunga 23 km; verso sud inizia a Pacentro; presso Popoli passa a ridosso delle seguenti zone: sorgenti del fiume Giardino; nordest del ponte di Fecciola; dentro all'abitato di Popoli; nordest del cimitero, con terminazione a ridosso delle fonti di San Calisto.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
155 faglie reatine Quesito firmato -- 05-05-2009
Quesito:
Salve,

vi ringrazio anzitutto per il vostro lavoro.
Vorrei sapere una valutazione del rischio sismico per la provincia di Rieti, sapere da quali faglie è attraversata (e relativa loro attività) e se ci sono elementi per poter indicare la probabilità di una ricorrenza in tempi sociali.
Mi scuso per la domanda multipla ma sono di Rieti ed il sisma aquilano si è fatto sentire molto negli animi, più che nelle gambe.

A voi tutta la mia stima.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-06 20:40:20
Gentile Signore,
la faglia principale che interessa la provincia di Rieti è quella della Laga. Essa borda la conca di Amatrice e potrebbe causare terremoti con magnitudo all'incirca 6.5. Il terremoto del 1639, che pure ebbe un forte impatto su Amatrice, pur essendo molto probabilmente legato a questa faglia non è da considerarsi l'evento massimo atteso. E' chiaro che l'attivazione di questa faglia potrebbe creare danni distribuiti su buona parte della provincia di Rieti. Poiché non si conoscono eventi sismici storici con la magnitudo sopra citata associabili alla faglia della Laga, essa è considerata - come altre faglie appenniniche - una di quelle da "tenere d'occhio".
Altro terremoto particolarmente importante, sebbene poco conosciuto, è quello del 1298, parametrizzato con magnitudo 6.2±0.3. Si tratta di un evento sismico che ha danneggiato seriamente Leonessa e causato danni pari all'VIII grado a Rieti. Purtroppo, trattandosi di un terremoto di molti secoli fa, non è possibile fare ipotesi attendibili sulla faglia che lo ha causato. Peraltro, la faglia a ridosso di cui è costruita Leonessa è oggi considerata non attiva, almeno per quanto riguarda i terremoti con elevata magnitudo.
La conca di Rieti è bordata da faglie cui è riferibile attività almeno nel Pleistocene inferiore (cioè almeno fino a ca. 800.000 anni fa). Non c'è accordo tra i ricercatori sul fatto che esse siano da considerarsi attive. Non sono noti forti terremoti storici con epicentro nel bacino di Rieti.
Nella provincia di Rieti è altresì ubicata la faglia della valle del Salto. Anche in questo caso, non c'e' accordo tra gli esperti sul fatto che tale faglia sia attiva o meno. La mia opinione è che essa possa considerarsi attiva per terremoti con magnitudo non superiore a 6.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
153 chiarimento zone sismiche Franco Nucciarone -- 04-05-2009
Quesito:
Salve,vivo nella parte orientale della majella in un paese,guardiagrele, che è in zona sismica 1;non risultano però dalla mappa che ci siano delle faglie attive in questo lato della majella è vero che non ci sono oppure non sono classificate perchè non sono conosciute?la classificazione sismica comunque penso sia data dalla vicinanza in linea d'aria con la faglia del morrone;il fatto che però ci sia la majella di mezzo è positivo in quanto ai possibili danni negativo o ininfluente?grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 17:30:10
Egr. Sig. Nucciarone,
l'abitato di Guardiagrele si trova a ridosso della cosiddetta faglia di Casoli, assai probabilmente responsabile del terremoto del 1881, che causò danni al suo paese. Questo terremoto è ricordato in una lapide nel duomo, in corrispondenza di uno degli altari di destra.
Credo che la presenza della Maiella sia ininfluente ai fini degli effetti dei terremoti. Molti abitati ad est di questo massiccio montuoso soffrono di problemi legati alla stabilità dei pendii collinari a ridosso dei quali sono costruiti e di amplificazioni del moto sismico per le caratteristiche meccaniche dei terreni di fondazione.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
152 Storicità faglia Maiella-Porrara Mario Nuzzo -- 04-05-2009
Quesito:
Salve, innanzi tutto ringrazio per l'ottimo servizio che offrite.
Premesso che ho letto, tra le risposte ai vari quesiti, che l'ultima attivazione della faglia del Morrone può datarsi al 150 d.c., e che la faglia Maiella-Porrara è stata individuata soltanto di recente, gradirei sapere se le fonti riportano utili notizie anche in ordine alle attivazioni di quest'ultima faglia, e se dalla stessa possano attendersi eventi di particolare rilievo.
Cordiali saluti.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 17:20:05
Gentile Sig. Nuzzo,
una delle ipotesi che si fanno da un paio di anni è che la faglia Maiella-Porrara sia stata responsabile del terremoto del 1706. Si tratta di un'ipotesi di lavoro che presenta evidenti limiti legati al fatto che gran parte del danneggiamento dovuto a questo terremoto si trova ad est di essa. In genere, una faglia il cui piano ha pendenza verso sudovest - come e' il caso della faglia Maiella-Porrara - in caso di attivazione dovebbe causare danni maggiori nel settore sudoccidentale.
L'alternativa è che il terremoto del 1706 sia stato causato dall'attivazione di un altra faglia, che si trova ad est della Maiella: la cosiddetta faglia di Casoli. Solo gli studi futuri potranno, forse, chiarire il problema. Se il terremoto del 1706 non fosse legato all'attivazione della faglia Maiella-Porrara, non sarebbero noti terremoti storici compatibili con l'attivazione di questa.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
151 sequenza sismica Quesito firmato -- 04-05-2009
Quesito:
Buonasera!Innanzi tutto colgo l'occasione per ringraziarvi per la pazienza con cui esaudite ogni domanda di chi come me vorrebbe capirne di più.Prima di un terremoto forte c'è sempre una sequenza sismica precedente o può avvenire anche all'improvviso?Ho sentito dire che il mio paese ,Pratola Peligna,è più "sicuro " di Sulmona per via del sottosuolo:come sarebbe questo sottosuolo? Infine volevo sapere se storicamente esiste un terremoto che abbia danneggiato Pratola. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-05 17:05:09
Gentile signore,
in riferimento al tema della sequenza sismica puo' trovare informazioni nella risposta al quesito n. 124, punto 1. Per quanto riguarda il sottosuolo di Pratola, direi che si tratta dello stesso tipo di sedimenti prevalentemente alluvionali che caratterizzano il sottousolo di Sulmona.
Buonasera,
Fabrizio Galadini
150 faglie morrone e gran sasso Guendalina Franceschilli -- 04-05-2009
Quesito:
E' vero che non sono noti con certezza terremoti storici riferibili alle faglie del Morrone e del Gran Sasso? Se è così, dobbiamo aspettarci, nei prossimi anni, eventi sismici importanti? Magnitudo minima attesa? Attualmente si stanno verificando scosse con 2<M<3 con epicentro al Gran Sasso: c'è la possibilità di un evento importante a breve? Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 20:31:50
Gentile Signora Franceschilli,
alla faglia che borda il Gran Sasso, nota come faglia di Campo Imperatore, non sono associabili terremoti storici. Alla faglia del Morrone è associabile un terremoto molto forte avvenuto intorno al 150 d.C. In entrambi i casi parliamo comunque di tempi intercorsi dall'ultima attivazione notevolmente lunghi. Si tratta quindi di faglie per cui la probabilità di attivazione è più elevata che per una faglia che ha causato un terremoto in tempi recenti (es. la faglia del Fucino, che si è attivata nel 1915). Tuttavia, bisogna considerare che i tempi di ricorrenza di queste faglie possono anche essere dell'ordine dei 2000 anni e più. Percio', in riferimento ad esempio alla faglia del Morrone, per cui potrebbero essere passati 1850 anni dall'ultima attivazione, ebbene il prossimo terremoto potrebbe avvenire anche tra duecento anni, per quello che ne sappiamo. Inoltre, la sismicità che lei cita con magnitudo tra 2 e 3 è, nella stragrande maggioranza dei casi, non foriera di eventi sismici più forti.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
149 popoli Monica Iengo -- 04-05-2009
Quesito:
Popoli, il mio paese di residenza, è stato particolarmente interessato dal terremoto del 6 aprile, tanto da esserere dichiarato comune terremotato.
Un eventuale sisma di faglie vicine come ad esempio Sulmona, fino a che punto può interessare il mio paese?
Storicamente ci sono presedenti sismici?
Ed il fatto che il sottosuolo è ricco d acqua è positivo o negativo?
Grazie per le Vs. comprensione ed attenzione.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 17:30:00
Gentile signora Iengo,
la faglia cui Lei si riferisce si trova sul versante occidentale del Monte Morrone, tra Pacentro e Popoli. Nella sua cittadina la faglia passa in prossimità delle cosiddette "Svolte di Popoli". L'attivazione di questa causerebbe seri danni alla città. La presenza o l'assenza di acqua, in un caso come questo, credo sarebbero fatti del tutto secondari.
In generale, sedimenti sabbiosi saturi di acqua possono subire liquefazione. Se tali fenomeni fossero distribuiti su ampie aree, la liquefazione amplificherebbe certamente il danno che si avrebbe in assenza di tale fenomeno. Inoltre, falde idriche in zone di fondovalle sono contenute all'interno di sedimenti alluvionali. Al di la' della presenza o meno di acqua, i sedimenti alluvionali spesso amplificano il moto sismico , con tutto quello che ne consegue dal punto di vista del danno.
Per quanto riguarda i "precedenti", può consultare il sito http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/. Per Popoli, risultano alcuni risentimenti al di sopra della soglia del danno.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
148 Sismicità bolognese Francesca Natale -- 04-05-2009
Quesito:
Buongiorno, sono abruzzese e per motivi di lavoro mi sto trasferendo a Bologna, vorrei sapere se Bologna e il suo circondario sono zone sismiche, e se sì, quanto... Ringrazio anticipatamente per la vostra risposta, cordiali saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-04 20:12:48
Tutto il territorio italiano e' esposto ai terremoti. Bologna si trova in una zona a pericolosità sismica media.
Se le interessa la storia sismica di Bologna può consultare il sito

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/

alla voce consultazione per località.
Buona serata
146 magnitudo Quesito firmato -- 04-05-2009
Quesito:
Salve,
vorrei alcuni chiarimenti sulla differenza di magnitudo riportata sulla stampa nazionale (5.8) e su quella estera (6.3)relative alla scossa di terremoto del 06 Aprile 2009 a L'Aquila.
Risponde Paolo Augliera il 2009-05-04 13:04:26
Come puo' vedere dal comunicato INGV relativo all'evento del 6 aprile 2009(link:
http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/data_id/2206496920/event.php)
la stampa italiana ha riportato la magnitudo Richter, la estera la magnitudo momento.
Cordiali Saluti
145 Faglie che producono terremoti Quesito firmato -- 04-05-2009
Quesito:
Salve, analizzando la sequanza sismica da voi elaborata sulla base della cartografia google heart, ho notato la presenza di alcuni piccoli e piccolissimi terremoti nell'area della valle peligna.
In particolare ho notato diversi terremoti nell'area di cansano/piano delle cinquemiglia, alcuni sul monte Genzana (Comuni di Bugnara e Anversa), alcuni tra il Morrone e la Maiella (zona passo S. Leonardo) e un piccolissimo terremoto proprio nelle adiacenze del centro storico di Sulmona. Visto che le varie zone sono distanti tra loro quali sono le faglie responsabili di questi piccoli terremoti? Sono fenomeni frequenti nella zona? Saranno dati disponibili sul Vs. sito anche quando sarà termitata l'emergenza Abruzzo?

Mille grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 20:21:47
Gentile Signore,
in genere le faglie attive visibili in superficie dai geologi sono l'espressione di sorgenti sismogenetiche potenzialmente responsabili di terremoti forti. Pensi che la faglia che ha causato il terremoto del 6 aprile, nonostante si tratti di un evento con magnitudo momento 6.3, è parzialmente riconoscibile sul terreno. In pratica è impossibile dire quale faglia abbia originato questo o quel terremoto di magnitudo 2 o 3 o 4. Si tratta di faglie troppo piccole, che molto probabilmente non hanno emergenza in superficie.
Questa sismicità "sbriciolata" e' abbastanza frequente sul territorio nazionale. Puo' accadere che si attivino dei settori precedentemente non attivi o con scarsa evidenza di attività sismica, come e' il caso dell'Abruzzo centro-meridionale. Il sito del Centro Nazionale Terremoti dell'INGV continuerà a fornire informazioni sulla sismicità anche dopo l'emergenza sismica.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
144 faglia di campo di giove Luigi Zinni -- 04-05-2009
Quesito:
Salve volevo sapere se campo di giove viene attraversato in pieno dalla faglia
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 18:43:26
La faglia in questione, Maiella-Porrara, passa a circa 2 km a est di Campo di Giove.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
143 SISMICITA' CAMPO DI GIOVE Carmine Capo -- 04-05-2009
Quesito:
SALVE VI SCRIVO PER SAPERE UN 'INFORMAZIONE
ERO CURIOSO DI SAPERE LA FAGLIA DEL MORRONE - PORRARA CHE PERCORSO HA.....
UN TERREMOTO CHE PROCURA DANNI TIPO QUELLO DEL 6/4/2009 ARRIVA SEMPRE DOPO ALCUNE SCOSSE DI PREAVVISO?
ESISTONO TERREMOTI FORTI CHE NON DANNO ALCUN PREAVVISO?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 18:38:02
Gentile signore,
si tratta di due faglie. Una, quella del Morrone, segue il versante occidentale di questo rilievo montuoso tra Popoli e Pacentro. L'altra inizia tra Pacentro e Campo di Giove, segue un tratto del fianco occidentale della Maiella e poi, dopo Vado di Coccia, segue il versante occidentale del Monte Porrara fino alla stazione di Palena. Un piccolo segmento di faglia si infila nel Vado di Coccia e raggiunge Palena.
Sequenze sismiche del tipo di quella del 6 aprile possono o meno anticipare forti terremoti. Al proposito del terremoto del 1706, puo' anche consultare la mia risposta al quesito n. 130.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
141 epicentro scossa principale 6 aprile Quesito firmato -- 03-05-2009
Quesito:
Salve, grazie per la vostra pazienza nel rispondere meticolosamente a domande di gente di strada come me. Peccato che del vostro lavoro, che in questi giorni stiamo tutti apprezzando ci si ricorda solo ad ogni sisma distruttivo; poi in momenti piu calmi è una corsa (sia da destra che da sinistra) a togliervi i fondi.
Il quesito. Pare sia acclarato che la faglia responsabile della scossa principale del 6 aprile passa per Onna, Paganica fino a Collebrigioni. Però vedendo sulla vostra mappa l'epicentro di quell'evento risulta essere a ovest di Roio, quindi a parecchi km più a ovest della faglia responsabile. A rigor di logica non lo riesco a comprendere. Inoltre se l'epicentro da quello che ho capito risulta essere (grossolanamente) una sorta di triangolazione delle informazione dei sensori sparsi sul territorio nazionale, poichè da vostre considerazioni risulta che ci sono delle conformazioni geologiche che amplificano e altre che attutiscono le scosse non potrebbe succedere che la determinazione dell'epicentro risulti falsata da queste differenze del suolo e del sottosuolo? Inoltre se il terremoto è la frattura di una faglia che è una linea, l'epicentro di un sisma non dovrebbe a sua volta coincide con questa linea? Grazie !!!
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 17:57:00
Gentile signore,
rispondo al suo quesito per punti.
1) L'emergenza principale della faglia responsabile del terremoto del 6 aprile passa per San Gregorio e Paganica e prosegue verso nordovest in direzione dei piloni dell'autostrada (viadotto Vigne Basse). La frattura a ridosso di Onna potrebbe considerarsi secondaria o non imputabile a fenomeni tettonici.
2) Se diamo una pendenza al piano della faglia dell'ordine dei 50-55 gradi verso sudovest, ecco che portiamo la faglia a profondita' di 8-10 km esattamente sotto all'epicentro (ovest di Roio). Questo punto è, infatti, la proiezione in superficie dell'ipocentro del terremoto. L'ipocentro giace sulla faglia di Paganica.
3) L'ubicazione dell'epicentro/ipocentro avviene mediante l'analisi delle registrazioni di molte stazioni sismiche, adottando un omogeneo modello di velocità per la crosta; il terremoto ha origine a molti chilometri di profondità; nella registrazione, ai fini della valutazione delle caratteristiche della scossa, poche decine di metri - fino a poche centinaia di metri - di spessore di sedimenti alluvionali presso la superficie hanno poca importanza.
4) Se la frattura e' verticale, come spesso avviene per le faglie che hanno movimento orizzontale (es. faglia di San Andreas in California), l'epicentro è molto prossimo alla faglia, come lei osserva; per quanto detto al punto 2, cio' non vale per faglie come quelle che interessano gran parte dell'Appennino, caratterizzate da movimenti verticali prevalenti.
La ringrazio per l'apprezzamento per il lavoro che svolgiamo e le invio i miei piu' cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
140 Scanno Pasquale Caranfa -- 03-05-2009
Quesito:
Vi ringrazio per il servizio che rendete. Io sono di Scanno e da noi gli anziani e gli archivi storici segnalano una sorta di "magica invulnerabilità" del nostro borgo, comprovata da danni quasi insignificanti nei terremoti del 1915 (che distrusse la frazione di Frattura, a meno di 2 Km in linea d'ria), fino all'ultimo del 1984, con epicentro nel Parco nazionale (di cui parte del nostro territorio è parte). Anche stavolta, ringraziando Sant'Emidio, è andata bene. Fondo roccioso, lago "armottizzante" a nord, verso Sulmona, massiccio di Preccia verso sud, borgo costruito in un unico blocco, con molti archi fra vari isolati. C'è qualcosa di vero o, molto più semplicemente, non abbiamo una faglia attiva sotto i piedi?
Grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-03 18:07:32
Auguro il meglio al suo paese. Può trovare i nostri dati sui risentimenti sismici a Scanno all'indirizzo

http://emidius.mi.ingv.it/DBMI08/

Buona serata

139 scosse sul velino-sirente Quesito firmato -- 03-05-2009
Quesito:
buon giorno! scrivo da Pratola Peligna.Negli ultimi giorni si sente spesso di scosse, anche abbastanza forti, provenienti dal Velino-Sirente e dalla Valle dell'Aterno:volevo sapere se si tratta di scosse di assestamento del terremoto del 6 aprile( o si tratta di tutt'altra zona),se è possibile che crescano di intensità, visto che da quì si percepiscono bene, e quanti km distano queste faglie dal mio paese. Grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 17:14:24
Gentile Signore,
risposte a domande simili a quella che lei pone sono gia' state fornite. Potrà trovare informazioni utili - ad esempio - nelle risposte ai quesiti 92, 93, 122, 129, 131 (ma anche in altre ...), sul sito
http://www.mi.ingv.it/msg/elenco.php?year=2009#m137
oppure, a partire da www.mi.ingv.it, cliccando in basso a destra "leggi le risposte".
Le invio i miei più cordiali saluti (partecipo col cuore ai festeggiamenti della Madonna della Libera),
Fabrizio Galadini
138 Informazioni sulla faglia che comprende Pizzoli (AQ) Giorgio Ceci -- 03-05-2009
Quesito:
Buongiorno
Vi chiedo qualche informazione sulla faglia che comprende il comune di Pizzoli (AQ)
grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 10:15:42
Buongiorno,
si tratta della cosiddetta faglia del Monte Marine: da Arischia, verso nordovest, è adiacente agli abitati di Pizzoli, Barete ecc... fino a Marane. Indagini geologiche (mediante la realizzazione di uno scavo geognostico attraverso la faglia nei pressi di Arischia, eseguito - se non ricordo male - nel 2001) hanno evidenziato che essa è parte dell'espressione in superficie della faglia sismogenetica che causò il terremoto del 2 febbraio 1703. Il tempo di ricorrenza dovrebbe essere superiore a mille anni.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
137 faglia Morrone Quesito firmato -- 03-05-2009
Quesito:
Buongiorno, sono interessata al quesito della signora polacca e spero rispondiate perchè anch'io avevo già mandato un quesito: le scosse del Velino-sirente, del Gran sasso, dell'Aterno, possono in qualche modo "svegliare" la faglia del Morrone? grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 10:09:52
Gentile signora,
purtroppo le domande che riceviamo sono molto numerose e non riusciamo a rispondere a tutti coloro che pongono quesiti anche molto interessanti. Inoltre, puo' accadere che alcune domande abbiano già avuto risposta con i quesiti posti da altri. Per esempio, Lei potrà trovare parti di interesse per la sua domanda nelle risposte 19, 28, 41, 55, 57, 65, 92 e 100. Prendendo un po' dall'uno e un po' dall'altro dovrebbe riuscire a mettere insieme la risposta alla Sua domanda.
Comunque, è evidente che, a parte gli eventi sismici di M < 4 con epicentro tra Cansano e Campo di Giove, l'attuale sismicità non è adiacente alla faglia del Morrone. Gli effetti delle variazioni del cosiddetto stress statico a causa del terremoto del 6 aprile riguardano soprattutto le faglie adiacenti a quella del 6 aprile.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
134 sisma abruzzo Malgorzata Mikucka -- 02-05-2009
Quesito:
buona sera,vorrei sapere se le scosse che si stanno verificando in questi ultimi 2 giorni nella valle dell'aterno,gran sasso,sono in qualche modo "stimolanti"nei confronti della faglia attiva sul morrone e sul velino sirente?la ringrazio distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-02 20:32:20
Mi scusi ma abbiamo gia' risposto a tre suoi quesiti.
Data la grande quantità di richieste riteniamo opportuno dara la precedenza alle domande di altre persone.
Buona serata
133 terremoto zona sud di roma Francesco Emanuele -- 02-05-2009
Quesito:
Salve. Innanzitutto vi ringrazio per l'importantissimo lavoro che fate, anche in condizioni molto scomode.
La mia domanda è la seguente: io abito a Palestrina, in Provincia di Roma. Abito dunque vicino i Castelli Romani e non molto lontano dagli appennini.
Volevo sapere se la mia zona è molto sismica o è una zona relativamente tranquilla visto che stando non distante da Roma (che è poco sismica) il rischio di terremoti forti è relativamente basso.
Ringrazio per la risposta e per l'immenso lavoro che fate per tutti noi.
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-02 19:57:49
Grazie per l'apprezzamento.
Secondo la nostra mappa che trova all'indirizzo

zonesismiche@mi.ingv.it

la pericolosità di Palestrina è simile a quella di Roma.
buona serata
132 sisma 6 aprile - L'Aquila Quesito firmato -- 02-05-2009
Quesito:
Egregio dott.Stucchi le ripropongo in forma sintetica il quesito:
Desidero sapere che valore ha raggiunto la max. accellerazione al suolo,in superficie,durante il sisma del 6 aprile 2009 e in che rapporto si pone tale valore con quello considerato dalle norme tecnche previgenti a quelle del dD.M.14 genn.2008(DD.MM.1975e 1996).Grazie.Ettore Ricci
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-02 20:27:59
Le accelerazioni massime raggiunte sono dell'ordine di 0.6g.
Tuttavia va osservato che i valori di PGA previsti dalle NTC sono valori convenzionali di riferimento ai fini di progettazione, su suolo rigido e con una probabilita' di superamento del 10% in 50 anni.
Le NTC considerano inoltre lo spettro atteso, che e' l'elemento piu' significativo ai fini della progettazione.
Buona serata

131 sempre terremoto in abruzzo Quesito firmato -- 02-05-2009
Quesito:
Buonasera, sono sempre a L'aquila e anche se sappiamo che non potete dirci fin quando dovremo sentire queste scosse di assestamento, mi comincio davvero a chedere cosa stia succedendo?
si sono aperte altre faglie? mi pare che si stia muovendo tutta l'italia centrale,da forlì al velino sirente, potreste chiarirci qualcosa, dipende dalla spinta dell'Africa?
Non siamo dei tecnici quindi siamo solo molto spaventati.
grazie
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 09:32:14
Gentile signore,
la sismicità che si avverte nell'Aquilano (e in realtà in gran parte dell'Abruzzo) è in prevalenza da riferirsi alla rottura di piccole parti della faglia del 6 aprile, che non avevano subito spostamento con l'evento principale. Questa attività va riducendosi nel tempo, per numero di scosse e per energia associata. In sostanza Lei deve immaginare il progressivo ma lento spegnimento di quella faglia.
La sismicità nel "distretto sismico Velino-Sirente" si potrebbe inquadrare anch'essa nell'attività sopra descritta, oppure rappresentare il rilascio di energia in un'area adiacente a quella della faglia del 6 aprile. Si tratta del risultato del movimento lungo piccole fratture del sottosuolo.
Per quanto riguarda il resto della sismicità del territorio peninsulare (lei cita Forlì, come esempio), direi che essa rientra nel quadro della normale attivita' sismica dell'intero territorio italiano, terremoti di quella magnitudo non preoccupano e sono molto frequenti.
La sismicità minore e gli eventi con associata maggiore energia si inseriscono nell'ambito del complesso quadro di mobilità dei domini tettonici mediterranei. Senza entrare nei dettagli, tale mobilità è responsabile - da un paio di milioni di anni almeno - del sollevamento della catena appenninica (con rateo all'incirca pari a 1 mm/anno). Tale sollevamento è probabilemente la causa della fagliazione lungo l'asse della catena. Il movimento lungo le faglie causa i terremoti.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 09:58:49
Altre informazioni al riguardo si trovano nelle risposte ai quesiti 44 e 61.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
130 terremoto sulmona Paola Cesarone -- 01-05-2009
Quesito:
Buonasera..vi pongo il seguente quesito: il terremoto del 1706 a Sulmona fu preceduto da scosse sismiche di lieve entità o si verifico' all'improvviso con una scossa violenta.? E di che grado fu..?
Cordialmente saluto e ringrazio..Paola
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-04 18:11:05
Gentile Signora Cesarone,
mi scuso per il ritardo della risposta al suo quesito. Mi scuso anche perché, in pratica, non sono in grado di risponderle. In effetti, si parla di un terremoto dell'inizio del XVIII secolo, le informazioni disponibili, non poche, chiariscono gli effetti del terremoto. Ma ovviamente non siamo in grado di ricostruire in maniera conclusiva quanto accadde. Occorrerebbe fare ricerche sulle fonti storiche, per chiarire se ci sia stata o meno una sequenza sismica precedente all'evento principale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
129 terremoto AQ Piero Di Giannantonio -- 01-05-2009
Quesito:
Ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.Vivo nella valle peligna e mi sono giunte delle voci riguardo la faglia che ha causato il terremoto aquilano,essa starebbe scaricando energia,invece che verso campotosto,verso la faglia del morrone aumentando le possibilità di un prossimo terremoto in valle peligna!Sono solo voci? Grazie.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 08:56:18
Gentile Sig. Di Giannantonio,
la sequenza aquilana è attualmente caratterizzata da eventi sismici che si distribuiscono prevalentemente lungo il piano della faglia sismogenetica che ha causato il terremoto del 6 aprile. Cio' avviene nel quadro "normale" della rottura progressiva di quelle piccole porzioni del piano di faglia che non avevano subito lo spostamento con l'evento principale. Come Lei avra' notato, poco dopo l'evento del 6 aprile era iniziata una sequenza con eventi con M fino a 5.1 (ma anche 4.9 ecc ...) legati all'attivazione della faglia della Laga. Poi, da alcuni giorni, osserviamo una sismicità minore in quello che sul sito dell'INGV Lei trova definito come "distretto sismico Velino-Sirente". Questa sismicità si colloca in corrispondenza della porzione piu' meridionale della faglia che si e' mossa il 6 aprile, a ridosso della terminazione settentrionale della faglia individuata tra San Demetrio ne' Vestini e Molina Aterno. L'attuale sismicita' non "scarica energia verso una faglia", mostra piuttosto l'attivita' lungo piccole fratture nel sottosuolo - da qui il fatto che si registrano terremoti di non elevata magnitudo - in corrispondenza di un'area sismogenetica a ridosso di una faglia attiva. Tale faglia attiva non e' quella del Morrone.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
128 sciame precursore Quesito firmato -- 01-05-2009
Quesito:
Salve, Le sarei grato se mi dicesse se esistono nella statistica dei terremoti più distruttivi nel nostro paese e soprattutto nell'appennino centrale (sono interessato alla zona di Sulmona) sciami precursori. Penso che sarà daccordo sul fatto che il terremoto dell'Aquila del 6 aprile ha avuto numerosi fenomeni sismici di intensità inferiore a quello distruttivo ben 3 mesi prima. Poichè siamo abituati a intendere (forse erroneamente) che lo sciame sia successivo ad un terremoto di forte intensità volevo sapere se questa tipologia che ha interessato l'Aquila sia più unica che rara o se capita questo più frequentemente di quanto io sappia. In previsione di un terremoto distruttivo che ci attendiamo nel bacino di Sulmona, vorrei chiederle (in caso di risposta postiva al quesito), se è il caso di pensare ad una evaquazione della popolazione nel bacino di sulmona in caso si dovessero ripetere con frequenza piccoli episodi sismici in questa area. E' assodato che nessuno possa dire quando e come sarà il terremoto a Sulmona. GRAZIE
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-03 09:11:19
Gentile Signore/a,
le domande che Lei pone trovano risposta con la lettura del quesito 124 "terremoto improvviso", punto 1, a partire dalla pagine delle risposte da noi fornite:
http://www.mi.ingv.it/msg/elenco.php?year=2009#m124

Per quanto riguarda aspetti di protezione civile, credo che le domande debbano essere poste proprio al Dipartimento della Protezione Civile. Noi, come ricercatori che curano l'acquisizione e l'elaborazione dei dati sulla sismicità, forniamo al Dipartimento continuamente le nostre valutazioni sul quadro sismogenetico del territorio nazionale. Al Dipartimento spetta il compito il resto, il compito più difficile: materializzare le informazioni in azioni che abbiano ricadute dirette sulla società.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
127 palena Ale Dc -- 01-05-2009
Quesito:
il 27 aprile c'e stato una violenta esplosione o almeno lo pensevavo...poi si e scoperto che era un terremoto..durante la notte la terra a tremato di continuo e continua a tremare pianissimo ma di continuo ma sul sito non risultano altre scosse allora quello che sentiamo cos'e ?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-01 23:26:28
La ringrazio per la segnalazione. Effettivemente, la rete nazionale sembra non registrare questi tremori. Puo' darsi siano piccolissimi terremoti, con origine molto superficiale. Le chiedo se si tratta di eventi separati o di tremore continuo.
Grazie, cordiali saluti
Fabrizio Galadini
126 informazione Quesito firmato -- 01-05-2009
Quesito:
Salve, le scrivo dalla provincia di L'Aquila esattamente da Vittorito. Sarei interessata a sapere se questa zona è interessata da qualche faglia più o meno importante ed inoltre sapere che tipo di movimento ha avuto il sisma del 6 aprile con epicentro a L'Aquila. La ringrazio.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-01 22:48:50
Gentile signora,
Vittorito si trova nella conca di Sulmona, bordata ad est dalla Montagna del Morrone. Lungo il versante montuoso in questione, all'incirca tra Popoli e Pacentro, per una lunghezza complessiva di 23 km, gli studi geologici hanno evidenziato la presenza di una faglia attiva. Il terremoto che ha interessato la zona di Sulmona nel 150 d.C. dovrebbe essere il risultato dell'ultima attivazione di questa faglia. Da quel momento essa non dovrebbe avere rilasciato più terremoti.
Il tipo di movimento che si avverte in caso di terremoto forte dipende da un certo numero di variabili. L'aspetto più determinante è la distanza dall'epicentro: in effetti lontani dalla zona epicentrale si dovrebbero avvertire distintamente le onde longitudinali (P) e quelle trasversali (S), in momenti diversi, a causa del fatto che esse viaggiano a velocita' diverse. La sensazione di ondeggiamento dovrebbe essere il risultato delle onde trasversali.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
125 terremoto a Palena Quesito firmato -- 01-05-2009
Quesito:
Gent. esperti INGV ringraziandovi anticpatamente della vostra disponibilità,vorrei chiedervi come mai dopo la scossa di m.3 del 27 aprile con epicentro Palena Colledimacine [Abruzzo] non compaiono nella vostra lista altri eventi da noi chiaramente avvertiti.E possibile che il vostro distretto di Val di Sangro non le avverta essendo di piccola entità?
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-01 22:58:05
Gentile signore,
come Lei giustamente ricorda, il terremoto del 27 aprile ha avuto epicentro nel "distretto" Val di Sangro. Altri terremoti nella nostra lista non compaiono perche', probabilmente, pur avvertiti dalla popolazione hanno avuto epicentro in altre parti della regione. Ad esempio, i terremoti dell'Aquilano sono avvertiti in gran parte della regione Abruzzese. Altri piccoli terremoti hanno interessato il settore meridionale della conca di Sulmona. E' possibile che questi eventi siano avvertiti in Val di Sangro. Le suggerisco di segnarsi le ore in cui avverte le scosse e di fare un confronto con la lista dei terremoti recenti riportata sul sito www.ingv.it.
Mi sembra altresi' opportuno citare il fatto che il termine "distretto sismico" e' soltanto un espediente dei tecnici della rete nazionale per suddividere in settori geografici il territorio in funzione della distribuzione delle stazioni sismiche. La registrazione dei terremoti è indipendente dall'estensione del distretto.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
124 terremoto improvviso Quesito firmato -- 01-05-2009
Quesito:
Salve,
approfittando del Vs. ottimo servizo volevo chiedere delle ulteriori informazioni sulla materia
1) E' una caratteristica delle faglie dell'appennino il verificarsi di uno sciame sismico prima del terremoto o è solo un evento isolato come capitato all'Aquila?
2) Un forte terremoto come quello dell'Aquila si verifica improvvisamente o negli attimi prima (secondi o minuti) si verificano una serie di "micro" scosse?
3) Ho avvertito la scossa dell'Aquila a circa 50Km dall'epicentro (Sulmona) e durante i secondi del sisma si è avuta la sensazione di una variazione di intensita (inizio sostenuto e costante con tremore sussultorio, poi qualche secondo più leggero come una pausa e infine 2/3 secondi violentissimo ondulatorio). Da cosa dipende questa variazione d'intensità?

Grazie mille e buon lavoro a tutto il personale INGV.
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-01 23:20:58
Gentile Signore,
rispondo ai suoi punti, numerandoli come Lei ha fatto:
!) Purtroppo non sembra una regola il fatto che un terremoto forte sia anticipato da una sequenza sismica del tipo di quella che a L'Aquila ha preceduto il 6 aprile. Se guardiamo la sismicita' storica, nel caso del grande terremoto della Marsica (1915), non ho mai reperito traccia nelle fonti di una sequenza sismica con tali caratteristiche. Anzi il comportamento sismogenetico in quel caso fu complicato dal fatto che nel 1904 ci fu un terremoto (M 5.6, se non sbaglio) che fece danni a Magliano dei Marsi e a Rosciolo, non ad Avezzano. Oggi considero questo terremoto, avvenuto 11 anni prima del terremoto di M 7, come l'inizio della rottura lungo la faglia che causò il 1915. Altro argomento che complica le cose e' che, nella maggior parte dei casi, le sequenze sismiche tipo L'Aquila terminano in un nulla di fatto. Proprio a L'Aquila era gia' successo nel 1985, 1994 e 2003-2004. Ma non era seguito alcun terremoto di magnitudo elevata.
2) L'analisi dettagliata delle registrazioni della scossa del 6 aprile è argomento di studio. Ci vorrà tempo per capire come sia avvenuto il processo di rottura lungo la faglia. In effetti puo' avvenire che la rottura avvenga in maniera complessa, per eventi che si succedono rapidamente. Ricordo che nel caso del terremoto dell'Irpinia (1980) si parlo' di un evento complesso, fatto in realta' di almeno due scosse sismiche separate da poche decine di secondi.
3) Lei probabilmente ha avvertito le onde longitudinali (P) quelle che arrivano prima perche piu' veloci (e che "fanno meno male"), poi ha avvertito le onde di taglio (S), per cui sembra di poter perder l'equilibrio da un momento all'altro, di perdere i riferimenti fisici.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
123 sisma abruzzo Malgorzata Mikucka -- 30-04-2009
Quesito:
buonasera,anche se questa domanda non e' relativa al sisma che purtroppo ha colpito l'abruzzo,per ovvi motivi (sono di nazionalita' Polacca ma risiedo in abruzzo da anni)vorrei approfittare della sua competenza in materia per chiederle se la Polonia e' definito un paese a rischio sismico oppure no,sopratutto la Polonia Centrale; la ringrazio distinti saluti
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-01 17:01:38
Buongiorno,
la pericolosità sismica nel suo paese è molto modesta.
Buona giornata
122 sisma abruzzo Malgorzata Mikucka -- 30-04-2009
Quesito:
buona sera,visto che non e' possibile prevedere terremoti mi puo spiegare se la faglia del velino sirente era gia attiva prima del sisma del 6 aprile e se ha avuto una attivita sismica rilevante negli ultimi 1000 anni visto che la storicita sismica ha la sua importanza? cordiali saluti
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-01 09:02:05
Gentile signora,
"Velino-Sirente", nel nostro caso definisce un "distretto sismico", un'area che ha solo importanza dal punto di vista tecnico per la suddivisione del territorio in fuzione della distribuzione delle stazioni sismiche della rete nazionale. A ridosso o all'interno di quest'area si trovano alcune faglie attive potenzialmente responsabili di terremoti. Una e' quella che noi definiamo Faglia della Media Valle dell'Aterno, un'altra e' la Faglia Ovindoli-Pezza (che prosegue verso nord, cioe' verso L'Aquila, con la Faglia Campo Felice-Colle Cerasitto). Un'altra ancora e' quella che borda a est la Piana del Fucino e prosegue verso nordovest lungo i versanti meridionali dei Monti della Magnola, del Monte Cafornia e del Monte Velino. Di queste faglie, quella del Fucino e forse quella Ovindoli-Pezza si sono attivate negli ultimi mille anni. La prima ha infatti causato il terremoto del 1915. La seconda, in base a dati geologici (ma non storici) potrebbe essersi attivata in epoca medievale. La Faglia della Media Valle dell'Aterno, invece, potrebbe non essersi attivata negli utlimi 2000 anni circa.
Cordiali saluti
Fabrizio Galadini
121 zone sismiche e scala richter Davide Mastrogiovanni -- 30-04-2009
Quesito:
Salve,
Guardando la classificazione dei livelli di percezione della scala richter mi sono accorto che:da 5 a 5,9 viene molto avvertito, possibili fessure sulle mura, gli oggetti si muovono anche pesanti, piccoli crolli
da 6 a 6,9 comincia a essere molto pericoloso, crollo di case e innalzamento di onde del mare
non mi sembra corrisponda a quanto successo all'aquila...quindi la classificazione è attendibile o no?inoltre mi chiedo visto che l'Italia è zona sismica quasi per intero non sarebbe giusto costruire edifici tutti secondo le più severe norme antisismiche anche in zone 2 e 3?
grazie
Risponde Massimiliano Stucchi il 2009-05-01 17:00:11
Buongiorno,
non so che cosa abbia consultato, ma le cose non stanno cosi'. La Magnitudo di un terremoto (cosiddetta scala Richter) misura l'energia rilasciata e non i suoi effetti.
Buona giornata
120 Prevenzione Valle Peligna Quesito firmato -- 30-04-2009
Quesito:
Salve, se non sbaglio, più volte è stato detto che Sulmona e la Valle Peligna sono fortemente esposti a un probabile terremoto in futuro in quanto la faglia del morrone ha un elevato potenziale sismogenetico (è ferma circa dall'anno 100 d.c.)

Oltre alle verifiche e alle priorità riportate anche nel Decreto n°39, quali tipo di prevenzione si possono concretamente mettere in atto e il Vs. istituto ha in programma una campagna di monitoraggio e studio del territorio in questione? Mi scuso se io e i miei concittadini facciamo molte domande a proposito ma visti gli ultimi eventi e le previsioni future in tutti è cresciuta la paura e il timore. Grazie e complimenti per il servizio
Risponde Fabrizio Galadini il 2009-05-01 09:37:08
Gentile signore,
in effetti l'ultimo terremoto dovuto alla faglia del Morrone sembrerebbe essere quello ricordato nell'epigrafe custodita a San Clemente a Casauria, attribuito su basi archeologiche circa al 150 d.C. Inoltre bisogna tenere presente che Sulmona ha sempre risentito in maniera notevole, anche con danni, di terremoti orginatisi altrove. Sono due aspetti che vanno trattati in maniera diversa. In effetti, il risentire dello scuotimento dovuto a terremoti con epicentro anche in zone non prossime alla valle Peligna ha probabilmente a che fare con la cosiddetta risposta sismica, cioe' con le caratteristiche dei terreni su cui sono fondati i paesi. In questi casi si possono fare studi sui citati terreni e pianificare gli sviluppi urbanistici e adottare appropriate misure sul costruito e sulle costruzioni. Tutto cio' vale anche, ovviamente, per la sismicita' che ha origine nella Valle Peligna, legata alla faglia del Morrone. In piu', in questo caso, si aggiungono le informazioni che le ricerche geologiche hanno consentito di acquisire e stanno acquisendo. Per esempio, il fatto che la faglia del Morrone sia lunga 23 chilometri viene da accurati rilevamenti geologici che hanno richiesto anni di lavoro. Questa informazione non e' banale, visto che la lunghezza di una faglia e' proporzionale alla magnitudo attesa di un terremoto. Si tratta di acquisizioni di ricerche di meno di un anno fa. Quindi, le nostre attivita' sul territorio sono continue, anche in collaborazione con i colleghi ricercatori di altri enti. Per quanto riguarda il monitoraggio, quelli sismometrico e geodetico sono attivi continuamente. Il monitoraggio sismometrico ha consentito di rilevare i piccoli terremoti con epicentro nella parte meridionale della conca di Sulmona. La precisa determinazione epicentrale e' il risultato del buon addensamento delle stazioni sismometriche della rete nazionale.
Cordiali saluti,
Fabrizio Galadini
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