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N. Oggetto Inviato da Comune di residenza In data
9 faglia Ovindoli-Pezza Marty Marty Ovindoli (AQ) 05-03-2017
Quesito:
Buona sera.Consultando il sito dell'INGV ho notato che nel mese di febbraio si è verificata una serie di piccoli avvenimenti strumentali nella zona di Campo Felice e Rocca di Mezzo. Mi chiedevo se questo possa implicare l'attivazione della faglia OvindoliPezza e se questi piccoli eventi strumentali debbano effettivamente destare preoccupazione.Inoltre parlando di OvindoliPezza e di Campo Felice ci si riferisce alla medesima faglia?Ho letto che i tempi di ricorrenza per la faglia OvindoliPezza siano di circa 3000 anni ma allora come si spiegano questi piccoli eventi strumentali? Ringrazio anticipatamente per l'eventuale chiarimento
Risponde Paolo Augliera il 2017-03-06 14:46:28
Piccoli eventi strumentali avvengono sempre e ovunque in Italia (e nel mondo).
I tempi di ricorrenza si riferiscono all'insorgere di eventi importanti, che riguardano la rottura di estesi settori della faglia.
Cordialmente
P.A.
6 sismicità Piemonte Rosta Stefano Battistini Rosta (TO) 06-02-2017
Quesito:
Buongiorno
Mi chiamo Stefano abito a Rosta a 30km da Torino.Il mio comune risiede nella zona sismica 3 e Torino in zona sismica 4.
Ultimamente si sentono delle piccole scosse il 30 luglio 2016 ore 22.20 magnitudo 3.8 comune Pramollo poi nel cuneese
vicino al Monviso le ultime a Carmagnola.
Ho letto che in Piemonte esiste una faglia attiva ITCS023 lunga circa 30 km che passa da Torre Pellice a None passando per Pinerolo ed una fuori confine Briançonnais FRCS001 sul versante francese delle Alpi.
La mia domanda è queste micro scosse possono dar luogo a terremoti forti anche in zona non altamente sismica ed Torino rischia
Cordialisaluti
Risponde Paolo Augliera il 2017-02-06 15:12:14
La classificazione sismica in zone del territorio nazionale è attualmente superata dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2008).
In particolare: "[...] La classificazione sismica (zona sismica di appartenenza del comune) rimane utile solo per la gestione della pianificazione e per il controllo del territorio da parte degli enti preposti (Regione, Genio civile, ecc.)."
Per maggiori dettagli veda qui:
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/classificazione.wp

Non esiste scientificamente una correlazione certa e diretta tra piccole scosse e eventi significativi successivi. A volte si hanno anche eventi "isolati", che non sono cioè caratterizzati da una sismicità precedente.

La sorgente composita a cui fa riferimento (Database DISS, ITCS023) "unisce" in realtà due sorgenti "individuali" con estensioni di faglia inferiori (ordine dei 7x5 km per Torre Pellice; 6x4,5 km per Pinerolo) con una Mw 5.6-5.7 con periodi di ritorno da 400-4000 anni.
L'evento storico riconducibile per la sorgente Torre Pellice è quello del 2 Aprile 1808, M 5.7; per Pinerolo il 16 Aprile 1808, M 5.6.

Consideri che le sorgenti composite sono riferibili ad eventi con periodi di ricorrenza più elevati rispetto a singoli eventi. Veda ad es:
http://diss.rm.ingv.it/diss/index.php/tutorial/16-composite-seismogenic-source

Un altro evento con magnitudo anche superiore, rispetto a quello da lei segnalato per il 2016, è avvenuto il 25.07.2011 (Mw 4.3, epicentro a circa 10 km da Rosta).

Dobbiamo abituarci a considerare che abitiamo in una paese sismico. l'Italia è stata, è e sempre sarà caratterizzata dall'accadimento di terremoti. La maggior parte delle persone ne ha coscienza ogni 5-10 anni, al verificarsi di una nuova scossa significativa in qualche parte in Italia.
Occorre intervenire sulla vulnerabilità degli edifici, soprattutto nelle aree a pericolosità sismica molto elevata.

Per maggiori dettagli sulla pericolosità sismica le fornisco i link di un blog di uno dei coordinatori del progetto che ha dato vita alla carta di pericolosità sismica nazionale

https://terremotiegrandirischi.com/2016/09/26/che-cose-la-mappa-di-pericolosita-sismica-prima-parte-di-massimiliano-stucchi/

https://terremotiegrandirischi.com/2016/10/05/la-mappa-di-pericolosita-sismica-parte-seconda-usi-abusi-fraintendimenti-di-massimiliano-stucchi/

Cordialmente
Paolo Augliera
5 faglie Enrica Bernabei Milano (MI) 06-02-2017
Quesito:
Buon giorno vorrei far ricorso alla vs eccellente preparazione per porvi le seguenti domande: 1quante e quali faglie esistono in Assisi e quali effetti di sito avete notato su questo terreno; 2quali sono le 3 faglie coinvolte nel sisma del 1997 con M 6 a Colfiorito e a Sellano; 3in genere le faglie continuano a crearsi o sono già note; 4interessante notare che il 30/10/16 ci fu 6.5 in prov. di PG ma sia la prov. di RI sia quella di AP furono toccate da scosse 4.0 c'entra col fatto che può succedere che una faglia possa smuovere un'altra faglia? 5è un dato acquisito che una faglia potrebbe influenzare un'altrasi sa a posteriori?GRAZIE
Risponde Paolo Augliera il 2017-02-08 19:47:22
Gent.ma Sig.ra
mi rendo conto che non è semplice districarsi tra faglie visibili in superficie, faglie sismogenetiche, meccanismo di rottura su piano di faglia (generazione di un terremoto).
Non sono concetti semplicissimi, difficile anche sintetizzarli in una risposta per mail.
Provo a darle delle indicazioni.

Per quanto riguarda le faglie le ho segnalato la banca dati DISS, puo' consultarla sia scorrendo i nomi delle varie sorgenti sismogenetiche
http://diss.rm.ingv.it/dissnet/CadmoDriver?_token=NULLNULLNULLNULL&_page=plogin_x&_state=find&_action_do_list=1

oppure interrogando direttamente dalla mappa WebGis
http://diss.rm.ingv.it/dissmap/dissmap.phtml

Per Assisi una sorgente di riferimento è la ITIS060 (Bastia, evento di M 5.4 del 12 febbraio 1854)
Trova le sorgenti di riferimento anche per Sellano e Colfiorito.

Domanda 3) Come vede quindi le principali faglie sismogenetiche sono in genere già note. Semplificando, quella che si "crea" è la rottura lungo un piano di faglia.

Domanda 4-5) si tratta del cosiddetto "Coulomb stress transfer". In sintesi e semplificando una rottura all'interno della terra provoca un accumulo di "tensioni" in determinate direzioni (aumentando la possibilità di avere eventi sismici per situazioni in cui l'accumulo di energia è già prossimo per dar luogo alla rottura lungo un piano di faglia).
Si possono fare delle ipotesi su quali possono essere le strutture interessate da una faglia "contigua" (esistono anche software di uso abbastanza comune per i ricercatori-sismologi specialisti di questo tema, ad es. https://earthquake.usgs.gov/research/software/coulomb/). Non sappiamo però quanto sia vicina alla rottura ogni sorgente sismogenetica, quale sia lo sforzo accumulato per ognuna di esse.


Cordialmente
P.A.
3 Veifica orario scossa sismica Nicola Di Paola Mugnano Del Cardinale (AV) 30-01-2017
Quesito:
Avendo vissuto in prima persona evento sismico in Mugnano del Cardinale AV in data 29.01.2017 ore 20 35
SI CHIEDE MOTIVO PER IL QUALE VIENE RIPORTATO SU VOSTRO SITO ORARIO DIVERSO E CIOÈ ORE 19 35.
Risponde Paolo Augliera il 2017-01-30 10:03:42
Come avviene per tutti i centri sismologici nel mondo, l'ora degli eventi è indicata con orario UTC.
Sotto le riporto quanto indicato in:
http://cnt.rm.ingv.it/help
(trova le stesse informazioni cliccando su GUIDA AL SITO, a destra nella stessa riga dove sono riportati LISTA TERREMOTI, STRUMENTI, ...)

Cordialmente
P. Augliera

"Nella tabella iniziale di questo sito viene fornito il tempo origine in UTC (Tempo Coordinato Universale, il fuso orario di riferimento da cui tutti gli altri fusi orari del mondo vengono calcolati). I sismologi usano UTC per uniformarsi ad una unica misura temporale e, quindi, evitare confusione causata dai fusi orari locali e dall’ora legale. Sulle pagine dei singoli eventi, è disponibile anche il tempo origine in base all’ora italiana, e per i terremoti che avvengono in zone con fuso orario diverso da quello italiano viene indicato anche l’orario all’epicentro.

L'ora locale italiana è UTC +1 ora quando è in vigore l'ora solare e UTC +2 ore quando è in vigore l'ora legale."
2 Terremoto Messina 1908 Marco Rho Cornaredo (MI) 23-01-2017
Quesito:
Sappiamo che il terremoto di Messina del 1908 portò distruzione e innumerevoli vittime inoltre in un luogo dove si è verificato un evento sismico di una certa magnitudo esistono elevatissime probabilità che prima o poi anche a distanza di un secolo o più se ne verifichi un altro anche di pari intensità. Quindi mi chiedo: se oggi dovesse ripetersi l'evento del 1908 quali sarebbero i risultati in termini di vittime e danni?

Il quesito che vi sottopongo è questo: la domanda che mi sono fatto e le premesse che la precedono sono sensate?

Cordiali saluti

Risponde Paolo Augliera il 2017-01-23 18:05:41
La probabilità che un certo valore di scuotimento si verifichi in un dato intervallo di tempo viene definita attraverso la pericolosità sismica.
Sotto un link descrittivo:
http://www.mi.ingv.it/pericolosita-sismica/

Le conseguenze di un terremoto (oltre che dalla magnitudo e dalla distanza dalla sorgente del terremoto) sono strettamente legate soprattutto alla vulnerabilità degli edifici (per tipologia, progettazione inadeguata, scadente qualità dei materiali e modalità di costruzione, scarsa manutenzione).

Almeno le nuove costruzioni (specie nelle zone ad alta pericolosità sismica) dovrebbero essere edificate seguendo adeguatamente le vigenti norme ed essere progettate secondo criteri antisismici. In tal modo, il ripetersi di un evento "storico", potrebbe (e dovrebbe) avere un impatto inferiore, specialmente in termini di vittime.

Di seguito le fornisco il link a un lavoro (che non entra nel dettaglio sismologico/ingegneristico e quindi più leggibile per i non specialisti) che descrive uno dei possibili scenari per un evento tipo quello del 1908.

http://archivio-mondodigitale.aicanet.net/Rivista/10_numero_4/Colombi_p_33_42.pdf


Se vuole approfondire le sue conoscenze relative al terremoto del 1908 può ad esempio fare riferimento agli atti di un convegno, tenutosi in occasione del centenario dell'evento.

Riassunti estesi del Convegno: 1908 - 2008 Scienza e Società a cento anni dal Grande Terremoto AA. VV. a cura di Daniela Di Bucci, Giancarlo Neri, Gianluca Valensise

Link
http://istituto.ingv.it/l-ingv/produzione-scientifica/miscellanea-ingv/numeri-pubblicati-2008


Cordialmente
P. Augliera
1 mappa velocità crosta terrestre rilevate con GPS Roberto Rossi Casale Monferrato (AL) 22-01-2017
Quesito:
Buongiorno
ho avuto modo di seguire sul canale RAI Scuola una puntata della trasmissione Nautilus dedicata ai terremoti e all'attività del Vs. Istituto. Durante tale trasmissione il Dott. Stefano Gresta ha fra le altre parlato della metodologia di studio dei terremoti tramite la mappa delle velocità di spostamento della crosta terrestre rilevate per mezzo sistema GPS. Desidererei conoscere qualche dettaglio in più su tali studi e se possibile visionare tale mappa aggiornata.
Ringrazio per la cortese attenzione ed esprimo il più vivo apprezzamento per il Vs. prezioso e qualificato lavoro.
Cordialità
Roberto Rossi
Risponde Paolo Augliera il 2017-01-22 20:42:52
Per avere maggiori informazioni sui dati e le analisi GPS può utilizzare il sito dedicato:
http://ring.gm.ingv.it

Troverà descrizione delle metodologie, metadati, risultati analisi e articoli scientifici sul tema.
Cordialmente
P. Augliera