Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sezione di Milano
 
    
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Elaborazioni storico-macrosismiche - Terremoto aquilano del 6 aprile 2009-
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Terremoti storici nell'area colpita dagli eventi sismici dell'aprile 2009

(a cura di A. Rovida, V. Castelli, R. Camassi, M. Stucchi, 10 aprile 2009)

 

L’area che comprende la zona colpita dalla sequenza sismica in corso è stata sede di numerosi terremoti distruttivi di cui si ha riscontro a partire dal 1300 (vedi figura, da CPTI08 e DBMI08, in pubblicazione).
In particolare, in aggiunta alla sequenza del 1703 (14 gennaio, Norcia; 2 febbraio, Aquilano) e al grande terremoto della Marsica (1915), si ricordano:

  • alcuni terremoti che hanno colpito l’area odierna, distruttivi (1315, 1461 e 1762) o comunque abbastanza forti (1958);
  • l ’evento del 1639, che ha danneggiato la conca di Amatrice;
  • gli eventi del 1950 e 1951 nell’area a Nord del Gran Sasso;
  • gli eventi del 1706 e 1933 nell’area della Maiella.

Forti danni nell’area più colpita dalla sequenza in atto sono stati provocati anche dal terremoto del 1456 (Molise). All’Aquila sono segnalati forti danni anche in occasione del complesso terremoto del 1349.

Si osserva che la zona a sud-est di quella attualmente più colpita, fino a Sulmona, non risulta sede di eventi sismici negli ultimi 600 anni.
Analogamente, non si hanno informazioni di terremoti forti generatisi nell’area fra il Gran Sasso e la zona di Amatrice.

 


Appendice 1 – L’evento del 1461.

L’evento del 1461 si segnala per la somiglianza con quello attuale, con un gravissimo quadro di danni a L’Aquila e in alcune località minori di una limitata area a sud-est, e una lunga serie di repliche alcune delle quali molto forti. Le fonti attestano la pressoché totale distruzione di Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant’Eusanio Forconese.

 

"[...] allo stato funesto della Città rovinata in tante parti, e guaste in tutte le altre, talché la quarta parte di essa restò adeguata al suolo, e le altre tre rotte, e lesionate, si aggiunse il non meno funesto del contado. In esso fu il danno ineguale giacché ne toccò il maggiore ai castelli di Sant'Eusanio, di Castelnuovo, di Onda, e del Poggio presso Picenza. Questo cadde quasi del tutto, nell'altro di Sant'Eusanio rovinarono tutte le case, e le chiese sicché non rimasero nepure le mura laterali in piedi né chiesa alcuna e vi morirono persone in più gran numero che altrove onde lo scrissero totalmente rovinato. Eguali furono i danni di Castelnuovo divenuto un mucchio di sassi, caduti anche i torrioni delle mura comuni colla morte di 28 persone, tutte native del luogo [...] Nella Villa di Onda né tampoco restò casa impiedi [...]" (Anton Ludovico Antinori, sec. XVIII. Annali degli Abruzzi)

 


Appendice 2 - Storie sismiche di alcune località dell’area

 

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- ultima modifica 11/04/09
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